Patti territoriali – Contratti d’area – ZES – Terzo settore – Fondo sviluppo e coesione

    DECRETO-LEGGE 30 aprile 2019, n. 34 – artt. 28, 34, 43 e 44
    Misure urgenti di crescita economica e per la risoluzione di specifiche situazioni di crisi

                                   Art. 28 
     
          Semplificazioni per la definizione dei patti territoriali 
                           e dei contratti d'area 
     
      1. Per  la  definitiva  chiusura  dei  procedimenti  relativi  alle
    agevolazioni  concesse  nell'ambito  dei  patti  territoriali  e  dei
    contratti d'area di cui all'articolo 2, comma 203, lettere d)  e  f),
    della legge  23  dicembre  1996,  n.  662,  le  imprese  beneficiarie
    presentano dichiarazioni sostitutive ai sensi degli articoli 46 e  47
    del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445,
    attestanti in particolare l'ultimazione dell'intervento  agevolato  e
    le spese sostenute per la realizzazione  dello  stesso.  I  contenuti
    specifici, i termini, le modalita' e gli schemi per la  presentazione
    delle  predette  dichiarazioni  sono  individuati  con  decreto   del
    Ministro dello sviluppo economico da emanare  entro  sessanta  giorni
    dalla data di entrata in vigore del  presente  decreto.  L'erogazione
    degli importi spettanti e'  autorizzata  sulla  base  delle  predette
    dichiarazioni nei limiti del contributo concesso e delle disposizioni
    di cui all'articolo 40, comma 9-ter,  del  decreto-legge  6  dicembre
    2011, n. 201, convertito con modificazioni dalla  legge  22  dicembre
    2011, n. 214. Sono fatti salvi i  provvedimenti  adottati  fino  alla
    data di emanazione della predetta direttiva ai sensi della  normativa
    previgente.  Per  l'insieme  delle  imprese  che  non  presentano  le
    dichiarazioni sostitutive sopra indicate, entro sessanta giorni dalla
    data di  pubblicazione  del  predetto  decreto,  il  Ministero  dello
    sviluppo  economico   accerta   la   decadenza   dai   benefici   con
    provvedimento da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
    italiana, con salvezza degli importi  gia'  erogati  sulla  base  dei
    costi e delle spese sostenute. 
      2. Il Ministero dello sviluppo economico, anche per il tramite  del
    nucleo speciale spesa pubblica e repressione frodi comunitarie  della
    Guardia  di  finanza,  ai  sensi  dell'articolo  25,  comma  1,   del
    decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito,  con  modificazioni,
    dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, effettua  controlli  e  ispezioni,
    anche a campione,  sugli  interventi  agevolati  volti  a  verificare
    l'attuazione degli interventi medesimi nonche' la  veridicita'  delle
    dichiarazioni  sostitutive  presentate  ai  sensi  del  comma  1.  Il
    predetto Ministero redige entro il 31 dicembre di  ciascun  anno  una
    relazione di  sintesi  annuale  circa  gli  esiti  dei  controlli  da
    pubblicare  sul  sito  istituzionale.  Agli  oneri  per  i  precitati
    controlli ed ispezioni si provvede, nel limite massimo  di  500  mila
    euro,  a  valere  sulle  risorse  residue   disponibili   dei   patti
    territoriali. Eventuali irregolarita' emerse nell'ambito dei predetti
    controlli comportano la revoca del contributo erogato e l'irrogazione
    di una sanzione amministrativa pecuniaria ai  sensi  della  legge  24
    novembre 1981, n. 689, consistente nel  pagamento  di  una  somma  in
    misura da due a quattro volte l'importo dell'aiuto fruito. 
