Elezioni comunali – comunicazione politica e parità di accesso ai mezzi di informazione

    AUTORITÀ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI
    DELIBERA 24 aprile 2018, n. 205
    Disposizioni  di  attuazione   della   disciplina   in   materia   di
    comunicazione   politica  e  di  parità  di  accesso  ai   mezzi   di
    informazione  relative  alle  campagne  per  l'elezione  diretta  dei
    Sindaci   e    dei   Consigli   comunali    nonché    dei    Consigli
    circoscrizionali, fissate per il giorno 10 giugno 2018
    
    
     
                         L'AUTORITÀ PER LE GARANZIE 
                             NELLE COMUNICAZIONI 
     
      Nella riunione del Consiglio del 24 aprile 2018; 
      Vista la  legge  31  luglio  1997,  n.  249,  recante  «Istituzione
    dell'Autorita' per  le  garanzie  nelle  comunicazioni  e  norme  sui
    sistemi delle telecomunicazioni e radiotelevisivo»; 
      Vista la legge 22 febbraio 2000, n. 28, recante  «Disposizioni  per
    la parita' di accesso ai mezzi di informazione  durante  le  campagne
    elettorali e referendarie per la comunicazione politica»; 
      Vista la legge 6 novembre 2003, n. 313, recante  «Disposizioni  per
    l'attuazione del principio del pluralismo nella programmazione  delle
    emittenti radiofoniche e televisive locali»; 
      Visto il decreto del Ministro delle comunicazioni  8  aprile  2004,
    che emana il Codice di autoregolamentazione ai sensi  della  legge  6
    novembre 2003, n. 313; 
      Vista la legge 23 novembre 2012, n. 215, recante «Disposizioni  per
    promuovere  il  riequilibrio  delle  rappresentanze  di  genere   nei
    consigli e nelle giunte degli enti locali e nei  consigli  regionali.
    Disposizioni in materia di pari opportunita' nella composizione delle
    commissioni di concorso nelle pubbliche amministrazioni»; 
      Visto il decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, recante «Testo
    unico dei servizi di media audiovisivi  e  radiofonici»,  di  seguito
    testo unico; 
      Vista la legge 20 luglio 2004, n. 215, recante «Norme in materia di
    risoluzione dei conflitti di interessi»; 
      Vista la delibera n. 256/10/CSP, del 9 dicembre  2010,  recante  il
    «Regolamento in materia di pubblicazione e  diffusione  dei  sondaggi
    sui mezzi di comunicazione di massa»; 
      Vista la delibera n.  22/06/CSP,  del  1°  febbraio  2006,  recante
    «Disposizioni applicative delle  norme  e  dei  principi  vigenti  in
    materia di comunicazione politica e parita' di accesso  ai  mezzi  di
    informazione nei periodi non elettorali»; 
      Vista la delibera n. 243/10/CSP,  del  15  novembre  2010,  recante
    «Criteri per la vigilanza sul  rispetto  del  pluralismo  politico  e
    istituzionale  nei  telegiornali  diffusi   dalle   reti   televisive
    nazionali»; 
      Visto il decreto del Presidente della Repubblica 16 maggio 1960, n.
    570, recante «Testo unico  delle  leggi  per  la  composizione  e  la
    elezione degli organi delle amministrazioni comunali»; 
      Vista la legge 7  giugno  1991,  n.  182,  recante  «Norme  per  lo
    svolgimento delle  elezioni  dei  consigli  provinciali,  comunali  e
    circoscrizionali»; 
      Vista la legge 25 marzo 1993, n. 81, recante «Elezione diretta  del
    sindaco, del presidente della provincia, del consiglio comunale e del
    consiglio provinciale»; 
      Visto il decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, recante «Testo
    unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali»; 
      Visto il decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, recante  «Disposizioni
    urgenti per la stabilizzazione finanziaria»; 
      Vista la delibera n.  223/12/CONS,  del  27  aprile  2012,  recante
    «Adozione del nuovo regolamento  concernente  l'organizzazione  e  il
    funzionamento dell'Autorita' per le garanzie nelle  comunicazioni»  e
    successive modifiche ed integrazioni; 
      Visto il decreto del Ministro dell'interno 29  marzo  2018  con  il
    quale  sono  state  fissate  per  il  giorno  10   giugno   2018   le
    consultazioni per l'elezione  diretta  dei  sindaci  e  dei  consigli
    comunali, nonche' per l'elezione dei consigli circoscrizionali, e per
    il giorno 24  giugno  2018  l'eventuale  turno  di  ballottaggio  per
    l'elezione diretta dei sindaci dei comuni; 
      Visto lo statuto speciale della Regione  autonoma  della  Sardegna,
    approvato con legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3; 
      Vista la legge della Regione autonoma  della  Sardegna  17  gennaio
    2005,  n.  2,  recante   «Indizione   delle   elezioni   comunali   e
    provinciali»; 
      Visto il  decreto  del  Presidente  della  Regione  autonoma  della
    Sardegna n. 28 del 12 aprile 2018, con il quale si  e'  provveduto  a
    fissare per  il  giorno  10  giugno  2018,  con  eventuale  turno  di
    ballottaggio al 24 giugno 2018, la data delle elezioni comunali nella
    Regione Sardegna; 
      Vista la legge costituzionale 26 febbraio 1948, n.  2,  recante  lo
    statuto della Regione Siciliana; 
      Visto il decreto del Presidente della Regione Siciliana  20  agosto
    1960, n. 3, modificato  con  decreto  del  Presidente  della  Regione
    Siciliana 15 aprile 1970, n. 1, recante «Approvazione del testo unico
    delle leggi  per  l'elezione  dei  consigli  comunali  nella  Regione
    Siciliana» e successive modificazioni ed integrazioni; 
      Vista la legge regionale della Regione Sicilia 3 giugno 2005, n. 7,
    recante «Nuove norme per  l'elezione  del  Presidente  della  Regione
    Siciliana  a  suffragio  universale  e  diretto.  Nuove   norme   per
    l'elezione   dell'Assemblea   regionale    siciliana.    Disposizioni
    concernenti l'elezione dei consigli provinciali e comunali»; 
      Vista la legge regionale della Regione Siciliana 5 aprile 2011,  n.
    6, recante «Modifica di norme in materia di elezione, composizione  e
    decadenza degli organi comunali e provinciali»; 
      Vista la legge regionale della Regione Siciliana 10 aprile 2013, n.
    8, recante «Norme in materia di rappresentanza e doppia preferenza di
    genere»; 
      Vista la legge regionale della Regione Siciliana 24 marzo 2014,  n.
    8, recante «Istituzione dei liberi consorzi comunali e  delle  citta'
    metropolitane»; 
      Vista la legge regionale della Regione Siciliana 11 agosto 2016, n.
    17, recante «Disposizioni in materia di elezione del  sindaco  e  del
    consiglio comunale e di cessazione degli organi comunali. Modifica di
    norme in materia di organo di revisione  economico-finanziaria  degli
    enti locali e di status degli amministratori locali»; 
      Visto il decreto dell'Assessorato delle autonomie  locali  e  della
    funzione pubblica della Regione Siciliana n. 57 dell'11 aprile  2018,
    rettificato con successivo decreto del 20 aprile 2018, n. 71, con  il
    quale e' stata fissata per il giorno 10 giugno 2018 la data del  voto
    per le elezioni dei sindaci e  dei  consigli  comunali,  nonche'  dei
    presidenti delle circoscrizioni e dei consigli circoscrizionali,  con
    eventuale turno di ballottaggio fissato nel giorno 24 giugno 2018; 
      Tenuto conto  che  le  consultazioni  per  l'elezione  diretta  dei
    sindaci e dei consigli comunali, nonche' per l'elezione dei  consigli
    circoscrizionali sono state fissate per  il  giorno  di  domenica  10
    giugno 2018 e che l'elenco dei comuni interessati dal  voto  e'  reso
    disponibile  sul  sito  web  dell'Autorita'  per  le  garanzie  nelle
    comunicazioni: www.agcom.it; 
      Considerato che, in vista del rinnovo dei comuni interessati al  10
    giugno 2018, lo schema di regolamento  contenente  la  disciplina  di
    attuazione della  legge  22  febbraio  2000,  n.  28  in  materia  di
    comunicazione  politica  e  di  parita'  di  accesso  ai   mezzi   di
    informazione e' stato trasmesso in data 13 aprile 2018 al  Presidente
    del Senato e al Presidente  della  Camera  dei  deputati,  stante  la
    vacatio dei componenti della Commissione parlamentare per l'indirizzo
    generale  e  la  vigilanza  dei  servizi  radiotelevisivi,  ai   fini
    dell'adempimento dell'obbligo di consultazione previsto  dall'art.  5
    della citata legge; 
      Considerato  che  allo  stato  la  Commissione   parlamentare   per
    l'indirizzo generale e la vigilanza dei  servizi  radiotelevisivi  di
    vigilanza non e' stata ancora costituita e che e'  prossimo  l'inizio
    della campagna elettorale; 
      Udita la relazione del commissario Mario  Morcellini,  relatore  ai
    sensi dell'art. 31 del regolamento concernente l'organizzazione ed il
    funzionamento dell'Autorita'; 
     
