Pagamenti a favore di PA e gestori di pubblici servizi – Linee guida

    AGENZIA PER L’ITALIA DIGITALE – COMUNICATO 3 luglio 2018
    Emanazione della nuova versione delle «Linee guida per
    l’effettuazione dei pagamenti a favore delle pubbliche
    amministrazioni e dei gestori di pubblici servizi» (determina n. 209)

    L’Agenzia per l’Italia digitale, previo l’ottenimento del
    relativo parere favorevole della Banca d’Italia, con la
    determinazione n. 209 del 14 giugno 2018, ha emanato la nuova
    versione delle «Linee guida per l’effettuazione dei pagamenti
    elettronici a favore delle pubbliche amministrazioni e dei gestori di
    pubblici servizi – Versione 1.2 – febbraio 2018», che aggiornano il
    documento alle modifiche del Codice dell’amministrazione digitale
    (CAD) che e’ stato dapprima modificato dal decreto legislativo n.
    179/2016 (Gazzetta Ufficiale n. 214 del 13 settembre 2016) e
    successivamente corretto dal decreto legislativo n. 217/2017
    (Gazzetta Ufficiale n. 9 del 12 gennaio 2018).
    Le nuove Linee guida del Sistema pagoPA, corredate dalle
    Specifiche attuative gia’ pubblicate in precedenza e disponibili sul
    sito dell’Agenzia, sostituiscono la precedente versione (Versione 1.1
    – gennaio 2014), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale – Serie generale
    – n. 31 del 7 febbraio 2014.

    Linee guida per l’effettuazione dei pagamenti elettronici a favore
    delle pubbliche amministrazioni e dei gestori di pubblici servizi

    (ex art. 5, comma 4 del decreto legislativo7 marzo 2005, n. 82
    e s.m.i. recante «Codice dell’amministrazione digitale»).

    Versione 1.2 – febbraio 2018.

    1. Riferimenti normativi.

    Di seguito si riportano le norme prese a riferimento per la
    stesura delle presenti Linee guida:
    (1) regio decreto 23 maggio 1924, n. 827, e successive
    modificazioni recante «Regolamento per l’amministrazione del
    patrimonio e per la contabilita’ generale dello Stato»;
    (2) decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385 e successive
    modificazioni, recante «Testo unico delle leggi in materia bancaria e
    creditizia»;
    (3) decreto-legge 1° dicembre 1993, n. 487, convertito, con
    modificazioni, dalla legge 29 gennaio 1994, n. 71, recante
    «Trasformazione dell’Amministrazione delle poste e delle
    telecomunicazioni in ente pubblico economico e riorganizzazione del
    Ministero», con riferimento all’art. 2, comma 2, con il quale l’Ente
    Poste deve sottoscrivere convenzioni con gli enti pubblici al fine di
    regolare, tra le altre, le operazioni afferenti lo svolgimento del
    servizio di tesoreria;
    (4) decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241 e successive
    modificazioni recante «Norme di semplificazione degli adempimenti dei
    contribuenti in sede di dichiarazione dei redditi e dell’imposta sul
    valore aggiunto, nonche’ di modernizzazione del sistema di gestione
    delle dichiarazioni», in particolare l’art. 17 relativo al sistema
    dei versamenti unitari;
    (5) decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300 e successive
    modificazioni recante «Riforma dell’organizzazione del Governo, a
    norma dell’art. 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59», con riferimento
    agli articoli 62 e 63, che regolano le funzioni delle agenzie fiscali
    (Agenzia delle entrate e Agenzia delle dogane e dei monopoli);
    (6) decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e successive
    modificazioni recante «Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli
    enti locali», in particolare ci si riferisce al titolo V della parte
    II, riguardante la gestione del servizio di tesoreria;
    (7) decreto del Presidente della Repubblica 14 marzo 2001, n.
    144 e successive modificazioni recante «Regolamento recante norme sui
    servizi di bancoposta»;
    (8) decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 e successive
    modificazioni recante il «Codice dell’amministrazione digitale», di
    seguito indicato anche come «CAD»;
    (9) decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 9
    ottobre 2006, n. 293, recante «Regolamento recante norme per
    l’introduzione di nuove modalita’ di versamento presso le tesorerie
    statali»;
    (10) legge 27 dicembre 2006, n. 296, recante «Disposizioni per
    la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge
    finanziaria 2007)», con riferimento all’art. 1, comma 455, per mezzo
    del quale le regioni possono costituire centrali di committenza
    regionali;
    (11) provvedimento 20576 dell’Autorita’ garante della
    concorrenza e del mercato del 16 dicembre 2009, avente come argomento
    «Poste italiane – aumento commissione bollettini c/c»;
    (12) decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 11, recante
    «Attuazione della direttiva 2007/64/CE relativa ai servizi di
    pagamento nel mercato interno, recante modifica delle direttive
    97/7/CE, 2002/65/CE, 2005/60/CE, 2006/48/CE e che abroga la direttiva
    97/5/CE».
    (13) decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito con
    modificazioni dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, recante
    «Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo
    sviluppo» e in particolare, l’art. 6, comma 5, che – introducendo il
    comma 2-bis all’art. 81 del CAD – ha previsto la messa a disposizione
    da parte dell’allora DigitPA (oggi Agenzia per l’Italia digitale),
    attraverso il Sistema pubblico di connettivita’, «di una piattaforma
    tecnologica per l’interconnessione e l’interoperabilita’ tra le
    pubbliche amministrazioni e i prestatori di servizi di pagamento
    abilitati»;
    (14) decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito con
    modificazioni dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, recante
    «Disposizioni urgenti per la crescita, l’equita’ e il consolidamento
    dei conti pubblici» e, in particolare, l’art. 12 «Riduzione del
    limite per la tracciabilita’ dei pagamenti a 1.000 euro e contrasto
    all’uso del contante»;
    (15) regolamento (UE) 260/2012 del Parlamento europeo e del
    Consiglio del 14 marzo 2012 che stabilisce i requisiti tecnici e
    commerciali per i bonifici e gli addebiti diretti in euro e che
    modifica il regolamento (CE) n. 924/2009;
    (16) decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito con
    modificazioni dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, recante
    «Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese», con particolare
    riferimento all’art. 15 «Pagamenti elettronici»;
    (17) provvedimento della Banca d’Italia del 12 febbraio 2013,
    recante «Istruzioni applicative del regolamento 260/2012 del
    Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce i requisiti tecnici
    e commerciali per i bonifici e gli addebiti diretti in euro e che
    modifica il regolamento (CE) n. 924/2009»;
    (18) legge 27 dicembre 2013, n. 147, comma 688, relativa al
    versamento dell’imposta municipale propria (IMU) e del tributo per i
    servizi indivisibili (TASI);
    (19) legge 7 agosto 2015, n. 124, recante «Deleghe al Governo
    in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche»,
    meglio conosciuta come legge Madia di Riforma della PA;
    (20) decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193, convertito, con
    modificazioni dalla legge 1° dicembre 2016, n. 225, recante
    «Disposizioni urgenti in materia fiscale e per il finanziamento di
    esigenze indifferibili» e, in particolare, l’art. 2-bis per il
    pagamento spontaneo di tributi;
    (21) decreto legislativo 13 dicembre 2017, n. 217, recante
    «disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 26
    agosto 2016, n. 179, recante «Modifiche e integrazioni al Codice
    dell’amministrazione digitale di cui al decreto legislativo 7 marzo
    2005, n 82, ai sensi dell’art. 1 della legge 7 agosto 2015, n. 124,
    in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche»;
    (22) decreto legislativo 15 dicembre 2017, n. 218, recante
    «Recepimento della direttiva (UE) 2015/2366 relativa ai servizi di
    pagamento nel mercato interno, che modifica le direttive 2002/65/CE,
    2009/110/CE e 2013/36/UE e il regolamento (UE) n. 1093/2010, e abroga
    la direttiva 2007/64/CE, nonche’ adeguamento delle disposizioni
    interne al regolamento (UE) n. 751/2015 relativo alle commissioni
    interbancarie sulle operazioni di pagamento basate su carta».