      3. Fatti salvi gli impegni gia' assunti  in  favore  delle  imprese
    beneficiarie ovvero relativi  alle  rimodulazioni  gia'  autorizzate,
    nonche' le risorse necessarie per la  copertura  degli  oneri  per  i
    controlli e le ispezioni le risorse residue dei  patti  territoriali,
    ove  non  costituiscano  residui  perenti,  sono  utilizzate  per  il
    finanziamento  di  progetti   volti   allo   sviluppo   del   tessuto
    imprenditoriale territoriale, anche mediante  la  sperimentazione  di
    servizi innovativi a supporto delle imprese. Con decreto del Ministro
    dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'economia e
    delle finanze, d'intesa con la Conferenza permanente per  i  rapporti
    tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e  Bolzano,
    sono stabiliti i criteri per la ripartizione e il trasferimento delle
    predette  risorse,  nonche'  la  disciplina  per   l'attuazione   dei
    precitati progetti, anche valorizzando modelli gestionali  efficienti
    e pregresse esperienze positive dei  soggetti  che  hanno  dimostrato
    capacita'  operativa  di  carattere  continuativo  nell'ambito  della
    gestione dei Patti territoriali. 
      4. Alla  compensazione  degli  effetti  finanziari  in  termini  di
    fabbisogno e indebitamento netto, pari a 12,75 milioni  di  euro  per
    l'anno 2019, a 29,75 milioni di euro per l'anno 2020 e a  10  milioni
    di euro per ciascuno degli anni 2022 al 2025, si  provvede  ai  sensi
    dell'articolo 50. 
    

     

                                   Art. 34  
                          Piano grandi investimenti 
                       nelle zone economiche speciali 
     
      1. Ai fini dello sviluppo  di  grandi  investimenti  delle  imprese
    insediate nelle Zone economiche speciali di cui  all'articolo  4  del
    decreto-legge 20 giugno 2017, n. 91, convertito,  con  modificazioni,
    dalla legge 3 agosto  2017,  n.  123,  nonche'  per  l'attrazione  di
    ulteriori  nuove  iniziative  imprenditoriali,  il   Presidente   del
    Consiglio dei ministri o, se nominata, l'Autorita' politica  delegata
    per la coesione, definisce le linee di intervento  denominate  «Piano
    grandi investimenti - ZES» a cui sono destinati 50  milioni  di  euro
    per il 2019, 150 milioni di euro per il 2020 e 100  milioni  di  euro
    per il 2021 a valere sulle risorse  del  Fondo  sviluppo  e  coesione
    (FSC), di cui all'articolo 1, comma 6, della legge 27 dicembre  2013,
    n. 147. 
      2. Il piano puo' essere utilizzato per investimenti,  in  forma  di
    debito o di capitale di rischio, ovvero per  sottoscrivere  quote  di
    fondi di investimento o fondi di fondi o di  altri  veicoli  previsti
    dalla normativa europea che abbiano quale oggetto di investimento  in
    forma di debito o di capitale di rischio. 
      3. Possono essere stipulate convenzioni per la gestione del Piano o
    di  una  sua  parte  con  soggetti  individuati  nel  risetto   della
    disciplina europea e nazionale in materia. 
      4. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente
    decreto, con decreto il Presidente del Consiglio dei ministri  o,  se
    nominata, dell'Autorita' politica delegata per la  coesione,  sentito
    il Ministro dell'economia e delle finanze e sentito il  Ministro  per
    gli affari regionali, sono disciplinate le  linee  di  attivita'  del
    Piano di cui al comma 1, nonche' l'ammontare degli  investimenti,  le
    modalita' di individuazione del soggetto gestore, gli obiettivi e  le
    specifiche di investimento  oggetto  di  intervento  da  parte  dello
    stesso Piano, stabilendo il minimo ammontare dell'investimento. 