                                  Delibera: 
    
    Titolo I
    DISPOSIZIONI GENERALI
     
                                   Art. 1  
                     Finalita' e ambito di applicazione 
     
      1. Le disposizioni di cui al presente provvedimento, finalizzate  a
    dare   concreta    attuazione    ai    principi    del    pluralismo,
    dell'imparzialita',  dell'indipendenza,  dell'obiettivita'  e   della
    completezza  del  sistema   radiotelevisivo,   nonche'   ai   diritti
    riconosciuti ai soggetti politici dagli articoli 4 e 5 della legge 22
    febbraio 2000, n. 28, si riferiscono  alle  campagne  per  l'elezione
    diretta dei sindaci e dei consigli  comunali,  nonche'  dei  consigli
    circoscrizionali, fissate per il giorno 10 giugno 2018, con eventuale
    turno di ballottaggio fissato per il giorno  24  giugno  2018,  e  si
    applicano nei confronti delle emittenti che esercitano l'attivita' di
    radiodiffusione televisiva e sonora privata e della stampa quotidiana
    e   periodica   negli   ambiti   territoriali    interessati    dalla
    consultazione. 
      2. In caso di coincidenza territoriale e temporale, anche parziale,
    della campagna elettorale di cui alla  presente  delibera  con  altre
    consultazioni  elettorali,  saranno  applicate  le  disposizioni   di
    attuazione della legge 22 febbraio 2000, n. 28,  relative  a  ciascun
    tipo di consultazione. 
      3.  Le  disposizioni  di  cui  al  presente  provvedimento  non  si
    applicano ai  programmi  e  alle  trasmissioni  destinati  ad  essere
    trasmessi esclusivamente a livello nazionale o in ambiti territoriali
    nei quali non e' prevista alcuna consultazione elettorale di  cui  al
    precedente comma 1. 
      4. Nel periodo disciplinato dal presente provvedimento, resta fermo
    per  le  emittenti  nazionali  private  l'obbligo  del  rispetto  dei
    principi  generali  in  materia  di  informazione  e  di  tutela  del
    pluralismo, come enunciati negli articoli 3 e 7 del testo  unico  dei
    servizi di media audiovisivi e radiofonici, nella legge  22  febbraio
    2000, n. 28 e nei relativi provvedimenti attuativi dell'Autorita'. In
    particolare, nei telegiornali  e  nei  programmi  di  approfondimento
    informativo, qualora in essi assuma carattere rilevante l'esposizione
    di  opinioni  e  valutazioni   politico-elettorali   attinenti   alle
    consultazioni oggetto  del  presente  provvedimento,  sono  tenuti  a
    garantire la piu' ampia ed equilibrata presenza ai  diversi  soggetti
    politici competitori. 
      5. Le disposizioni di cui  al  presente  provvedimento  cessano  di
    avere efficacia  alla  mezzanotte  dell'ultimo  giorno  di  votazione
    relativo alle consultazioni di cui al comma 1. 
    