    2. Definizioni.

    Ai fini delle presenti Linee guida si applicano le definizioni di
    cui all’art. 1 del CAD. Inoltre, si intende per:
    (a) addebito diretto: un servizio di pagamento per l’addebito
    di un conto di pagamento del pagatore in cui un’operazione di
    pagamento e’ disposta dal beneficiario in base al consenso dato dal
    pagatore al beneficiario, al prestatore di servizi di pagamento del
    beneficiario o al prestatore di servizi di pagamento del pagatore
    stesso eseguito sulla base degli schemi SEPA pubblicati da EPC;
    (b) ATM (Automated Teller Machine): apparecchiatura automatica
    per l’effettuazione da parte della clientela di operazioni quali
    prelievo di contante, versamento di contante o assegni, richiesta di
    informazioni sul conto, bonifici, pagamento di utenze, ricariche
    telefoniche, ecc. Il cliente attiva il terminale introducendo una
    carta e digitando il codice personale di identificazione. In Italia,
    ad esempio, i circuiti Postamat e Bancomat si servono di ATM;
    (c) bollettino di conto corrente postale: bollettino
    precompilato dal creditore – o da compilare a cura del debitore – con
    cui il debitore effettua il pagamento con accredito sul conto di
    pagamento detenuto dal creditore presso Poste italiane S.p.A.;
    (d) bonifico (bancario o postale): un servizio di pagamento per
    l’accredito sul conto di pagamento del beneficiario eseguito, sulla
    base degli schemi SEPA pubblicati da EPC, a partire da un conto di
    pagamento del pagatore (o del soggetto versante) da parte del
    prestatore di servizi di pagamento detentore del conto di pagamento
    del pagatore (o del soggetto versante), sulla base di un’istruzione
    data dal pagatore (o dal soggetto versante);
    (e) carta di pagamento: la categoria di strumenti di pagamento
    che consente al pagatore di disporre un’operazione tramite carta di
    debito o carta di credito;
    (f) conto di pagamento: un conto detenuto a nome di uno o piu’
    utilizzatori di servizi di pagamento utilizzato per l’esecuzione di
    operazioni di pagamento;
    (g) enti creditori: le pubbliche amministrazioni e gli altri
    soggetti di cui all’art. 2, comma 2 del CAD, nonche’ i gestori di
    pubblici servizi e gli altri soggetti che risultino comunque aderenti
    all’infrastruttura del Nodo dei pagamenti-SPC;
    (h) EPC: European Payments Council (Consiglio europeo per i
    pagamenti) – sostiene e promuove la creazione della SEPA attraverso
    l’autoregolamentazione dell’industria bancaria. EPC definisce le
    regole comuni per i servizi di pagamento di base all’interno di un
    mercato competitivo, fornisce orientamenti strategici per la
    standardizzazione, formula le migliori pratiche a supporto e
    controlla l’attuazione delle decisioni prese;
    (i) gestori di pubblici servizi: le aziende e gli enti
    organizzati in forma societaria che gestiscono servizi pubblici;
    (j) IBAN: International Bank Account Number – numero
    identificativo internazionale di un conto di pagamento che individua
    senza ambiguita’ un unico conto di pagamento e i cui elementi sono
    specificati dall’Organizzazione internazionale per la
    standardizzazione;
    (k) istituto tesoriere: il soggetto finanziario affidatario del
    servizio di tesoreria o di cassa della singola amministrazione, ivi
    compresa la Banca d’Italia;
    (l) nodo dei Pagamenti-SPC: piattaforma tecnologica per
    l’interconnessione e l’interoperabilita’ tra le pubbliche
    amministrazioni e i prestatori di servizi di pagamento di cui
    all’art. 5, comma 2 del CAD;
    (m) pagatore: persona fisica o giuridica che effettua,
    direttamente o tramite un delegato (soggetto versante), un pagamento
    in favore di un ente per somme di denaro a vario titolo dovute;
    (n) POS (Point Of Sale): apparecchiatura automatica presidiata
    per la lettura di carte di pagamento (POS fisico) o servizio fruibile
    attraverso la rete internet (POS virtuale), messi a disposizione dai
    prestatori di servizi di pagamento, mediante i quali e’ possibile
    effettuare l’operazione di pagamento;
    (o) PSD: Payment Services Directive: la direttiva 2007/64/CE
    relativa ai servizi di pagamento nel mercato interno;
    (p) PSD2: payment services directive: la direttiva 2015/2366
    relativa ai servizi di pagamento nel mercato interno;
    (q) PSP: prestatore di servizi di pagamento – organismo che
    presta servizi di pagamento sul territorio della Repubblica in quanto
    ivi insediato o in regime di libera prestazione di servizi. Sono
    prestatori di servizi di pagamento gli istituti di moneta elettronica
    e gli istituti di pagamento nonche’, quando prestano servizi di
    pagamento, le banche, gli uffici postali, la Banca centrale europea e
    le banche centrali nazionali se non agiscono in veste di autorita’
    monetarie, altre autorita’ pubbliche, le amministrazioni statali,
    regionali e locali se non agiscono in veste di autorita’ pubbliche;
    (r) ricevuta telematica (RT): attestazione informatica di
    avvenuto pagamento rilasciata dal prestatore di servizi di pagamento
    al pagatore, o al soggetto versante, nonche’ all’ente creditore;
    (s) richiesta di pagamento telematico (RPT): disposizione
    impartita dal pagatore, o dal soggetto versante, al prestatore di
    servizi di pagamento contenente tutti gli elementi richiesti
    dall’ente creditore beneficiario per effettuare un pagamento
    informatico;
    (t) SEPA: Single Euro Payments Area (Area unica dei pagamenti
    in euro), ovvero un’area nella quale gli utilizzatori degli strumenti
    di pagamento – i cittadini, imprese, pubbliche amministrazioni e gli
    altri operatori economici – indipendentemente dalla loro residenza,
    possono effettuare e ricevere pagamenti in euro non in contanti sia
    all’interno dei confini nazionali che fra paesi diversi, alle stesse
    condizioni e con gli stessi diritti e obblighi. La SEPA riguarda 34
    paesi (tutti i paesi dell’Unione europea piu’ l’Islanda, la Norvegia,
    il Liechtenstein, la Svizzera, il Principato di Monaco e San Marino);
    (u) servizi pubblici: qualsiasi attivita’ che si concretizzi
    nella produzione di beni o servizi che rispondano ad esigenze di
    utilita’ generale, non solo in termini economici ma anche in termini
    di promozione sociale, purche’ risponda ad esigenze di utilita’
    generale o ad essa destinata in quanto preordinata a soddisfare
    interessi collettivi. (1)
    (v) sistema pagoPA: il sistema dei pagamenti a favore delle
    pubbliche amministrazioni e dei gestori di pubblici servizi;
    (w) soggetto versante: persona, fisica o giuridica, che
    effettua un pagamento su delega del pagatore;
    (x) SPC: sistema pubblico di connettivita’ di cui al capo VIII
    del CAD;
    (y) SPID: sistema pubblico per la gestione dell’identita’
    digitale di cittadini e imprese di cui all’art. 64 e 64-bis del CAD;
    (z) strumento di pagamento: dispositivo personalizzato o
    insieme di procedure utilizzate dal prestatore di servizi di
    pagamento che consentono al pagatore, o al soggetto versante, di
    impartire richieste di pagamento informatico;
    (aa) utilizzatore finale: il soggetto (pagatore o versante) che
    effettua il pagamento di somme a favore di un ente creditore.

