Trasporto nazionale passeggeri per ferrovia – Governance infrastrutture ferroviarie – Apertura mercato

    DECRETO LEGISLATIVO 23 novembre 2018, n. 139

    Attuazione della direttiva (UE) 2016/2370 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 dicembre 2016, che modifica la direttiva 2012/34/UE per quanto riguarda l’apertura del mercato dei servizi di trasporto nazionale dei passeggeri per ferrovia e la governance dell’infrastruttura ferroviaria

                        IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 
     
      Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione; 
      Visto l'articolo 14 della legge 23 agosto  1988,  n.  400,  recante
    disciplina dell'attivita' di Governo e ordinamento  della  Presidenza
    del Consiglio dei ministri; 
      Vista la legge 24 dicembre 2012, n.  234,  recante  norme  generali
    sulla partecipazione dell'Italia  alla  formazione  e  all'attuazione
    della normativa e delle politiche dell'Unione europea; 
      Vista la legge 25 ottobre 2017, n. 163, recante delega  al  Governo
    per il recepimento delle direttive europee e  l'attuazione  di  altri
    atti dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2016-2017; 
      Vista la direttiva (UE) 2016/2370  del  Parlamento  europeo  e  del
    Consiglio del 14 dicembre 2016, che modifica la direttiva  2012/34/UE
    per quanto riguarda l'apertura del mercato dei servizi  di  trasporto
    nazionale   di   passeggeri   per   ferrovia    e    la    governance
    dell'infrastruttura ferroviaria; 
      Vista la legge 10 ottobre 1990, n. 287, recante norme per la tutela
    della concorrenza e del mercato, ed in particolare l'articolo 7; 
      Visto il decreto legislativo 19  novembre  1997,  n.  422,  recante
    conferimento alle regioni ed agli enti locali di funzioni  e  compiti
    in materia di trasporto pubblico locale,  a  norma  dell'articolo  4,
    comma 4, della legge 15 marzo 1997, n. 59; 
      Visto il decreto  legislativo  10  agosto  2007,  n.  162,  recante
    attuazione delle direttive  2004/49/CE  e  2004/51/CE  relative  alla
    sicurezza e allo sviluppo delle ferrovie comunitarie; 
      Visto l'articolo 37 del decreto-legge  6  dicembre  2011,  n.  201,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214; 
      Visto il decreto  legislativo  15  luglio  2015,  n.  112,  recante
    attuazione della direttiva 2012/34/UE del Parlamento  europeo  e  del
    Consiglio,  del  21  novembre  2012,  che   istituisce   uno   spazio
    ferroviario europeo unico (rifusione); 
      Visto il decreto del Ministro delle infrastrutture e dei  trasporti
    5 agosto 2016, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale  della  Repubblica
    italiana n. 216 del 15 settembre 2016, recante  individuazione  delle
    reti ferroviarie rientranti nell'ambito di applicazione  del  decreto
    legislativo 15 luglio 2015, n. 112, per le quali sono attribuite alle
    Regioni  le  funzioni  e   i   compiti   di   programmazione   e   di
    amministrazione; 
      Visto il decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti
    14 ottobre 2016, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
    italiana n. 286 del 7  dicembre  2016,  recante  aggiornamento  delle
    modalita' del pagamento e dell'ammontare  del  diritto  dovuto  dalle
    imprese per l'istruttoria, le verifiche, i controlli e  le  procedure
    di rilascio della licenza ferroviaria; 
      Vista la preliminare  deliberazione  del  Consiglio  dei  ministri,
    adottata nella riunione dell'8 agosto 2018; 
      Acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti  tra
    lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano; 
      Acquisiti i pareri delle competenti commissioni  della  Camera  dei
    deputati e del Senato della Repubblica; 
      Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri,  adottata  nella
    riunione del 20 novembre 2018; 
      Sulla proposta del Ministro per gli affari europei e  del  Ministro
    delle infrastrutture e dei trasporti,  di  concerto  con  i  Ministri
    degli  affari  esteri  e  della  cooperazione  internazionale,  della
    giustizia e dell'economia e delle finanze; 
     
                                    Emana 
     
                      il seguente decreto legislativo: 
     
                                   Art. 1 
     
              Modifiche all'articolo 1 del decreto legislativo 
                           15 luglio 2015, n. 112 
     
      1. All'articolo 1 del decreto legislativo 15 luglio 2015,  n.  112,
    sono apportate le seguenti modificazioni: 
        a) al comma 6, primo periodo, dopo le  parole  «di  Trento  e  di
    Bolzano,»  sono  inserite  le  seguenti:  «sentito   l'organismo   di
    regolazione di cui all'articolo 3, comma 1, lettera t),» e, al quarto
    periodo, le parole «paragrafo 3»,  sono  sostituite  dalle  seguenti:
    «paragrafo 4»; 
        b) al comma 8, le parole  «direttiva  2004/17/CE  del  Parlamento
    europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004 che coordina le  procedure
    di appalto degli enti erogatori di acqua e di energia, degli enti che
    forniscono servizi di trasporto e servizi  postali»  sono  sostituite
    dalle seguenti: «direttiva 2014/25/UE del Parlamento  europeo  e  del
    Consiglio del 26 febbraio 2014, sulle procedure d'appalto degli  enti
    erogatori nei settori dell'acqua, dell'energia, dei trasporti  e  dei
    servizi postali e che abroga la direttiva  2004/17/CE,  recepita  dal
    codice dei contratti pubblici di cui al decreto legislativo 18 aprile
    2016, n. 50.». 
    
                                   Art. 2 
     
              Modifiche all'articolo 3 del decreto legislativo 
                           15 luglio 2015, n. 112 
     
