Pareggio di bilancio per il triennio 2018-2020

    RAGIONERIA GENERALE DELLO STATO - CIRCOLARE 20 febbraio 2018, n. 5
    
    
     Chiarimenti in materia  di  pareggio  di  bilancio  per  il  triennio
    2018-2020 per gli enti territoriali di cui all'articolo 1,  commi  da
    465 a 508, della legge 11 dicembre 2016, n. 232  (Legge  di  bilancio
    2017), come modificata dalla legge 27 dicembre 2017, n. 205 (Legge di
    bilancio 2018)
    
      PREMESSA 
      La  presente  circolare  fornisce  chiarimenti   in   merito   alle
    disposizioni  in  materia  di  pareggio  di   bilancio   degli   enti
    territoriali per il triennio  2018-2020  e  illustra  le  innovazioni
    introdotte dalla legge 27 dicembre 2017, n. 205  (legge  di  bilancio
    2018). Al fine di favorire una migliore comprensione  e  leggibilita'
    del quadro normativo nel suo complesso, viene mantenuta la  struttura
    logica gia' utilizzata nell'esercizio 2017 (circolare 3 aprile  2017,
    n. 17). 
      Preliminarmente, appare utile richiamare il comma 465 dell'articolo
    1 della legge 11 dicembre 2016, n. 232 (legge di bilancio 2017),  che
    dispone che:  "Ai  fini  della  tutela  dell'unita'  economica  della
    Repubblica e, ai sensi dell'articolo 9 della legge 24 dicembre  2012,
    n. 243, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano,  le
    citta'  metropolitane,  le  province  e  i  comuni  concorrono   alla
    realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica, nel rispetto delle
    disposizioni di cui ai commi da 463 a 484 del presente articolo,  che
    costituiscono principi fondamentali di  coordinamento  della  finanza
    pubblica, ai sensi dell'articolo 117, terzo  comma,  e  119,  secondo
    comma, della Costituzione". 
      Si ricorda che la richiamata legge 24 dicembre 2012, n. 243  (legge
    rinforzata), ha dato attuazione al sesto comma dell'articolo 81 della
    Costituzione (come modificato dalla legge  costituzionale  n.  1  del
    2012), al fine di assicurare il rispetto del principio costituzionale
    del pareggio di bilancio secondo il quale  tutte  le  amministrazioni
    pubbliche devono perseguire l'equilibrio di bilancio  tra  entrate  e
    spese e la sostenibilita' del debito,  nell'osservanza  delle  regole
    dell'Unione europea in materia economico-finanziaria. Sono consentiti
    scostamenti temporanei del saldo dall'obiettivo programmatico solo in
    caso di  eventi  eccezionali  quali,  ad  esempio,  gravi  recessioni
    economiche, crisi finanziarie e calamita' naturali. 
      La  riforma  delle  regole  di  finanza  pubblica  per   gli   enti
    territoriali e' stata  consolidata,  poi,  con  l'approvazione  della
    legge 12 agosto 2016, n. 164, che  ha  apportato  alcune  sostanziali
    modifiche all'articolo 9 della richiamata legge 24 dicembre 2012,  n.
    243, in materia di equilibri di bilancio degli enti territoriali.  Il
    Legislatore, infatti, nella consapevolezza che  la  stabilita'  delle
    regole facilita la programmazione finanziaria, ha  previsto  che  gli
    enti  territoriali   conseguano   un   unico   obiettivo   costituito
    dall'equilibrio fra entrate finali e spese finali in termini di  sola
    competenza (senza alcuna esclusione di voci di entrata e  di  spesa),
    come  eventualmente  modificato  ai  sensi  dell'articolo  10   della
    medesima legge n. 243 del 2012. 
      La riforma delle regole in parola, che ha trovato piena  attuazione
    con l'articolo 1, commi da 463 a 508, della legge di  bilancio  2017,
    prevede,  al  comma  466,  che,  a  decorrere  dal  2017,  gli   enti
    territoriali  conseguano  un  saldo  non  negativo,  in  termini   di
    competenza, tra le entrate finali (ascrivibili ai titoli 1, 2, 3, 4 e
    5 dello schema di bilancio previsto dal decreto legislativo 23 giugno
    2011, n. 118) e le spese finali (ascrivibili ai titoli 1,  2,  3  del
    medesimo schema di bilancio) e che, per il triennio 2017-2019,  nelle
    entrate e nelle spese finali in termini di competenza sia considerato
    il Fondo pluriennale vincolato, di entrata e di spesa, al netto della
    quota riveniente dal ricorso all'indebitamento (mentre non rileva  la
    quota del Fondo pluriennale vincolato di  entrata  che  finanzia  gli
    impegni cancellati definitivamente dopo l'approvazione del rendiconto
    dell'anno precedente). A decorrere dal 2020,  tra  le  entrate  e  le
    spese finali e' incluso il Fondo pluriennale vincolato di  entrata  e
    di  spesa,  finanziato  dalle  entrate  finali.  Al  riguardo,  preme
    precisare, anche alla luce della sentenza della Corte  costituzionale
    n. 247 del 2017, che per Fondo pluriennale  di  entrata  e  di  spesa
    finanziato dalle entrate finali - valido ai  fini  del  rispetto  dei
    vincoli di finanza pubblica a  decorrere  dall'esercizio  2020  -  si
    intende il Fondo pluriennale (di entrata e di spesa) al  netto  della
    quota finanziata dal ricorso all'indebitamento e di  eventuali  quote
    derivanti da mutui e prestiti confluite in avanzo di amministrazione. 
      Le principali innovazioni introdotte dalla legge 27 dicembre  2017,
    n. 205 (legge di bilancio 2018) riguardano: 
      - Fondo pluriennale vincolato di  spesa  dell'esercizio  2016:  gli
    enti  territoriali  possono  non  rilevare  in  economia  le  risorse
    accantonate nel Fondo pluriennale vincolato di  spesa  dell'esercizio
    2016, per finanziare le spese contenute nei quadri economici relative
    a  investimenti  per  lavori  pubblici  e  quelle  per  procedure  di
    affidamento  gia'  attivate,  ancorche'  non  ancora   impegnate,   e
    conservarle nel Fondo pluriennale vincolato di  spesa  dell'esercizio
    2017, purche' riguardanti  opere  per  le  quali  l'ente  abbia  gia'
    avviato le procedure per la scelta  del  contraente  o  disponga  del
    progetto  esecutivo  degli  investimenti  redatto   e   validato   in
    conformita' alla vigente normativa, completo del cronoprogramma della
    spesa. Tali risorse confluiscono nel risultato di amministrazione  se
    entro l'esercizio 2018 non sono assunti i relativi impegni  di  spesa
    (articolo 1, comma 880); 
      - Flessibilita' in corso di gestione: all'articolo  1,  comma  468,
    della legge n. 232 del 2016, dopo le parole "il prospetto allegato al
    bilancio di previsione non considera gli stanziamenti" sono eliminate
    le  parole   "non   finanziati   dall'avanzo   di   amministrazione".
    Conseguentemente, il prospetto dimostrativo del  rispetto  del  saldo
    non negativo di cui all'articolo 1, comma 466, della legge n. 232 del
    2016, da allegare al bilancio di previsione degli enti  territoriali,
    non deve piu' considerare  gli  stanziamenti  del  Fondo  crediti  di
    dubbia esigibilita' e dei Fondi spese  e  rischi  futuri  concernenti
    accantonamenti   destinati   a    confluire    nel    risultato    di
    amministrazione. Inoltre, e' eliminato  l'obbligo  di  allegare,  nel
    corso dell'esercizio, ai fini della verifica del rispetto del  saldo,
    il prospetto dimostrativo alle variazioni di  bilancio  (articolo  1,
    comma 785). In tal modo, l'ente deve rispettare il saldo non negativo
    esclusivamente in sede di approvazione del bilancio di  previsione  e
    del rendiconto di gestione. Tale  modifica  normativa  va  tenuta  in
    debito conto da parte del responsabile  del  servizio  finanziario  e
    dell'organo di revisione economico-finanziario  nell'espressione  dei
    pareri da rendere sugli atti di variazione di bilancio; 
      - Completa applicazione della disciplina del pareggio di bilancio a
    tutte le Autonomie speciali: e' abrogato  l'articolo  1,  comma  483,
    della legge n. 232 del 2016, che escludeva le regioni Friuli  Venezia
    Giulia e Trentino-Alto Adige, nonche' le province autonome di  Trento
    e di Bolzano, dalle disposizioni riguardanti il sistema sanzionatorio
    e  premiante  del  pareggio  di  bilancio. Pertanto,  dal  2018,   le
    richiamate regioni Friuli Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige  e  le
    province autonome di Trento  e  di  Bolzano,  non  piu'  soggette  al
    vincolo del patto di stabilita' interno, applicano  integralmente  la
    disciplina del pareggio di bilancio prevista dall'articolo  1,  comma
    465 e seguenti, della  legge n. 232 del 2016 (articolo 1, comma 828); 
      - Chiusura contabilita'  speciali  protezione  civile:  le  risorse
    derivanti dalla  chiusura  delle  contabilita'  speciali  degli  enti
    territoriali di cui all'articolo 5, commi  4-ter  e  4-quater,  della
    legge 24 febbraio 1992,  n.  225,  per  effetto  della  scadenza  del
    termine di durata dello  stato  di  emergenza,  sono  vincolate  alla
    realizzazione degli interventi previsti dalle ordinanze  adottate  ai
    sensi dei commi 2 e 4-ter dell'articolo 5 della medesima legge n. 225
    del 1992, durante lo stato di emergenza. In particolare,  le  risorse
    che  residuano  alla  chiusura  della  contabilita'  speciale,  e  le
    relative spese, non rilevano ai fini dei vincoli di finanza  pubblica
    a cui sono soggetti  gli  enti  territoriali.  Al  fine  di  favorire
    l'utilizzo delle risorse  derivanti  dalla  chiusura  delle  predette
    contabilita' speciali secondo le procedure  ordinarie  di  spesa,  e'
    disciplinata apposita procedura nell'ambito del patto di solidarieta'
    nazionale di cui all'articolo 10, comma 4, della  legge  24  dicembre
    2012, n. 243 (articolo 1, commi da 787 a 791); 
      - Patti di  solidarieta'  nazionale  enti  locali:  sono  apportate
    modifiche alla disciplina di concessione degli spazi finanziari  agli
    enti  locali  per  spese  d'investimento  da  realizzare   attraverso
    l'utilizzo degli avanzi di amministrazione degli esercizi  precedenti
    e il ricorso al debito (articolo 1, comma 874). In particolare: 
      1) incremento di 200 milioni di euro (dagli iniziali  700  milioni)
    degli spazi finanziari assegnabili agli enti locali negli anni 2018 e
    2019, nell'ambito dei patti nazionali di cui all'articolo  10,  comma
    4, della legge n. 243 del 2012. A tal fine, sono assegnati agli  enti
    locali spazi finanziari, nel limite complessivo  di  900  milioni  di
    euro annui per ciascuno degli anni 2018 e 2019, di cui 400 milioni di
    euro annui ad interventi di edilizia scolastica e 100 milioni di euro
    annui  a  interventi  di  impiantistica  sportiva   e,   nel   limite
    complessivo di 700 milioni di euro annui, per ciascuno degli anni dal
    2020 al 2023 (lett. a); 
      2) i comuni facenti parte di un'unione di comuni che hanno delegato
    le funzioni connesse alla realizzazione di  opere  pubbliche  possono
    richiedere spazi finanziari, nell'ambito delle intese regionali e dei
    patti nazionali di cui all'articolo 10, commi 3 e 4, della  legge  n.
    243 del 2012, per la quota di contributi trasferita all'unione stessa
    per investimenti in opere pubbliche riferite alla medesima delega  di
    funzioni (lett. b); 
      3)  sono  modificate  le  procedure  di  assegnazione  degli  spazi
    finanziari  richiesti  per  interventi  di  edilizia  scolastica;  e'
    introdotta, inoltre, una nuova priorita', e relativa disciplina,  per
    l'impiantistica sportiva (lettere da c) a i); 
      4) sono introdotte ulteriori  priorita'  per  l'assegnazione  degli
    spazi finanziari agli enti locali: 
      - investimenti gia' avviati, a valere su risorse acquisite mediante
    contrazione di mutuo e  per  i  quali  sono  stati  attribuiti  spazi
    finanziari ai sensi dell'ultimo decreto del Ministero dell'economia e
    delle finanze di cui al comma 492 dell'articolo 1 della legge n.  232
    del 2016 (lett. l); 
      - investimenti finanziati con avanzo di amministrazione o  mediante
    operazioni di  indebitamento  la  cui  progettazione  definitiva  e/o
    esecutiva e' finanziata a valere sulle risorse di cui al Fondo per la
    progettazione definitiva ed esecutiva nelle zone a rischio sismico  e
    per la messa in sicurezza del territorio dal  dissesto  idrogeologico
    (articolo 41-bis del decreto legge n. 50 del 2017) (lett. m); 
      - comuni con popolazione compresa tra 5.001 e 15.000 abitanti,  per
    i quali gli enti dispongono del progetto esecutivo redatto e validato
    in conformita' alla vigente normativa,  completo  del  cronoprogramma
    della spesa (lett. n); 
      - investimenti finalizzati al potenziamento e al rifacimento  degli
    impianti per la produzione di energia elettrica di fonti  rinnovabili
    diverse dal  fotovoltaico,  per  i  quali  gli  enti  dispongono  del
    progetto esecutivo redatto e validato  in  conformita'  alla  vigente
    normativa, completo del cronoprogramma della spesa (lett. o). 
      Da ultimo,  la  lettera  p)  aggiorna  le  lettere  del  comma  493
    dell'articolo 1  della  legge  n.  232  del  2016,  alla  luce  delle
    modifiche introdotte dalla legge di bilancio 2018, mentre la  lettera
    q) riformula il comma 507 dell'articolo 1 della citata legge  n.  232
    del 2016, prevedendo che l'ente territoriale attesti l'utilizzo degli
    spazi finanziari concessi in attuazione delle intese e dei  patti  di
    solidarieta' di cui all'articolo 10 della legge n. 243 del 2012,  con
    l'invio della certificazione di verifica del rispetto  dell'obiettivo
    di saldo. Il predetto ente, tuttavia, non puo' beneficiare  di  spazi
    finanziari nell'esercizio finanziario successivo a quello  dell'invio
    della certificazione qualora  gli  spazi  finanziari  concessi  siano
    stati utilizzati per una quota inferiore al 90 per cento. 
      Per ulteriori dettagli sulle modifiche introdotte  dalla  legge  di
    bilancio 2018, si rinvia ai paragrafi dedicati. 
      A. ENTI ASSOGGETTATI ALLE REGOLE DI FINANZA PUBBLICA 
      A.1 Enti territoriali 
      L'articolo 1, comma 465, della legge  11  dicembre  2016,  n.  232,
    prevede il concorso alla realizzazione  degli  obiettivi  di  finanza
    pubblica da parte degli enti di cui al comma 1 dell'articolo 9  della
    legge 24 dicembre 2012, n. 243.  Sono  assoggettati,  pertanto,  alla
    regola del saldo non negativo, in termini di competenza, tra  entrate
    finali e spese finali, le regioni e le province autonome,  le  citta'
    metropolitane, le province e tutti i comuni, senza alcuna esclusione. 
      Di conseguenza, anche gli enti di  nuova  istituzione  e  i  comuni
    istituiti a seguito  dei  processi  di  fusione  (enti  derivanti  da
    fusione per unione o enti  incorporanti  a  seguito  di  fusione  per
    incorporazione)  previsti  dalla  legislazione  vigente,  che   hanno
    concluso tali processi entro  la  data  del  1°  gennaio  2018,  sono
    assoggettati all'obbligo  del  concorso  agli  obiettivi  di  finanza
    pubblica e, pertanto, sono tenuti alla comunicazione del monitoraggio
    e alla certificazione. A tal fine, devono accreditarsi al sistema web
    appositamente                 previsto                  all'indirizzo
    http://pareggiobilancio.mef.gov.it,    richiedendo     una     utenza
    caratterizzata da un codice identificativo (User ID  ovvero  il  nome
    utente) e da una password. Qualora il nuovo  ente  disponga  gia'  di
    credenziali   d'accesso   ad   altri   applicativi   del    Ministero
    dell'economia  e  delle  finanze,   dovra'   utilizzare   le   stesse
    credenziali per accedere all'applicativo web dedicato al pareggio  di
    bilancio. 
      Si   invitano,   comunque,   gli   utenti   gia'   accreditati   ad
    aggiornare/integrare  le  informazioni  gia'  presenti  al  fine   di
    favorire  un  canale  sempre  piu'  efficace  di  comunicazione.   Al
    riguardo, si raccomanda di verificare ed aggiornare, in  particolare,
    le informazioni contenute nella sezione "Anagrafica Ente",  destinata
    a raccogliere le informazioni inerenti ai contatti,  con  particolare
    riferimento all'anagrafica istituzionale, degli amministratori e  dei
    responsabili finanziari. 
      Si segnala che  la  password  scade  dopo  180  giorni  dall'ultimo
    accesso nel sito del pareggio di bilancio.  Pertanto,  se  entro  180
    giorni l'utente non avvia la procedura digitando le proprie User ID e
    password, quest'ultima scade per una protezione del sistema. 
      Per  ulteriori  dettagli   sulle   modalita'   di   accreditamento,
    integrazione dell'anagrafica, recupero password, si  veda  l'allegato
    ACCESSO WEB/18 alla presente circolare (Allegato 1). 
      Da ultimo, si segnala che,  in  considerazione  della  specificita'
    della citta' di Roma quale  Capitale  della  Repubblica,  il  decreto
    legislativo 18 aprile 2012, n. 61 - che ha dato attuazione  al  nuovo
    ordinamento di Roma Capitale ai sensi dell'articolo 24 della legge  5
    maggio 2009, n. 42 - ha previsto una  particolare  procedura  per  il
    concorso alla realizzazione degli obiettivi di  finanza  pubblica  da
    parte del Comune di Roma. In particolare, il comma 1 dell'articolo 12
    del citato decreto legislativo  n.  61  del  2012  prevede  che  Roma
    Capitale concordi con il Ministero  dell'economia  e  delle  finanze,
    entro il 31 maggio di ciascun anno,  le  modalita'  e  l'entita'  del
    proprio  concorso  alla  realizzazione  degli  obiettivi  di  finanza
    pubblica. A tal fine, entro il 31 marzo  di  ogni  anno,  il  Sindaco
    trasmette la proposta di accordo al Ministero dell'economia  e  delle
    finanze.  In  caso  di  mancato  accordo,  previa  deliberazione  del
    Consiglio  dei  Ministri,  il  concorso   di   Roma   Capitale   alla
    realizzazione degli obiettivi  di  finanza  pubblica  e'  determinato
    sulla base delle disposizioni  applicabili  ai  restanti  comuni  del
    territorio nazionale. 
      A.2 Autonomie speciali 
      Anche le autonomie speciali sono tenute a garantire, dall'esercizio
    2016, l'equilibrio tra entrate finali e spese finali  in  termini  di
    competenza ai sensi dell'articolo 9 della legge 24 dicembre 2012,  n.
    243. 
      In  particolare,   per   le   autonomie   speciali,   a   decorrere
    dall'esercizio 2016, e' stato avviato il graduale abbandono del patto
    di stabilita' interno (conclusosi il 1° gennaio 2018),  ad  eccezione
    della regione Sardegna il cui passaggio a regime alla disciplina  del
    pareggio di bilancio  e'  avvenuto  contestualmente  alle  regioni  a
    statuto ordinario gia' a decorrere dall'anno 2015, in attuazione  del
    punto 3 dell'Accordo sottoscritto con lo Stato il 21  luglio  2014  e
    recepito dall'articolo 42, comma 10, del  decreto-legge  n.  133  del
    2014, e successivamente confermato dal comma 478-bis dell'articolo  1
    della legge di stabilita' 2015. 
      La regione Sicilia, invece, applica, a regime,  la  disciplina  del
    pareggio di  bilancio  a  decorrere  dall'anno  2016,  in  attuazione
    dell'Accordo sottoscritto con lo Stato il 20 giugno 2016  e  recepito
    dall'articolo 11 del decreto-legge n. 113 del 2016. 
      Per i restanti enti ad autonomia differenziata, fino al  definitivo
    passaggio  alle  regole  del  pareggio  di  bilancio  nel  2018,  gli
    obiettivi di finanza pubblica sono stati conseguiti anche  attraverso
    le regole del patto di  stabilita'  interno  di  cui  alla  legge  di
    stabilita' 2013 (articolo 1, commi 454 e successivi  della  legge  n.
    228 del 2012), modulati secondo quanto concordato tra Stato e singola
    regione e provincia autonoma. 
      In particolare, la regione Valle d'Aosta e' stata  assoggettata  al
    doppio vincolo di finanza pubblica (patto  di  stabilita'  interno  e
    pareggio di bilancio) nell'anno 2016 e, a decorrere  dall'anno  2017,
    alle sole regole del pareggio di bilancio, ivi compreso,  dunque,  il
    connesso regime sanzionatorio e premiale,  ai  sensi  del  comma  484
    dell'articolo 1 della  legge  11  dicembre  2016  n.  232  (legge  di
    bilancio 2017). 
      Le regioni Trentino-Alto Adige e Friuli Venezia Giulia, nonche'  le
    province autonome di Trento e Bolzano,  sono  state  assoggettate  al
    doppio vincolo di finanza pubblica fino all'anno  2017.  A  decorrere
    dall'anno 2018, anche per i suddetti enti ad autonomia  differenziata
    viene meno il  vincolo  del  patto  di  stabilita'  interno  e  trova
    integrale applicazione la disciplina del pareggio di bilancio. 
     