    3. Obiettivo delle Linee guida.

    Le presenti Linee guida sono emanate dall’Agenzia per l’Italia
    digitale, sentita la Banca d’Italia, in attuazione dell’art. 5, comma
    4, del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 e successive
    modificazioni, recante il «Codice dell’amministrazione digitale»
    (CAD).
    In particolare, il quadro di riferimento e’ dato dall’art. 5,
    comma 1 del CAD che statuisce l’obbligo per le pubbliche
    amministrazioni di «[…] accettare, tramite la piattaforma» messa a
    disposizione dall’AgID in attuazione dell’art. 5, comma 2, del CAD,
    «[…] i pagamenti spettanti a qualsiasi titolo attraverso sistemi di
    pagamento elettronico, ivi inclusi, per i micro-pagamenti, quelli
    basati sull’uso del credito telefonico […]».
    Tale piattaforma e’ quella meglio conosciuta come Nodo dei
    pagamenti-SPC e/o Sistema pagoPA (si veda il successivo paragrafo
    8.3).
    Le Linee guida perseguono l’obiettivo del legislatore di cogliere
    le opportunita’ offerte dalle nuove tecnologie per facilitare le
    relazioni con i cittadini e le imprese. L’auspicato maggior utilizzo
    di strumenti di pagamento elettronici facilita la messa a punto di
    processi fortemente automatizzati per la gestione e la
    riconciliazione dei pagamenti da parte della pubblica
    amministrazione, nel rispetto delle soluzioni organizzative in
    essere.
    Le Linee guida per i pagamenti della pubblica amministrazione,
    tenuto conto del quadro normativo di riferimento, delineano le
    attivita’ che le pubbliche amministrazioni, i gestori di pubblici
    servizi e le societa’ a controllo pubblico devono mettere in atto per
    consentire l’esecuzione di pagamenti attraverso l’uso di strumenti
    elettronici, nonche’ le specifiche dei codici da utilizzare per il
    pagamento, la riconciliazione e il riversamento delle somme raccolte.
    L’Agenzia per l’Italia digitale provvedera’ a tenere aggiornate
    le Linee guida per tener conto delle variazioni del quadro di
    riferimento normativo, dell’evoluzione del contesto tecnologico e
    delle mutate esigenze delle pubbliche amministrazioni e degli
    utilizzatori finali, quali beneficiari del servizio pubblico erogato.

    4. Soggetti destinatari.

    Ai sensi dell’art. 5 del CAD, sono tenute ad accettare pagamenti
    elettronici tutte le pubbliche amministrazioni, i gestori di pubblici
    servizi, nonche’ le societa’ a controllo pubblico, come definite nel
    decreto legislativo adottato in attuazione dell’art. 18 della legge
    n. 124 del 2015, escluse le societa’ quotate come definite dallo
    stesso decreto legislativo adottato in attuazione dell’art. 18 della
    legge n. 124 del 2015.
    Inoltre, l’art. 15, comma 5-bis, del decreto-legge 179/2012, come
    convertito in legge, ha esteso genericamente alle pubbliche
    amministrazioni l’obbligo a collegarsi all’infrastruttura del Nodo
    dei pagamenti-SPC.
    A tal riguardo, per la nozione di pubblica amministrazione, si
    rinvia a quanto gia’ ampiamente dettagliato dal Ministero
    dell’economia e delle finanze e dalla Presidenza del Consiglio dei
    ministri con la circolare interpretativa n. 1 del 9 marzo 2015,
    emessa per l’ambito applicativo soggettivo della fatturazione
    elettronica.
    Pertanto, sono sottoposte all’obbligo di adesione al sistema
    pagoPA, oltre alle amministrazioni di cui l’art. 1, comma 2, del
    decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, indicate all’art. 2 del
    CAD, anche le altre amministrazioni di cui alla circolare appena
    citata, inclusi dunque anche gli enti di cui all’elenco annuale Istat
    relativo alle amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico
    consolidato, individuate ai sensi dell’art. 1, comma 3, della legge
    n. 196/2009, nonche’ gli ulteriori i gestori di pubblici servizi e le
    societa’ non quotate a controllo pubblico.
    Nel seguito del presente documento sara’ utilizzata la dizione
    enti creditori per indicare genericamente l’insieme dei soggetti
    obbligati all’adesione al Sistema pagoPA unitamente a quelli aderenti
    in via facoltativa.
    Le operazioni di pagamento oggetto delle presenti Linee guida
    afferiscono a quanto dovuto agli enti creditori a seguito di obblighi
    di legge ovvero conseguenti all’erogazione di servizi ovvero per
    pagamenti a qualsiasi titolo dovuti e che possono essere attivati,
    sia da parte dell’ente creditore, sia su iniziativa dell’utilizzatore
    finale.
    L’Agenzia si riserva di valutare istanze di adesione di soggetti
    non obbligati che vogliano aderire in via facoltativa al sistema.
    L’adesione resta, altresi’, facoltativa da parte dei prestatori
    di servizi di pagamento che vogliano erogare servizi nei confronti
    degli utilizzatori finali.

    5. Strumenti di pagamento.

    Per effettuare i pagamenti elettronici possono essere utilizzati
    gli strumenti di pagamento messi a disposizione dai prestatori di
    servizi di pagamento, connessi con la piattaforma tecnologica di cui
    al paragrafo 8.3, quali: il bonifico, il bollettino postale, le carte
    di credito o di debito e ogni altro servizio di pagamento che,
    adeguatamente integrato con la piattaforma tecnologica, risulti
    rispettoso delle presenti Linee guida e dei relativi allegati
    tecnici, nonche’ di ogni ulteriore documento pubblicato dall’AgID per
    il Nodo dei pagamenti-SPC.
    In merito, si precisa che, in considerazione dell’art. 65, comma
    2, del decreto legislativo 13 dicembre 2017, n. 217, i prestatori di
    servizi di pagamento, non possono erogare nei confronti dei soggetti
    obbligati ad aderire al Sistema pagoPA, servizi di pagamento non
    integrati con il sistema stesso, ad eccezione degli specifici
    strumenti di pagamento elencati alle lettere a), b), c) e d) che
    seguono.
    Di conseguenza, ove un soggetto obbligato ad aderire al sistema
    abbia una specifica esigenza in materia di pagamenti, in via
    preliminare, dovra’ valutare se tale esigenza possa o meno essere
    soddisfatta attraverso i servizi di pagamento erogabili in via
    integrata con il Sistema pagoPA e, solo in caso negativo, potra’
    richiedere e ottenere dai PSP l’erogazione di uno strumento di
    pagamento in modalita’ non integrata con pagoPA.
    Al fine di consentire all’utilizzatore finale di avere a
    disposizione tutti gli strumenti di pagamento, incluso il servizio di
    bollettino postale, ogni ente creditore, ove abbia in essere un
    rapporto di conto corrente postale, ne censisce l’IBAN sul Sistema
    pagoPA, unitamente al conto corrente di tesoreria o di cassa.
    Per lo stesso fine, resta ferma la facolta’ per ogni ente
    creditore di instaurare un rapporto di conto corrente postale, anche
    in seguito all’adesione al Sistema pagoPA.
    Ogni ente creditore, ove abbia in essere altri rapporti di conto
    corrente bancario o postale, potra’ censirne i relativi IBAN sul Nodo
    dei pagamenti-SPC.
    Al fine di consentire l’utilizzo di altri strumenti di pagamento
    elettronico disponibili, il Sistema pagoPA favorisce
    l’interconnessione con gli schemi, anche internazionali, di carte di
    pagamento come definite ai sensi dell’art. 2, punti 33), 34) e 35)
    del regolamento UE 2015/751 del Parlamento europeo e del Consiglio
    del 29 aprile 2015 relativo alle commissioni interbancarie sulle
    operazioni di pagamento basate su carta. Pertanto, il Sistema pagoPA
    rappresenta il sistema nazionale dei pagamenti elettronici in favore
    delle pubbliche amministrazioni e degli altri soggetti tenuti per
    legge all’adesione, al quale gli enti creditori possono affiancare
    esclusivamente i seguenti metodi di pagamento:
    a) «Delega unica F24» (c.d. modello F24) fino alla sua
    integrazione con il Sistema pagoPA;
    b) Sepa Direct Debit (SDD) fino alla sua integrazione con il
    Sistema pagoPA;
    c) eventuali altri servizi di pagamento non ancora integrati
    con il Sistema pagoPA e che non risultino sostituibili con quelli
    erogati tramite pagoPA poiche’ una specifica previsione di legge ne
    impone la messa a disposizione dell’utenza per l’esecuzione del
    pagamento;
    d) per cassa, presso il soggetto che per tale ente svolge il
    servizio di tesoreria o di cassa.
    Per il conseguimento degli obiettivi di razionalizzazione e
    contenimento della spesa pubblica gli enti creditori hanno l’obbligo
    di dismettere ogni altra modalita’ di pagamento elettronico non
    interconnessa al Sistema pagoPA, fatto salvo quanto precisato al
    capoverso che precede.
    Inoltre, si precisa che per evitare che gli utenti possano
    eseguire dei bonifici non integrato con il Sistema pagoPA, e’ fatto
    divieto ai soggetti tenuti per legge all’adesione a pagoPA di
    pubblicare in qualsiasi modo l’IBAN di accredito.
    Resta pero’ fermo che, laddove un utente, pero’, avendo in
    proprio memoria di tale IBAN, esegua un bonifico extra pagoPA, tale
    pagamento andra’ comunque gestito dall’ente creditore quale singola
    eccezione, con l’auspicio che tali eccezioni siano sempre di numero
    inferiore nel tempo.