      1. All'articolo 3, comma 1, del decreto legislativo 15 luglio 2015,
    n. 112, sono apportate le seguenti modificazioni: 
        a) la lettera  b)  e'  sostituita  dalla  seguente:  «b)  gestore
    dell'infrastruttura:  qualsiasi  organismo  o  impresa   responsabili
    dell'esercizio, della manutenzione e del rinnovo  dell'infrastruttura
    ferroviaria di una rete nonche' della partecipazione al suo  sviluppo
    come stabilito dallo Stato nell'ambito della  sua  politica  generale
    sullo sviluppo e sul finanziamento dell'infrastruttura;»; 
        b) dopo la lettera b) sono inserite le seguenti: 
          «b-bis)   sviluppo    dell'infrastruttura    ferroviaria:    la
    programmazione  di  rete,  la  programmazione  finanziaria  e   degli
    investimenti,   nonche'   la   costruzione   e    il    potenziamento
    dell'infrastruttura; 
          b-ter)     esercizio      dell'infrastruttura      ferroviaria:
    l'assegnazione delle tracce ferroviarie, la gestione del  traffico  e
    l'imposizione di canoni per l'utilizzo dell'infrastruttura; 
          b-quater)  manutenzione  dell'infrastruttura   ferroviaria:   i
    lavori  destinati  a  mantenere  le   condizioni   e   la   capacita'
    dell'infrastruttura esistente; 
          b-quinquies) rinnovo dell'infrastruttura ferroviaria: i  lavori
    di sostituzione di vasta portata  sull'infrastruttura  esistente  che
    non ne modificano la prestazione globale; 
          b-sexies)  potenziamento  dell'infrastruttura  ferroviaria:   i
    lavori di modifica di vasta portata sull'infrastruttura esistente che
    ne migliorano la prestazione globale; 
          b-septies) funzioni essenziali del gestore dell'infrastruttura:
    l'adozione  di  decisioni  relative  all'assegnazione  delle   tracce
    ferroviarie, incluse  sia  la  definizione  e  la  valutazione  della
    disponibilita' che l'assegnazione delle singole tracce ferroviarie, e
    l'adozione di  decisioni  relative  all'imposizione  dei  canoni  per
    l'utilizzo  dell'infrastruttura,  comprendenti  il   calcolo   e   la
    riscossione  dei  canoni,  in  conformita'   ai   criteri   stabiliti
    dall'organismo  di  regolazione,  ai  sensi,  in  particolare,  degli
    articoli 17 e 26 del presente decreto;»; 
        c) la lettera q) e' abrogata; 
        d) la  lettera  r)  e'  sostituita  dalla  seguente:  «r)  titolo
    autorizzatorio:   il   titolo   rilasciato   dal    Ministro    delle
    infrastrutture  e  dei  trasporti,   su   richiesta   delle   imprese
    ferroviarie in possesso di licenza, che  consente  l'espletamento  di
    servizi sul territorio nazionale a condizioni di reciprocita' qualora
    si tratti di imprese ferroviarie aventi sede al di fuori  dell'Unione
    europea o loro controllate ai sensi dell'articolo 7  della  legge  10
    ottobre 1990, n. 287;»; 
        e) dopo la lettera uu) sono aggiunte, in fine, le seguenti: 
          «uu-bis) impresa a integrazione verticale: un'impresa  per  cui
    si verifica, ai sensi del regolamento (CE) n. 139/2004 del Consiglio,
    una delle situazioni seguenti: 
            1)  un  gestore   dell'infrastruttura   e'   controllato   da
    un'impresa  che  contemporaneamente  controlla  una  o  piu'  imprese
    ferroviarie che effettuano servizi ferroviari sulla rete del  gestore
    dell'infrastruttura; 
            2) un gestore dell'infrastruttura e'  controllato  da  una  o
    piu' imprese ferroviarie che effettuano servizi ferroviari sulla rete
    del gestore dell'infrastruttura; 
            3) una o piu'  imprese  ferroviarie  che  effettuano  servizi
    ferroviari  sulla   rete   del   gestore   dell'infrastruttura   sono
    controllate da un gestore dell'infrastruttura; 
            4) un'impresa costituita da divisioni distinte, in cui vi sia
    un gestore dell'infrastruttura e una o piu' divisioni che  forniscono
    servizi di trasporto non dotate di personalita'  giuridica  distinta.
    Se sono pienamente indipendenti l'uno dell'altra,  ma  entrambi  sono
    controllati direttamente dallo Stato senza un'entita' intermedia,  il
    gestore  dell'infrastruttura  e  l'impresa   ferroviaria   non   sono
    considerati un'impresa ad integrazione verticale ai fini del presente
    decreto; 
          uu-ter)  biglietto  cumulativo:  uno  o  piu'   biglietti   che
    rappresentano  un  contratto  di  trasporto  per  servizi  ferroviari
    consecutivi effettuati da una o piu' imprese ferroviarie; 
          uu-quater) servizi di trasporto passeggeri ad  alta  velocita':
    servizi di trasporto ferroviario di passeggeri  effettuati  su  linee
    appositamente costruite per l'alta velocita' attrezzate per velocita'
    generalmente pari o superiori a 250 km/h.». 
    
                                   Art. 3 
     
              Modifiche all'articolo 6 del decreto legislativo 
                           15 luglio 2015, n. 112 
     
      1. All'articolo 6 del decreto legislativo 15 luglio 2015,  n.  112,
    sono apportate le seguenti modificazioni: 
        a) il comma 2 e' abrogato; 
        b) il  comma  3  e'  sostituito  dal  seguente:  «3.  Le  imprese
    ferroviarie aventi sede  al  di  fuori  dell'Unione  europea  o  loro
    controllate ai sensi dell'articolo 7 della legge 10 ottobre 1990,  n.
    287, devono possedere, in aggiunta a quanto previsto al comma  1,  il
    titolo autorizzatorio di cui all'articolo 3, comma 1, lettera r).». 
    
                                   Art. 4 
     
              Modifiche all'articolo 7 del decreto legislativo 
                           15 luglio 2015, n. 112 
     
      1. All'articolo 7 del decreto legislativo 15 luglio 2015,  n.  112,
    sono apportate le seguenti modificazioni: 
        a) al comma 4,  le  parole  «Dipartimento  per  i  trasporti,  la
    navigazione ed i sistemi informativi e  statistici»  sono  sostituite
    dalle seguenti: «Dipartimento per i trasporti,  la  navigazione,  gli
    affari generali ed il personale»; 
        b) al comma 5, l'ultimo periodo e' soppresso. 
    
                                   Art. 5 
     
              Modifiche all'articolo 8 del decreto legislativo 
                           15 luglio 2015, n. 112 
     
      1. All'articolo 8, comma 2, del decreto legislativo 15 luglio 2015,
    n. 112, dopo la lettera f) e' aggiunta la seguente: «f-bis) non  aver
    riportato sentenza definitiva di condanna per illeciti  penali  gravi
    connessi a obblighi derivanti da contratti collettivi vincolanti.». 
    
                                   Art. 6 
     
              Modifiche all'articolo 9 del decreto legislativo 
                           15 luglio 2015, n. 112 
     
      1. All'articolo 9 del decreto legislativo 15 luglio 2015,  n.  112,
    sono apportate le seguenti modificazioni: 
        a) al comma 4, l'ultimo periodo e' soppresso; 
        b) il comma 12 e' sostituito dal seguente: «12. Nei casi  di  cui
    al comma 11, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti chiede
    evidenza, altresi', della permanenza delle condizioni per il rilascio
    del titolo autorizzatorio di cui all'articolo  3,  comma  1,  lettera
    r).»; 
        c) al comma 15, l'ultimo periodo e' soppresso. 
    