      ----------------- 
               1 Per la  regione  Friuli  Venezia  Giulia  il  definitivo
              superamento del patto di stabilita' interno e del regime di
              doppia applicazione dei  vincoli  di  finanza  pubblica  e'
              previsto a decorrere dal 2018 dall'articolo 1, commi 815  e
              828, della legge 27 dicembre 2017, n. 205. Per  la  regione
              Trentino-Alto Adige e le  province  autonome  di  Trento  e
              Bolzano, il definitivo superamento del patto di  stabilita'
              interno e del regime di doppia applicazione dei vincoli  di
              finanza  pubblica  e'  previsto  a   decorrere   dal   2018
              dall'articolo 1, comma 407, della legge 23  dicembre  2014,
              n. 190  e  dall'articolo  1,  comma  828,  della  legge  27
              dicembre 2017, n. 205. 
     
      B. DETERMINAZIONE DEL SALDO DI FINANZA  PUBBLICA  PER  IL  TRIENNIO
    2018-2020 
      B.1 Indicazioni generali 
      La legge 11 dicembre 2016, n. 232, prevede, all'articolo  1,  comma
    466, che, a decorrere dall'anno 2017,  tutti  gli  enti  territoriali
    concorrono agli obiettivi di finanza pubblica  conseguendo  un  saldo
    non negativo, in termini di competenza, tra le entrate  finali  e  le
    spese finali. 
      Per la determinazione del saldo valido per la verifica del rispetto
    dell'obiettivo di finanza pubblica, le  entrate  finali  e  le  spese
    finali,  di  cui  allo  schema  di  bilancio  previsto  dal   decreto
    legislativo  23  giugno  2011,  n.  118  -   volto   a   disciplinare
    l'armonizzazione dei sistemi contabili - sono quelle  ascrivibili  ai
    seguenti titoli: 
      ENTRATE FINALI 
      1  -  Entrate  correnti  di  natura  tributaria,   contributiva   e
    perequativa 
      2 - Trasferimenti correnti 
      3 - Entrate extratributarie 
      4 - Entrate in c/capitale 
      5 - Entrate da riduzioni di attivita' finanziarie 
      SPESE FINALI 
      1 - Spese correnti 
      2 - Spese in c/capitale 
      3 - Spese per incremento di attivita' finanziarie. 
      Per gli anni 2018-2019, nelle entrate finali e nelle  spese  finali
    in  termini  di  competenza  e'  considerato  il  Fondo   pluriennale
    vincolato, di entrata e di spesa, al netto della quota riveniente dal
    ricorso all'indebitamento (cfr. paragrafo B.2). A decorrere dal 2020,
    tra le entrate e le spese finali  e'  incluso  il  Fondo  pluriennale
    vincolato di entrata e di spesa, finanziato dalle entrate finali.  Al
    riguardo, preme precisare che per Fondo pluriennale di entrata  e  di
    spesa finanziato dalle entrate finali - valido ai fini  del  rispetto
    dei vincoli di finanza pubblica a decorrere dall'esercizio 2020 -  si
    intende  il  Fondo  al  netto  della  quota  finanziata  dal  ricorso
    all'indebitamento e di eventuali quote derivanti da mutui e  prestiti
    confluite in avanzo di amministrazione. 
      Per ciascuno degli anni 2018-2020 non rileva,  poi,  la  quota  del
    Fondo pluriennale vincolato  di  entrata  che  finanzia  gli  impegni
    cancellati  definitivamente  dopo   l'approvazione   del   rendiconto
    dell'anno precedente. Al riguardo, si precisa che la  predetta  quota
    non rileva ai soli fini della verifica  del  rispetto  del  saldo  di
    finanza pubblica. Per la redazione dei documenti contabili si  rinvia
    al  principio  contabile  applicato   concernente   la   contabilita'
    finanziaria  di  cui  al  punto  5.4  (allegato  n.  4/2  al  decreto
    legislativo n. 118 del 2011) che, nello specifico, dispone  che  "Nel
    corso dell'esercizio, la cancellazione di un impegno  finanziato  dal
    fondo pluriennale vincolato comporta la necessita' di procedere  alla
    contestuale dichiarazione di indisponibilita' di  una  corrispondente
    quota del fondo pluriennale vincolato iscritto in  entrata  che  deve
    essere  ridotto  in  occasione  del  rendiconto,  con  corrispondente
    liberazione   delle   risorse   a    favore    del    risultato    di
    amministrazione.". 
      Gli stanziamenti del Fondo crediti di  dubbia  esigibilita'  e  dei
    Fondi spese e rischi futuri concernenti  accantonamenti  destinati  a
    confluire nel risultato di amministrazione  non  vengono  considerati
    tra le spese finali,  ai  fini  della  verifica  del  rispetto  degli
    obiettivi di finanza pubblica (cfr. paragrafo B.3). 
      Al riguardo, si segnala che la Corte Costituzionale,  con  sentenza
    n. 247 del 20172 ,  nell'esaminare,  tra  l'altro,  le  questioni  di
    legittimita'  costituzionale   sollevate   dalle   regioni   autonome
    Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia, dalla regione  Veneto  e
    dalle province autonome di Bolzano e di Trento sull'articolo 1, comma
    1, lettera b), della legge n. 164 del  2016  (articolo  9,  comma  1,
    legge n. 243 del 2012), le ha dichiarate infondate: 
      1) circa la mancata inclusione dell'avanzo di  amministrazione  tra
    le  entrate  finali   valide   ai   fini   del   saldo:   in   quanto
    l'interpretazione della norma non puo' che essere quella secondo  cui
    l'avanzo di amministrazione rimane nella disponibilita' dell'ente che
    lo realizza; 
      2) circa  la  pretesa  illegittimita'  delle  limitazioni  previste
    all'utilizzazione, a partire dall'esercizio 2017, delle risorse  gia'
    destinate negli esercizi  precedenti  al  finanziamento  delle  spese
    programmate e - a tal fine - inserite nel Fondo pluriennale vincolato
    (che  impedirebbe  la  naturale  utilizzazione  del   fondo   stesso,
    trasformandolo  di  fatto  in  un   indebito   contributo   dell'ente
    territoriale agli obiettivi di finanza  pubblica):  cio',  in  quanto
    occorre  interpretare  le  richiamate  norme   nel   senso   che   le
    disposizioni impugnate  non  alterano  la  struttura  e  la  gestione
    temporale  del  Fondo  pluriennale  vincolato.  Ne  consegue  che   -
    contrariamente a quanto lamentato dalle  ricorrenti  -  accertamenti,
    impegni, obbligazioni attive  e  passive  rimangono  rappresentati  e
    gestiti in bilancio secondo quanto programmato a suo tempo  dall'ente
    territoriale. Pertanto, l'iscrizione o meno nei titoli 1, 2, 3, 4 e 5
    dell'entrata e nei titoli 1, 2 e 3 della spesa deve essere intesa  in
    senso meramente tecnico-contabile, quale criterio armonizzato per  il
    consolidamento dei conti nazionali. Tale aggregazione  contabile  non
    incide  ne'  quantitativamente  ne'   temporalmente   sulle   risorse
    legittimamente accantonate per la copertura di programmi,  impegni  e
    obbligazioni  passive  concordate  negli  esercizi   anteriori   alle
    scadenze del Fondo pluriennale vincolato. 
     