    6. Il Ciclo di vita del pagamento.

    Nell’ambito delle relazioni tra utilizzatori finali (cittadino,
    professionista, impresa) e enti creditori, l’effettuazione di
    pagamenti e’ sempre riconducibile a un processo amministrativo che si
    articola in fasi ben definite, funzionali al suo corretto
    completamento. Tali fasi possono essere ricondotte in un «Ciclo di
    vita del pagamento», a qualunque titolo gli importi siano dovuti:
    tassa, imposta, oblazione, ticket per prestazioni, etc.
    Le fasi possono essere schematizzate come segue:
    a) nascita della necessita’ del pagamento (da parte dell’ente o
    del privato);
    b) generazione delle informazioni necessarie per dar corso al
    pagamento;
    c) pagamento;
    d) regolamento e riversamento degli importi;
    e) riconciliazione del pagamento;
    f) emissione della quietanza ed eventuale erogazione del
    servizio.
    Tenuto presente che le fasi sopra riportate possono avere un
    ordine diverso da quello su indicato e che tale ordine puo’ variare a
    seconda dello scenario e della tipologia di servizio al quale si
    riferisce il pagamento, le presenti Linee guida contengono le
    indicazioni circa le modalita’ attraverso le quali automatizzare e
    de-materializzare le varie fasi del «Ciclo di vita del pagamento» e
    contengono, inoltre, le informazioni essenziali per la loro
    attuazione.

    7. Informazioni necessarie per l’effettuazione del pagamento.

    Al fine di avviare il processo di pagamento, gli enti creditori
    mettono a disposizione degli utilizzatori finali e dei prestatori di
    servizi di pagamento, le seguenti informazioni minime:
    a) denominazione dell’ente creditore;
    b) identificativo dell’obbligato (il pagatore);
    c) importo del pagamento dovuto;
    d) identificativo univoco di versamento e causale del
    versamento;
    e) identificativo del conto di pagamento sul quale versare le
    somme dovute (IBAN del conto corrente bancario);
    f) identificativo del conto di pagamento postale sul quale
    versare le somme dovute (IBAN del conto corrente postale, se nella
    disponibilita’ dell’ente creditore);
    g) scadenza (se prevista).
    Nel momento in cui l’ente creditore crea la posizione debitoria
    deve memorizzare in un apposito archivio le informazioni minime
    richieste per il relativo pagamento – che costituiscono evidenza
    informatica dei pagamenti attesi – al fine di facilitare la fase di
    riconciliazione. Gli enti creditori possono ampliare i dati resi
    disponibili, in coerenza con le proprie soluzioni organizzative.

    7.1. Identificativo univoco di versamento e causale del
    versamento.

    L’identificativo univoco di versamento (IUV) da indicare
    obbligatoriamente, rappresenta l’elemento essenziale della causale
    del versamento, il cui formato deve essere conforme e generato
    secondo quanto specificato nella sezione I dell’allegato A –
    Specifiche attuative dei codici identificativi di versamento,
    riversamento e rendicontazione.
    Al fine di consentire le attivita’ di riconciliazione del
    pagamento da parte degli enti creditori e quelle di riversamento a
    cura dei prestatori di servizi di pagamento, ciascun ente creditore
    attribuisce ad ogni operazione di incasso un codice identificativo
    denominato «Identificativo univoco di versamento» (IUV) che non
    potra’ mai essere piu’ associato nel tempo ad alcun altro incasso
    emesso dal medesimo ente creditore.
    Gli enti creditori possono demandare ad uno o piu’ soggetti
    terzi, in tutto o in parte, la generazione dell’Identificativo
    univoco di versamento, avendo cura che ne sia mantenuta nel tempo
    l’univocita’.
    Per i versamenti al bilancio dello Stato o sui conti aperti
    presso la Banca d’Italia nell’ambito del servizio di tesoreria dello
    Stato di cui al decreto del Ministro dell’economia e delle finanze
    (MEF) del 9 ottobre 2006, n. 293 («Regolamento recante norme per
    l’introduzione di nuove modalita’ di versamento presso le tesorerie
    statali»), l’indicazione del codice IUV e della causale deve
    rispettare integralmente quanto specificato nelle presenti Linee
    guida anche in deroga, per la sola componente della causale, alla
    circolare della Ragioneria generale dello Stato n. 20 dell’8 maggio
    2007, tenuto conto del rapporto di specialita’ delle presenti Linee
    guida rispetto alla circolare della RGS. Le disposizioni di cui alla
    suddetta circolare RGS n. 20 del 2007 restano integralmente
    applicabili per i versamenti effettuati dagli utilizzatori finali al
    di fuori del Sistema pagoPA.

    7.2. Identificativo del conto di pagamento.

    L’identificativo del conto di pagamento e’ costituito dal codice
    IBAN del conto di pagamento dell’ente creditore aperto presso la
    banca che svolge il servizio di tesoriera e/o cassa, ovvero presso
    Poste italiane S.p.A.
    Per i versamenti al bilancio dello Stato o ai conti aperti presso
    la Banca d’Italia nell’ambito del servizio di tesoreria dello Stato,
    il codice IBAN di cui sopra e’ quello indicato sul sito web della
    Ragioneria generale dello Stato (2) ai sensi del gia’ citato decreto
    del MEF n. 293/2006.
    Sempre al fine di garantire il maggior numero di servizi di
    pagamento disponibili, nel caso in cui siano stati istituiti
    dall’Amministrazione centrale uno o piu’ conti correnti postali –
    intestati alle tesorerie e dedicati a particolari categorie di
    versamenti, collegati a specifiche imputazioni di versamento in
    tesoreria – dovra’ essere fornito al PSP, oltre al codice IBAN per
    l’accredito presso la Banca d’Italia, anche l’identificativo del
    conto corrente postale «dedicato» sul quale effettuare il versamento
    tramite bollettino postale.
    Per evitare che siano eseguite operazioni di pagamento al di
    fuori del Sistema pagoPA, gli enti creditori non devono esporre in
    alcun modo, neppure sul proprio sito web, ne’ sugli avvisi di
    pagamento, gli identificativi dei conti di pagamento utilizzati nel
    Sistema pagoPA.