    Titolo II
    RADIODIFFUSIONE SONORA
    E TELEVISIVA LOCALE
    Capo I
    Disciplina delle trasmissioni delle emittenti locali
    
                                   Art. 2  
                     Programmi di comunicazione politica 
     
      1. I programmi di comunicazione politica, come definiti all'art. 2,
    comma 1, lettera c), del Codice di  autoregolamentazione  di  cui  al
    decreto del Ministro  delle  comunicazioni  8  aprile  2004,  che  le
    emittenti televisive e radiofoniche locali intendono trasmettere  nel
    periodo compreso tra la data di convocazione dei comizi elettorali  e
    la chiusura della campagna elettorale devono consentire una effettiva
    parita' di condizioni tra i soggetti politici competitori, anche  con
    riferimento alle fasce orarie e al tempo di trasmissione. In rapporto
    al numero dei partecipanti e agli  spazi  disponibili,  il  principio
    delle  pari  opportunita'  tra  gli  aventi   diritto   puo'   essere
    realizzato, oltre che nell'ambito della medesima trasmissione,  anche
    nell'ambito di un ciclo di trasmissioni purche'  ciascuna  di  queste
    abbia analoghe opportunita' di ascolto. 
      2. La parita' di condizioni di cui al comma 1 deve essere garantita
    nei due distinti periodi in cui si articola  la  campagna  elettorale
    tra i seguenti soggetti politici: 
        I) nel periodo intercorrente tra  la  data  di  convocazione  dei
    comizi elettorali e la data di presentazione delle candidature: 
          a) nei confronti delle forze  politiche  che  costituiscono  da
    almeno un anno un autonomo gruppo nei consigli comunali da rinnovare; 
      Il tempo disponibile e' ripartito in proporzione  alla  consistenza
    dei  rispettivi  gruppi  nei  consigli  comunali  o   delle   singole
    componenti del gruppo misto; 
        II) nel periodo intercorrente tra la data di presentazione  delle
    candidature e quella di chiusura della campagna elettorale: 
          a) nei confronti dei candidati alla carica di sindaco; 
          b) nei confronti delle liste o coalizioni di liste di candidati
    per l'elezione dei consigli comunali. 
      Il tempo disponibile e' ripartito per meta' in parti uguali  tra  i
    soggetti di cui alla lettera a) per una meta' in parti uguali  tra  i
    soggetti di cui alla lettera b). 
      3. L'eventuale assenza  di  un  soggetto  politico  non  pregiudica
    l'intervento  nelle  trasmissioni  degli  altri  soggetti,   ma   non
    determina un aumento del tempo ad essi spettante. In tali  casi,  nel
    corso della trasmissione e' fatta esplicita menzione  delle  predette
    assenze. 
      4. Le trasmissioni di  comunicazione  politica  sono  collocate  in
    contenitori  con  cicli  a  cadenza  quindicinale   dalle   emittenti
    televisive locali all'interno della fascia oraria compresa tra le ore
    7,00 e le ore 24,00 e dalle emittenti radiofoniche locali all'interno
    della fascia oraria compresa tra le ore 7,00 e le ore 1,00 del giorno
    successivo, in modo  da  garantire  l'applicazione  dei  principi  di
    equita'  e  di  parita'  di  trattamento  tra  i  soggetti   politici
    nell'ambito di ciascun periodo di due settimane di programmazione.  I
    calendari delle predette trasmissioni sono  comunicati  almeno  sette
    giorni  prima,  anche  a  mezzo  posta  elettronica  certificata   al
    competente Comitato regionale per le  comunicazioni  che  ne  informa
    l'Autorita'. Le eventuali  variazioni  dei  predetti  calendari  sono
    tempestivamente  comunicate  al  predetto  organo,  che  ne   informa
    l'Autorita'.  Ove  possibile,  tali  trasmissioni  sono  diffuse  con
    modalita' che ne consentano la fruizione anche ai non udenti. 
      5. E' possibile realizzare trasmissioni di  comunicazione  politica
    anche mediante la partecipazione di giornalisti che rivolgono domande
    ai  partecipanti,  assicurando,  comunque,   imparzialita'   e   pari
    opportunita' nel confronto tra i soggetti politici. 
      6. Le trasmissioni di cui al presente  articolo  sono  sospese  nei
    giorni in cui si svolgono le votazioni e  nel  giorno  immediatamente
    precedente. 
    
                                   Art. 3  
               Messaggi politici autogestiti a titolo gratuito 
     
      1. Nel periodo intercorrente tra la  data  di  presentazione  delle
    candidature e  quella  di  chiusura  della  campagna  elettorale,  le
    emittenti  radiofoniche  e  televisive  locali  possono   trasmettere
    messaggi politici autogestiti a titolo gratuito per la  presentazione
    non in contraddittorio di liste e programmi. 
      2. Per la trasmissione dei messaggi politici di cui al comma  1  le
    emittenti radiofoniche e  televisive  locali  osservano  le  seguenti
    modalita', stabilite sulla base  dei  criteri  fissati  dall'art.  4,
    commi 3 e 5, della legge 22 febbraio 2000, n. 28: 
        a) il numero complessivo dei messaggi e' ripartito secondo quanto
    previsto al precedente art. 2, comma 2, numero II;  i  messaggi  sono
    trasmessi a parita' di condizioni tra i soggetti politici, anche  con
    riferimento alle fasce orarie; 
        b) i messaggi sono organizzati in modo autogestito e devono avere
    una durata sufficiente alla motivata esposizione di un programma o di
    una opinione politica, comunque compresa, a scelta  del  richiedente,
    fra uno e tre minuti per le  emittenti  televisive  e  fra  trenta  e
    novanta secondi per le emittenti radiofoniche; 
        c) i messaggi  non  possono  interrompere  altri  programmi,  ne'
    essere   interrotti,   hanno   una   autonoma   collocazione    nella
    programmazione e sono trasmessi in appositi contenitori,  fino  a  un
    massimo di quattro contenitori per ogni giornata di programmazione. I
    contenitori,  ciascuno  comprensivo  di  almeno  tre  messaggi,  sono
    collocati   uno   per   ciascuna   delle   seguenti   fasce   orarie,
    progressivamente a partire dalla  prima:  prima  fascia  18,00-19,59;
    seconda fascia 12,00-14,59; terza fascia 21,00-23,59;  quarta  fascia
    7,00-8,59; 
        d) i messaggi non  sono  computati  nel  calcolo  dei  limiti  di
    affollamento pubblicitario previsti dalla legge; 
        e) nessun soggetto politico puo' diffondere piu' di due  messaggi
    in ciascuna giornata di programmazione sulla stessa emittente; 
        f) ogni messaggio per  tutta  la  sua  durata  reca  la  dicitura
    «messaggio  elettorale  gratuito»  con  l'indicazione  del   soggetto
    politico committente. Per le  emittenti  radiofoniche,  il  messaggio
    deve essere preceduto e seguito da un annuncio in audio del  medesimo
    tenore. 
    
                                   Art. 4  
    Comunicazioni delle emittenti locali e dei soggetti politici relative
      ai messaggi politici autogestiti a titolo gratuito. 
     