      -------------- 
               2 La Corte Costituzionale con sentenza n. 247 del 2017  ha
              dichiarato  non  fondate  le  questioni   di   legittimita'
              costituzionale    avanzate    dalle    Regioni     autonome
              Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia, dalla  Regione
              Veneto e dalle Province autonome di  Bolzano  e  di  Trento
              sull'articolo 1, comma 1, lettera b), della  legge  n.  164
              del 2016, che ha introdotto il comma 1-bis dell'articolo  9
              della legge n. 243 del  2012,  che  prevede  che  "Ai  fini
              dell'applicazione del  comma  1,  le  entrate  finali  sono
              quelle ascrivibili ai titoli 1, 2, 3, 4 e 5 dello schema di
              bilancio previsto dal decreto legislativo 23  giugno  2011,
              n. 118, e le spese finali sono quelle ascrivibili ai titoli
              1, 2 e 3 del medesimo schema  di  bilancio.  Per  gli  anni
              2017-2019, con la legge di  bilancio,  compatibilmente  con
              gli obiettivi di finanza pubblica e su base  triennale,  e'
              prevista l'introduzione del fondo pluriennale vincolato, di
              entrata e di spesa. A decorrere dall'esercizio 2020, tra le
              entrate e le spese finali e' incluso il  fondo  pluriennale
              vincolato di entrata e di spesa, finanziato  dalle  entrate
              finali". 
              Le questioni possono essere sintetizzate  in  relazione  ai
              tre diversi periodi di cui si compone la norma impugnata: 
              a) il primo  periodo  -  secondo  la  prospettazione  della
              Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia - avrebbe  l'effetto
              indiretto  di  "espropriare"  l'avanzo  di  amministrazione
              all'ente territoriale che lo ha realizzato per acquisirlo a
              obiettivi di  finanza  pubblica  da  realizzare  in  ambito
              regionale; 
              b) con argomentazioni sostanzialmente  analoghe,  tutte  le
              autonomie speciali ricorrenti deducono poi che il secondo e
              il terzo periodo, attraverso uno  strumentale  collegamento
              con lo schema di  bilancio  armonizzato,  impedirebbero  la
              naturale utilizzazione  del  fondo  pluriennale  vincolato,
              trasformandolo di fatto in un indebito contributo dell'ente
              territoriale agli obiettivi di  finanza  pubblica.  In  tal
              modo, un istituto nato per la  mera  esposizione  contabile
              delle diacronie inerenti alla gestione di competenza  e  di
              cassa dei  programmi  aventi  valenza  pluriennale  sarebbe
              conformato dalle norme impugnate in un'indebita  intrusione
              negli equilibri finanziari dell'ente territoriale,  ponendo
              in  essere  una  patente  violazione  della  sua  autonomia
              finanziaria  e   del   correlato   buon   andamento   della
              programmazione. 
              Avendo  tutte   le   questioni   sollevate   l'intento   di
              salvaguardare    la    disponibilita'    dell'avanzo     di
              amministrazione e del Fondo pluriennale  vincolato  secondo
              le rispettive discipline, una diversa interpretazione delle
              disposizioni impugnate che escluda il  preteso  significato
              ablativo le renderebbe, per cio' stesso, infondate. 
     
      Riportando la lettura di tali disposizioni alla loro  finalita'  di
    aggregazione  macroeconomica,  vengono  a  cadere  tutti  i   pretesi
    pregiudizi per le finanze delle autonomie ricorrenti. Queste  ultime,
    unitamente agli altri  enti  territoriali,  mantengono,  infatti,  la
    piena  facolta'  di  gestire  secundum  legem  il  Fondo  pluriennale
    vincolato, indipendentemente dalla sua  collocazione  nei  contestati
    titoli di bilancio. 
      Cio' posto, si ritiene che gli strumenti previsti  dal  legislatore
    (intese regionali e patti di solidarieta' nazionale)  e  la  maggiore
    flessibilita'  in  corso  di  gestione  introdotta  dal   comma   785
    dell'articolo 1 della legge n. 205 del 2017, che  modifica  il  comma
    468 dell'articolo 1 della legge n. 232 del 20163 ,  rappresentino  un
    efficace mezzo di utilizzo - e progressivo smaltimento -  dell'avanzo
    di amministrazione da parte degli enti territoriali, in linea con  le
    interpretazioni della Corte costituzionale espresse nella  richiamata
    sentenza n. 247 del 2017. 
     
      -------------- 
               3 Il comma 785 dell'articolo 1 della legge n. 205 del 2017
              prevede che il  prospetto  dimostrativo  del  rispetto  del
              saldo non negativo di cui all'articolo 1, comma 466,  della
              legge  n.  232  del  2016,  da  allegare  al  bilancio   di
              previsione degli enti territoriali,  non  deve  considerare
              gli stanziamenti del Fondo crediti di dubbia esigibilita' e
              dei Fondi spese e rischi futuri concernenti  accantonamenti
              destinati a confluire  nel  risultato  di  amministrazione,
              anche se  finanziati  dall'avanzo  di  amministrazione,  ed
              elimina l'obbligo di allegare, nel corso dell'esercizio, ai
              fini della verifica del rispetto del  saldo,  il  prospetto
              dimostrativo alle  variazioni  di  bilancio.  Pertanto,  il
              saldo non negativo deve essere rispettato esclusivamente in
              sede di approvazione  del  bilancio  di  previsione  e  del
              rendiconto di gestione). 
     