    7.3. Identificativo del pagatore.

    Il codice identificativo del pagatore e’ rappresentato dal codice
    fiscale o dalla partita IVA, fatti salvi i micro-pagamenti a favore
    degli enti creditori per i quali non e’ necessaria l’identificazione
    del soggetto che effettua il versamento.

    8. Effettuazione del pagamento.

    Le Linee guida non dettano specifici workflow procedurali per i
    procedimenti amministrativi degli enti creditori, bensi’ introducono
    particolari «modelli», meglio definiti nell’allegato B – Specifiche
    attuative del Nodo dei pagamenti-SPC, per eseguire i correlati
    pagamenti che possono essere effettuati, sia dai siti web degli
    stessi enti creditori, sia attraverso i servizi e i canali messi a
    disposizione dai prestatori di servizi di pagamento.
    Per consentire all’utilizzatore finale di effettuare il pagamento
    in modalita’ elettronica, l’ente creditore deve rendere disponibile:
    a) il codice «Identificativo univoco di versamento» (IUV, di
    cui al § 7.1) per i pagamenti eseguiti attraverso il sito web
    dell’ente creditore;
    b) il codice avviso, che contiene il codice IUV, per i
    pagamenti eseguiti attraverso i servizi e i canali messi a
    disposizione dai prestatori di servizi di pagamento.
    L’insieme del codice «Identificativo univoco di versamento» (IUV)
    associato al codice IBAN del conto di accredito e, se del caso, al
    conto corrente postale dell’ente creditore, si configura come un
    «avviso di pagamento».
    Nel caso in cui il pagamento sia avviato attraverso il sito web
    dell’ente creditore, l’avviso di pagamento puo’ essere scambiato
    attraverso strumenti informatici direttamente tra l’ente creditore e
    il prestatore di servizi di pagamento di cui l’utilizzatore finale si
    avvale per la singola operazione.
    Nel caso in cui il pagamento sia eseguito attraverso i servizi e
    i canali messi a disposizione dal prestatore di servizi di pagamento
    di cui l’utilizzatore finale si avvale per la singola operazione,
    l’ente creditore deve rendere disponibile l’avviso di pagamento in un
    documento inviato all’utilizzatore finale stesso attraverso canali
    digitali, posta ordinaria, posta elettronica, «download» dal sito web
    dell’ente creditore, ecc.

    8.1. Pagamenti dal sito dell’ente creditore.

    Sono i pagamenti, effettuati dall’utilizzatore finale attraverso
    i siti web degli enti creditori, integrati in un procedimento
    amministrativo che prevede la de-materializzazione dell’attestazione
    del pagamento.
    In tale processo, che presuppone il colloquio tra l’utilizzatore
    finale che richiede di effettuare un pagamento – e che a tale scopo
    utilizza le procedure messe a disposizione dall’ente creditore – e il
    prestatore di servizi di pagamento che lo esegue, si configura l’uso
    di un «avviso di pagamento informatico» che contiene il codice
    «Identificativo univoco di versamento» (IUV).
    Nell’ambito della piattaforma tecnologica di cui al successivo
    paragrafo 8.3, l’«avviso di pagamento telematico» sopra indicato si
    configura quale «Richiesta di pagamento telematico».

    8.1.1. Identificazione del soggetto che effettua il versamento.

    Le procedure di pagamento messe in atto dalle pubbliche
    amministrazioni possono richiedere, quando previsto dalle stesse,
    l’identificazione informatica del soggetto che effettua il versamento
    attraverso gli strumenti previsti dall’art. 64 e 64-bis del CAD
    (Sistema pubblico per la gestione delle identita’ digitali) ovvero
    con altri strumenti equipollenti resi noti preventivamente al
    soggetto che effettua il versamento.

    8.1.2. Trasparenza nel pagamento.

    Nel rispetto della normativa in materia di trasparenza, il Nodo
    dei pagamenti-SPC, attraverso delle specifiche funzionalita’ e
    preventivamente all’esecuzione dell’operazione di pagamento, espone
    le condizioni, anche economiche, per l’utilizzo degli strumenti di
    pagamento messi a disposizione dai PSP.

    8.2. Pagamenti attraverso i servizi e i canali messi a
    disposizione dai PSP.

    Ci si riferisce ai pagamenti per i quali non e’ richiesta, sul
    sito web dell’ente creditore, un’operativita’ di tipo interattivo con
    l’utilizzatore finale; tali pagamenti sono eventualmente supportati
    da un avviso di pagamento (analogico e/o digitale) e possono quindi
    essere perfezionati in tempi successivi, avvalendosi dei canali
    offerti dai PSP scelti dal pagatore o dal soggetto versante,
    attraverso i servizi telematici messi a disposizione della propria
    clientela e integrati con la piattaforma tecnologica di cui al
    successivo paragrafo 8.3.

    8.3. La piattaforma tecnologica per l’interconnessione e
    l’interoperabilita’ tra le pubbliche amministrazioni e i prestatori
    di servizi di pagamento.

    L’Agenzia per l’Italia digitale, ai sensi dell’art. 5, comma 2
    del CAD, mette a disposizione delle pubbliche amministrazioni,
    attraverso il Sistema pubblico di connettivita’, una piattaforma
    tecnologica per assicurare l’interconnessione e l’interoperabilita’
    tra queste ultime ed i PSP abilitati, gia’ indicata come Nodo dei
    pagamenti-SPC.
    L’iniziativa si inquadra nell’ambito dell’assetto organizzativo e
    tecnologico offerto dal Sistema pubblico di connettivita’ e
    cooperazione (SPCoop) che permette l’integrazione delle singole
    componenti gia’ in uso nelle pubbliche amministrazioni, realizzando
    in questo modo la piena integrazione delle diverse soluzioni adottate
    dalle amministrazioni pubbliche e l’interoperabilita’ con le
    piattaforme di incasso e pagamento dei prestatori di servizi di
    pagamento abilitati.
    L’obbligo di adesione al Sistema pagoPA e’ declinato e
    tecnicamente dettagliato nelle presenti Linee guida e nei relativi
    allegati tecnici, ove sono descritti i diversi modelli di pagamento.
    Pertanto, i soggetti obbligati ad aderire al Nodo dei pagamenti-SPC
    sono, altresi’, chiamati ad implementare tutti i modelli di pagamento
    previsti, salvo che l’ente creditore verifichi che il processo di
    erogazione di tutti i servizi da questi erogati sia integralmente
    dematerializzato. In tale specifico caso, l’ente creditore puo’ non
    implementare il modello di pagamento attivato presso il PSP.
    Gli enti creditori devono definire un piano di attivazione dei
    servizi atto ad individuare, in dettaglio, le attivita’ e i tempi di
    loro realizzazione per fare in modo che i pagamenti di tutti i
    servizi erogati dal singolo soggetto obbligato possano essere
    eseguiti con tutti i modelli di pagamento previsti dalle presenti
    Linee guida.