    

     

                                   Art. 43  
    Semplificazione degli adempimenti per  la  gestione  degli  enti  del
                                Terzo settore 
     
      1. All'articolo 5 del  decreto-legge  28  dicembre  2013,  n.  149,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014,  n.  13,
    sono apportate le seguenti modificazioni: 
        a) al comma 3, secondo periodo, le parole  «del  finanziamento  o
    del contributo» sono sostituite dalle seguenti: «ovvero, in  caso  di
    finanziamenti o contributi di importo  unitario  inferiore  o  uguale
    a euro 500, entro il mese di marzo  dell'anno  solare  successivo  se
    complessivamente superiori nell'anno a tale importo»; 
        b) al comma 3, quarto periodo, dopo  le  parole  «contestualmente
    alla sua trasmissione» sono aggiunte le seguenti:  «,  anche  tramite
    PEC,»; 
        c) il comma 4 e' sostituito dal seguente: «4. Ai sensi e per  gli
    effetti del presente articolo, sono equiparati ai partiti e movimenti
    politici: 
          a) le fondazioni, le associazioni e i comitati la  composizione
    dei cui organi direttivi o di gestione e' determinata in tutto  o  in
    parte da deliberazioni di partiti o movimenti politici, o l'attivita'
    dei quali si coordina  con  questi  ultimi  anche  in  conformita'  a
    previsioni contenute nei rispettivi statuti o atti costitutivi; 
          b) le fondazioni, le associazioni e i  comitati  i  cui  organi
    direttivi o di gestione sono composti per almeno un terzo  da  membri
    di organi di partiti o movimenti politici ovvero persone che  sono  o
    sono state, nei sei anni precedenti, membri del Parlamento  nazionale
    o europeo o di assemblee elettive regionali o locali  di  comuni  con
    piu' di 15.000 abitanti, ovvero che ricoprono o hanno ricoperto,  nei
    sei anni precedenti,  incarichi  di  governo  al  livello  nazionale,
    regionale o locale, in comuni con piu' di 15.000 abitanti; 
          c) le fondazioni, le associazioni  e  i  comitati  che  erogano
    somme a titolo di liberalita'  o  contribuiscono  in  misura  pari  o
    superiore a euro  5.000  l'anno  al  finanziamento  di  iniziative  o
    servizi a titolo gratuito in favore di partiti, movimenti politici  o
    loro articolazioni, di membri  di  organi  o  articolazioni  comunque
    denominate di partiti o movimenti politici ovvero di persone titolari
    di  cariche  istituzionali  nell'ambito  di  organi  elettivi  o   di
    governo.»; 
          d) dopo il comma 4, e' aggiunto il seguente: «4-bis.  Il  comma
    4, lettera b), non si applica agli enti del  Terzo  settore  iscritti
    nel Registro unico nazionale  di  cui  all'articolo  45  del  decreto
    legislativo 3 luglio 2017, n. 117. Il comma 4,  lettera  b),  non  si
    applica altresi' alle  fondazioni,  alle  associazioni,  ai  comitati
    appartenenti alle confessioni religiose con  le  quali  lo  Stato  ha
    stipulato patti, accordi o intese». 
      2. Fino all'operativita' del Registro  unico  nazionale  del  Terzo
    settore di cui all'articolo 45 del decreto legislativo 3 luglio 2017,
    n. 117, il requisito dell'iscrizione nel predetto  registro  previsto
    dall'articolo 5, comma 4-bis, del decreto-legge 28 dicembre 2013,  n.
    149, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014,  n.
    13, s'intende  soddisfatto  con  l'iscrizione  in  uno  dei  registri
    previsti dalle normative di  settore,  ai  sensi  dell'articolo  101,
    comma 3, del decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117. 