      1. Entro il quinto giorno successivo alla data di entrata in vigore
    del presente provvedimento, le emittenti  radiofoniche  e  televisive
    locali  che  trasmettono  messaggi  politici  autogestiti  a   titolo
    gratuito: 
        a) rendono pubblico il loro intendimento mediante  un  comunicato
    da trasmettere almeno una volta nella fascia di maggiore ascolto. Nel
    comunicato l'emittente locale informa i soggetti politici che  presso
    la sua sede, di cui viene indicato l'indirizzo, il numero  telefonico
    e la persona da contattare, e'  depositato  un  documento,  che  puo'
    essere  reso  disponibile  anche   sul   sito   web   dell'emittente,
    concernente la trasmissione  dei  messaggi,  il  numero  massimo  dei
    contenitori predisposti, la collocazione nel palinsesto, gli standard
    tecnici richiesti e il termine di consegna per  la  trasmissione  del
    materiale autoprodotto. A  tale  fine,  le  emittenti  possono  anche
    utilizzare  i  modelli  MAG/1/EC  resi  disponibili  sul   sito   web
    dell'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni: www.agcom.it 
        b) inviano, anche  a  mezzo  posta  elettronica  certificata,  al
    competente Comitato regionale per le comunicazioni,  che  ne  informa
    l'Autorita',  il  documento  di  cui  alla   lettera   a),   nonche',
    possibilmente con almeno cinque giorni di anticipo,  ogni  variazione
    apportata successivamente al documento stesso con riguardo al  numero
    dei  contenitori  e  alla  loro  collocazione   nel   palinsesto.   A
    quest'ultimo fine, le emittenti possono anche  utilizzare  i  modelli
    MAG/2/EC resi disponibili sul predetto sito web dell'Autorita'. 
      2. Fino al giorno di presentazione delle  candidature,  i  soggetti
    politici interessati a trasmettere i  suddetti  messaggi  autogestiti
    comunicano,  anche  a  mezzo  posta  elettronica  certificata,   alle
    emittenti di cui al comma 1 e ai competenti Comitati regionali per le
    comunicazioni, che ne informano l'Autorita',  le  proprie  richieste,
    indicando il responsabile elettorale e i relativi recapiti, la durata
    dei messaggi,  nonche'  dichiarando  di  presentare  candidature  nei
    territori interessati dalle consultazioni e  nei  quali  la  suddetta
    emittente e' autorizzata a trasmettere. A tale  fine,  possono  anche
    essere utilizzati i modelli MAG/3/EC resi disponibili  sul  sito  web
    dell'Autorita'. 
    
                                   Art. 5  
                 Rimborso dei messaggi politici autogestiti 
                              a titolo gratuito 
     
      1. Alle emittenti radiofoniche e televisive locali che accettano di
    trasmettere messaggi autogestiti a titolo gratuito e' riconosciuto un
    rimborso da parte della Stato  nei  limiti  e  secondo  le  modalita'
    previste dall'art. 4, comma 5, della legge 22 febbraio 2000, n. 28. I
    competenti Comitati regionali per le comunicazioni provvedono a porre
    in essere tutte  le  attivita',  anche  istruttorie,  finalizzate  al
    rimborso nel  rispetto  dei  criteri  fissati  dal  citato  comma  5,
    informandone l'Autorita'. 
      2. Il rimborso di cui al comma precedente e' erogato per gli  spazi
    effettivamente utilizzati e congiuntamente attestati dalla  emittente
    radiofonica e televisiva locale e dal soggetto politico. 
      3. A tal fine, le emittenti radiotelevisive e  radiofoniche  locali
    che hanno trasmesso messaggi autogestiti a titolo gratuito inviano al
    Comitato regionale per le comunicazioni competente la  documentazione
    relativa agli spazi effettivamente utilizzati e attestante, ai  sensi
    di legge (decreto del Presidente della  Repubblica n.  445/2000),  la
    persona del rappresentante elettorale  e  del  rappresentante  legale
    dell'emittente, potendo utilizzare anche il modello MAG/3/EC, di  cui
    al precedente art. 4, secondo comma. 
    
                                   Art. 6  
                Sorteggi e collocazione dei messaggi politici 
                        autogestiti a titolo gratuito 
     
      1. La collocazione dei messaggi all'interno dei singoli contenitori
    previsti per il primo giorno avviene con sorteggio unico  nella  sede
    del Comitato  regionale  per  le  comunicazioni  nella  cui  area  di
    competenza ha sede o domicilio eletto l'emittente che trasmettera'  i
    messaggi, alla presenza di un funzionario dello stesso.  Il  Comitato
    procede  sollecitamente  al  sorteggio  nei   giorni   immediatamente
    successivi alla scadenza  del  termine  per  la  presentazione  delle
    candidature. 
      2. La collocazione nei  contenitori  dei  giorni  successivi  viene
    determinata, sempre alla presenza di un funzionario del  Comitato  di
    cui al comma 1, secondo un criterio di  rotazione  a  scalare  di  un
    posto all'interno di ciascun contenitore, in modo  da  rispettare  il
    criterio di parita' di presenze all'interno delle singole fasce. 
    