      B.2 Fondo pluriennale vincolato 
      Nell'ambito  del  principio  contabile  applicato  concernente   la
    contabilita' finanziaria (di  cui  all'allegato  n.  4/2  al  decreto
    legislativo n. 118 del 2011), al  punto  5.4  viene  disciplinato  il
    Fondo pluriennale vincolato. 
      La disciplina generale del Fondo pluriennale vincolato prevede che,
    alla fine  dell'esercizio,  nel  caso  in  cui  l'entrata  sia  stata
    accertata o incassata e la spesa non sia stata impegnata,  tutti  gli
    stanziamenti cui si riferisce la spesa, ivi inclusi  quelli  relativi
    al Fondo pluriennale vincolato, costituiscono economia di bilancio  e
    danno  luogo  alla  formazione  di  una  quota   del   risultato   di
    amministrazione dell'esercizio. 
      In  deroga  alla  disciplina  generale,  il   principio   contabile
    specifica  che  possono  essere  finanziate  dal  Fondo   pluriennale
    vincolato (e solo ai fini della sua determinazione) tutte le voci  di
    spesa contenute nei quadri economici relativi a spese di investimento
    per lavori pubblici esigibili negli esercizi successivi anche se  non
    interamente impegnate. La costituzione del Fondo per l'intero  quadro
    economico e' consentita solo in presenza  di  impegni  assunti  sulla
    base di obbligazioni giuridicamente  perfezionate,  imputate  secondo
    esigibilita', anche se relative solo ad alcune voci, escluse le spese
    sostenute per la progettazione. 
      Al riguardo,  giova  ricordare  che  il  principio  contabile  5.4,
    concernente la contabilita' finanziaria di cui all'allegato  4/2  del
    citato decreto legislativo n. 118 del 2011, stabilisce che, nel  caso
    in cui non vi sia aggiudicazione definitiva, entro l'anno successivo,
    le  risorse  accertate,  cui  il  Fondo  pluriennale  si   riferisce,
    confluiscono  nell'avanzo  di  amministrazione   vincolato   per   la
    riprogrammazione  dell'intervento  in  conto  capitale  ed  il  Fondo
    pluriennale deve essere ridotto di pari importo. 
      Come anticipato, l'articolo 1, comma 880, della legge  di  bilancio
    2018, dispone  che  le  risorse  accantonate  nel  Fondo  pluriennale
    vincolato di spesa dell'esercizio 2016 in applicazione del punto  5.4
    del  principio  contabile  applicato  concernente   la   contabilita'
    finanziaria di cui all'allegato n. 4/2 annesso al decreto legislativo
    23 giugno 2011, n. 118, per finanziare le spese contenute nei  quadri
    economici relative a investimenti per lavori pubblici  e  quelle  per
    procedure di affidamento gia' attivate, se  non  utilizzate,  possono
    essere conservate nel Fondo pluriennale di spesa dell'esercizio  2017
    purche' relative a opere per le quali l'ente abbia  gia'  avviato  le
    procedure per la scelta del contraente fatte  salve  dal  codice  dei
    contratti pubblici, di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016,  n.
    50, o disponga del progetto esecutivo degli  investimenti  redatto  e
    validato  in  conformita'  alla  vigente  normativa,   completo   del
    cronoprogramma di spesa. Si evidenzia,  tuttavia,  che  tali  risorse
    confluiscono nel risultato di amministrazione  se  entro  l'esercizio
    2018 non vengono assunti i relativi impegni di spesa. 
      Per gli anni 2017-2019, come precisato dal comma 466, ai fini della
    determinazione del saldo di finanza pubblica di competenza, gli  enti
    territoriali sommano all'ammontare  delle  entrate  finali  accertate
    l'importo del Fondo pluriennale vincolato di entrata  corrente  e  in
    conto  capitale,  al  netto  della  quota  riveniente   dal   ricorso
    all'indebitamento, e sommano al totale delle spese  finali  impegnate
    l'importo del Fondo pluriennale vincolato  di  spesa  corrente  e  in
    conto capitale, anch'esso al netto della quota riveniente dal ricorso
    all'indebitamento. 
      Il richiamato comma 466 precisa,  inoltre,  che,  a  decorrere  dal
    2020,  tra  le  entrate  e  le  spese  finali  e'  incluso  il  Fondo
    pluriennale vincolato di entrata e di spesa, finanziato dalle entrate
    finali. Come gia' precedentemente evidenziato, per Fondo  pluriennale
    di entrata e di spesa finanziato dalle entrate  finali  -  valido  ai
    fini del  rispetto  dei  vincoli  di  finanza  pubblica  a  decorrere
    dall'esercizio 2020 - si  intende  il  Fondo  al  netto  della  quota
    finanziata  dal  ricorso  all'indebitamento  e  di  eventuali   quote
    derivanti da mutui e prestiti confluite in avanzo di amministrazione.
    Cio',  non  solo  alla  luce  della  citata  sentenza   della   Corte
    costituzionale n. 247 del 2017, ma anche in considerazione del  fatto
    che gli enti territoriali possono costituire,  in  ciascun  anno,  il
    Fondo pluriennale di spesa finanziato da  avanzo  di  amministrazione
    esclusivamente nel rispetto del proprio  saldo  (e,  di  conseguenza,
    coprendolo con le entrate finali valide ai fini  della  verifica  del
    rispetto  dei  vincoli  di  finanza  pubblica)  o,  alternativamente,
    attraverso  gli   strumenti   di   flessibilita'   disciplinati   dal
    legislatore (intese regionali e patti di solidarieta' nazionali)  che
    assicurano a livello regionale e/o nazionale il rispetto dei  vincoli
    di  finanza  pubblica   del   complesso   degli   enti   territoriali
    interessati. 
      Si ricorda, inoltre, che l'ultimo periodo del comma 466 prevede che
    non rileva la quota del Fondo pluriennale vincolato  di  entrata  che
    finanzia gli impegni cancellati definitivamente  dopo  l'approvazione
    del rendiconto dell'anno precedente. Al riguardo, si precisa  che  la
    predetta quota non rileva ai soli fini della  verifica  del  rispetto
    del saldo di finanza pubblica (cfr. paragrafo B.1). 
      Da ultimo, si segnala che l'articolo 6-ter del decreto legge n.  91
    del 2017, convertito dalla legge n. 123 del 2017,  ha  modificato  il
    punto 5.4 dell'allegato 4.2 del decreto legislativo 23  giugno  2011,
    n. 118, prevedendo che a seguito dell'aggiudicazione definitiva della
    gara, le spese contenute nel quadro economico  dell'opera  prenotate,
    ancorche' non impegnate, continuano ad essere  finanziate  dal  Fondo
    pluriennale  vincolato,  mentre  gli  eventuali   ribassi   di   asta
    costituiscono  economie  di  bilancio  e  confluiscono  nella   quota
    vincolata del  risultato  di  amministrazione  se  entro  il  secondo
    esercizio successivo all'aggiudicazione non sia  intervenuta  formale
    rideterminazione  del   quadro   economico   progettuale   da   parte
    dell'organo competente che incrementa le spese del  quadro  economico
    dell'opera stessa finanziandole con le economie registrate in sede di
    aggiudicazione e l'ente interessato rispetti i  vincoli  di  bilancio
    definiti dalla legge 24 dicembre 2012, n. 243. 
      B.3 Fondo crediti di dubbia esigibilita' e  Fondi  spese  e  rischi
    futuri 
      Nell'ambito   del   richiamato   principio   contabile    applicato
    concernente la contabilita' finanziaria (di cui all'allegato  n.  4/2
    al  decreto  legislativo  n.  118  del  2011),  al  punto  3.3  viene
    disciplinato il Fondo crediti di dubbia esigibilita',  stanziato  nel
    bilancio e accantonato  nel  risultato  d'amministrazione.  Il  Fondo
    crediti di dubbia esigibilita' accantonato nel bilancio di previsione
    e' un Fondo stanziato tra le spese  di  ciascun  esercizio  di  parte
    corrente, in conto capitale e per  le  partite  finanziarie,  il  cui
    ammontare e' determinato in  considerazione  della  dimensione  degli
    stanziamenti  relativi  ai  crediti  che  si  prevede  si  formeranno
    nell'esercizio finanziario, della loro natura e  del  loro  andamento
    negli ultimi cinque esercizi precedenti a quello di  riferimento  (la
    media del rapporto tra incassi e accertamenti per ciascuna  tipologia
    di entrata). Lo stanziamento del Fondo crediti di dubbia esigibilita'
    non e' oggetto di  impegno  e  genera  un'economia  di  bilancio  che
    confluisce nel risultato di amministrazione come quota accantonata. 
      Il comma 882 dell'articolo 1 della legge di bilancio 2018  modifica
    il paragrafo 3.3 (che regola gli accantonamenti al Fondo  crediti  di
    dubbia esigibilita') dell'allegato 4/2 annesso al decreto legislativo
    23 giugno 2011, n. 118. La novella prevede che, nel  2018,  gli  enti
    territoriali debbano stanziare in bilancio una quota almeno  pari  al
    75 per cento  (prima  della  modifica  era  pari  all'85  per  cento)
    dell'importo   dell'accantonamento   quantificato    nel    prospetto
    riguardante il Fondo  crediti  di  dubbia  esigibilita'  allegato  al
    bilancio di previsione, nel 2019 pari almeno  all'85  per  cento  (la
    vecchia norma  prevedeva  che  dal  2019  l'accantonamento  al  Fondo
    venisse effettuato per l'intero importo), nel 2020 pari almeno al  95
    per cento e pari al 100 per cento a decorrere dal 2021. 
      Le altre tipologie di Fondi per le  quali  e'  possibile  prevedere
    stanziamenti di bilancio in sede di  previsione  e  nel  corso  della
    gestione, sono: 
      a) Fondo di riserva per spese obbligatorie e impreviste 
      b) Fondi speciali (solo per le regioni e le province autonome) 
      c) Fondo contenziosi 
      d) Fondo perdite societa' partecipate 
      e) Altri Fondi spese e rischi futuri. 
      Il Fondo di riserva per spese obbligatorie  e  impreviste,  di  cui
    alla lettera a), e' uno strumento ordinario destinato a garantire  il
    rispetto del principio della flessibilita' di bilancio,  individuando
    all'interno dei documenti contabili di programmazione e previsione di
    bilancio la possibilita' di fronteggiare gli effetti derivanti  dalle
    circostanze imprevedibili e straordinarie che si possono  manifestare
    nel corso dell'esercizio  e  di  modificare  i  valori  a  suo  tempo
    approvati dagli organi di governo. Per gli enti  locali  il  predetto
    fondo e' stanziato in misura non inferiore allo 0,30 per cento e  non
    superiore  al  2  per  cento  del  totale  delle  spese  correnti  di
    competenza previste  in  sede  di  predisposizione  del  bilancio  di
    previsione. 
      I Fondi speciali di cui alla lettera b) sono iscritti nel  bilancio
    delle regioni e delle province autonome di Trento e  di  Bolzano  per
    far fronte agli oneri derivanti da provvedimenti legislativi  che  si
    perfezionano  dopo  l'approvazione  del  bilancio  (articolo  49  del
    decreto legislativo n. 118 del 2011). 
      Il Fondo contenziosi,  di  cui  alla  lettera  c),  e'  accantonato
    dall'ente in misura pari alle risorse necessarie per il pagamento dei
    potenziali oneri derivanti da sentenze secondo le modalita'  previste
    dal principio applicato della contabilita' finanziaria al punto  5.2,
    lettera h). Si e', pertanto, in presenza di una obbligazione  passiva
    condizionata al verificarsi di un evento (l'esito del giudizio o  del
    ricorso), con riferimento al quale l'ente non puo'  impegnare  alcuna
    spesa. Nel caso in cui il contenzioso nasca con  riferimento  ad  una
    obbligazione  gia'  sorta,  per  la  quale  e'  stato  gia'   assunto
    l'impegno,  l'ente  deve  conservare  l'impegno  e   non   effettuare
    l'accantonamento per la parte  impegnata.  L'accantonamento  riguarda
    solo il rischio di maggiori spese legate al contenzioso. 
      Il Fondo perdite societa' partecipate di cui  alla  lettera  d)  e'
    previsto dall'articolo 1, comma 551, della legge n. 147  del  2013  e
    dall'articolo 21 del decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175,  nel
    caso in cui  le  aziende  speciali,  le  istituzioni  e  le  societa'
    partecipate dagli enti locali presentino un risultato di esercizio  o
    saldo finanziario negativo. 
      Da ultimo, i Fondi di cui alla lettera e),  riguardanti  passivita'
    potenziali, possono essere previsti, in sede di  predisposizione  del
    bilancio di previsione, tenendo conto delle specificita'  di  ciascun
    ente. 
      Ai fini del rispetto degli obiettivi di finanza pubblica, gli  enti
    territoriali, in sede di predisposizione del bilancio di  previsione,
    non considerano tra le  spese  finali  il  Fondo  crediti  di  dubbia
    esigibilita' e i Fondi di cui alle lettere c), d) ed e)  destinati  a
    confluire nel risultato di amministrazione. 
      Il Fondo di riserva per spese obbligatorie e impreviste di cui alla
    lettera a), essendo uno strumento ordinario destinato a garantire  il
    rispetto del principio  di  flessibilita'  del  bilancio,  non  viene
    considerato tra i  Fondi  destinati  a  confluire  nel  risultato  di
    amministrazione. 
      Anche i Fondi speciali di cui alla lettera b), in quanto  destinati
    a far fronte agli oneri derivanti dai  provvedimenti  legislativi  in
    corso di approvazione, non sono destinati a confluire  nel  risultato
    di amministrazione. 
      Nel corso della gestione e in sede di monitoraggio finale, ai  fini
    del rispetto degli obiettivi di finanza pubblica, il Fondo crediti di
    dubbia esigibilita' e i Fondi di  cui  alle  lettere  c),  d)  ed  e)
    destinati  a  confluire  nell'avanzo  di  amministrazione  non   sono
    considerati tra le spese finali. 
      Cio' amplia la  capacita'  di  spesa  degli  enti  permettendo,  ad
    esempio, di utilizzare, nei limiti degli stanziamenti previsti per il
    Fondo crediti dubbia esigibilita' e per i Fondi spese e rischi futuri
    di ciascun anno di programmazione destinati a  confluire  nell'avanzo
    di amministrazione, l'avanzo di amministrazione libero,  destinato  e
    vincolato riferito all'esercizio precedente a quello di riferimento. 
      B.4 Effetti dei Patti di solidarieta' relativi agli anni precedenti 
      In attuazione del comma 463 dell'articolo 1 della legge di bilancio
    2017, il Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato,  con  il
    prospetto "VAR/PATTI/17", gia' noto agli enti  locali  e  disponibile
    all'interno del  sistema  web  appositamente  previsto  all'indirizzo
    http://pareggiobilancio.mef.gov.it,  ha  determinato  le   variazioni
    complessive del saldo tra le entrate finali  e  le  spese  finali  di
    ciascun  ente  tenendo  conto  degli  effetti   delle   compensazioni
    derivanti  dai  patti  regionali  "orizzontali"  e   dal   patto   di
    solidarieta'  nazionale  "orizzontale"  2016  sul  saldo  di  finanza
    pubblica relativo all'anno  2018,  nonche'  degli  effetti  derivanti
    dalle intese regionali e dai patti di solidarieta' nazionali relativi
    all'esercizio 2017 sul periodo 2018-2020. 
      Pertanto, agli enti che, nel 2016  e/o  2017,  hanno  ceduto  spazi
    finanziari, nel biennio successivo e' stata riconosciuta, in  ciascun
    anno, una variazione con effetti migliorativi (maggiore capacita'  di
    spesa) sul conseguimento del proprio saldo di finanza  pubblica  pari
    alla meta' degli spazi ceduti; viceversa, agli enti locali che  hanno
    ricevuto spazi finanziari, da  utilizzare  nel  2016  e/o  2017,  per
    sostenere impegni di spesa in conto capitale  per  investimenti,  nel
    biennio  successivo  e'  stata  applicata,  in  ciascun   anno,   una
    variazione con effetti peggiorativi (minore capacita' di  spesa)  sul
    conseguimento del proprio saldo di finanza pubblica,  di  un  importo
    pari alla meta' della quota acquisita. 
      Il prospetto "VAR/PATTI/17", disponibile  a  fini  conoscitivi  sul
    sito  web  all'indirizzo  http://pareggiobilancio.mef.gov.it,  e'  un
    utile supporto per gli enti locali, al fine della predisposizione del
    bilancio di previsione 2018-2020 nel pieno rispetto delle  regole  di
    finanza pubblica vigenti, nonche' per la compilazione del  "Prospetto
    allegato al bilancio di previsione" (cfr. paragrafo C). 
      A tal proposito, si  soggiunge  che,  sul  sito  web  all'indirizzo
    http://pareggiobilancio.mef.gov.it,  e'  disponibile,  altresi',   il
    prospetto "VAR/PATTI/18", al fine di consentire agli enti  locali  di
    conoscere     gli     effetti     complessivi     derivanti     dalle
    cessioni/acquisizioni degli spazi finanziari a seguito  delle  intese
    regionali  e  dei  patti  di  solidarieta'  nazionali  da   attivarsi