    8.3.1. Le funzionalita’ del Nodo dei pagamenti-SPC.

    L’infrastruttura messa a disposizione dall’Agenzia per l’Italia
    digitale consente agli enti creditori di gestire tutte le soluzioni
    organizzative adottate per far effettuare i pagamenti dovuti – sia
    che siano attivati direttamente dai propri siti web sia che siano
    iniziati presso le strutture dei prestatori di servizi di pagamento –
    e all’utilizzatore finale di avvalersi di tutti gli strumenti di
    pagamento disponibili.
    In particolare, e’ possibile – attraverso il Nodo dei
    pagamenti-SPC – gestire in modo interattivo tutti i pagamenti,
    nonche’ consentire all’utilizzatore finale di operare direttamente
    sui canali offerti dai prestatori di servizi di pagamento, rendendo
    possibile agli enti creditori lo snellimento dei processi di
    riscossione, il miglioramento della qualita’ dei servizi erogati e il
    risparmio sui costi di processo.
    L’esecuzione dei pagamenti si perfeziona attraverso lo scambio di
    oggetti informatici denominati «Richiesta di pagamento telematico» e
    «Ricevuta telematica», tra il Nodo dei pagamenti-SPC e le piattaforme
    dei prestatori di servizi di pagamento aderenti che colloquiano tra
    di loro in modalita’ cooperativa.
    Le «Ricevute telematiche» costituiscono prova dell’avvenuto
    addebito del pagatore o del soggetto versante e devono essere
    conservate, a cura degli enti creditori, con le modalita’ indicate
    nelle disposizioni sulla conservazione dei documenti informatici. (3)
    L’adesione dei prestatori di servizi di pagamento al Nodo dei
    pagamenti-SPC consente a questi ultimi di rilasciare al pagatore una
    ricevuta, telematica e/o cartacea, con potere liberatorio.
    Le modalita’ tecniche e organizzative per l’utilizzo della
    piattaforma tecnologica sono definite nell’allegato B – Specifiche
    attuative del Nodo dei pagamenti-SPC, e costituiscono parte
    integrante delle presenti Linee guida.

    8.3.2. Accordi per l’attivazione dell’interoperabilita’ con il
    Nodo dei pagamenti-SPC.

    L’utilizzo dei servizi messi a disposizione dal Nodo dei
    pagamenti-SPC e’ attivato attraverso apposite procedure rese
    disponibili sul sito istituzionale dell’Agenzia per l’Italia
    digitale.
    Per aderire, gli enti creditori devono utilizzare il Portale
    delle adesioni, sottoscrivendo apposite «Lettere di adesione», il cui
    schema e’ predisposto dall’Agenzia per l’Italia digitale.
    Per garantire il rispetto delle presenti Linee guida, dei
    relativi allegati, nonche’ di ogni altra documentazione inerente il
    Sistema pagoPA, i prestatori di servizi di pagamento, sottoscrivono
    su base volontaria con l’Agenzia per l’Italia digitale uno tra i due
    «Accordi di servizio», pubblicati sul sito dell’Agenzia per l’Italia
    digitale.

    8.3.3. Intermediari per la connessione al Nodo dei pagamenti-SPC.

    Gli enti creditori, nonche’ i PSP che abbiano sottoscritto gli
    accordi di cui al paragrafo precedente, si possono avvalere di uno o
    piu’ soggetti terzi che, in nome e per conto del soggetto aderente,
    si occuperanno di gestire le attivita’ di interconnessione
    all’infrastruttura Nodo dei pagamenti-SPC, mantenendo inalterate le
    singole responsabilita’ nei confronti degli utilizzatori finali.
    Gli stessi enti creditori, nonche’ gli stessi PSP che abbiano
    sottoscritto gli accordi di cui al paragrafo precedente, previo
    accordo con l’Agenzia per l’Italia digitale, possono costituirsi
    quali soggetti intermediari al fine di offrire servizi di
    interconnessione al Nodo dei pagamenti-SPC.

    8.4 Convenzioni e atti negoziali con i prestatori di servizi di
    pagamento.

    In via generale e – indipendentemente dallo strumento di
    pagamento scelto dall’utilizzatore finale, per le operazioni di
    pagamento richieste a un prestatore di servizi di pagamento
    prescelto, ancorche’ in via occasionale, dall’utilizzatore finale –
    non sono necessari particolari convenzioni o atti negoziali tra
    l’ente creditore ed i prestatori di servizi di pagamento, ma e’
    sufficiente che il prestatore di servizi di pagamento prescelto sia
    tra quelli aderenti al Sistema pagoPA, in quanto l’ordine di
    pagamento e’ impartito direttamente dal pagatore o dal soggetto
    versante al prestatore di servizi di pagamento e il codice IBAN
    indicato dall’ente creditore consente la contabilizzazione immediata
    delle somme sul conto dell’ente creditore o presso la tesoreria dello
    Stato.
    Il Sistema pagoPA, difatti, non prevede alcun tipo di rapporto
    contrattuale tra il PSP e l’ente creditore, per cui le commissioni
    sono applicate all’utilizzatore finale dal PSP (selezionato
    liberamente tra i PSP aderenti che offrono il servizio in concorrenza
    fra loro) per il servizio di pagamento richiesto. Cio’ e’ coerente
    con il principio di tariffazione «share» (il pagatore e il
    beneficiario sostengono ciascuno le spese applicate dal rispettivo
    prestatore di servizi di pagamento) e con il divieto di surcharge.
    (4) Tali principi, stante il funzionamento del Sistema pagoPA, sono
    rispettati anche nell’operativita’ del pagamento con carta di
    pagamento.
    Solo laddove la pubblica amministrazione, in materia di
    pagamenti, voglia accollarsi in tutto o in parte le commissioni in
    capo agli utilizzatori finali ovvero voglia mettere a disposizione
    degli utilizzatori finali dei servizi di pagamento che non risultano
    erogati da nessun PSP aderente al Nodo dei pagamenti-SPC, la stessa
    amministrazione, solo in tali evenienze, potra’ porre in essere delle
    specifiche convenzioni con uno o piu’ PSP, nel rispetto dei principi
    di evidenza pubblica.

    8.5 Giornata operativa del Nodo dei pagamenti-SPC.

    Al fine di assicurare l’applicazione uniforme dei tempi di
    esecuzione massima delle operazioni e tenendo altresi’ conto dei
    diversi modelli operativi adottati dai PSP, indipendentemente dal
    termine della giornata operativa stabilito da ciascun PSP, il termine
    della giornata operativa per la ricezione delle operazioni di
    pagamento da effettuarsi tramite il Nodo dei pagamenti-SPC (c.d.
    «giornata operativa del Nodo dei pagamenti-SPC») e’ indicata nella
    sezione I dell’allegato A – Specifiche attuative dei codici
    identificativi di versamento, riversamento e rendicontazione.

    9. Regolamento contabile e riversamento.

    Il «ciclo di vita del pagamento» prevede che, una volta
    completata la fase di esecuzione del pagamento, quest’ultimo venga
    regolato contabilmente tra i PSP dell’utilizzatore finale e dell’ente
    creditore attraverso l’invio di SEPA Credit Transfer, con le
    modalita’ indicate dall’allegato A – Specifiche attuative dei codici
    identificativi di versamento, riversamento e rendicontazione.
    Le operazioni disposte attraverso il Sistema pagoPA possono
    essere regolate singolarmente o in maniera cumulativa facendo
    riferimento alla giornata operativa del Nodo dei pagamenti-SPC (vedi
    § 8.5), nel rispetto delle disposizioni di cui al titolo II del
    decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 11, nonche’ del provvedimento
    della Banca d’Italia del 5 luglio 2011 in materia di diritti e
    obblighi delle parti nei servizi di pagamento.
    Il rilascio della ricevuta telematica con esito positivo da parte
    del PSP, di per se’, impone a quest’ultimo di effettuare in favore
    dell’ente creditore l’accredito dell’importo indicato nella ricevuta
    stessa, a prescindere che l’operazione di addebito nei confronti
    dell’utilizzatore finale sia stata eseguita o meno.
    Il PSP che abbia emesso erroneamente una ricevuta telematica con
    esito positivo potra’ essere esentato dall’obbligo di effettuare in
    favore dell’ente creditore l’accredito dell’importo indicato nella
    ricevuta stessa solo al ricorrere della condizione di cui al seguente
    punto a) e di una delle due condizioni elencate ai seguenti punti b)
    e c):
    a) abbia preventivamente comunicato all’ente creditore l’errata
    emissione della ricevuta telematica avente esito positivo;
    b) ove il pagamento sia relativo all’erogazione di un servizio
    da parte dell’ente creditore e quest’ultimo non abbia provveduto
    all’erogazione del servizio stesso verso l’utilizzatore finale;
    c) ove il pagamento non sia relativo all’erogazione di un
    servizio da parte dell’ente creditore e il prestatore di servizi di
    pagamento dia prova all’ente creditore che l’utilizzatore finale
    abbia gia’ ricevuto un documento emesso dallo stesso prestatore di
    servizi di pagamento al fine di annullare l’esito positivo
    dell’attestazione di pagamento erroneamente rilasciata.