                                   Art. 7  
                  Messaggi politici autogestiti a pagamento 
     
      1. Nel periodo intercorrente tra la data di entrata in  vigore  del
    presente  provvedimento  e  quella   di   chiusura   della   campagna
    elettorale, le emittenti radiofoniche  e  televisive  locali  possono
    trasmettere messaggi politici autogestiti a pagamento, come  definiti
    all'art. 2, comma 1, lettera d), del Codice  di  autoregolamentazione
    di cui al decreto del Ministro delle comunicazioni 8 aprile 2004. 
      2. Per l'accesso agli spazi relativi ai messaggi politici di cui al
    comma  1  le  emittenti  radiofoniche  e  televisive  locali   devono
    assicurare  condizioni  economiche  uniformi  a  tutti   i   soggetti
    politici. 
      3.  Per  tutto  il  periodo  di  cui  al  comma  1,  le   emittenti
    radiofoniche e televisive locali che intendono diffondere i  messaggi
    politici  autogestiti  a  pagamento  sono  tenute  a   dare   notizia
    dell'offerta dei relativi spazi mediante un  avviso  da  trasmettere,
    almeno una volta al giorno, nella fascia oraria di maggiore  ascolto,
    per tre giorni consecutivi. 
      4. Nell'avviso di cui  al  comma  3  le  emittenti  radiofoniche  e
    televisive locali informano i soggetti politici che presso la propria
    sede, della quale viene indicato l'indirizzo, il numero telefonico  e
    di fax, e' depositato un  documento,  consultabile  su  richiesta  da
    chiunque ne abbia interesse, concernente: 
        a) le  condizioni  temporali  di  prenotazione  degli  spazi  con
    l'indicazione del termine ultimo entro il quale  gli  spazi  medesimi
    possono essere prenotati; 
        b) le modalita' di prenotazione degli spazi; 
        c) le tariffe per l'accesso  a  tali  spazi  quali  autonomamente
    determinate  da  ogni  singola  emittente  radiofonica  e  televisiva
    locale; 
        d) ogni  eventuale  ulteriore  circostanza  od  elemento  tecnico
    rilevante per la fruizione degli spazi. 
      5. Ciascuna emittente radiofonica e televisiva locale  deve  tenere
    conto delle prenotazioni degli spazi da parte dei  soggetti  politici
    in base alla loro progressione temporale. 
      6. Ai soggetti politici richiedenti gli spazi per i messaggi di cui
    al comma 1 devono essere riconosciute le condizioni di miglior favore
    praticate ad uno di essi per gli spazi acquistati. 
      7. Ciascuna emittente radiofonica e televisiva locale e'  tenuta  a
    praticare, per i messaggi di cui al comma 1, una tariffa massima  non
    superiore al 70% del listino di  pubblicita'  tabellare.  I  soggetti
    politici  interessati  possono  richiedere  di  verificare  in   modo
    documentale i listini tabellari in  relazione  ai  quali  sono  state
    determinate le condizioni praticate per l'accesso agli  spazi  per  i
    messaggi di cui al comma 1. 
      8. Nel caso di diffusione di spazi per i messaggi di cui al comma 1
    differenziati per diverse aree territoriali dovranno essere  indicate
    anche le tariffe praticate per ogni area territoriale. 
      9. La prima messa in onda  dell'avviso  di  cui  ai  commi  3  e  4
    costituisce condizione essenziale  per  la  diffusione  dei  messaggi
    politici autogestiti a pagamento in periodo elettorale. 
      10. Per le emittenti radiofoniche locali i messaggi di cui al comma
    1 devono essere preceduti e seguiti  da  un  annuncio  in  audio  del
    seguente  contenuto:  «Messaggio   elettorale   a   pagamento»,   con
    l'indicazione del soggetto politico committente. 
      11. Per le emittenti televisive locali i messaggi di cui al comma 1
    devono recare in sovrimpressione per tutta la loro durata la seguente
    dicitura: «Messaggio elettorale a pagamento», con  l'indicazione  del
    soggetto politico committente. 
      12. Le emittenti  radiofoniche  e  televisive  locali  non  possono
    stipulare contratti per la cessione di  spazi  relativi  ai  messaggi
    politici autogestiti a pagamento in periodo elettorale in  favore  di
    singoli candidati per importi superiori al  75%  di  quelli  previsti
    dalla normativa in materia di spese elettorali  ammesse  per  ciascun
    candidato. 
    
                                   Art. 8  
                        Trasmissioni in contemporanea 
     
      1. Le emittenti radiofoniche e  televisive  locali  che  effettuano
    trasmissioni  in  contemporanea   con   una   copertura   complessiva
    coincidente con quella  legislativamente  prevista  per  un'emittente
    nazionale sono disciplinate dal Codice di autoregolamentazione di cui
    al decreto del Ministro delle comunicazioni 8 aprile 2004 e dal  capo
    I del titolo II del presente provvedimento esclusivamente per le  ore
    di trasmissione non in contemporanea. 
    
                                   Art. 9  
                     Programmi di informazione trasmessi 
                           sulle emittenti locali 
     
      1. Nei programmi di informazione, come definiti all'art.  2,  comma
    1, lettera b), del Codice di autoregolamentazione di cui  al  decreto
    del  Ministro  delle  comunicazioni  8  aprile  2004,  le   emittenti
    radiofoniche e televisive  locali  devono  garantire  il  pluralismo,
    attraverso la parita' di trattamento, l'obiettivita', la correttezza,
    la  completezza,  la  lealta',  l'imparzialita',   l'equita'   e   la
    pluralita' dei punti di vista. A tal fine,  quando  vengono  trattate
    questioni  relative  alle  consultazioni  elettorali,   deve   essere
    assicurato  l'equilibrio  tra  i  soggetti  politici  secondo  quanto
    previsto dall'art. 11-quater della legge 22 febbraio 2000, n.  28,  e
    dal Codice di autoregolamentazione. 
      2. Resta comunque salva per l'emittente la liberta' di  commento  e
    di critica, che, in chiara distinzione tra informazione  e  opinione,
    salvaguardi comunque il rispetto delle persone. Le emittenti locali a
    carattere comunitario di cui all'art. 16,  comma  5,  della  legge  6
    agosto 1990, n.  223  e  all'art.  1,  comma  1,  lettera  f),  della
    deliberazione 1° dicembre 1998, n. 78, dell'Autorita', come  definite
    all'art. 2, comma 1, lettera aa), n. 3, del  decreto  legislativo  31
    luglio 2005, n.  177,  possono  esprimere  i  principi  di  cui  sono
    portatrici, tra quelli indicati da dette norme. 
      3. In qualunque trasmissione radiotelevisiva diversa da  quelle  di
    comunicazione  politica  e  dai  messaggi  politici  autogestiti,  e'
    vietato fornire, anche in forma indiretta, indicazioni  o  preferenze
    di voto. 
    
    Capo II
    Disposizioni particolari
    
                                   Art. 10  
                Circuiti di emittenti radiotelevisive locali 
     
      1.  Ai  fini  del  presente  provvedimento,  le   trasmissioni   in
    contemporanea da parte di emittenti locali che  operano  in  circuiti
    nazionali comunque denominati sono considerate come  trasmissioni  in
    ambito  nazionale.   Analogamente   si   considerano   le   emittenti
    autorizzate alla ripetizione dei programmi esteri ai sensi  dell'art.
    38 della legge 14 aprile 1975, n. 103. 
      2. Ai fini del presente provvedimento,  il  circuito  nazionale  si
    determina con riferimento  all'art.  2,  comma  1,  lettera  u),  del
    decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177. 
      3. Rimangono ferme per ogni emittente del circuito, per il tempo di
    trasmissione autonoma, le  disposizioni  previste  per  le  emittenti
    locali dal presente provvedimento. 
      4.  Ogni   emittente   risponde   direttamente   delle   violazioni
    realizzatesi nell'ambito delle trasmissioni in contemporanea. 
    