                                   Art. 7 
     
            Sostituzione dell'articolo 11 del decreto legislativo 
                           15 luglio 2015, n. 112 
     
      1. L'articolo 11 del decreto legislativo 15 luglio 2015, n. 112, e'
    sostituito dal seguente: 
        «Art. 11 (Indipendenza del gestore dell'infrastruttura). - 1.  Il
    gestore dell'infrastruttura di cui all'articolo 3, comma  1,  lettera
    b),  e'  un'entita'  giuridicamente  distinta  da  qualsiasi  impresa
    ferroviaria e, nelle imprese a integrazione verticale,  da  qualsiasi
    altra entita' giuridica all'interno dell'impresa. 
        2. Nel rispetto delle regole quadro e specifiche  in  materia  di
    canoni e di assegnazione di capacita' di infrastruttura,  il  gestore
    dell'infrastruttura  e'  autonomo  e   responsabile   della   propria
    gestione, della  propria  amministrazione  e  del  proprio  controllo
    interno. 
        3. Il gestore  dell'infrastruttura  ferroviaria  e'  responsabile
    dell'esercizio  e  dello  sviluppo  dell'infrastruttura   ferroviaria
    nonche' del controllo della circolazione in sicurezza  dei  convogli,
    della manutenzione e del rinnovo dell'infrastruttura ferroviaria, sul
    piano   tecnico,    commerciale    e    finanziario,    assicurandone
    l'accessibilita',  la  funzionalita',  nonche'  la  diffusione  delle
    informazioni  relative  all'accesso  all'infrastruttura  a  tutte  le
    imprese interessate a  condizioni  eque  e  non  discriminatorie.  Il
    gestore   dell'infrastruttura   deve,   altresi',    assicurare    la
    manutenzione  e  la  pulizia  degli  spazi  pubblici  delle  stazioni
    passeggeri. Tale obbligo viene trasferito,  con  apposito  accordo  e
    senza ulteriori oneri per la finanza pubblica, in capo al gestore  di
    stazione,  qualora  quest'ultimo  non   coincida   con   il   gestore
    dell'infrastruttura, fatta eccezione  per  le  aree  funzionali  alle
    attivita' proprie del gestore dell'infrastruttura. 
        4. Al gestore dell'infrastruttura ferroviaria,  per  la  rete  di
    propria attribuzione, sono affidate, in via esclusiva, entro i limiti
    di cui agli articoli 17 e 26  del  presente  decreto  e  fatto  salvo
    quanto  previsto  dal  comma  11   e   le   specifiche   attribuzioni
    dell'organismo di regolazione, le decisioni  relative  alle  funzioni
    essenziali. Nessuna  entita'  giuridica  all'interno  dell'impresa  a
    integrazione  verticale  puo'  esercitare  un'influenza  determinante
    sulle  decisioni  del  gestore  dell'infrastruttura   relative   alle
    funzioni essenziali. 
        5.  Le  imprese  ferroviarie,   o   qualsiasi   soggetto   avente
    personalita' giuridica pubblica o privata, d'intesa  con  il  gestore
    dell'infrastruttura  possono,  tuttavia,  contribuire  allo  sviluppo
    dell'infrastruttura   ferroviaria,   anche   mediante   investimenti,
    manutenzione e finanziamento diretto o tramite il  gestore  medesimo,
    senza maggiori oneri a carico della finanza pubblica  a  legislazione
    vigente e a condizione che ne sia  garantito  l'accesso  equo  e  non
    discriminatorio. 
        6. Un'impresa ferroviaria o  qualsiasi  altra  entita'  giuridica
    all'interno dell'impresa a integrazione verticale non puo' esercitare
    un'influenza  determinante  sulle  nomine  e  sulla   rimozione   dei
    responsabili dell'adozione di decisioni sulle funzioni essenziali. 
        7. I  responsabili  dell'adozione  di  decisioni  sulle  funzioni
    essenziali non possono ricoprire, per un periodo di ventiquattro mesi
    da quando cessano nelle proprie  funzioni,  alcun  ruolo  all'interno
    delle imprese ferroviarie operanti sulla relativa infrastruttura. 
        8.  I  membri  del  consiglio  di  amministrazione  del   gestore
    dell'infrastruttura, nonche' i dirigenti del gestore che  riferiscono
    loro direttamente, agiscono in maniera non discriminatoria e la  loro
    imparzialita' non deve  essere  compromessa  da  alcun  conflitto  di
    interesse. A tal fine i soggetti di cui al presente comma rilasciano,
    alla societa' di appartenenza, con cadenza annuale una  dichiarazione
    relativa ad ogni eventuale interesse personale di  tipo  finanziario,
    economico o professionale legato, anche potenzialmente, a  un'impresa
    ferroviaria. 
        9.  I  membri  del  consiglio  di  amministrazione  del   gestore
    dell'infrastruttura e i responsabili dell'adozione di decisioni sulle
    funzioni essenziali, o, qualora istituito, del consiglio di vigilanza
    non  possono   al   contempo   essere   membri   del   consiglio   di
    amministrazione, o, qualora istituito, del consiglio di vigilanza  di
    un'impresa ferroviaria. Nelle imprese  a  integrazione  verticale,  i
    membri    del    consiglio    di    amministrazione    del    gestore
    dell'infrastruttura e i responsabili dell'adozione di decisioni sulle
    funzioni essenziali  non  ricevono  alcuna  retribuzione  basata  sui
    risultati da  altra  entita'  giuridica  all'interno  dell'impresa  a
    integrazione   verticale    ne'    premi    legati    ai    risultati
    economico-finanziari  di  specifiche  imprese  ferroviarie.   Possono
    tuttavia ricevere incentivi connessi  alla  prestazione  globale  del
    sistema ferroviario. 
        10. Il  gestore  dell'infrastruttura  ferroviaria  e'  tenuto  al
    rispetto della riservatezza delle  informazioni  commerciali  in  suo
    possesso. In presenza di sistemi informatici comuni a diverse entita'
    all'interno di un'impresa a integrazione  verticale,  l'accesso  alle
    informazioni sensibili relative alle funzioni essenziali e'  limitato
    espressamente    al     personale     autorizzato     dal     gestore
    dell'infrastruttura per l'esercizio di tali funzioni e nei limiti  di
    quanto necessario. Le informazioni sensibili non sono  comunicate  ad
    altre entita' all'interno di un'impresa a integrazione verticale. 
        11. I gestori di  infrastrutture  ferroviarie  regionali  di  cui
    all'articolo 1, comma 4,  nel  caso  in  cui  entro  trecentosessanta
    giorni dalla data di entrata  in  vigore  del  presente  decreto  non
    risultino entita' giuridicamente distinte dall'impresa che svolge  le
    prestazioni di servizio di trasporto sulla medesima rete,  procedono,
    entro i successivi novanta giorni, ad affidare le funzioni essenziali
    di cui all'articolo 3, comma 1, lettera b-septies),  ad  un  soggetto
    terzo, indipendente sul piano giuridico e decisionale  dalle  imprese
    ferroviarie. Tale affidamento e' regolato da apposito accordo tra  le
    parti. Ai gestori di  tali  reti  che  hanno  proceduto  al  suddetto
    affidamento non si applicano le disposizioni di cui al comma  1.  Per
    le finalita' di cui all'articolo 5,  i  gestori  di  tali  reti  sono
    organizzati    come    divisione    incaricata     della     gestione
    dell'infrastruttura, non dotata di personalita'  giuridica,  distinta
    dalla divisione incaricata della prestazione dei servizi  ferroviari.
    Ai capi di divisione incaricati della gestione dell'infrastruttura  e
    della prestazione dei servizi ferroviari si applica il  comma  9.  Il
    rispetto dei requisiti di cui al presente comma e'  dimostrato  nelle
    contabilita' separate delle rispettive divisioni dell'impresa.». 
    