    nell'anno in corso (cfr. paragrafi da I.1 a I.3). Si precisa  che  il
    modello "VAR/PATTI/18", oltre ad evidenziare gli effetti  complessivi
    derivanti   dall'acquisizione/cessione   degli   spazi    finanziari,
    prospetta i medesimi effetti suddivisi tra: 
      - effetti complessivi  da  acquisizione  spazi  finanziari  2018  e
    recuperi da cessioni anni precedenti (maggiore capacita'  di  spesa):
    il valore  negativo  della  cella  corrispondente  all'anno  2018  e'
    riportato da ciascun ente, in valore assoluto,  nella  corrispondente
    cella G del  "Prospetto  allegato  al  bilancio  di  previsione",  di
    verifica del rispetto dei vincoli di finanza pubblica (cfr. paragrafo
    C) - (Allegato 9 del decreto legislativo n. 118 del 2011  -  Bilancio
    di previsione) -  ed  e'  riportato,  altresi',  automaticamente  dal
    sistema,  in  valore  assoluto,  nella  corrispondente  cella  G  del
    prospetto MONIT/18; 
      - effetti complessivi da cessione spazi finanziari 2018 e  recuperi
    da acquisizioni anni  precedenti  (minore  capacita'  di  spesa):  il
    valore positivo della cella corrispondente all'anno 2018 e' riportato
    da ciascun ente nella corrispondente cella M del "Prospetto  allegato
    al bilancio di previsione", di verifica del rispetto dei  vincoli  di
    finanza pubblica  (cfr.  paragrafo  C)  -  (Allegato  9  del  decreto
    legislativo n. 118 del  2011  -  Bilancio  di  previsione)  -  ed  e'
    riportato automaticamente dal sistema nella  corrispondente  cella  M
    del prospetto MONIT/18. 
      Da ultimo, il prospetto "VAR/PATTI/18", alla cella  "EQUILIBRIO  DI
    BILANCIO RIDETERMINATO ai sensi dell'articolo  1,  comma  871,  della
    legge 27 dicembre 2017, n. 205, in attuazione dell'articolo 9 comma 5
    della legge n. 243/2012", riporta il valore positivo del saldo di cui
    al comma 466 dell'articolo 1 della legge n. 232 del 2016,  in  misura
    pari al contributo concesso ai comuni, nell'anno 2018,  a  titolo  di
    ristoro del gettito non piu' acquisibile a seguito  dell'introduzione
    della TASI di cui al comma 639 dell'articolo 1 della legge n. 147 del
    2013, ai sensi dei commi da 870 a 871 dell'articolo 1 della legge  di
    bilancio 2018. L'importo, nella misura complessiva di 300 milioni  di
    euro, e' stato  attribuito  a  ciascun  ente  sulla  base  di  quanto
    indicato nella Tabella B allegata al D.P.C.M. 10  marzo  2017  (comma
    870, articolo 1, legge di bilancio 2018). 
      C. PROSPETTO ALLEGATO AL BILANCIO DI PREVISIONE 
      L'articolo 1,  comma  468,  della  legge  n.  232  del  2016,  come
    modificato dall'articolo 1, comma 785, lettere a) e b),  della  legge
    di bilancio 2018, prevede che il prospetto dimostrativo del  rispetto
    del saldo non negativo di cui all'articolo 1, comma 466, della  legge
    n. 232 del 2016, da allegare al bilancio  di  previsione  degli  enti
    territoriali, non deve considerare gli stanziamenti del Fondo crediti
    di dubbia esigibilita' e dei Fondi spese e rischi futuri  concernenti
    accantonamenti   destinati   a    confluire    nel    risultato    di
    amministrazione.  Inoltre,  essendo  stato  abrogato   l'obbligo   di
    allegare, nel  corso  dell'esercizio,  ai  fini  della  verifica  del
    rispetto del saldo, il  prospetto  dimostrativo  alle  variazioni  di
    bilancio,  ne  consegue  che  il  saldo  non  negativo  deve   essere
    rispettato esclusivamente in sede di  approvazione  del  bilancio  di
    previsione e del rendiconto di gestione. Tale modifica  normativa  va
    tenuta in  debito  conto  da  parte  del  responsabile  del  servizio
    finanziario  e   dell'organo   di   revisione   economico-finanziario
    nell'espressione dei pareri da rendere sugli atti  di  variazione  di
    bilancio. 
      Come noto, gli enti territoriali, al fine di garantire l'equilibrio
    di cui  al  richiamato  comma  466,  nella  fase  di  previsione,  in
    attuazione del comma 1 dell'articolo 9 della citata legge n. 243  del
    2012, sono tenuti ad allegare al bilancio di previsione un  prospetto
    dimostrativo del rispetto del saldo,  previsto  nell'Allegato  9  del
    decreto  legislativo   n.   118   del   2011,   vigente   alla   data
    dell'approvazione  di  tale  documento  contabile.  A  tal  fine,  il
    prospetto allegato  al  bilancio  di  previsione  non  considera  gli
    stanziamenti del Fondo crediti di dubbia  esigibilita'  e  dei  Fondi
    spese  e  rischi  futuri  concernenti  accantonamenti   destinati   a
    confluire nel risultato di amministrazione (cfr. paragrafo B.3). 
      Il prospetto in parola, come previsto dal medesimo  comma  468,  e'
    stato aggiornato  dal  Ministero  dell'economia  e  delle  finanze  -
    Dipartimento della  Ragioneria  generale  dello  Stato  ed  e'  stato
    comunicato alla Commissione Arconet nella  riunione  del  17  gennaio
    2018 (Allegato 2). 
      Il saldo tra le entrate finali e le spese  finali,  in  termini  di
    competenza, valido ai fini della verifica a preventivo  del  rispetto
    dei saldi di finanza pubblica, e' indicato alla lettera N, di cui  al
    "Prospetto allegato al bilancio di previsione" (Allegato n. 2) ed  e'
    dato dalla somma algebrica del Fondo pluriennale vincolato di entrata
    (lettera  A),  delle   entrate   correnti   di   natura   tributaria,
    contributiva e perequativa (lettera B),  dai  trasferimenti  correnti
    validi ai fini dei saldi  di  finanza  pubblica  (lettera  C),  dalle
    entrate extratributarie (lettera D), dalle entrate in conto  capitale
    (lettera E), dalle entrate  da  riduzione  di  attivita'  finanziarie
    (lettera F), dagli spazi finanziari acquisiti (lettera G),  al  netto
    delle spese correnti valide ai fini dei  saldi  di  finanza  pubblica
    (lettera H), delle spese in conto capitale valide ai fini  dei  saldi
    di finanza pubblica  (lettera  I),  delle  spese  per  incremento  di
    attivita' finanziarie (lettera L) e  degli  spazi  finanziari  ceduti
    (lettera M). 
      Circa gli spazi finanziari di cui alle lettere G e M del prospetto,
    si precisa che in  tali  celle  devono  essere  riportati  gli  spazi
    complessivamente acquisiti o ceduti a seguito degli effetti dei patti
    di  solidarieta'  regionali  e  nazionali  "orizzontali"  degli  anni
    precedenti (2016 e/o 2017). 
      In particolare,  il  Ministero  dell'economia  e  delle  finanze  -
    Dipartimento  della  Ragioneria  generale  dello   Stato,   ha   reso
    disponibile  agli  enti  locali  il  prospetto  "VAR/PATTI/18"  (cfr.
    paragrafo B.4), dove viene data evidenza per gli anni  2018,  2019  e
    2020: 
      - variazione con effetti migliorativi (maggiore capacita' di spesa)
    sul conseguimento del saldo  di  finanza  pubblica  di  ciascun  ente
    locale, da indicare (con segno positivo) al  rigo  "Spazi  finanziari
    acquisiti" (lettera G); 
      - variazione con effetti peggiorativi (minore capacita'  di  spesa)
    sul conseguimento del saldo  di  finanza  pubblica  di  ciascun  ente
    locale, da indicare con lo stesso  segno  algebrico  al  rigo  "Spazi
    finanziari ceduti" (lettera M). 
      Nel richiamare l'attenzione sulla nota n. 1 del richiamato Allegato
    n. 2, si precisa che, nelle more della formalizzazione  delle  intese
    regionali e dei patti nazionali da attivare nell'anno  2018,  non  e'
    possibile indicare gli spazi che si prevede di acquisire con le nuove
    procedure. 
      Ne consegue, pertanto, che, per gli enti locali, in  fase  iniziale
    di previsione: 
      - alla lettera G, devono essere inseriti solo gli spazi  finanziari
    acquisiti derivanti dagli effetti delle cessioni effettuate nei patti
    di  solidarieta'  regionali  e  nazionali  "orizzontali"  degli  anni
    precedenti e di cui al richiamato prospetto "VAR/PATTI/17; 
      - alla lettera M, in aggiunta agli spazi finanziari derivanti dagli
    effetti delle  acquisizioni  effettuate  nei  patti  di  solidarieta'
    regionali  e  nazionali  "orizzontali"  degli  anni  precedenti,   e'
    possibile, altresi', inserire gli spazi che si intende cedere con  le
    procedure previste nell'anno in corso (cfr. paragrafo B.4). 
      Per le Regioni e le Province autonome, nel bilancio  di  previsione
    2018-2020: 
      - alla lettera G sono inseriti solo gli spazi finanziari  acquisiti
    con riferimento agli  esercizi  2018,  2019  e  2020  risultanti  dal
    modello 5/OB/17; 
      - alla lettera M sono inseriti  gli  spazi  finanziari  ceduti  con
    riferimento agli esercizi 2018, 2019 e 2020  risultanti  dal  modello
    5/OB/17 e gli spazi che si intende cedere con le  procedure  previste
    nell'anno in corso. 
      Il saldo cosi' determinato,  tra  le  entrate  finali  e  le  spese
    finali, in termini di competenza, gia' comprensivo degli effetti  dei
    patti di solidarieta' degli  anni  2016  e  2017,  e'  indicato  alla
    lettera N del prospetto e rappresenta il saldo da conseguire ai  fini
    della verifica del rispetto dei saldi di finanza pubblica, di cui  al
    comma 466 dell'articolo  1  della  legge  n.  232  del  2016,  e  del
    conseguente rispetto dell'equilibrio di bilancio di cui al  comma  1,
    dell'articolo 9 della legge n. 243 del 2012. L'ente e' in  equilibrio
    di bilancio, ai sensi del citato comma 1 dell'articolo 9, se il saldo
    di cui alla lettera N e' pari a 0 o positivo. 
      Per gli  enti  territoriali  ai  quali,  invece,  e'  richiesto  di
    conseguire un saldo positivo, ai sensi del comma 466 dell'articolo  1
    della legge n. 232  del  2016,  il  saldo  finanziario  obiettivo  e'
    espresso in misura pari a: 
      - per i comuni: al contributo concesso, nell'anno 2018, a titolo di
    ristoro del gettito non piu' acquisibile a seguito  dell'introduzione
    della TASI di cui al comma 639 dell'articolo 1 della legge n. 147 del
    2013 (commi 870 e 871 dell'articolo 1 della legge n. 205 del 2017); 
      - per le regioni:  alle  risorse  derivanti  dalla  chiusura  delle
    contabilita' speciali di cui all'articolo 5, commi 4-ter e  4-quater,
    della legge 24 febbraio 1992, n. 225, nonche' dal contributo  di  cui
    al comma 775 dell'articolo 1 della legge n. 205 del 2017. 
      Di conseguenza, l'equilibrio di bilancio e' raggiunto se tali  enti
    presentano alla lettera N un risultato  pari  o  superiore  al  saldo
    positivo richiesto. 
      Il comma 468 mira, pertanto, a far si' che il rispetto delle regole
    del  concorso  al  contenimento  dei  saldi   di   finanza   pubblica
    costituisca un vincolo all'attivita' programmatoria dell'ente,  anche
    al fine di consentire all'organo consiliare di vigilare gia' in  sede
    di approvazione del bilancio di previsione. Il  bilancio  oggetto  di
    approvazione deve  pertanto  consentire  il  rispetto  del  saldo  di
    finanza pubblica, come determinato nel prospetto di cui al comma 468,
    evitando, in  tal  modo,  che  l'ente  possa  approvare  un  bilancio
    difforme. Nel caso in cui l'ente, invece,  abbia  gia'  approvato  un
    bilancio difforme, e' tenuto a porre  rimedio  con  immediatezza.  Il
    richiamato  prospetto,  allegato  al  bilancio  di   previsione,   e'
    conservato a cura dell'ente medesimo e non deve  essere  trasmesso  a
    questo Ministero. Se il bilancio di  previsione  2018-2020  e'  stato
    approvato  prima  della  comunicazione   da   parte   del   Ministero
    dell'economia  e  delle  finanze  -  Dipartimento  della   Ragioneria
    generale dello Stato alla Commissione Arconet (17 gennaio  2018),  il
    prospetto di verifica del  pareggio  di  bilancio  e'  approvato  dal
    Consiglio mediante delibera  di  variazione  del  bilancio  entro  60
    giorni dal suo aggiornamento (18 marzo 2018). 
      D. MONITORAGGIO 
      Per il monitoraggio degli adempimenti relativi  a  quanto  disposto
    dalla disciplina per la verifica del rispetto dell'obiettivo di saldo
    di finanza  pubblica  e  per  l'acquisizione  dei  relativi  elementi
    informativi utili, il  comma  469  dell'articolo  1  della  legge  di
    bilancio 2017 dispone che le regioni e le province autonome di Trento
    e di Bolzano, le citta' metropolitane, le province e  i  comuni  sono
    tenuti a trasmettere al Ministero dell'economia  e  delle  finanze  -
    Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato - le  informazioni
    riguardanti le risultanze del saldo di cui al comma 466, con tempi  e
    modalita' definiti  con  decreti  del  predetto  Ministero,  sentite,
    rispettivamente, la Conferenza  permanente  per  i  rapporti  tra  lo
    Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e  la
    Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali. 
      Al riguardo, si precisa che gli obblighi di  monitoraggio  per  gli
    enti locali  delle  regioni  a  statuto  speciale  e  delle  province
    autonome che esercitano funzioni in materia di finanza locale in  via
    esclusiva (Friuli Venezia-Giulia, Valle d'Aosta e  province  autonome
    di Trento e Bolzano) sono  assolti  per  il  tramite  delle  medesime
    regioni e  province  che,  a  tal  fine,  trasmettono   al  Ministero
    dell'economia  e  delle  finanze  -  Dipartimento  della   Ragioneria
    generale dello Stato, le informazioni riferite a ciascun ente  locale
    nei tempi e con  le  modalita'  definiti  con  decreti  del  predetto
    Ministero, sentite la Conferenza permanente per  i  rapporti  tra  lo
    Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e  la
    Conferenza Stato-citta'  ed  autonomie  locali.  In  particolare,  le
    regioni Friuli Venezia-Giulia e Valle d'Aosta e le province  autonome
    di Trento e di Bolzano forniscono al Ministero dell'economia e  delle
    finanze, Dipartimento  della  Ragioneria  generale  dello  Stato,  le
    informazioni contenute nel modello del monitoraggio  semestrale,  con
    riferimento a ciascun periodo, per ciascun ente locale ricadente  nel
    proprio territorio, attraverso la compilazione di un apposito modello
    in formato excel, nei tempi e con le modalita' definiti  nei  decreti
    di cui sopra.  Le  predette  regioni  e  province  autonome  potranno
    scaricare il file excel da compilare sul  sistema  web  all'indirizzo
    http://pareggiobilancio.mef.gov.it e successivamente caricare il file
    compilato con i dati  di  ciascun  ente  locale,  tramite  l'apposita
    funzione "Acquisizione massiva modello". 
      Si precisa che le  informazioni,  per  ciascun  ente  locale  delle
    autonomie  speciali,  sono  acquisite  esclusivamente  per   esigenze
    informativo-statistiche. 
      Le informazioni richieste sono quelle utili all'individuazione  del
    saldo, espresso in termini di competenza, tra le entrate finali e  le
    spese finali, conseguito nell'anno di  riferimento  e  rilevate  alla
    data del 30 giugno e del 31 dicembre di ciascun anno.  I  dati  utili
    sono quelli desunti dalle  scritture  contabili  e,  con  riferimento
    all'ultimo monitoraggio, quelli risultanti nel  preconsuntivo  o  nel
    rendiconto di gestione. 
      Con  riferimento  agli  enti  locali  per   i   quali,   ai   sensi
    dell'articolo 248, comma 1, del decreto legislativo n. 267 del  2000,
    a seguito della dichiarazione di dissesto, sono sospesi i termini per
    la deliberazione del bilancio - e per i quali si  applica  l'articolo
    19, comma 1, del decreto legge 24 aprile 2017, n. 504 , ai fini della
    certificazione del rispetto del saldo di finanza  pubblica  2018,  si
    segnala che devono comunque essere assolti gli obblighi  riferiti  al
    monitoraggio,  indicando,  in  assenza  di  bilancio  di   previsione
    approvato,  gli  stanziamenti  di  competenza  previsti   nell'ultimo
    bilancio approvato. In tali casi,  si  applica  l'articolo  250   del
    T.U.E.L. che prevede che, dalla data di  deliberazione  del  dissesto
    finanziario e sino alla data di approvazione dell'ipotesi di bilancio
    riequilibrato di cui all'articolo 261 del T.U.E.L., l'ente locale non
    puo'  impegnare  per  ciascun   intervento   somme   complessivamente
    superiori a  quelle  definitivamente  previste  nell'ultimo  bilancio
    approvato con riferimento all'esercizio in corso, comunque nei limiti
    delle entrate accertate. 
     