      3. All'articolo 1 della legge 19 gennaio 2019, n. 3, sono apportate
    le seguenti modificazioni: 
        a) al comma 11, terzo periodo, le parole «entro  il  mese  solare
    successivo  a  quello  di  percezione,  in  apposito  registro»  sono
    sostituite dalle seguenti: «entro il mese solare successivo a  quello
    di percezione ovvero, in caso  di  contributi,  prestazioni  o  altre
    forme di sostegno di importo unitario inferiore o uguale a euro  500,
    entro   il   mese   di   marzo   dell'anno   solare   successivo   se
    complessivamente superiori nell'anno  a  tale  importo,  in  apposito
    registro numerato progressivamente  e  firmato  su  ogni  foglio  dal
    rappresentante legale o dal tesoriere,»; al quarto periodo, le parole
    «e in ogni caso l'annotazione deve  essere  eseguita  entro  il  mese
    solare successivo a quello di percezione» sono soppresse; 
        b) al comma 21 dopo le parole «e 12» sono aggiunte  le  seguenti:
    «, primo periodo,»; alla fine del  primo  periodo  sono  aggiunte  le
    seguenti parole:  «,  se  entro  tre  mesi  dal  ricevimento  non  ha
    provveduto al versamento del corrispondente importo alla cassa  delle
    ammende in conformita' al  comma  13»  e,  in  fine,  dopo  il  primo
    periodo, e' aggiunto il seguente: «In caso di violazione del  divieto
    di cui al comma 12, secondo periodo, si applicano le sanzioni di  cui
    al primo periodo del presente comma se entro  tre  mesi  dalla  piena
    conoscenza della sussistenza delle  condizioni  ostative  di  cui  al
    comma 12, secondo periodo, il partito o  movimento  politico  non  ha
    provveduto al versamento del corrispondente importo alla cassa  delle
    ammende in conformita' al comma 13.»; 
        c) al comma 28, dopo il primo periodo, e'  aggiunto  in  fine  il
    seguente: «E' fatto  salvo  quanto  disposto  all'articolo  5,  comma
    4-bis, del decreto-legge 28 dicembre 2013, n.  149,  convertito,  con
    modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014, n. 13.»; 
        d) dopo il comma 28 e' aggiunto il seguente: «28-bis.  In  deroga
    al comma 28, alle fondazioni, alle associazioni e ai comitati di  cui
    all'articolo 5, comma 4, del decreto-legge 28 dicembre 2013, n.  149,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014, n. 13, i
    termini fissati  al  mese  solare  successivo  dal  comma  11,  terzo
    periodo, del presente articolo e dall'articolo 5, comma 3, del citato
    decreto-legge n. 149 del 2013, si intendono fissati, salvo che per  i
    comitati  elettorali,  al  secondo  mese  solare   successivo.   Alle
    fondazioni, alle associazioni e ai comitati di cui al  primo  periodo
    non si applica il comma 12, primo periodo; ai medesimi enti il  comma
    12, secondo periodo, non si applica in caso di  elargizioni  disposte
    da persone fisiche maggiorenni straniere. Agli enti di cui al secondo
    periodo, in caso di violazione degli  ulteriori  divieti  di  cui  al
    comma 12 del presente articolo,  il  comma  21  si  applica  solo  in
    relazione a contributi, prestazioni o  altre  forme  di  sostegno  di
    importo superiore nell'anno a euro 500.». 
      4. I termini di cui all'articolo 1, comma  28-bis,  primo  periodo,
    della legge 19 gennaio 2019, n.  3,  si  applicano  agli  adempimenti
    relativi  ad  elargizioni,  finanziamenti  e  contributi  ricevuti  a
    partire dal centoventesimo giorno successivo alla data di entrata  in
    vigore della medesima legge. 