                                   Art. 8 
     
    Inserimento degli articoli 11-bis, 11-ter, 11-quater, 11-quinquies  e
      11-sexies al decreto legislativo 15 luglio 2015, n. 112. 
     
      1. Dopo l'articolo 11 del decreto legislativo 15  luglio  2015,  n.
    112, sono inseriti i seguenti: 
        «Art.  11-bis  (Imparzialita'  del  gestore   dell'infrastruttura
    rispetto alla gestione  del  traffico  e  alla  programmazione  della
    manutenzione).  -  1.  I  responsabili  dell'adozione  di   decisioni
    relative alle funzioni di  gestione  del  traffico  e  pianificazione
    della  manutenzione   agiscono   in   maniera   trasparente   e   non
    discriminatoria e la loro imparzialita' non deve essere  soggetta  ad
    alcun conflitto di interesse.  A  tal  fine  i  soggetti  di  cui  al
    presente comma rilasciano, alla societa' di appartenenza, con cadenza
    annuale  una  dichiarazione  relativa  ad  ogni  eventuale  interesse
    personale di tipo  finanziario,  economico  o  professionale  legato,
    anche potenzialmente, a un'impresa ferroviaria. 
        2. Il gestore dell'infrastruttura e' tenuto, in modo  trasparente
    e  non  discriminatorio,  a  fornire  tempestiva  comunicazione  alle
    imprese  ferroviarie  sia  delle   interruzioni   programmate   della
    circolazione, nell'ambito del prospetto informativo della  rete,  sia
    di quelle non programmate,  tramite  appositi  e  adeguati  strumenti
    informativi.  Qualora  il  gestore  dell'infrastruttura  conceda   un
    ulteriore accesso al processo di gestione del traffico, tale  accesso
    e' concesso in modo trasparente e non  discriminatorio  alle  imprese
    ferroviarie interessate. 
        3. La  programmazione  a  lungo  termine  dei  lavori  di  grande
    manutenzione o rinnovo e' effettuata dal gestore  dell'infrastruttura
    in  modo  non  discriminatorio,   e,   a   tal   fine,   il   gestore
    dell'infrastruttura  consulta  i  richiedenti  e  tiene  conto,   ove
    possibile, delle osservazioni da questi ultimi formulate. 
        Art. 11-ter (Delega e ripartizione  delle  funzioni  del  gestore
    dell'infrastruttura). - 1. A condizione che non sorgano conflitti  di
    interesse  e  sia  garantita  la  riservatezza   delle   informazioni
    sensibili    sotto    il    profilo    commerciale,    il     gestore
    dell'infrastruttura puo': 
          a) delegare funzioni o parti  di  esse  a  un'entita'  diversa,
    purche'  questa  non  sia  un'impresa  ferroviaria,   non   controlli
    un'impresa ferroviaria o non sia da questa  controllata.  All'interno
    di un'impresa a integrazione verticale, le  funzioni  essenziali  non
    possono essere delegate ad alcuna altra entita' inserita nell'impresa
    a  integrazione  verticale,  a   meno   che   tale   entita'   svolga
    esclusivamente funzioni essenziali; 
          b) delegare l'esecuzione di lavori e i relativi  compiti  circa
    lo  sviluppo,  la  manutenzione  e  il  rinnovo   dell'infrastruttura
    ferroviaria  a  imprese  ferroviarie  o  societa'   che   controllano
    l'impresa ferroviaria o sono da essa controllate. 
      2. Il gestore dell'infrastruttura mantiene il potere  di  vigilanza
    relativamente all'esercizio delle funzioni  di  cui  all'articolo  3,
    comma 1, lettera b), e ne  ha  la  responsabilita'.  Le  entita'  che
    svolgono le funzioni  essenziali  si  conformano  agli  articoli  11,
    11-bis e 11-quater. 
      3. Sotto la supervisione dell'organismo di regolazione, il  gestore
    dell'infrastruttura puo' concludere accordi di cooperazione con una o
    piu' imprese ferroviarie in modo non discriminatorio  e  al  fine  di
    ottenere vantaggi per  i  clienti  quali  costi  ridotti  o  migliori
    prestazioni sulla parte della rete coperta dall'accordo.  L'organismo
    di regolazione monitora l'esecuzione di tali accordi e puo', in  casi
    giustificati, raccomandare di porvi termine. 
      Art.  11-quater  (Trasparenza  finanziaria).  -   1.   Il   gestore
    dell'infrastruttura  puo'  utilizzare  le  entrate  derivanti   dalla
    gestione della  rete  dell'infrastruttura  comportanti  l'impiego  di
    fondi pubblici soltanto per finanziare la propria attivita', gestione
    e rimborso dei  prestiti  compresi.  Il  gestore  dell'infrastruttura
    puo', inoltre, utilizzare  gli  eventuali  utili  derivanti  da  tali
    entrate per pagare dividendi ai proprietari dell'impresa, che possono
    comprendere lo Stato e azionisti privati, ma non le imprese che fanno
    parte di un'impresa a integrazione  verticale  e  che  esercitano  un
    controllo   sia   su   un'impresa   ferroviaria   sia   sul   gestore
    dell'infrastruttura. 
      2. Fatto salvo quanto previsto dai commi successivi, sono vietati i
    trasferimenti finanziari tra  il  gestore  dell'infrastruttura  e  le
    imprese ferroviarie e, nelle imprese a integrazione verticale, tra il
    gestore  dell'infrastruttura  e  qualsiasi  altra  entita'  giuridica
    dell'impresa integrata, qualora tali trasferimenti  possano  generare
    distorsioni della  concorrenza  sul  mercato,  anche  in  seguito  ai
    sussidi incrociati. 
      3.  I  dividendi  del  gestore  dell'infrastruttura   prodotti   da