      -------------- 
               4 L'articolo 19, comma 1, del decreto legge n. 50 del 2017
              prevede che: "All'articolo 1  ,  della  legge  11  dicembre
              2016, n. 232, dopo il comma 470, e' inserito  il  seguente:
              "470-bis.  Gli  enti  locali  per   i   quali,   ai   sensi
              dell'articolo 248, comma  1,  del  decreto  legislativo  18
              agosto 2000, n.  267,  a  seguito  della  dichiarazione  di
              dissesto, sono sospesi i termini per la  deliberazione  del
              bilancio, sono tenuti ad inviare la certificazione  di  cui
              al comma 470 entro trenta giorni dal termine stabilito  per
              l'approvazione del rendiconto  di  gestione,  previsto  dal
              decreto   del   Ministro   dell'interno   di   approvazione
              dell'ipotesi  di   bilancio   di   previsione   stabilmente
              riequilibrato di cui all'articolo 261 del medesimo  decreto
              legislativo. La disposizione di cui al  periodo  precedente
              si applica anche agli obblighi  di  certificazione  di  cui
              all'articolo 1, comma 720, della legge 28 dicembre 2015, n.
              208.". 
     
      Si ricorda che gli impegni di spesa in conto capitale relativi agli
    investimenti  in  opere  pubbliche  saranno,  altresi',  oggetto   di
    monitoraggio  nell'ambito  della   rilevazione   delle   informazioni
    relative al settore delle  opere  pubbliche,  ai  sensi  del  decreto
    legislativo 29 dicembre 2011, n. 229, sulla base  dei  dati  presenti
    nella Banca dati delle Amministrazioni Pubbliche (BDAP) del Ministero
    dell'economia  e  delle  finanze  -  Dipartimento  della   Ragioneria
    generale dello Stato. 
      Da ultimo, si ricorda che il comma 482 introduce  una  clausola  di
    salvaguardia in base alla quale qualora risultino, anche  sulla  base
    dei dati del monitoraggio, andamenti di spesa degli enti non coerenti
    con gli impegni finanziari assunti con l'Unione europea, il  Ministro
    dell'economia e delle finanze, sentite la Conferenza permanente per i
    rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento  e
    di Bolzano e la Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali,  propone
    adeguate misure di contenimento della predetta spesa. 
      E. CERTIFICAZIONE 
      E.1 Certificazione del saldo di finanza pubblica 
      Con riguardo alla  verifica  del  rispetto  del  saldo  di  finanza
    pubblica  relativo  all'esercizio  finanziario  2018,  il   combinato
    disposto dei commi 469 e 470 dell'articolo 1 della legge di  bilancio
    2017,  stabilisce  che,  ai  fini   della   verifica   del   rispetto
    dell'obiettivo di saldo, ciascun ente e' tenuto a inviare - dopo aver
    verificato l'attendibilita' delle informazioni acquisite dal  sistema
    web - utilizzando il sistema web appositamente previsto all'indirizzo
    http://pareggiobilancio.mef.gov.it, entro il termine  perentorio  del
    31  marzo  2019,  al  Ministero  dell'economia  e  delle  finanze   -
    Dipartimento   della   Ragioneria   generale   dello    Stato,    una
    certificazione dei risultati conseguiti nell'anno precedente, firmata
    digitalmente, ai sensi dell'articolo 24  del  decreto  legislativo  7
    marzo  2005,  n.  82  (Codice  dell'amministrazione  digitale),   dal
    rappresentante legale, dal responsabile del  servizio  finanziario  e
    dall'organo di revisione economico-finanziaria, ove previsto, secondo
    un prospetto e con le modalita' definiti  con  decreti  del  predetto
    Ministero, sentita la Conferenza  Stato-citta'  ed  autonomie  locali
    (per la certificazione degli enti locali) e la Conferenza  permanente
    per i rapporti tra lo Stato, le regioni e  le  province  autonome  di
    Trento e di Bolzano (per la  certificazione  delle  regioni  e  delle
    province autonome di Trento e di Bolzano). 
      La trasmissione per via telematica della certificazione  ha  valore
    giuridico ai sensi dell'articolo 45, comma 1, del medesimo Codice. La
    mancata trasmissione della certificazione entro il termine perentorio
    del 31 marzo 2019 costituisce inadempimento all'obbligo del  rispetto
    del richiamato saldo di finanza pubblica. 
      Si precisa che alla certificazione trasmessa in via  telematica  e'
    attribuito, ai sensi del richiamato articolo 45, comma 1, del  Codice
    dell'Amministrazione Digitale, il medesimo valore  giuridico  proprio
    dei documenti prodotti in forma  scritta,  con  gli  effetti  che  ne
    conseguono.  In  particolare,  l'articolo  45   del   citato   Codice
    dell'Amministrazione  Digitale,  rubricato  "Valore  giuridico  della
    trasmissione", prevede che i documenti trasmessi da chiunque  ad  una
    pubblica   amministrazione   con   qualsiasi   mezzo   telematico   o
    informatico, idoneo ad accertarne la fonte di provenienza, soddisfano
    il requisito della forma scritta e  la  loro  trasmissione  non  deve
    essere seguita da  quella  del  documento  originale.  Gli  enti  non
    devono,  pertanto,  trasmettere  anche   per   posta   ordinaria   la
    certificazione gia' trasmessa telematicamente. 
      Ai fini della verifica del rispetto del termine di invio,  la  data
    di riferimento e' quella risultante  dalla  ricevuta  rilasciata  dal
    sistema web che attesta che la certificazione risulta nello stato  di
    "Inviato e Protocollato". 
      Si invitano gli enti tenuti alla trasmissione della  certificazione
    a controllare, prima di apporre la firma digitale,  che  i  dati  del
    saldo al 31 dicembre 2018, inseriti in sede  di  monitoraggio,  siano
    corretti; in caso contrario, devono essere rettificati entro la  data
    del 31 marzo 2019, mediante  la  funzione  "Variazione  modello"  del
    "Monitoraggio". 
      La funzione di acquisizione  della  certificazione  e'  disponibile
    esclusivamente per gli enti che hanno trasmesso via web le risultanze
    del monitoraggio del saldo al 31 dicembre 2018.  Pertanto,  gli  enti
    che non hanno trasmesso tali dati non potranno acquisire  il  modello
    della  certificazione  se  non  dopo  aver  comunicato  via  web   le
    informazioni relative al monitoraggio 2018. 
      Gli obblighi di certificazione per gli enti locali delle regioni  a
    statuto speciale e delle province autonome che esercitano funzioni in
    materia di finanza locale in via  esclusiva  (Friuli  Venezia-Giulia,
    Valle d'Aosta e province autonome di Trento e Bolzano)  sono  assolti
    per il tramite delle medesime regioni e province  che,  a  tal  fine,
    trasmettono, entro il 31 marzo 2019,  al  Ministero  dell'economia  e
    delle finanze - Dipartimento della Ragioneria generale  dello  Stato,
    l'aggiornamento delle  informazioni  riferite  al  31  dicembre  2018
    contenute nel monitoraggio semestrale  (MONIT/18)  per  ciascun  ente
    locale. Le predette regioni e province autonome potranno scaricare il
    file   excel   da   compilare   sul   sistema    web    all'indirizzo
    http://pareggiobilancio.mef.gov.it e successivamente caricare il file
    compilato con i  dati  di  ciascun  ente  locale  tramite  l'apposita
    funzione "Acquisizione massiva modello"  (cfr.  paragrafo  D).  Resta
    fermo che, per le autonomie speciali, il rispetto  dell'obiettivo  di
    saldo di finanza pubblica di cui al comma 466 dell'articolo  1  della
    legge di bilancio  2017  degli  enti  locali  ricadenti  nel  proprio
    territorio e' accertato a livello  complessivo  di  comparto.  A  tal
    fine, entro il 31 marzo 2019,  le  regioni  e  le  province  autonome
    trasmettono,  al  Ministero   dell'economia   e   delle   finanze   -
    Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, una nota  firmata
    dal Presidente attestante le risultanze complessive del  comparto  di
    propria competenza. 
      Da ultimo, come precisato al paragrafo D, con riferimento agli enti
    locali per i quali, ai sensi dell'articolo 248, comma 1, del  decreto
    legislativo n.  267  del  2000,  a  seguito  della  dichiarazione  di
    dissesto, sono sospesi i termini per la deliberazione  del  bilancio,
    si segnala che, ai sensi del  comma  470-bis  dell'articolo  1  della
    legge n. 232 del 2016 , devono comunque essere assolti  gli  obblighi
    riferiti  alla  certificazione  entro  trenta  giorni   dal   termine
    stabilito per l'approvazione del rendiconto di gestione previsto  dal
    decreto  di  approvazione  dell'ipotesi  di  bilancio  di  previsione
    stabilmente  riequilibrato   del   Ministro   dell'interno   di   cui
    all'articolo 261 del citato decreto legislativo n. 267 del 2000. Tale
    previsione si applica, ai sensi del  medesimo  comma  470-bis,  anche
    agli  obblighi  di  certificazione  relativi  all'anno  2016  di  cui
    all'articolo 1, comma 720, della legge n.  208  del  2015  (legge  di
    stabilita' 2016). 
      Nel  caso  in  cui  la  certificazione,  sebbene  in  ritardo,  sia
    trasmessa  entro  il  successivo  30  maggio  2019   e   attesti   il
    conseguimento dell'obiettivo  di  saldo  di  cui  al  comma  466,  si
    applica, nei dodici mesi  successivi  al  ritardato  invio,  la  sola
    sanzione del divieto di assunzione di personale a tempo indeterminato
    di cui all'articolo 1, comma 475, lettera e), della legge n. 232  del
    2016. 
      E.2 Obbligo di invio di una nuova certificazione 
      Il comma 473 dell'articolo 1 della legge di bilancio 2017 impone la
    corrispondenza  tra  i  dati  contabili   rilevanti   ai   fini   del
    conseguimento del saldo di cui al  comma  466  e  le  risultanze  del
    rendiconto di gestione. Pertanto, nel caso in cui  la  certificazione
    trasmessa sia difforme dalle risultanze del rendiconto  di  gestione,
    gli enti sono tenuti ad inviare una nuova certificazione, a rettifica
    della precedente, entro il  termine  perentorio  di  sessanta  giorni
    dall'approvazione del rendiconto e, comunque, non oltre il 30  giugno
    del medesimo anno per gli enti  locali  (30  giugno  2019)  e  il  30
    settembre per le regioni e  le  province  autonome  di  Trento  e  di
    Bolzano (30 settembre 2019). 
      Il comma 474 dispone che decorsi i termini del 30 giugno e  del  30
    settembre previsti dal comma 473, gli enti sono  comunque  tenuti  ad
    inviare una nuova certificazione, a rettifica della precedente,  solo
    nel caso in cui essi rilevino, rispetto a quanto gia' certificato, un
    peggioramento del proprio posizionamento  rispetto  all'obiettivo  di
    saldo di cui al comma 466. 
      Al riguardo, si evidenzia che con la  dizione  "peggioramento"  del
    proprio  posizionamento   rispetto   all'obiettivo   di   saldo,   il
    legislatore intende disciplinare le seguenti fattispecie: 
      a. la nuova certificazione  attesti  una  maggiore  differenza  fra
    saldo finanziario conseguito e  l'obiettivo  di  saldo,  in  caso  di
    mancato conseguimento dell'obiettivo di saldo gia' accertato  con  la
    precedente certificazione; 
      b. la nuova certificazione, contrariamente alla precedente, attesti
    il mancato rispetto dell'obiettivo di saldo; 
      c. la nuova certificazione, pur attestando, come la precedente,  il
    rispetto dell'obiettivo di saldo, evidenzia una minore differenza tra
    il saldo finanziario conseguito e l'obiettivo di saldo. 
      In assenza di una delle predette  fattispecie,  decorsi  i  termini
    sopra  richiamati,  gli  enti  non  possono  inviare   certificazioni
    rettificative,   in   senso   migliorativo,   di    dati    trasmessi
    precedentemente. 
      Giova  precisare  che  gli  enti  locali  che,  sulla  base   della
    precedente certificazione risultano non aver  rispettato  l'obiettivo
    di saldo, non possono inviare certificazioni rettificative  in  senso
    migliorativo di dati  trasmessi  precedentemente.  Cio'  al  fine  di
    acquisire  dati  certi  sugli  andamenti   della   finanza   pubblica
    territoriale  indispensabili  per  la  definizione  del   quadro   di
    riferimento alla  base  delle  previsioni  di  finanza  pubblica  del
    triennio  successivo,  in  coerenza  con  gli  obiettivi  dell'Unione
    europea e al  fine  di  individuare  l'ammontare  delle  sanzioni  da
    irrogare  e  le  conseguenti  risorse  da  assegnare  a   titolo   di
    premialita', entro il 30 luglio di  ciascun  anno,  con  decreto  del
    Ministero dell'economia e delle finanze di cui all'articolo 1,  comma
    479, della legge n. 232 del 2016 (cfr. paragrafo G). 
      Le regioni Friuli Venezia-Giulia e  Valle  d'Aosta  e  le  province
    autonome di Trento e di Bolzano sono  tenute  ad  inviare,  entro  il
    termine  perentorio  di   sessanta   giorni   dall'approvazione   del
    rendiconto da parte degli enti locali e, comunque, non  oltre  il  30
    giugno del medesimo anno (30 giugno 2019), al Ministero dell'economia
    e delle finanze, Dipartimento della Ragioneria generale dello  Stato,
    l'aggiornamento dei dati al 31 dicembre 2018 (MONIT/18), al  fine  di
    renderli conformi alle risultanze  dei  rendiconti  di  gestione.  Le
    predette regioni e province autonome potranno scaricare il file excel
    da      compilare      sul      sistema       web       all'indirizzo
    http://pareggiobilancio.mef.gov.it e successivamente caricare il file
    compilato con i  dati  di  ciascun  ente  locale  tramite  l'apposita
    funzione "Acquisizione massiva modello" (cfr. paragrafo D). 
      Al riguardo, si segnala che, al fine di agevolare  gli  enti  nelle
    attivita' di verifica e aggiornamento dei dati contabili rilevanti ai
    fini del conseguimento del saldo e le risultanze  del  rendiconto  di
    gestione, verra' reso disponibile  un  "modello  di  controllo  della
    congruenza  dei  dati".  Tale  modello   mettera'   a   confronto   -
    evidenziando eventuali scostamenti - i dati inseriti nel modello  del