    9.1. Pagamenti effettuati tramite bollettino di conto corrente
    postale.

    Fatta salva la particolare natura del versamento in oggetto,
    regolato dall’art. 4 del decreto del Presidente della Repubblica n.
    144/2001, per quanto riguarda le somme incassate sui conti correnti
    postali, l’ente creditore ha facolta’ di richiedere a Poste italiane
    S.p.a. di eseguire il riversamento sul conto di tesoreria delle somme
    incassate attraverso il Sistema pagoPA nella singola giornata
    operativa del Nodo dei pagamenti-SPC (vedi paragrafo 8.5) mediante
    invio di SEPA Credit Transfer, con le modalita’ indicate
    nell’allegato A – Specifiche attuative dei codici identificativi di
    versamento, riversamento e rendicontazione.
    All’esercizio della facolta’ da parte dell’ente creditore
    corrisponde l’obbligo di Poste italiane S.p.a. di darvi immediata
    esecuzione accreditando le somme con la periodicita’ richiesta
    dall’ente creditore, la quale, come minimo, dovra’ tenere conto della
    tempistica di legge per l’esecuzione della duplice operazione di
    accredito.

    10. Riconciliazione e rilascio della quietanza.

    Gli enti creditori eseguono la riconciliazione dei pagamenti
    sulla base delle informazioni contabili fornite dal proprio istituto
    tesoriere, dei codici IUV forniti dai prestatori di servizi di
    pagamento che hanno eseguito i singoli versamenti, nonche’ dei codici
    IUV presenti sulle proprie evidenze informatiche costituite in
    accordo con quanto descritto al capitolo 7.
    Per le modalita’ con le quali effettuare la riconciliazione delle
    operazioni si rimanda a quanto indicato negli appositi paragrafi
    delle specifiche attuative (vedi capitolo 12).
    Al fine di consentire all’ente creditore di eseguire una
    riconciliazione automatica e nel rispetto di quanto altresi’ indicato
    nelle Regole tecniche OPI e nel protocollo sulle Regole tecniche OIL
    (5) si segnala la necessita’ che l’istituto tesoriere non alteri in
    alcun modo la causale del pagamento, ma la trascriva integralmente
    nel giornale di cassa elettronico.

    10.1. Pagamenti regolati tramite bonifico singolo.

    Il codice da utilizzare per la riconciliazione del pagamento e’
    rappresentato dal codice Identificativo univoco di versamento (IUV) e
    dalla causale di versamento che lo contiene, descritti nella Sezione
    I del citato Allegato A – Specifiche attuative dei codici
    identificativi di versamento, riversamento e rendicontazione.

    10.2 Pagamenti effettuati tramite bonifico cumulativo.

    Per la riconciliazione delle operazioni regolate in modo
    cumulativo si rimanda a quanto indicato nella sezione II
    dell’allegato A – Specifiche attuative dei codici identificativi di
    versamento, riversamento e rendicontazione.

    10.3 Attestato di pagamento e rilascio della quietanza.

    Una volta riconciliato il pagamento, l’ente creditore rende
    disponibile sul proprio sito web ovvero invia al pagatore tramite
    posta elettronica certificata e/o strumenti analoghi, ivi incluso il
    domicilio digitale del cittadino di cui all’art. 3-bis del CAD, un
    documento che costituisca per il debitore prova dell’avvenuto
    pagamento.
    Tale attestato deve poter essere riproducibile, a richiesta e
    cura del pagatore, su supporto cartaceo: al fine di assicurare la
    provenienza e la conformita’ tra la copia analogica cosi’ ottenuta e
    l’originale informatico da cui e’ tratta (6) si rimanda alle «Linee
    guida sul contrassegno elettronico» a cura della scrivente Agenzia.
    Le ricevute di pagamento rilasciate dai prestatori di servizi di
    pagamento che aderiscono al Nodo dei pagamenti-SPC hanno potere
    liberatorio (7) nei confronti del pagatore per l’importo
    dell’operazione di pagamento, a condizione che i dati identificativi
    del pagatore o del soggetto versante, le coordinate di addebito o di
    accredito del pagamento riportati su tali documenti siano esatti.
    Restano ferme le disposizioni in materia di imposta di bollo che
    permane a carico del pagatore in via solidale con l’ente creditore ai
    fini del rilascio delle quietanze relative ai pagamenti eseguiti.

    11. Identificativi errati o incompleti del pagamento.

    Ai sensi degli articoli 24 e 25 del decreto legislativo 27
    gennaio 2010, n. 11, come modificati dal decreto legislativo n.
    218/2017, gli enti creditori e i prestatori di servizi di pagamento
    non sono responsabili della mancata esecuzione o dell’esecuzione
    inesatta del pagamento se i dati identificativi del pagatore o del
    soggetto versante, le coordinate di addebito o di accredito del
    pagamento forniti dal pagatore o dal soggetto versante sono inesatti.
    Gli stessi non sono altresi’ responsabili della mancata
    esecuzione o dell’esecuzione inesatta del pagamento se i codici
    identificativi del versamento di cui al capitolo 7, forniti dal
    pagatore o dal soggetto versante, sono inesatti o mancanti.

    12. Specifiche attuative.

    Alle presenti Linee guida sono allegati, quale parte integrante
    delle stesse, dei documenti di carattere tecnico per definire nel
    dettaglio le modalita’ attraverso le quali viene data pratica
    attuazione ai pagamenti in oggetto, e segnatamente:
    Allegato A – Specifiche attuative dei codici identificativi di
    versamento, riversamento e rendicontazione;
    Allegato B – Specifiche attuative del Nodo dei pagamenti-SPC.
    L’Agenzia per l’Italia digitale si occupera’ nel tempo di
    aggiornare le presenti Linee guida unitamente ai relativi allegati
    tecnici.

    13. Decorrenza.

    Le presenti Linee guida, in forza delle modifiche al CAD di cui
    al decreto legislativo 26 agosto 2016, n. 179 e del successivo
    decreto legislativo 13 dicembre 2017, n. 217, sostituiscono le
    precedenti (Versione 1.1 – gennaio 2014) emanate dall’Agenzia per
    l’Italia digitale con la determinazione commissariale n. 8/2014 e
    pubblicate nella Gazzetta Ufficiale – Serie generale – n. 31 del 7
    febbraio 2014.
    Il Sistema pagoPA rientra negli obiettivi indicati dall’Agenzia
    nel documento «Strategia per la crescita digitale 2014-2020»
    finalizzato all’attuazione dell’agenda digitale europea. Tale
    indicazione e’ stata peraltro confermata nel «Piano triennale per
    l’informatica nella pubblica amministrazione 2017-2019», approvato
    dal Presidente del Consiglio dei ministri in attuazione della legge
    di stabilita’ 2016 (legge n. 208/2015). In particolare, il Sistema
    pagoPA rientra tra le infrastrutture immateriali che le Pubbliche
    amministrazioni sono chiamate ad implementare entro il 31 dicembre
    2017.
    Inoltre si segnala che, ai sensi dell’art. 65, comma 2, del
    citato decreto legislativo 13 dicembre 2017, n. 217 «L’obbligo per i
    prestatori di servizi di pagamento abilitati di utilizzare
    esclusivamente la piattaforma di cui all’art. 5, comma 2, del decreto
    legislativo n. 82 del 2005 per i pagamenti verso le pubbliche
    amministrazioni decorre dal 1° gennaio 2019». Pertanto, a decorrere
    da tale data, i prestatori abilitati a offrire servizi di pagamento
    ai sensi della PSD2 non potranno in alcun modo eseguire servizi di
    pagamento che non transitino per il Nodo dei pagamenti-SPC e che
    abbiano come beneficiario un soggetto pubblico obbligato all’adesione
    allo stesso sistema, ad eccezione dei soli servizi di cui alle
    lettere a), b), c) e d) del capitolo 5.
    Infine, si evidenzia che, ai sensi dell’art. 2, punto 39, del
    decreto legislativo 15 dicembre 2017, n. 218, per il recepimento in
    Italia della PSD2, e’ stabilito che «Gli articoli 36, 37 e 38 del
    decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 11, sono abrogati dalla data
    di entrata in vigore del presente decreto, ad eccezione del comma 6
    dell’art. 37 che e’ abrogato a decorrere dal 1° gennaio 2019».
    Pertanto, dovendo le pubbliche amministrazioni applicare quanto
    stabilito in materia di pagamenti dalla PSD2 a partire dal 1° gennaio
    2019, appare opportuno rappresentare che, per la sola componente
    degli incassi, l’adesione al Sistema pagoPA garantisce, altresi’, il
    pieno rispetto della direttiva europea, come recepita a livello
    nazionale.