    attivita' che non comportano l'impiego di fondi pubblici o le entrate
    derivanti dai canoni per l'utilizzo  dell'infrastruttura  ferroviaria
    possono essere  utilizzati  anche  da  imprese  che  fanno  parte  di
    un'impresa a integrazione verticale e che esercitano un controllo sia
    su un'impresa ferroviaria sia sul gestore dell'infrastruttura. 
      4. I gestori  dell'infrastruttura  non  concedono,  direttamente  o
    indirettamente, prestiti alle imprese ferroviarie ne'  queste  ultime
    concedono,  direttamente  o  indirettamente,  prestiti   ai   gestori
    dell'infrastruttura. 
      5. Nell'ambito di un'impresa a integrazione  verticale  i  prestiti
    tra le entita' giuridiche  della  stessa  sono  concessi,  erogati  e
    gestiti soltanto a tassi e condizioni di mercato che rispecchiano  il
    profilo di rischio individuale dell'entita' interessata. 
      6. I prestiti tra entita' giuridiche di un'impresa  a  integrazione
    verticale concessi prima del 24 dicembre 2016 restano in essere  fino
    a scadenza, purche' siano stati stipulati a condizioni di  mercato  e
    siano effettivamente erogati e onorati. 
      7. I servizi prestati dalle altre entita' giuridiche di  un'impresa
    a integrazione verticale al gestore dell'infrastruttura si basano  su
    contratti e sono remunerati ai prezzi di  mercato  o  ai  prezzi  che
    rispecchiano il costo di  produzione,  aumentato  di  un  ragionevole
    margine di profitto. 
      8. I debiti imputati al gestore dell'infrastruttura sono nettamente
    separati dai debiti imputati  alle  altre  entita'  giuridiche  delle
    imprese  a  integrazione  verticale.   Tali   debiti   sono   onorati
    separatamente. Cio' non osta a che il pagamento finale dei debiti sia
    effettuato attraverso un'impresa che faccia  parte  di  un'impresa  a
    integrazione verticale e che eserciti un controllo sia su  un'impresa
    ferroviaria sia su un gestore dell'infrastruttura, oppure  attraverso
    un'altra entita' nell'ambito dell'impresa. 
      9. La contabilita' del gestore dell'infrastruttura e  quella  delle
    altre  entita'  giuridiche  inserite  nell'impresa   a   integrazione
    verticale sono tenute in modo da assicurare il rispetto del  presente
    articolo e permettere  di  avere  contabilita'  separate  e  circuiti
    finanziari trasparenti nell'ambito dell'impresa. 
      10.  Nelle   imprese   a   integrazione   verticale,   il   gestore
    dell'infrastruttura  tiene  registrazioni  dettagliate  di  tutti   i
    rapporti commerciali e finanziari con  le  altre  entita'  giuridiche
    dell'impresa in questione. 
      11. I riferimenti di cui al presente articolo relativi  al  gestore
    dell'infrastruttura,  all'impresa  ferroviaria  e  ad  altre  entita'
    giuridiche di un'impresa  ad  integrazione  verticale,  si  intendono
    riferiti anche alle rispettive divisioni dell'impresa. 
      Art. 11-quinquies (Meccanismi di coordinamento). -  1.  Il  gestore
    dell'infrastruttura predispone idonei sistemi di coordinamento per la
    consultazione di tutte  le  imprese  ferroviarie  interessate  e  dei
    richiedenti, anche potenziali. L'organismo di regolazione ha facolta'
    di partecipare alle consultazioni in qualita' di osservatore. 
      2. Il coordinamento, salvo quanto gia' previsto dagli articoli  14,
    comma 1, e 15, commi 2 e 6, riguarda: 
          a) le necessita' dei richiedenti relative alla  manutenzione  e
    allo sviluppo della capacita' di infrastruttura; 
          b) il contenuto degli obiettivi di prestazione  orientati  agli
    utenti contenuti negli accordi contrattuali di cui all'articolo 15  e
    degli incentivi di cui  all'articolo  15,  comma  4,  e  la  relativa
    attuazione; 
          c) questioni di intermodalita' e interoperabilita' da trattarsi
    nell'ambito del piano commerciale di cui all'articolo 15, commi  5  e
    6; 
          d)  qualsiasi  altra  questione  relativa  alle  condizioni  di
    accesso, all'uso dell'infrastruttura e alla qualita' dei servizi  del
    gestore dell'infrastruttura. 
      3. Il gestore dell'infrastruttura previa consultazione con le parti
    interessate, elabora e pubblica  linee  guida  per  il  coordinamento
    delle tematiche di cui alle lettere a), b) e c). Il coordinamento  ha
    luogo annualmente  e  il  gestore  dell'infrastruttura  pubblica  sul
    proprio sito web un'illustrazione delle attivita' intraprese ai sensi
    del presente articolo. 
      4. Il coordinamento a norma del presente articolo non pregiudica il
    diritto dei richiedenti di adire l'organismo  di  regolazione  ne'  i
    poteri dello stesso ai sensi dell'articolo 37. 
      Art. 11-sexies (Rete europea dei gestori dell'infrastruttura). - 1.
    Il gestore dell'infrastruttura ferroviaria nazionale  partecipa  alla
    rete europea dei  gestori  dell'infrastruttura  di  cui  all'articolo
    7-septies della direttiva 2012/34/UE del  Parlamento  europeo  e  del
    Consiglio. E' in ogni caso fatto salvo il diritto del richiedente  di
    adire   l'organismo   di   regolazione   secondo   quanto    previsto
    dall'articolo  37,  anche  in  relazione   alle   questioni   oggetto
    dell'attivita' di coordinamento tra i gestori dell'infrastruttura.». 
    