    monitoraggio  riferito  al  31  dicembre   2018   (MONIT/18)   e   le
    informazioni riferite al rendiconto di gestione 2018,  trasmesse,  ai
    sensi dell'articolo 18, comma 2, del decreto  legislativo  23  giugno
    2011, n. 118, alla banca dati delle amministrazioni pubbliche (BDAP). 
      E.3 Ritardato invio della certificazione e nomina  del  commissario
    ad acta per gli enti locali 
      Il  comma  471  dell'articolo  1  della  legge  di  bilancio   2017
    disciplina il ritardato invio della certificazione del  rispetto  del
    saldo di finanza pubblica, per gli enti locali. 
      In tale ipotesi, decorsi trenta giorni dal  termine  stabilito  per
    l'approvazione del rendiconto della gestione (a partire dal 31 maggio
    2019), in caso di mancata  trasmissione  da  parte  dell'ente  locale
    della  certificazione,  il  presidente   dell'organo   di   revisione
    economico-finanziaria nel caso di organo collegiale,  ovvero  l'unico
    revisore nel caso di organo monocratico, ha il compito,  in  qualita'
    di commissario ad acta, di curare l'assolvimento  dell'adempimento  e
    di trasmettere la predetta certificazione entro i  successivi  trenta
    giorni (entro il 29 giugno 2019), pena  la  decadenza  dal  ruolo  di
    revisore. Se la certificazione e' trasmessa dal commissario  ad  acta
    entro sessanta giorni dal termine stabilito  per  l'approvazione  del
    rendiconto della gestione e attesti il  conseguimento  dell'obiettivo
    di saldo di cui al comma 466, si applicano le sanzioni del divieto di
    assunzione di personale e di riduzione delle indennita' degli  organi
    politici di cui al comma 475, lettere e) ed f), tenendo  conto  della
    gradualita' prevista dal comma 476. Sino alla data di trasmissione da
    parte  del  commissario  ad  acta,  le  erogazioni   di   risorse   o
    trasferimenti da parte del Ministero dell'interno  relative  all'anno
    successivo a quello di riferimento sono sospese e,  a  tal  fine,  il
    Ministero  dell'economia  e  delle  finanze  -   Dipartimento   della
    Ragioneria generale  dello  Stato  provvede  a  trasmettere  apposita
    comunicazione al predetto Ministero. 
      Relativamente alle regioni e alle province autonome,  si  soggiunge
    che il comma 472 dispone  che,  decorsi  trenta  giorni  dal  termine
    stabilito per l'approvazione del rendiconto di gestione, in  caso  di
    mancata trasmissione della certificazione, si procede  al  blocco  di
    qualsiasi prelievo dai conti della tesoreria statale sino a quando la
    certificazione non e' acquisita. 
      F. SANZIONI 
      F.1 Tipologia di sanzioni per il  mancato  rispetto  del  saldo  di
    finanza pubblica 
      I commi 475 e 476 dell'articolo 1 della legge bilancio 2017 attuano
    le disposizioni previste dall'articolo 9, comma 4, della legge n. 243
    del 2012, prevedendo un trattamento differenziato per  gli  enti  che
    non hanno rispettato il saldo di finanza pubblica di cui al comma 466
    : 
      1) in misura uguale o superiore al 3 per cento delle entrate finali
    (accertamenti); 
      2) in  misura  inferiore  al  3  per  cento  delle  entrate  finali
    (accertamenti). 
      1) Sanzioni per il mancato rispetto del saldo in  misura  uguale  o
    superiore al 3 per cento delle entrate finali 
      Il comma 475 elenca le sanzioni da comminare agli enti in  caso  di
    mancato conseguimento del saldo in misura uguale o superiore al 3 per
    cento  delle  entrate  finali.   Pertanto,   in   caso   di   mancato
    conseguimento del saldo: 
      a) l'ente  locale  e'  assoggettato  ad  una  riduzione  del  Fondo
    sperimentale di riequilibrio (citta' metropolitane e province) o  del
    Fondo di solidarieta' comunale (comuni) in  misura  pari  all'importo
    corrispondente allo scostamento  registrato.  Allo  stesso  modo,  le
    province  della  regione   Siciliana   e   della   regione   Sardegna
    inadempienti  sono  assoggettate  alla  riduzione  dei  trasferimenti
    erariali. Gli enti locali delle regioni Friuli Venezia Giulia e Valle
    d'Aosta e delle  province  autonome  di  Trento  e  di  Bolzano  sono
    assoggettati ad una  riduzione  dei  trasferimenti  correnti  erogati
    dalle medesime regioni o province autonome in misura pari all'importo
    corrispondente allo scostamento  registrato.  Le  predette  riduzioni
    assicurano il recupero previsto dal comma  2  dell'articolo  9  della
    legge n. 243 del 2012, nel caso in cui un ente, in sede di rendiconto
    di gestione, registri un valore negativo del saldo e  sono  applicate
    nel triennio successivo a quello dell'inadempienza in quote costanti.
    In caso di incapienza delle risorse o dei trasferimenti,  per  uno  o
    piu' anni del triennio di riferimento, gli enti locali sono tenuti  a
    versare all'entrata del bilancio dello  Stato  le  somme  residue  di
    ciascuna quota annuale, entro l'anno  di  competenza  delle  medesime
    quote, presso la competente sezione di  tesoreria  provinciale  dello
    Stato, al Capo X dell'entrata del bilancio dello Stato,  al  capitolo
    3509, articolo 2. In caso  di  mancato  versamento  delle  richiamate
    somme residue di ciascuna  quota  annuale  il  recupero  e'  operato,
    nell'anno successivo a quello di competenza della predetta quota, con
    le procedure di cui ai commi 128 e 129 dell'articolo 1 della legge n.
    228 del 2012, a valere su qualunque assegnazione  finanziaria  dovuta
    dal Ministero dell'interno e, in caso di incapienza, a trattenere  le
    relative somme, per i comuni interessati, all'atto del pagamento agli
    stessi dell'imposta municipale propria e, per le citta' metropolitane
    e le province, all'atto del riversamento alle  medesime  dell'imposta
    sulle assicurazioni contro la responsabilita' civile derivante  dalla
    circolazione dei veicoli a motore, esclusi i ciclomotori; 
      b) nel triennio successivo la regione o la  provincia  autonoma  e'
    tenuta ad effettuare un versamento  all'entrata  del  bilancio  dello
    Stato, di  importo  corrispondente  ad  un  terzo  dello  scostamento
    registrato, che assicura il recupero di cui all'articolo 9, comma  2,
    della legge n. 243 del 2012. Il versamento e' effettuato entro il  31
    maggio  di  ciascun   anno   del   triennio   successivo   a   quello
    dell'inadempienza. In  caso  di  mancato  versamento  si  procede  al
    recupero di detto scostamento a valere sulle  giacenze  depositate  a
    qualsiasi titolo nei conti aperti presso la tesoreria statale; 
      c) nell'esercizio successivo a quello dell'inadempienza, l'ente non
    puo' impegnare spese correnti, per le regioni al  netto  delle  spese
    per la sanita', in misura superiore  all'importo  dei  corrispondenti
    impegni dell'anno precedente ridotti dell'1 per cento. La sanzione si
    applica  con  riferimento  agli  impegni  riguardanti   le   funzioni
    esercitate in entrambi gli esercizi.  A  tal  fine,  l'importo  degli
    impegni correnti dell'anno precedente e quello dell'anno  in  cui  si
    applica la sanzione sono determinati al netto di  quelli  connessi  a
    funzioni non esercitate in entrambi gli esercizi,  nonche'  al  netto
    degli  impegni  relativi  ai  versamenti  al  bilancio  dello   Stato
    effettuati come contributo alla finanza pubblica; 
      d) nell'anno successivo a quello dell'inadempienza, l'ente non puo'
    ricorrere all'indebitamento per gli investimenti. Per le regioni e le
    province autonome di Trento e di Bolzano,  restano  esclusi  i  mutui
    gia' autorizzati e  non  ancora  contratti.  I  mutui  e  i  prestiti
    obbligazionari  posti  in  essere  con   istituzioni   creditizie   o
    finanziarie per il finanziamento degli investimenti o le aperture  di
    linee di credito devono essere corredati da apposita attestazione  da
    cui risulti il rispetto del saldo di cui  al  comma  466.  L'istituto
    finanziatore o l'intermediario  finanziario  non  puo'  procedere  al
    finanziamento  o  al  collocamento  del  prestito  in  assenza  della
    predetta attestazione. Ai fini dell'applicazione  della  sanzione  in
    parola, costituiscono indebitamento le operazioni di cui al comma  17
    dell'articolo  3,  della  legge  24  dicembre  2003,  n.  350,   come
    sostituito  dall'articolo  75,  comma  1,  lettera  a),  del  decreto
    legislativo n. 118 del 2011, ovvero: assunzione di  mutui,  emissione
    di  prestiti  obbligazionari,  cartolarizzazioni  relative  a  flussi
    futuri di  entrata,  a  crediti  e  a  attivita'  finanziarie  e  non
    finanziarie, eventuale somma incassata al momento del perfezionamento
    delle operazioni derivate di swap - cosiddetto upfront -,  operazioni
    di leasing finanziario stipulate dal 1° gennaio 2015, residuo  debito
    garantito dall'ente  a  seguito  della  definitiva  escussione  della
    garanzia. Costituisce  indebitamento,  altresi',  il  residuo  debito
    garantito a seguito dell'escussione della garanzia per tre annualita'
    consecutive, fermo restando il diritto di rivalsa nei  confronti  del
    debitore originario. Dal 2015, gli enti  locali  rilasciano  garanzie
    solo  a  favore  dei  soggetti  che  possono  essere  destinatari  di
    contributi agli investimenti finanziati da debito. Non  costituiscono
    indebitamento le operazioni che non comportano risorse aggiuntive, ma
    consentono di superare,  entro  il  limite  massimo  stabilito  dalla
    normativa statale vigente, una momentanea carenza di liquidita' e  di
    effettuare spese per le quali e' gia' prevista  idonea  copertura  di
    bilancio. 
      Si soggiunge che, ai sensi del comma 19 dell'articolo 3 della legge
    n.  350  del  2003,  gli  enti  locali  non  possono   ricorrere   ad
    indebitamento per  il  finanziamento  di  conferimenti  rivolti  alla
    ricapitalizzazione di aziende o societa' finalizzata  al  ripiano  di
    perdite. 
      Il divieto di ricorrere ad indebitamento  non  opera,  invece,  nei
    riguardi delle devoluzioni di mutui gia' in  carico  all'ente  locale
    contratti in anni precedenti, in quanto non si tratta di nuovi  mutui
    ma di una diversa finalizzazione del mutuo originario. Non  rientrano
    nel divieto le operazioni che non configurano un nuovo debito,  quali
    i mutui e le emissioni obbligazionarie, il cui ricavato e'  destinato
    all'estinzione anticipata di precedenti operazioni  di  indebitamento
    che consentono una riduzione del valore finanziario delle passivita'.
    Non sono da considerare indebitamento, inoltre, le sottoscrizioni  di
    mutui  la  cui  rata  di  ammortamento  e'  a  carico   di   un'altra
    amministrazione pubblica, ai sensi dell'articolo 1, commi  75  e  76,
    della legge 30 dicembre 2004, n. 311. 
      Costituiscono, invece, operazioni  di  indebitamento  quelle  volte
    alla ristrutturazione di debiti  verso  fornitori  che  prevedano  il
    coinvolgimento diretto o indiretto  dell'ente  locale,  nonche'  ogni
    altra operazione contrattuale che, di fatto, anche in relazione  alla
    disciplina europea sui partenariati pubblico privati, si  traduca  in
    un  onere  finanziario  assimilabile  all'indebitamento  per   l'ente
    locale. 
      Costituisce,  altresi',  operazione  di  indebitamento  il  leasing
    finanziario, quando il  contratto,  anche  se  definito  "di  leasing
    operativo", stipulato successivamente al 1° gennaio 2015, prevede  la
    facolta' di riscattare il bene. Giova, inoltre, sottolineare che,  ai
    fini  del  ricorso   all'indebitamento,   non   occorre   considerare
    l'attivita' istruttoria posta  in  essere  unilateralmente  dall'ente
    locale (ad esempio, la deliberazione di assunzione del mutuo), ma  e'
    necessario fare riferimento  al  momento  in  cui  si  perfeziona  la
    volonta' delle parti (sottoscrizione del contratto). 
      Particolare attenzione deve essere posta alle operazioni di project
    financing che potrebbero configurarsi come  forma  di  indebitamento.
    Infine, ai sensi del richiamato comma 17 dell'articolo 3 della  legge
    n. 350 del 2003, non costituiscono indebitamento  le  operazioni  che
    non comportano risorse aggiuntive, ma consentono di  superare,  entro
    il limite massimo stabilito  dalla  normativa  statale  vigente,  una
    momentanea carenza di liquidita' e di effettuare spese per  le  quali
    e' gia' prevista idonea copertura di bilancio; 
      e) nell'anno successivo a quello dell'inadempienza, l'ente non puo'
    procedere  ad  assunzioni  di  personale  a  qualsiasi  titolo,   con
    qualsivoglia tipologia contrattuale5 , ivi  compresi  i  rapporti  di
    collaborazione coordinata e continuativa e di somministrazione, anche
    con riferimento ai processi di  stabilizzazione  in  atto.  E'  fatto
    altresi' divieto di stipulare  contratti  di  servizio  con  soggetti
    privati che si configurino come elusivi di  questa  disposizione.  Le
    regioni,  le  citta'  metropolitane  e  i  comuni  possono   comunque
    procedere  ad  assunzioni  di  personale  a  tempo  determinato,  con
    contratti  di  durata  massima  fino  al  31  dicembre  del  medesimo
    esercizio,  necessari  a  garantire  l'esercizio  delle  funzioni  di
    protezione civile, di polizia locale, di istruzione  pubblica  e  del
    settore sociale nel rispetto del limite di  spesa  di  cui  al  primo
    periodo del comma 28 dell'articolo 9  del  decreto  legge  31  maggio
    2010, n. 78; 
      f) nell'anno successivo a quello dell'inadempienza, il  presidente,
    il sindaco e i componenti della giunta in  carica  nell'esercizio  in
    cui e' avvenuta la violazione  sono  tenuti  a  versare  al  bilancio
    dell'ente il 30 per cento delle indennita' di funzione e dei  gettoni
    di  presenza   spettanti   nell'esercizio   della   violazione   come
    rideterminati  dall'ente  medesimo.  Tale  importo  e'  acquisito  al
    bilancio dell'ente. 
     