    Articolo 5 del decreto legislativo n. 82/2005
    Per comodita’ del lettore, si riporta il testo dell’articolo 5
    (Effettuazione di pagamenti con modalita’ informatiche) del decreto
    Legislativo 7 marzo 2005, n. 82, recante «Codice dell’amministrazione
    digitale», come modificato dal decreto legislativo 26 agosto 2016, n.
    179 e dal successivo decreto legislativo 13 dicembre 2017, n. 217.

    Art. 5.
    Effettuazione di pagamenti con modalita’ informatiche

    [1.] I soggetti di cui all’articolo 2, comma 2, sono obbligati ad
    accettare, tramite la piattaforma di cui al comma 2, i pagamenti
    spettanti a qualsiasi titolo attraverso sistemi di pagamento
    elettronico, ivi inclusi, per i micro-pagamenti, quelli basati
    sull’uso del credito telefonico. Tramite la piattaforma elettronica
    di cui al comma 2, resta ferma la possibilita’ di accettare anche
    altre forme di pagamento elettronico, senza discriminazione in
    relazione allo schema di pagamento abilitato per ciascuna tipologia
    di strumento di pagamento elettronico come definita ai sensi
    dell’articolo 2, punti 33), 34) e 35) del regolamento UE 2015/751 del
    Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2015 relativo alle
    commissioni interbancarie sulle operazioni di pagamento basate su
    carta.
    [2.] Al fine di dare attuazione al comma 1, l’AgID mette a
    disposizione, attraverso il Sistema pubblico di connettivita’, una
    piattaforma tecnologica per l’interconnessione e l’interoperabilita’
    tra le pubbliche amministrazioni e i prestatori di servizi di
    pagamento abilitati, al fine di assicurare, attraverso gli strumenti
    di cui all’articolo 64, l’autenticazione dei soggetti interessati
    all’operazione in tutta la gestione del processo di pagamento.
    [2-bis.] Ai sensi dell’articolo 71, e sentita la Banca d’Italia,
    sono determinate le modalita’ di attuazione del comma 1, inclusi gli
    obblighi di pubblicazione di dati e le informazioni strumentali
    all’utilizzo degli strumenti di pagamento di cui al medesimo comma.
    [2-ter.] 2-ter. I soggetti di cui all’articolo 2, comma 2,
    consentono di effettuare pagamenti elettronici tramite la piattaforma
    di cui al comma 2 anche per il pagamento spontaneo di tributi di cui
    all’articolo 2-bis del decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193,
    convertito, con modificazioni dalla legge 1° dicembre 2016, n. 225.
    [2-quater.] I prestatoridi servizi di pagamento abilitati
    eseguono pagamenti a favore delle pubbliche amministrazioni
    attraverso l’utilizzo della piattaforma di cui al comma 2. Resta
    fermo il sistema dei versamenti unitari di cui all’articolo 17 e
    seguenti del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, capo III,
    fino all’adozione di un decreto del Presidente del Consiglio dei
    ministri o del Ministro delegato, su proposta del Ministro
    dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro del lavoro
    e delle politiche sociali, sentite l’Agenzia delle entrate e l’AgID,
    che fissa, anche in maniera progressiva, le modalita’ tecniche per
    l’effettuazione dei pagamenti tributari e contributivi tramite la
    piattaforma di cui al comma 2.
    [2-quinquies.] Tramite la piattaforma di cui al comma 2, le
    informazioni sui pagamenti sono messe a disposizione anche del
    Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento Ragioneria
    generale dello Stato.
    [3.] comma abrogato dal decreto legislativo 26 agosto 2016, n.
    179.
    [3-bis.] comma abrogato dal decreto legislativo 26 agosto 2016,
    n. 179.
    [3-ter.] comma abrogato dal decreto legislativo 26 agosto 2016,
    n. 179.
    [4.] L’Agenzia per l’Italia digitale, sentita la Banca d’Italia,
    definisce linee guida per la specifica dei codici identificativi del
    pagamento di cui al comma 1 e le modalita’ attraverso le quali il
    prestatore dei servizi di pagamento mette a disposizione dell’ente le
    informazioni relative al pagamento medesimo.
    [5.] Le attivita’ previste dal presente articolo si svolgono con
    le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a
    legislazione vigente.

    —————

    (1) Sentenze del Consiglio di Stato, Sezione quinta, n. 319 del 3
    aprile 1990 e n. 2605 del 9 maggio 2001.

    (2) Vedi sito MEF/RGS
    all’indirizzo:http://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/attivita_istit
    uzionali/formazione_e_gestione_del_bilancio/bilancio_di_prevision
    e/quadro_di_classificazione_delle_entrate/index.html

    (3) Capo III “Formazione, gestione e conservazione dei documenti
    informatici” del CAD.

    (4) La commissione applicata dal PSP al pagatore rappresenta il
    corrispettivo per l’esecuzione di un servizio di pagamento e non
    costituisce pertanto una fattispecie assimilabile al surcharge
    (art. 3, comma 4, D.Lgs. 11/2010; art. 21, comma 4bis, e art. 62,
    comma 1, D.Lgs. 206/2005) in cui il beneficiario applica un
    sovrapprezzo per l’utilizzo di determinati strumenti di
    pagamento, ribaltando sull’utente, in tutto o in parte, le
    commissioni che lo stesso beneficiario e’ chiamato a riconoscere
    al proprio PSP.

    (5) Vedi rispettivamente “Regole tecniche e standard per l’emissione
    dei documenti informatici relativi alla gestione dei servizi di
    tesoreria e di cassa degli enti del comparto pubblico attraverso
    il Sistema SIOPE+” e “Aggiornamento del protocollo sulle regole
    tecniche e lo standard per l’emissione dei documenti informatici
    relativi alla gestione dei servizi di tesoreria e di cassa degli
    enti del comparto pubblico” pubblicati sul sito AgID.

    (6) articolo 23, comma 2 del CAD.

    (7) L’effetto liberatorio non potra’ riguardare anche la posizione
    debitoria sottostante, laddove l’ammontare dell’importo
    effettivamente da pagare sia determinabile sulla base di elementi
    nella disponibilita’ esclusiva del pagatore all’atto del
    pagamento, tali, dunque, da escludere la possibilita’ per la PA
    beneficiaria di verificarne la correttezza. Ci si riferisce, a
    titolo esemplificativo, al pagamento delle tasse in
    autoliquidazione da parte del pagatore, oppure, al pagamento
    delle sanzioni del Codice della strada, in cui l’importo da
    pagare e’ variabile per legge a seconda della data dell’avvenuta
    notifica nei confronti dell’obbligato al pagamento.