                                   Art. 9 
     
              Modifiche all'articolo 12 del decreto legislativo 
                           15 luglio 2015, n. 112 
     
      1. All'articolo 12 del decreto legislativo 15 luglio 2015, n.  112,
    sono apportate le seguenti modificazioni: 
        a) il comma 2 e' sostituito dal seguente: 
      «2. Fatto salvo quanto previsto dal regolamento (CE) n.  1370/2007,
    alle  imprese  ferroviarie  e'  concesso,  a  condizioni  eque,   non
    discriminatorie  e  trasparenti,   il   diritto   di   accesso   alla
    infrastruttura ferroviaria, che rientra nell'ambito  di  applicazione
    del presente  decreto,  per  l'esercizio  dei  servizi  di  trasporto
    ferroviario di passeggeri.  Tale  diritto  comprende  l'accesso  alle
    infrastrutture di collegamento  agli  impianti  di  servizio  di  cui
    all'articolo 13, comma 2.»; 
        b) i commi 3 e 4 sono abrogati; 
        c) il comma 5 e' sostituito dal seguente: 
      «5. Lo svolgimento di servizi ferroviari  di  trasporto  passeggeri
    puo' essere soggetto a limitazioni, sulla base di quanto disposto  ai
    commi 6 e 7, da parte dell'organismo  di  regolazione,  tra  un  dato
    punto di partenza e una data destinazione quando uno o piu' contratti
    di servizio  pubblico  coprono  lo  stesso  percorso  o  un  percorso
    alternativo, se l'esercizio di tale diritto compromette  l'equilibrio
    economico del contratto o  dei  contratti  di  servizio  pubblico  in
    questione.»; 
        d) al comma 6, il primo periodo e' sostituito dal seguente: 
      «6. Per stabilire se l'equilibrio  economico  di  un  contratto  di
    servizio pubblico sia compromesso ai sensi del comma  5,  l'organismo
    di regolazione procede ad un'analisi economica oggettiva, basando  la
    propria decisione su criteri prestabiliti da  definirsi  con  proprio
    provvedimento sentito il Ministero dell'economia e delle  finanze,  e
    previa richiesta della competente  autorita'  di  aggiudicazione  del
    contratto    di    servizio    pubblico,    ovvero    del     gestore
    dell'infrastruttura, ovvero dell'impresa ferroviaria che  adempie  al
    contratto  di  servizio  pubblico,  presentata  entro  un  mese   dal
    ricevimento dell'informazione sul previsto servizio di  trasporto  di
    passeggeri di cui all'articolo 24, comma 2.»; 
        e) il comma 7 e' sostituito dal seguente: 
      «7. L'organismo  di  regolazione  motiva  la  propria  decisione  e
    precisa le condizioni alle quali l'autorita' competente,  il  gestore
    dell'infrastruttura, l'impresa ferroviaria che adempie  al  contratto
    di  servizio  pubblico  ovvero  l'impresa  ferroviaria   che   chiede
    l'accesso possono chiedere un riesame della decisione entro  un  mese
    dalla sua notifica.»; 
        f) il comma 8 e' abrogato; 
        g) al comma 9, le parole «commi 4, 5,  6  e  7»  sono  sostituite
    dalle seguenti: «commi 5, 6 e 7»; 
        h) il comma 10 e' sostituito dal seguente: 
      «10.  L'organismo  di  regolazione,  tenuto   anche   conto   delle
    pertinenti   analisi   economiche,   accertata   la    compromissione
    dell'equilibrio economico del contratto di servizio pubblico,  indica
    le eventuali  limitazioni  di  cui  al  comma  5  che  permettano  di
    soddisfare le condizioni per la concessione del diritto di accesso al
    nuovo operatore. L'autorita' competente puo'  richiedere  all'impresa
    ferroviaria oggetto della procedura di cui al comma 6 il pagamento di
    opportuni, trasparenti e non discriminatori diritti di compensazione,
    determinati, previo parere dell'organismo di regolazione, sulla  base
    delle  misure  disposte   dalla   Commissione   europea,   ai   sensi
    dell'articolo  11,  paragrafo  4,  secondo  comma,  della   direttiva
    2012/34/UE del Parlamento europeo e del Consiglio.». 
    
                                   Art. 10 
     
           Inserimento dell'articolo 12-bis al decreto legislativo 
                           15 luglio 2015, n. 112 
     
      1. Dopo l'articolo 12 del decreto legislativo 15  luglio  2015,  n.
    112, e' inserito il seguente: 
        «Art. 12-bis (Servizi di trasporto passeggeri ad alta velocita').
    - 1. Al fine di  sviluppare  il  mercato  dei  servizi  di  trasporto
    passeggeri ad alta velocita',  di  promuovere  un  utilizzo  ottimale
    dell'infrastruttura esistente e di incoraggiare la competitivita' dei
    servizi di trasporto passeggeri ad  alta  velocita'  con  conseguenti
    effetti positivi per i passeggeri, l'esercizio del diritto di accesso
    di  cui  all'articolo  12  relativamente  ai  servizi  di   trasporto
    passeggeri ad alta velocita' puo' essere soggetto solo  ai  requisiti
    stabiliti dall'organismo di  regolazione  conformemente  al  presente
    articolo. 
        2. Qualora, a seguito  dell'analisi  prevista  dall'articolo  12,
    commi 6 e 7, l'organismo di regolazione determini che il servizio  di
    trasporto passeggeri ad alta velocita' previsto tra un dato punto  di
    partenza e una data destinazione compromette  l'equilibrio  economico
    di un contratto di servizio pubblico che copre lo stesso  percorso  o
    un  percorso  alternativo,  l'organismo  di  regolazione  indica   le
    eventuali modifiche al servizio che permetterebbero di soddisfare  le
    condizioni  per  la  concessione  del  diritto  di  accesso  di   cui
    all'articolo 12,  comma  6.  Tali  modifiche  possono  includere  una
    modifica del servizio previsto.». 
    
                                   Art. 11 
     
           Inserimento dell'articolo 13-bis al decreto legislativo 
                           15 luglio 2015, n. 112 
     