                                   Art. 11  
                      Conservazione delle registrazioni 
     
      1.  Le  emittenti  radiotelevisive  sono  tenute  a  conservare  le
    registrazioni della totalita' dei  programmi  trasmessi  nel  periodo
    della campagna elettorale per i tre mesi successivi alla  conclusione
    della  stessa  e,  comunque,  a  conservare,  sino  alla  conclusione
    dell'eventuale  procedimento,  le  registrazioni  dei  programmi   in
    relazione ai quali sia stata notificata contestazione  di  violazione
    di disposizioni della legge 22 febbraio 2000, n. 28,  del  Codice  di
    autoregolamentazione  di  cui   al   decreto   del   Ministro   delle
    comunicazioni  8  aprile  2004,  nonche'  di  quelle  emanate   dalla
    Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza  dei
    servizi radiotelevisivi e del presente provvedimento. 
    
    Titolo III
    STAMPA QUOTIDIANA E PERIODICA
    
                                   Art. 12  
             Comunicato preventivo per la diffusione di messaggi 
                politici elettorali su quotidiani e periodici 
     
      1. Entro il quinto giorno successivo alla data di entrata in vigore
    del presente provvedimento, gli editori di quotidiani e  periodici  a
    diffusione locale che intendano diffondere a qualsiasi titolo fino  a
    tutto il penultimo giorno prima delle elezioni  nelle  forme  ammesse
    dall'art. 7, comma 2, della legge 22 febbraio 2000, n.  28,  messaggi
    politici elettorali sono  tenuti  a  dare  notizia  dell'offerta  dei
    relativi spazi attraverso un  apposito  comunicato  pubblicato  sulla
    stessa testata  interessata  alla  diffusione  di  messaggi  politici
    elettorali. Per la stampa periodica si  tiene  conto  della  data  di
    effettiva  distribuzione  al   pubblico.   Ove   in   ragione   della
    periodicita' della testata non sia stato possibile  pubblicare  sulla
    stessa nel termine predetto il comunicato preventivo,  la  diffusione
    dei messaggi non potra' avere inizio  che  dal  numero  successivo  a
    quello recante la pubblicazione del comunicato sulla  testata,  salvo
    che il comunicato sia stato pubblicato, nel termine prescritto e  nei
    modi di cui al comma 2, su altra testata, quotidiana o periodica,  di
    analoga diffusione. 
      2. Il comunicato preventivo deve  essere  pubblicato  con  adeguato
    rilievo, sia per collocazione, sia per  modalita'  grafiche,  e  deve
    precisare le condizioni generali dell'accesso, nonche' l'indirizzo ed
    il numero di telefono della redazione della  testata  presso  cui  e'
    depositato  un  documento  analitico,  consultabile   su   richiesta,
    concernente: 
        a) le  condizioni  temporali  di  prenotazione  degli  spazi  con
    puntuale indicazione del termine ultimo, rapportato ad  ogni  singolo
    giorno di pubblicazione entro il quale  gli  spazi  medesimi  possono
    essere prenotati; 
        b) le tariffe per l'accesso a  tali  spazi,  quali  autonomamente
    determinate per ogni singola testata, nonche' le eventuali condizioni
    di gratuita'; 
        c) ogni  eventuale  ulteriore  circostanza  od  elemento  tecnico
    rilevante per la fruizione degli spazi medesimi,  in  particolare  la
    definizione del criterio di accettazione delle prenotazioni  in  base
    alla loro progressione temporale. 
      3. Devono essere riconosciute ai soggetti politici richiedenti  gli
    spazi per messaggi politici  elettorali  le  condizioni  di  migliore
    favore praticate ad uno di essi per il modulo acquistato. 
      4. Ogni editore e' tenuto a fare verificare in modo documentale, su
    richiesta dei soggetti politici interessati, le condizioni  praticate
    per l'accesso agli spazi in questione, nonche' i listini in relazione
    ai quali ha determinato le tariffe per gli spazi medesimi. 
      5. La pubblicazione del comunicato preventivo di  cui  al  comma  1
    costituisce  condizione  per  la  diffusione  dei  messaggi  politici
    elettorali durante la consultazione elettorale. In  caso  di  mancato
    rispetto del termine stabilito nel comma 1 e  salvo  quanto  previsto
    nello stesso comma per  le  testate  periodiche,  la  diffusione  dei
    messaggi puo' avere inizio dal secondo giorno successivo alla data di
    pubblicazione del comunicato preventivo. 
    
                                   Art. 13  
                Pubblicazione di messaggi politici elettorali 
                          su quotidiani e periodici 
     
      1. I messaggi politici elettorali di cui all'art. 7 della legge  22
    febbraio 2000, n. 28, devono  essere  riconoscibili,  anche  mediante
    specifica impaginazione in  spazi  chiaramente  evidenziati,  secondo
    modalita' uniformi per ciascuna testata, e devono recare la  dicitura
    «messaggio  elettorale»  con  l'indicazione  del  soggetto   politico
    committente. 
      2. Sono vietate forme di messaggio politico elettorale  diverse  da
    quelle elencate al comma 2 dell'art. 7 della legge 22 febbraio  2000,
    n. 28. 
    
                                   Art. 14  
                   Organi ufficiali di stampa dei partiti 
     
      1.  Le  disposizioni  sulla  diffusione,  a  qualsiasi  titolo,  di
    messaggi politici elettorali su quotidiani e periodici e sull'accesso
    in condizioni di parita' ai relativi  spazi  non  si  applicano  agli
    organi ufficiali di stampa dei partiti e movimenti  politici  e  alle
    stampe  elettorali  di  coalizioni,  liste,  gruppi  di  candidati  e
    candidati. 
      2. Si considera organo ufficiale di partito o movimento politico il
    giornale quotidiano o periodico che risulta registrato come  tale  ai
    sensi dell'art. 5 della legge 8 febbraio  1948,  n.  47,  ovvero  che
    rechi indicazione in tale senso nella  testata,  ovvero  che  risulti
    indicato come tale nello statuto o altro atto ufficiale del partito o
    del movimento politico. 
      3. I partiti, i movimenti politici, le coalizioni e le  liste  sono
    tenuti a fornire con  tempestivita'  all'Autorita'  ogni  indicazione
    necessaria a qualificare gli organi ufficiali di stampa dei partiti e
    dei movimenti politici, nonche' le stampe elettorali  di  coalizioni,
    liste, gruppi di candidati e candidati. 
    