    
                                   Art. 44  
    Semplificazione ed efficientamento dei  processi  di  programmazione,
      vigilanza ed attuazione degli interventi finanziati dal  Fondo  per
      lo sviluppo e la coesione 
     
      1. Al fine di migliorare il coordinamento unitario  e  la  qualita'
    degli interventi infrastrutturali finanziati con le risorse nazionali
    destinate alle politiche di  coesione  dei  cicli  di  programmazione
    2000/2006, 2007/2013 e 2014/2020, nonche' di  accelerarne  la  spesa,
    per ciascuna Amministrazione centrale, Regione o Citta' metropolitana
    titolare di risorse a valere sul Fondo per lo sviluppo e coesione  di
    cui all'articolo 4, del decreto legislativo 31 maggio 2011, n. 88, in
    sostituzione della pluralita' degli attuali  documenti  programmatori
    variamente denominati e tenendo conto degli interventi  ivi  inclusi,
    l'Agenzia   per   la   coesione   territoriale   procede    ad    una
    riclassificazione  di  tali   strumenti   al   fine   di   sottoporre
    all'approvazione del CIPE, su  proposta  del  Ministro  per  il  Sud,
    autorita' delegata per la coesione, entro quattro  mesi  dall'entrata
    in vigore della  presente  disposizione,  un  unico  Piano  operativo
    denominato «Piano sviluppo e coesione»,  con  modalita'  unitarie  di
    gestione e monitoraggio. 
      2. Al fine di rafforzare il carattere unitario delle  politiche  di
    coesione  e  della  relativa  programmazione  e  di  valorizzarne  la
    simmetria  con  i  Programmi  Operativi  Europei,  ciascun  Piano  e'
    articolato per aree tematiche, in analogia  agli  obiettivi  tematici
    dell'Accordo di Partenariato,  con  conseguente  trasferimento  delle
    funzioni attribuite ai rispettivi strumenti di governance,  istituiti
    con  delibere  del  CIPE  o  comunque  previsti  dai   documenti   di
    programmazione oggetto di riclassificazione, ad appositi Comitati  di
    Sorveglianza, costituiti dalle  Amministrazioni  titolari  dei  Piani
    operativi, ai quali partecipano rappresentanti del  Dipartimento  per
    le politiche di coesione, dell'Agenzia per la coesione  territoriale,
    del Dipartimento per  la  programmazione  e  il  coordinamento  della
    politica economica e dei  Ministeri  competenti  per  area  tematica,
    nonche' del partenariato  economico  e  sociale,  relativamente  agli
    ambiti  di  cui  alle  lettere  d)  ed  e)  del  comma  3.   Per   la
    partecipazione ai Comitati di sorveglianza non sono dovuti gettoni di
    presenza,  compensi,  rimborsi  spese  o  altri  emolumenti  comunque
    denominati. 
      3. I Comitati di sorveglianza di cui al comma 2, ferme restando  le
    competenze specifiche normativamente attribuite alle  amministrazioni
    centrali e alle Agenzie nazionali: 
        a) approvano la metodologia e i criteri usati  per  la  selezione
    delle operazioni; 
        b) approvano le relazioni di attuazione annuali e finali; 
        c) esaminano eventuali proposte di modifiche al Piano  operativo,
    con facolta' di approvazione delle stesse  ai  sensi  del  numero  2,
    lettera g)  della  delibera  CIPE  10  agosto  2016,  n.  25,  ovvero
    esprimendo un parere ai fini  della  sottoposizione  delle  modifiche
    stesse al CIPE; 
        d) esaminano ogni aspetto che incida sui  risultati  comprese  le
    verifiche di efficacia dell'attuazione; 
        e) esaminano i risultati delle valutazioni. 
      4. I Comitati di sorveglianza dei programmi attuativi regionali FSC
    2007-2013 integrano la  propria  composizione  e  disciplina  secondo
    quanto previsto dai commi 2 e 3. 
      5. Le  Amministrazioni  titolari  dei  Piani  sviluppo  e  coesione
    monitorano gli interventi sul proprio sistema  gestionale  e  rendono
    disponibili, con  periodicita'  bimestrale,  i  dati  di  avanzamento
    finanziario, fisico  e  procedurale  alla  Banca  dati  Unitaria  del
    Ministero  dell'economia  e  delle   finanze -   Dipartimento   della
    ragioneria generale dello Stato secondo le disposizioni normative  di
    cui di cui all'articolo 1, comma 703, lettera l), legge  23  dicembre
    2014, n. 190. Gli interventi, pena esclusione dal finanziamento, sono
    identificati con il Codice Unico di Progetto (CUP). 