      1. Dopo l'articolo 13 del decreto legislativo 15  luglio  2015,  n.
    112, e' inserito il seguente: 
        «Art. 13-bis (Sistema comune d'informazione  e  di  emissione  di
    biglietti cumulativi). - 1. Al fine di  agevolare  e  assecondare  la
    domanda di servizi integrati da parte dei passeggeri, e'  introdotto,
    entro un anno dalla data di entrata in vigore del  presente  decreto,
    un sistema comune d'informazione  e  di  biglietteria  integrate  che
    possa fornire  una  offerta  di  biglietti,  biglietti  cumulativi  e
    prenotazioni, con riferimento ai servizi di trasporto passeggeri  che
    si  svolgono  a  condizioni  di  libero  mercato  e  non  soggetti  a
    contribuzione pubblica. 
        2. Fermi restando il regolamento (CE) n. 1371/2007 del Parlamento
    europeo e del Consiglio e  la  direttiva  2010/40/UE  del  Parlamento
    europeo e del Consiglio, le modalita' di istituzione del  sistema  di
    cui  al  comma  1  sono  definite  con  decreto  del  Ministro  delle
    infrastrutture  e  dei  trasporti,  di  concerto  con   il   Ministro
    dell'economia e delle finanze, sentita l'Autorita' di regolazione dei
    trasporti,  nel  quale  sono  stabilite   anche   le   modalita'   di
    ripartizione dei costi del  servizio  integrato  tra  gli  operatori.
    L'organismo di regolazione  vigila  affinche'  il  sistema  non  crei
    distorsioni di mercato e sia gestito con modalita' di accesso equo  e
    non discriminatorio, anche con riferimento  alla  disponibilita'  dei
    dati sulla base dei quali il sistema medesimo opera. 
        3. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti,
    di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze,  acquisito
    il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
    Regioni  e  le  Province  autonome  di  Trento  e  di  Bolzano,  sono
    individuate  le  modalita'  per  l'estensione  del   sistema   comune
    d'informazione e di biglietteria  integrata  agli  altri  servizi  di
    trasporto passeggeri diversi da quelli di cui al comma 1.». 
    
                                   Art. 12 
     
              Modifiche all'articolo 18 del decreto legislativo 
                           15 luglio 2015, n. 112 
     
      1. All'articolo 18 del decreto legislativo 15 luglio 2015, n.  112,
    il comma 9 e' sostituito dal seguente: 
      «9.  I  canoni  per  l'utilizzo  dell'infrastruttura  di   corridoi
    ferroviari di cui al regolamento (UE) 2016/919 della Commissione sono
    differenziati, nel rispetto dei criteri  definiti  dall'organismo  di
    regolazione, in modo da offrire incentivi  per  dotare  i  treni  del
    sistema di  controllo-comando  e  segnalamento  denominato  "European
    Train Control System" (ETCS), conforme alla versione  adottata  dalla
    decisione 2008/386/CE della Commissione o alle  versioni  successive.
    Detta differenziazione non  comporta  globalmente  un  aumento  delle
    entrate del gestore dell'infrastruttura.  In  deroga  all'obbligo  di
    differenziare i canoni, la suddetta differenziazione  per  l'utilizzo
    dell'infrastruttura non si applica alle linee ferroviarie di  cui  al
    regolamento (UE) 2016/919  della  Commissione,  sulle  quali  possono
    circolare solo i treni dotati dell'ETCS. Nei casi di cui al  presente
    comma, resta ferma la necessita' di assicurare l'equilibrio economico
    finanziario della gestione.». 
    
                                   Art. 13 
     
              Modifiche all'articolo 24 del decreto legislativo 
                           15 luglio 2015, n. 112 
     
      1. All'articolo 24 del decreto legislativo 15 luglio 2015, n.  112,
    il comma  2  e'  sostituito  dal  seguente:  «2.  Il  richiedente  la
    capacita' di infrastruttura al fine  di  effettuare  un  servizio  di
    trasporto di passeggeri, ne informa i gestori  dell'infrastruttura  e
    gli organismi di regolazione interessati almeno diciotto  mesi  prima
    dell'entrata in vigore dell'orario di servizio al quale la  richiesta
    di capacita' si riferisce. Per poter valutare il  potenziale  impatto
    economico sui vigenti contratti di servizio pubblico,  gli  organismi
    di regolazione provvedono  a  che  siano  informate,  senza  indebito
    ritardo e comunque entro dieci giorni, l'autorita' competente che  ha
    aggiudicato sul  percorso  in  questione  un  servizio  di  trasporto
    ferroviario di  passeggeri  definito  in  un  contratto  di  servizio
    pubblico e le imprese  ferroviarie  che  adempiono  al  contratto  di
    servizio pubblico sul percorso  di  tale  servizio  di  trasporto  di
    passeggeri.». 
    
                                   Art. 14 
     
              Modifiche all'articolo 28 del decreto legislativo 
                           15 luglio 2015, n. 112 
     
      1. All'articolo 28, comma 5,  del  decreto  legislativo  15  luglio
    2015, n. 112, le parole «comma 7»  sono  sostituite  dalle  seguenti:
    «comma 10». 
    
                                   Art. 15 
     
              Modifiche all'articolo 35 del decreto legislativo 
                           15 luglio 2015, n. 112 
     
      1. All'articolo 35, comma 3,  del  decreto  legislativo  15  luglio
    2015, n. 112, e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: «L'organismo
    di  regolazione  puo'  imporre  al  gestore  dell'infrastruttura   di
    fornirgli tali informazioni, qualora lo ritenga necessario.». 
    
                                   Art. 16 
     
              Modifiche all'articolo 36 del decreto legislativo 
                           15 luglio 2015, n. 112 
     
      1. All'articolo 36 del decreto legislativo 15 luglio 2015, n.  112,
    sono apportate le seguenti modificazioni: 
        a) il comma 1 e' sostituito dal seguente:  «1.  Nell'eventualita'
    di perturbazioni della circolazione dei treni  a  causa  di  problemi
    tecnici o incidenti, il gestore dell'infrastruttura adotta  tutte  le
    misure necessarie per  il  ripristino  del  normale  svolgimento  del
    servizio. A tal fine egli elabora un piano d'intervento che elenca  i
    vari organismi da informare  in  caso  di  incidenti  gravi  o  serie
    perturbazioni della  circolazione  dei  treni.  Nell'eventualita'  di
    perturbazioni con potenziale impatto sul  traffico  transfrontaliero,
    il gestore dell'infrastruttura condivide le  pertinenti  informazioni
    con gli altri gestori  dell'infrastruttura  la  cui  rete  e  il  cui
    traffico possono subirne le conseguenze e coopera con gli stessi  per
    riportare il traffico transfrontaliero alla normalita'.»; 
        b) dopo il comma 3 e' aggiunto il seguente:  «3-bis.  Le  imprese
    ferroviarie  che  effettuano  servizi  di  trasporto  di   passeggeri
    predispongono  piani  di  emergenza  e  li  trasmettono  al   gestore
    dell'infrastruttura  affinche'  siano  adeguatamente  coordinati  per
    fornire assistenza ai  passeggeri,  ai  sensi  dell'articolo  18  del
    regolamento (CE) n. 1371/2007, nel caso  di  grave  interruzione  del
    servizio.». 
    