    Titolo IV
    SONDAGGI POLITICI ED ELETTORALI
    
                                   Art. 15  
                       Sondaggi politici ed elettorali 
     
      1. Nel periodo disciplinato dalla presente delibera, fermo restando
    quanto previsto dagli articoli 8 e 10 della legge 22  febbraio  2000,
    n. 28, ai sondaggi politici ed elettorali si applicano  gli  articoli
    da 6 a 12 del regolamento in materia di pubblicazione e diffusione di
    sondaggi sui mezzi di comunicazione di massa di cui alla delibera  n.
    256/10/CSP, del 9 dicembre 2010. 
    
    Titolo V
    VIGILANZA E SANZIONI
    
                                   Art. 16  
             Compiti dei Comitati regionali per le comunicazioni 
     
      1. I Comitati regionali per le comunicazioni assolvono, nell'ambito
    territoriale di rispettiva competenza, oltre a  quelli  previsti  nel
    capo I del titolo II del presente provvedimento, i seguenti compiti: 
        a)  vigilanza  sulla  corretta  e  uniforme  applicazione   della
    legislazione vigente, del Codice di autoregolamentazione  di  cui  al
    decreto del Ministro delle comunicazioni 8 aprile 2004 e del presente
    provvedimento  da  parte  delle  emittenti  locali,   nonche'   delle
    disposizioni dettate per  la  concessionaria  del  servizio  pubblico
    generale   radiotelevisivo   dalla   Commissione   parlamentare   per
    l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi  radiotelevisivi  per
    quanto concerne le trasmissioni a carattere regionale; 
        b) accertamento delle eventuali violazioni, ivi  comprese  quelle
    relative all'art. 9  della  legge  n.  28  del  2000  in  materia  di
    comunicazione istituzionale e obblighi di informazione,  trasmissione
    dei relativi atti  e  degli  eventuali  supporti  e  formulazione,  a
    conclusione    dell'istruttoria     sommaria,     comprensiva     del
    contraddittorio, delle  conseguenti  proposte  all'Autorita'  per  le
    garanzie nelle comunicazioni per l'adozione dei provvedimenti di  sua
    competenza, nel rispetto dei termini procedimentali di  cui  all'art.
    10 della citata legge n. 28 del 2000. 
    