      6. Restano in  ogni  caso  fermi  le  dotazioni  finanziarie  degli
    strumenti  di  programmazione  oggetto  di  riclassificazione,   come
    determinate alla data di entrata in vigore del presente decreto,  gli
    interventi individuati e il relativo finanziamento,  le  appostazioni
    programmatiche  ove  non  declinate  in  specifici   interventi,   la
    titolarita' dei programmi o delle assegnazioni deliberate dal CIPE, i
    soggetti attuatori, ove individuati anche nei documenti attuativi. 
      7. In sede di prima approvazione, il Piano sviluppo e  coesione  di
    cui al comma 1 puo' contenere: 
        a)  gli  interventi  dotati  di  progettazione  esecutiva  o  con
    procedura di aggiudicazione avviata alla data di  entrata  in  vigore
    del presente decreto; 
        b) gli interventi che, pur non rientrando nella casistica di  cui
    alla  lettera  a),  siano  valutati  favorevolmente  da   parte   del
    Dipartimento per  le  politiche  di  coesione,  dell'Agenzia  per  la
    coesione territoriale,  sentite  le  Amministrazioni  titolari  delle
    risorse di cui al comma 1, in  ragione  dello  stato  di  avanzamento
    della progettazione, dell'effettiva rispondenza  e  sinergia  con  le
    priorita' di sviluppo dei territori e con  gli  obiettivi  strategici
    del nuovo ciclo di programmazione dei fondi  europei,  nonche'  della
    concomitante possibilita'  di  generare  obbligazioni  giuridicamente
    vincolanti entro il 31 dicembre 2021. 
      8. L'amministrazione titolare del  Piano  operativo  oggetto  della
    riclassificazione,  prevista  al  comma  1,  e'  responsabile   della
    individuazione degli interventi, comprensivi di  quelli  previsti  in
    sostituzione degli interventi gia' finanziati alla data di entrata in
    vigore del presente decreto, inclusa la  vigilanza  sulla  attuazione
    dei singoli interventi, l'approvazione di varianti, la  presentazione
    degli stati di avanzamento, nonche'  delle  richieste  di  erogazione
    delle risorse ai beneficiari. 
      9. Per gli interventi di cui al comma 7, lettera b), il  CIPE,  con
    la medesima delibera di approvazione del Piano sviluppo  e  coesione,
    stabilisce, a fini di accelerarne la realizzazione  e  la  spesa,  le
    misure di accompagnamento  alla  progettazione  e  all'attuazione  da
    parte del Dipartimento per le politiche di coesione, dell'Agenzia per
    la coesione territoriale e della Struttura per  la  progettazione  di
    beni ed edifici pubblici di cui  all'articolo  1,  comma  162,  della
    legge 30 dicembre 2018, n. 145. 
      10. Le risorse di cui al comma 1, eventualmente non rientranti  nel
    Piano sviluppo e coesione, sono riprogrammate con  delibera  CIPE  su
    proposta del Ministro per il Sud al fine di contribuire: 
        a) al finanziamento dei Piani sviluppo e coesione  relativi  alle
    Amministrazioni di cui al comma 2 per le quali le risorse di  cui  al
    comma 1 di cui risultino titolari al momento di entrata in vigore del
    presente decreto non siano superiori alle risorse assegnate al  Piano
    sviluppo e coesione relativo alle medesime Amministrazioni  ai  sensi
    del comma 7; 
        b) al finanziamento di «Programmi di piccole opere e manutenzioni
    straordinarie»    per    infrastrutture    stradali,     ferroviarie,
    aeroportuali,  idriche,  nonche'   per   fronteggiare   il   dissesto
    idrogeologico e per la messa in  sicurezza  di  scuole,  ospedali  ed
    altre strutture pubbliche, da attuare  attraverso  lo  strumento  del
    Contratto istituzionale di sviluppo di cui all'articolo 6 del decreto
    legislativo 31 maggio 2011, n.  88  da  stipulare  per  singola  area
    tematica; 
        c)  al  finanziamento  della   progettazione   degli   interventi
    infrastrutturali. 