                                   Art. 17 
     
              Modifiche all'articolo 37 del decreto legislativo 
                           15 luglio 2015, n. 112 
     
      1. All'articolo 37 del decreto legislativo 15 luglio 2015, n.  112,
    sono apportate le seguenti modificazioni: 
        a) al comma 2, dopo la lettera g), sono aggiunte le seguenti: 
          «g-bis) gestione del traffico; 
          g-ter) programmazione di rinnovo e manutenzione  programmata  o
    non programmata; 
          g-quater) rispetto dei requisiti, inclusi quelli riguardanti  i
    conflitti di interessi di cui agli  articoli  11,  11-bis,  11-ter  e
    11-quater.»; 
        b) al comma  3,  le  parole  «e,  in  particolare,  controlla  le
    attivita' di cui al comma 2, lettere da  a)  a  g)»  sono  sostituite
    dalle seguenti: «incluso, in particolare, il mercato per i servizi di
    trasporto passeggeri ad alta velocita', e le  attivita'  dei  gestori
    dell'infrastruttura di cui al comma 2, lettere  da  a)  a  g-quater).
    L'organismo di regolazione controlla, in particolare, il rispetto del
    comma 2, lettere da a) a g-quater)»; 
        c) al comma 9, la  parola  «g)»  e'  sostituita  dalla  seguente:
    «g-quater)»; 
        d) il comma 13 e' sostituito dal seguente:  «13.  Per  verificare
    l'osservanza delle disposizioni relative alla  separazione  contabile
    di cui all'articolo 5 e delle disposizioni relative alla  trasparenza
    finanziaria di cui all'articolo 11-quater l'organismo di  regolazione
    ha la facolta' di effettuare audit in proprio o di  farli  realizzare
    dai gestori dell'infrastruttura, dagli operatori  degli  impianti  di
    servizio e, se del caso,  dalle  imprese  ferroviarie.  Nel  caso  di
    imprese a integrazione verticale tale facolta' e' estesa a  tutte  le
    entita' giuridiche.  L'organismo  di  regolazione  e'  autorizzato  a
    chiedere  tutte   le   informazioni   pertinenti.   In   particolare,
    l'organismo di regolazione ha la  facolta'  di  chiedere  ai  gestori
    dell'infrastruttura, agli operatori degli impianti di  servizio  e  a
    tutte le imprese o  altre  entita'  che  effettuano  o  integrano  le
    attivita' connesse alle varie categorie di trasporto ferroviario o di
    gestione dell'infrastruttura di cui all'articolo 5, commi 4  e  5,  e
    all'articolo 13 di fornire tutte o parte delle informazioni contabili
    elencate  nell'allegato  IV  del  presente  decreto  e   ogni   altra
    informazione  che  l'organismo   di   regolazione   puo'   richiedere
    nell'esercizio delle  funzioni  di  cui  all'articolo  37,  comma  3,
    lettera b), del decreto-legge 6 dicembre 2011,  n.  201,  convertito,
    con modificazioni, dalla legge 22  dicembre  2011,  n.  214,  con  un
    livello di dettaglio sufficiente secondo quanto ritenuto necessario e
    proporzionato. Fatte salve le competenze  delle  autorita'  nazionali
    responsabili delle questioni inerenti  agli  aiuti  di  Stato,  dalla
    contabilita' l'organismo di regolazione puo' anche trarre conclusioni
    riguardanti  questioni  di  aiuti  di  Stato  di  cui  informa  dette
    autorita'.»; 
        e)  dopo  il  comma  13,  e'  inserito  il   seguente:   «13-bis.
    L'organismo di regolazione verifica  l'esecuzione  degli  accordi  di
    cooperazione di cui all'articolo 11-ter,  comma  3,  e  controlla  il
    rispetto di quanto disposto dall'articolo 11-quater, commi 1, 4, 5, 6
    e 8.». 
    
                                   Art. 18 
     
              Modifiche all'articolo 38 del decreto legislativo 
                           15 luglio 2015, n. 112 
     
      1. All'articolo 38 del decreto legislativo 15 luglio 2015, n.  112,
    sono apportate le seguenti modificazioni: 
        a) dopo il comma  3  e'  inserito  il  seguente:  «3-bis.  Se  le
    questioni riguardanti un servizio internazionale richiedono decisioni
    di due o piu' organismi di regolazione,  l'organismo  di  regolazione
    coopera con gli organismi di regolazione interessati nel  predisporre
    le rispettive decisioni al fine di pervenire a una risoluzione  della
    questione. A tal fine, l'organismo di regolazione interessato  svolge
    le sue funzioni conformemente all'articolo 37.»; 
        b) al comma 8, e' aggiunto, in fine, il seguente periodo:  «Detti
    principi e pratiche comuni includono accordi per la risoluzione delle
    controversie che sorgono nell'ambito del comma 3-bis.». 
    
                                   Art. 19 
     
                     Clausola di invarianza finanziaria 
     
      1. Dall'attuazione delle  disposizioni  del  presente  decreto  non
    devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. 
      2. Le Amministrazioni interessate  provvedono  all'adempimento  dei
    compiti  derivanti  dal  presente  decreto  con  le  risorse   umane,
    strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente. 
    
                                   Art. 20 
     
                    Entrata in vigore e norme transitorie 
     
      1. Il presente decreto entra  in  vigore  il  giorno  successivo  a
    quello  della  sua  pubblicazione  nella  Gazzetta  Ufficiale   della
    Repubblica italiana. 
      2. Le disposizioni di cui agli articoli 2, comma 1,  lettere  c)  e
    d), 3, comma 1, lettere a) e b), 4, comma 1, 6, comma 1, lettere  a),
    b) e c), 9, comma 1, lettere a), b), c), d), e), f) e g), e 13, comma
    1, si applicano a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
      3. Le licenze nazionali di cui all'articolo 3, comma 1, lettera q),
    del decreto legislativo 15 luglio 2015, n. 112, in corso di validita'
    alla data del 1° gennaio  2019,  sono  convertite  in  pari  data  in
    licenze, previa verifica da parte del Ministero delle  infrastrutture
    e dei trasporti del rispetto delle condizioni di cui  all'articolo  7
    del decreto legislativo 15 luglio 2015, n. 112. 
      4. Le imprese ferroviarie che alla data del  1°  gennaio  2019  non
    sono titolari di licenza nazionale possono  richiedere  capacita'  di
    infrastruttura ferroviaria per  lo  svolgimento  di  un  servizio  di
    trasporto nazionale di passeggeri a partire dall'orario  di  servizio
    che inizia il 14 dicembre 2020. 
      5. I decreti di cui all'articolo 13-bis, commi 2 e 3,  del  decreto
    legislativo 15 luglio 2015, n. 112, come introdotti dall'articolo 11,
    comma 1, sono adottati entro centottanta giorni dalla data di entrata
    in vigore del presente decreto. 
      Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
    nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
    italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
    osservare. 
     
        Dato a Roma, addi' 23 novembre 2018