                                   Art. 17  
                          Procedimenti sanzionatori 
     
      1. Le violazioni delle disposizioni della legge 22  febbraio  2000,
    n. 28, e del Codice di autoregolamentazione di  cui  al  decreto  del
    Ministro delle comunicazioni 8 aprile 2004, nonche' di quelle emanate
    dalla  Commissione  parlamentare  per  l'indirizzo  generale   e   la
    vigilanza dei servizi radiotelevisivi e  di  quelle  dettate  con  il
    presente provvedimento sono perseguite d'ufficio  dall'Autorita'  per
    le  garanzie  nelle  comunicazioni,   al   fine   dell'adozione   dei
    provvedimenti previsti dagli articoli 10 e 11-quinquies  della  legge
    n. 28/2000.  Ciascun  soggetto  politico  interessato  puo'  comunque
    denunciare tali violazioni  entro  il  termine  perentorio  di  dieci
    giorni dal fatto. 
      2. Il Consiglio nazionale  degli  utenti  presso  l'Autorita'  puo'
    denunciare, secondo quanto previsto dall'art. 11-quinquies, comma  2,
    della legge 22 febbraio 2000,  n.  28,  comportamenti  in  violazione
    delle disposizioni di cui al capo II della medesima legge, di  quelle
    contenute nel Codice di autoregolamentazione di cui  al  decreto  del
    Ministro delle comunicazioni 8 aprile 2004, nonche' di quelle  recate
    dal presente provvedimento. 
      3. La denuncia delle violazioni deve essere inviata, anche a  mezzo
    fax, all'Autorita', all'emittente privata o all'editore presso cui e'
    avvenuta la violazione,  al  competente  Comitato  regionale  per  le
    comunicazioni,  al  Gruppo  della  Guardia  di  finanza   nella   cui
    competenza  territoriale  rientra  il  domicilio   dell'emittente   o
    dell'editore. Il predetto Gruppo della Guardia di finanza provvede al
    ritiro   delle   registrazioni   interessate   dalla    comunicazione
    dell'Autorita' o dalla denuncia entro le successive dodici ore. 
      4. La denuncia indirizzata all'Autorita'  e'  procedibile  solo  se
    sottoscritta  in  maniera   leggibile   e   se   accompagnata   dalla
    documentazione comprovante l'avvenuto invio della  denuncia  medesima
    anche agli altri destinatari indicati dal comma 3. 
      5. La denuncia contiene, a pena di inammissibilita',  l'indicazione
    dell'emittente  e  della  trasmissione,  ovvero  dell'editore  e  del
    giornale o periodico, cui  sono  riferibili  le  presunte  violazioni
    segnalate,  completa,  rispettivamente,  di  data  e   orario   della
    trasmissione, ovvero di data ed edizione,  nonche'  di  una  motivata
    argomentazione. 
      6. Qualora la denuncia  non  contenga  gli  elementi  previsti  dai
    precedenti commi 4 e 5, l'Autorita', nell'esercizio dei  suoi  poteri
    d'ufficio, puo' comunque avviare l'istruttoria qualora sulla base  di
    un esame sommario della documentazione ricevuta sembri ricorrere  una
    possibile violazione. L'Autorita' esamina in ogni caso con  priorita'
    le denunce immediatamente procedibili. 
      7. L'Autorita' provvede direttamente alle istruttorie  sommarie  di
    cui al  comma  1  riguardanti  emittenti  radiofoniche  e  televisive
    nazionali ed editori di giornali e periodici a diffusione  nazionale,
    mediante le proprie strutture, che possono avvalersi,  a  tale  fine,
    del  Nucleo  speciale  della  Guardia  di  finanza  istituito  presso
    l'Autorita' stessa. L'Autorita' adotta i propri  provvedimenti  entro
    le quarantotto ore successive  all'accertamento  della  violazione  o
    alla denuncia, fatta salva l'ipotesi dell'adeguamento spontaneo  agli
    obblighi di  legge  da  parte  delle  emittenti  televisive  e  degli
    editori, con contestuale informativa all'Autorita'. 
      8.  I  procedimenti  riguardanti  le   emittenti   radiofoniche   e
    televisive locali sono istruiti dai competenti Comitati regionali per
    le comunicazioni che formulano  le  relative  proposte  all'Autorita'
    secondo quanto previsto al comma 10. 
      9. Il Gruppo della Guardia di finanza  competente  per  territorio,
    ricevuta la denuncia della violazione delle disposizioni  di  cui  al
    comma 1 da parte di emittenti radiotelevisive locali  provvede  entro
    le dodici ore successive all'acquisizione delle registrazioni e  alla
    trasmissione delle stesse agli uffici del competente Comitato di  cui
    al  comma  8,  dandone  immediato  avviso,   anche   a   mezzo   fax,
    all'Autorita'. 
      10. Il Comitato di cui  al  comma  8  procede  ad  una  istruttoria
    sommaria e instaura il contraddittorio con  gli  interessati:  a  tal
    fine contesta i fatti, anche a mezzo fax, sente  gli  interessati  ed
    acquisisce  le  eventuali  controdeduzioni  nelle  ventiquattro   ore
    successive alla contestazione. Qualora,  allo  scadere  dello  stesso
    termine, non si  sia  pervenuti  ad  un  adeguamento,  anche  in  via
    compositiva, agli obblighi di legge,  lo  stesso  Comitato  trasmette
    atti e supporti acquisiti,  ivi  incluso  uno  specifico  verbale  di
    accertamento,  redatto,  ove  necessario,  in  cooperazione  con   il
    competente  Gruppo  della  Guardia  di  finanza,  all'Autorita'   che
    provvede, in  deroga  ai  termini  e  alle  modalita'  procedimentali
    previste dalla legge 24 novembre 1981, n. 689, entro  le  quarantotto
    ore successive  all'accertamento  della  violazione,  decorrenti  dal
    ricevimento degli stessi atti e supporti  da  parte  della  Direzione
    contenuti audiovisivi - Ufficio pluralismo interno, servizio pubblico
    radiofonico,  televisivo  e  multimediale  e  tutele   dell'Autorita'
    medesima. 
      11.  In  ogni  caso,  il  Comitato  di  cui  al  comma  8   segnala
    tempestivamente all'Autorita' le attivita' svolte e la sussistenza di
    episodi rilevanti o ripetuti  di  mancata  attuazione  della  vigente
    normativa. 
      12. Gli  Ispettorati  territoriali  del  Ministero  dello  sviluppo
    economico  collaborano,  a  richiesta,  con  il  competente  Comitato
    regionale per le comunicazioni. 
      13. Le emittenti radiofoniche e televisive private e gli editori di
    stampa  sono  tenuti  al  rispetto  delle  disposizioni  dettate  dal
    presente   provvedimento,   adeguando   la   propria   attivita'   di
    programmazione e pubblicazione, nonche' i conseguenti comportamenti. 
      14. L'Autorita' verifica l'ottemperanza ai propri provvedimenti  ai
    fini previsti dall'art. 1, commi 31 e 32, della legge 31 luglio 1997,
    n. 249, e dall'art. 11-quinquies, comma 3, della  legge  22  febbraio
    2000, n.  28.  Accerta,  altresi',  l'attuazione  delle  disposizioni
    emanate dalla Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e  la
    vigilanza dei servizi radiotelevisivi anche per le finalita'  di  cui
    all'art. 1, comma 6, lettera c), n. 10, della legge 31  luglio  1997,
    n. 249. 
      15. Nell'ipotesi in cui il  provvedimento  dell'Autorita'  contenga
    una misura ripristinatoria della  parita'  di  accesso  ai  mezzi  di
    informazione, come individuata dall'art. 10 della legge  22  febbraio
    2000, n. 28, le emittenti radiofoniche e televisive o gli editori  di
    stampa quotidiana o periodica sono tenuti ad  adempiere  nella  prima
    trasmissione o pubblicazione utile e, comunque, nel termine  indicato
    nel provvedimento medesimo, decorrente dalla notifica dello stesso. 
      16. Le sanzioni amministrative pecuniarie irrogate in  applicazione
    delle  disposizioni   di   attuazione   dettate   con   il   presente
    provvedimento non sono evitabili con il pagamento in  misura  ridotta
    previsto dall'art. 16 della legge 24 ottobre 1981, n. 689. 
      17.   Nell'ipotesi   di   accertamento   delle   violazioni   delle
    disposizioni recate dalla legge 22 febbraio  2000,  n.  28,  e  dalla
    legge 31 luglio 1997, n. 249, da parte di imprese  che  agiscono  nei
    settori del sistema integrato delle comunicazioni di cui all'art.  2,
    comma 1, lettera s), del decreto legislativo 31 luglio 2005, n.  177,
    e che fanno capo ai titolari di cariche di governo o ai  soggetti  di
    cui all'art. 7, comma 1, della legge 20 luglio 2004, n.  215,  ovvero
    sono  sottoposte  al  controllo  dei  medesimi,  l'Autorita'  procede
    all'esercizio della competenza attribuitale  dalla  legge  20  luglio
    2004, n. 215, in materia di risoluzione dei conflitti di interesse. 
    
    Titolo VI
    TURNO DI BALLOTTAGGIO
    
                                   Art. 18  
                      Turno elettorale di ballottaggio 
     
      1. In caso di secondo turno elettorale, nel  periodo  intercorrente
    tra la prima e la  seconda  votazione,  gli  spazi  di  comunicazione
    politica e quelli relativi ai messaggi politici autogestiti a  titolo
    gratuito sono  ripartiti  con  criterio  paritario  tra  i  candidati
    ammessi al ballottaggio. Continuano a trovare applicazione anche  per
    il  turno  di  ballottaggio  le  disposizioni  dettate  dal  presente
    provvedimento. 
    
                                   Art. 19  
                       Turni elettorali nell'anno 2018 
     
      1. Il presente provvedimento produce effetti anche per le  elezioni
    comunali che si svolgeranno nel corso dell'anno 2018, a far tempo dal
    quarantacinquesimo giorno precedente le operazioni di voto. 
      La presente delibera entra in vigore  il  giorno  di  inizio  della
    campagna elettorale. 
      La presente delibera e' pubblicata nella Gazzetta  Ufficiale  della
    Repubblica  italiana  ed   e'   resa   disponibile   nel   sito   web
    dell'Autorita' all'indirizzo www.agcom.it 
     
        Roma, 24 aprile 2018