      11.  Resta  in  ogni  caso  fermo  il   vincolo   di   destinazione
    territoriale di cui all'articolo 1, comma 6, della legge 27  dicembre
    2013, n. 147. Restano, altresi', ferme le  norme  di  legge  relative
    alle risorse di cui al comma 1, in quanto compatibili. 
      12. In relazione alle nuove risorse del Fondo sviluppo  e  coesione
    attribuite con la legge  30  dicembre  2018,  n.  145  e  non  ancora
    programmate  alla  data  di  entrata   in   vigore   della   presente
    disposizione, le proposte di assegnazione di risorse da sottoporre al
    CIPE per  il  finanziamento  di  interventi  infrastrutturali  devono
    essere corredate della positiva  valutazione  tecnica  da  parte  del
    Dipartimento per le politiche di coesione. Salvo diversa  e  motivata
    previsione nella delibera di assegnazione del CIPE, tali assegnazioni
    decadono ove non diano luogo a obbligazioni giuridicamente vincolanti
    entro tre anni dalla pubblicazione  nella  Gazzetta  Ufficiale  della
    Repubblica italiana della medesima delibera. Le relative risorse  non
    possono essere riassegnate alla medesima Amministrazione. 
      13. Al fine di supportare le Amministrazioni  di  cui  al  comma  2
    nella progettazione e realizzazione di interventi infrastrutturali le
    risorse destinate alla progettazione di cui al comma 10,  lettera  c)
    finanziano  i  costi  della  progettazione   tecnica   dei   progetti
    infrastrutturali che abbiano avuto la valutazione positiva  da  parte
    delle strutture tecniche della Presidenza del Consiglio dei ministri,
    sulla base dell'effettiva rispondenza alle priorita' di sviluppo e ai
    fabbisogni del territorio, dell'eventuale necessita' di  fronteggiare
    situazioni emergenziali, da sostenere da parte delle  Amministrazioni
    titolari dei Piani operativi di cui al comma 1, anche  attraverso  il
    ricorso alla Struttura  per  la  progettazione  di  beni  ed  edifici
    pubblici di cui all'articolo 1, comma 162, della  legge  30  dicembre
    2018, n. 145. I progetti per i quali sia completata positivamente  la
    progettazione esecutiva accedono  prioritariamente  ai  finanziamenti
    che si renderanno disponibili per la realizzazione. Alle risorse  del
    Fondo e sviluppo e coesione assegnate alle  finalita'  specifiche  di
    cui al presente comma non  si  applica  il  vincolo  di  destinazione
    territoriale di cui all'articolo 1, comma 6, della legge 27  dicembre
    2013, n. 147. 
      14. Ai Piani operativi redatti a seguito della riclassificazione di
    cui al comma 1 si applicano i principi di cui alla delibera  CIPE  n.
    25/2016. Il CIPE, su proposta del Ministro per il Sud,  d'intesa  con
    il Ministro per gli affari regionali, previa intesa con la Conferenza
    Stato-Regioni, adotta una apposita delibera per  assicurare  la  fase
    transitoria della disciplina dei cicli di programmazione 2000-2006  e
    2007-  2013.  Nelle  more  dell'approvazione  dei  singoli  Piani  di
    sviluppo  e  coesione,  si  applicano  le  regole  di  programmazione
    vigenti. 
      15. Il Ministro per il Sud presenta al CIPE: 
        a) entro il 31 marzo 2020  una  relazione  sull'attuazione  delle
    disposizioni del presente articolo; 
        b) entro il 31 marzo di ogni anno, a partire dall'anno 2020,  una
    relazione annuale  sull'andamento  degli  interventi  ricompresi  nei
    Piani operativi di cui al comma 1 riferita all'anno precedente.