      -------------- 
               5 Ivi comprese le assunzioni  derivanti  da  procedure  di
              mobilita' e attivazione di comandi in entrata - cfr.  Corte
              dei Conti - Sezioni riunite di controllo n. 53/2010;  Corte
              dei Conti - Sezione regionale di controllo per la Puglia n.
              203/2015; Corte dei Conti - Sezione regionale di  controllo
              per il  Lazio  n.  127/2015;  Corte  dei  Conti  -  Sezione
              regionale di controllo per il Lazio n. 158/2015. 
     
      2) Sanzioni per il mancato rispetto del saldo in  misura  inferiore
    al 3 per cento delle entrate finali 
      Il comma 476 elenca, invece, le sanzioni da comminare agli enti  in
    caso di mancato rispetto del saldo in misura inferiore al 3 per cento
    degli accertamenti delle entrate finali  dell'esercizio  del  mancato
    conseguimento del saldo.  Pertanto,  nell'anno  successivo  a  quello
    dell'inadempienza: 
      a) si applica la stessa sanzione economica che viene comminata agli
    enti che conseguono il saldo in misura uguale o superiore  al  3  per
    cento delle entrate finali (si vedano le precedenti lettere a) e b); 
      b) la sanzione del  limite  alle  spese  correnti  viene  comminata
    imponendo agli impegni di parte corrente, per  le  regioni  al  netto
    della sanita', un limite pari all'importo dei corrispondenti  impegni
    dell'anno precedente (senza la riduzione, quindi,  dell'1  per  cento
    come previsto dalla precedente lettera c); 
      c)  si  applica  la  stessa  sanzione  del   blocco   del   ricorso
    all'indebitamento per investimenti che viene comminata agli enti  che
    conseguono il saldo in misura uguale o superiore al 3 per cento delle
    entrate finali (si veda la precedente lettera d); 
      d) la sanzione del divieto di assunzione di personale  a  qualsiasi
    titolo e' applicata solo per il personale a  tempo  indeterminato  (e
    non anche per il personale a tempo determinato  come  previsto  dalla
    precedente lettera e); 
      e) la sanzione della rideterminazione delle indennita' di  funzione
    e dei gettoni  di  presenza  agli  amministratori  e'  applicata  nei
    confronti del presidente, del sindaco e dei componenti  della  giunta
    in carica nell'esercizio in cui e' avvenuta la violazione versando al
    bilancio dell'ente il 10 per cento (e non gia' il 30 per  cento  come
    previsto  dalla  precedente  lettera  f)  delle  loro  indennita'  di
    funzione e dei gettoni percepiti nell'anno  in  cui  e'  avvenuta  la
    violazione. 
      F.2 Sanzioni conseguenti all'accertamento del mancato rispetto  del
    saldo di finanza pubblica in un periodo successivo all'anno  seguente
    a quello cui la violazione si riferisce 
      Il comma 477 dell'articolo 1 della legge di bilancio  2017  dispone
    che, nei confronti degli enti per i quali  il  mancato  rispetto  del
    saldo sia accertato dalla Corte dei  conti  successivamente  all'anno
    seguente a quello cui  la  violazione  si  riferisce,  l'applicazione
    delle sanzioni di cui al comma 475  avviene  nell'anno  successivo  a
    quello della comunicazione del  mancato  conseguimento  del  predetto
    saldo al Ministero dell'economia e delle finanze - Dipartimento della
    Ragioneria generale dello Stato.  Al  riguardo,  si  segnala  che  il
    successivo comma 478 chiarisce che tali enti sono tenuti a comunicare
    l'inadempienza entro trenta giorni dall'accertamento della violazione
    da parte  della  Corte  dei  conti  mediante  l'invio  di  una  nuova
    certificazione  al  Ministero  dell'economia  e   delle   finanze   -
    Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato. 
      G. PREMIALITA' 
      Il comma 479 dell'articolo 1  della  legge  di  bilancio  2017,  in
    attuazione dell'articolo 9, comma 4, della legge  n.  243  del  2012,
    introduce, a decorrere dall'anno 2018, un sistema premiale in  favore
    degli enti territoriali che, oltre a rispettare il saldo  di  cui  al
    comma 466 - e a condizione di rispettare i termini perentori di invio
    della certificazione di cui ai commi 470 e 473: 
      - conseguono un saldo finale di cassa non negativo, tra le  entrate
    finali e le spese finali; 
      - lasciano spazi finanziari inutilizzati in misura inferiore  all'1
    per cento degli accertamenti delle entrate finali. 
      Gli incentivi sono di due tipi:  una  premialita'  economica  e  un
    alleggerimento dei vincoli alla spesa del personale. In particolare: 
      a) alle regioni che rispettano il saldo di cui al comma 466  e  che
    conseguono un saldo finale di cassa non negativo, fra le entrate e le
    spese finali, sono assegnate, con decreto del Ministero dell'economia
    e delle finanze, entro il 30 luglio di  ciascun  anno,  le  eventuali
    risorse incassate dal bilancio dello Stato alla data  del  30  giugno
    per le sanzioni di cui al comma 475, lettera b),  da  destinare  alla
    realizzazione di investimenti. L'ammontare delle risorse destinate  a
    ciascuna regione e' determinato d'intesa con la Conferenza permanente
    per i rapporti fra lo Stato, le regioni e  le  province  autonome  di
    Trento e di Bolzano. Le regioni che conseguono  il  saldo  finale  di
    cassa  non  negativo  sono  tenute   a   trasmettere   al   Ministero
    dell'economia  e  delle  finanze  -  Dipartimento  della   Ragioneria
    generale dello Stato, le informazioni concernenti il monitoraggio  al
    31 dicembre del saldo di cui al comma 466  e  la  certificazione  dei
    relativi risultati, in termini di competenza e in termini  di  cassa,
    secondo le modalita'  previste  dal  decreto  di  cui  al  comma  469
    (decreto  monitoraggio).  Ai  fini  del   saldo   di   cassa   rileva
    l'anticipazione   erogata   dalla   tesoreria   statale   nel   corso
    dell'esercizio  per  il  finanziamento   della   sanita'   registrata
    nell'apposita voce delle partite di giro,  al  netto  delle  relative
    regolazioni contabili imputate contabilmente al medesimo esercizio; 
      b) alle citta'  metropolitane,  alle  province  e  ai  comuni,  che
    rispettano il saldo di cui al comma 466 e  che  conseguono  un  saldo
    finale di cassa non negativo fra le entrate finali e le spese finali,
    sono assegnate, separatamente per ciascun comparto, con  decreto  del
    Ministero dell'economia e  delle  finanze,  entro  il  30  luglio  di
    ciascun anno, le eventuali  risorse  derivanti  dalla  riduzione  del
    Fondo sperimentale  di  riequilibrio  o  del  Fondo  di  solidarieta'
    comunale e dai versamenti e recuperi,  effettivamente  incassati,  di
    cui al comma 475, lettera a), per essere destinate alla realizzazione
    di  investimenti.  L'ammontare  delle  risorse  per  ciascuna  citta'
    metropolitana, provincia e comune  e'  determinato  d'intesa  con  la
    Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali. Le citta' metropolitane,
    le province e i comuni che conseguono il saldo finale  di  cassa  non
    negativo, trasmettono, al Ministero dell'economia e delle  finanze  -
    Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato,  le  informazioni
    concernenti il monitoraggio al 31 dicembre del saldo di cui al  comma
    466 e  la  certificazione  dei  relativi  risultati,  in  termini  di
    competenza e in termini di cassa, secondo le modalita'  previste  dal
    decreto di cui al comma 469 (decreto monitoraggio); 
      c) le regioni e le citta' metropolitane che rispettano il saldo  di
    cui al comma 466, lasciando spazi finanziari  inutilizzati  inferiori
    all'1   per   cento   degli   accertamenti   delle   entrate   finali
    dell'esercizio nel quale e' rispettato il  medesimo  saldo,  possono,
    nell'anno successivo, innalzare  la  spesa  per  rapporti  di  lavoro
    flessibile di cui all'articolo 9, comma  28,  del  decreto  legge  31
    maggio 2010, n. 78, del 10 per cento della spesa sostenibile ai sensi
    del predetto comma 28; 
      d) i comuni che rispettano il saldo di cui al comma 466,  lasciando
    spazi  finanziari  inutilizzati  inferiori  all'1  per  cento   degli
    accertamenti  delle  entrate  finali  dell'esercizio  nel  quale   e'
    rispettato il medesimo saldo,  innalzano,  nell'anno  successivo,  la
    percentuale della spesa per assunzioni a tempo indeterminato  dal  25
    per cento di quella relativa al medesimo personale cessato  nell'anno
    precedente (turnover), stabilita  al  primo  periodo  del  comma  228
    dell'articolo 1 della legge 28 dicembre  2015,  n.  208,  al  90  per
    cento6  ,  qualora  il  rapporto   dipendenti-popolazione   dell'anno
    precedente sia inferiore al rapporto medio dipendenti-popolazione per
    classe demografica, come definito triennalmente con  il  decreto  del
    Ministro dell'interno di cui all'articolo 263,  comma  2,  del  testo
    unico degli enti locali di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000,
    n. 267. 
     
      -------------- 
               6 L'articolo 22, comma 3,  del  decreto  legge  24  aprile
              2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge  21
              giugno 2017, n. 96, ha innalzato tale percentuale dal 75 al
              90 per cento 
     
      H. MISURE ANTIELUSIVE DELLE REGOLE DI FINANZA PUBBLICA E  ATTIVITA'
    DI CONTROLLO DELLA CORTE DEI CONTI 
      I commi 480 e 481 dell'articolo 1  della  legge  di  bilancio  2017
    recano misure volte  ad  assicurare  il  rispetto  sostanziale  delle
    regole del  pareggio  di  bilancio  da  parte  degli  enti  impedendo
    comportamenti elusivi. 
      In generale, si configura una fattispecie  elusiva  ogni  qualvolta
    siano   attuati   comportamenti   che,   pur   legittimi,   risultino
    intenzionalmente e strumentalmente finalizzati ad aggirare i  vincoli
    di  finanza  pubblica.  Ne   consegue   che   risulta   fondamentale,
    nell'individuazione della fattispecie di cui ai richiamati commi,  la
    finalita' economico-amministrativa del provvedimento adottato. 
      In particolare, il comma 480 dispone la nullita' dei  contratti  di
    servizio e degli altri  atti  posti  in  essere  dagli  enti  che  si
    configurino elusivi delle regole di cui ai commi da 463 a 484. 
      L'elusione  puo'  discendere,   anzitutto,   dalla   non   corretta
    imputazione  delle  entrate  o  delle  uscite  al  bilancio.  Ci   si
    riferisce, ad esempio, all'allocazione tra le spese  per  partite  di
    giro e servizi in conto  di  terzi  di  poste  che  avrebbero  dovuto
    trovare corretta appostazione  tra  le  spese  correnti  o  in  conto
    capitale, sulla  base  di  quanto  indicato  nei  principi  contabili
    generali ed applicati allegati al  decreto  legislativo  n.  118  del
    2011, ovvero alla  non  corretta  formazione  e  utilizzo  del  Fondo
    pluriennale vincolato (cfr. paragrafo B.2). 
      Peraltro,  l'impropria  gestione  delle   partite   di   giro   non
    rappresenta  l'unica  ipotesi  in   cui   l'elusione   delle   regole
    concernenti i vincoli di finanza  pubblica  si  associa  ad  una  non
    corretta redazione dei documenti di bilancio. 
      Un ulteriore esempio di fattispecie elusiva  ricorre  nei  casi  di
    evidente sovrastima delle entrate correnti o nei casi di accertamenti
    effettuati in assenza dei presupposti indicati dall'articolo 179  del
    decreto legislativo 267 del 2000 per gli enti locali, e dall'articolo
    53 del decreto legislativo n. 118 del 2011 per le regioni, oltre  che
    dai  principi  applicati  della  contabilita'  finanziaria   di   cui
    all'allegato n. 4/2 al richiamato  decreto  legislativo  n.  118  del
    2011. 
      Dal lato delle uscite, invece, rientrano tra le fattispecie elusive
    l'imputazione delle spese di competenza di un  esercizio  finanziario
    ai bilanci degli esercizi successivi. Al riguardo,  si  ricorda  che,
    dal 1° gennaio 2015, l'imputazione in bilancio delle entrate e  delle
    spese deve essere effettuata nel  rispetto  del  principio  contabile
    generale n. 16 della competenza finanziaria (cd. potenziata)  di  cui
    all'allegato n. 1 al  decreto  legislativo  n.  118  del  2011,  come
    declinato  dal  richiamato  principio  applicato  della  contabilita'
    finanziaria. 
      Sempre  a  fini  esemplificativi,  sono   da   ritenersi   elusive,
    nell'ambito delle  valorizzazioni  dei  beni  immobiliari,  anche  le
    operazioni poste in essere dagli enti con  le  societa'  partecipate,
    con gli organismi strumentali o con altri soggetti con  la  finalita'
    esclusiva di reperire risorse finanziarie senza che siano state poste
    in essere le azioni necessarie per  pervenire  all'effettiva  vendita
    del patrimonio. 
      Cosi' come, sempre a fini esemplificativi,  appaiono  riconducibili
    alle forme elusive anche le ipotesi di evidente sottostima dei  costi
    dei contratti di servizio tra l'ente e le sue diramazioni  societarie
    e para-societarie. In proposito, si ricorda che, in base ai  principi
    contabili europei, SEC 2010, se l'acquisto da parte  di  un  soggetto
    pubblico, non appartenente  alle  pubbliche  amministrazioni,  di  un
    cespite ceduto da una pubblica amministrazione,  che  controlla  tale
    soggetto,  avviene  con   finanziamento   della   predetta   pubblica
    amministrazione, non da' luogo ad una vendita ma solo ad una cessione
    patrimoniale. 
      Gli atti elusivi delle richiamate regole di finanza pubblica di cui
    ai commi da 463 a 484, o il rispetto artificioso delle stesse,  oltre
    ad essere sanzionati con la nullita' dell'atto,  possono  comportare,
    secondo  il  disposto  del  comma  481,  l'applicazione  di  sanzioni
    pecuniarie nei confronti dei responsabili. 
      Al riguardo, si segnala che le verifiche  della  Corte  dei  conti,
    dirette ad accertare il rispetto  delle  richiamate  regole,  possono
    estendersi all'esame della natura sostanziale delle entrate  e  delle
    spese escluse dai vincoli in applicazione del principio contabile  di
    prevalenza della sostanza sulla forma. 
      In proposito, l'articolo 3 del decreto legge n. 174  del  2012,  ha
    potenziato il potere di controllo - in funzione collaborativa - della
    Corte dei conti sulla  gestione  degli  enti  locali,  gia'  previsto
    dall'articolo 7, comma 7, della legge n. 131 del 2003,  dall'articolo
    1, comma 166 e seguenti, della legge n. 266 del 2005 e  dall'articolo
    11 della legge n. 15 del  2009,  mentre  l'articolo  1  del  medesimo
    decreto legge n. 174 del 2012, ha introdotto un  rafforzamento  della
    partecipazione della Corte dei  conti  al  controllo  sulla  gestione
    finanziaria delle regioni tra cui, in particolare, le  verifiche  sui
    bilanci preventivi e consuntivi e il giudizio  di  parificazione  del
    rendiconto  generale;  verifiche,  queste,  che  tengono  conto   dei
    risultati  della  gestione   degli   enti/organismi   partecipati   e
    controllati, tra i quali gli enti del Servizio sanitario nazionale. 
      Segnatamente, l'articolo 3, comma 1, lettera e), del decreto  legge
    n. 174 del 2012, oltre a sostituire il previgente  articolo  148  del
    decreto  legislativo  n.  267  del  2000  (T.U.E.L.)  in  materia  di
    "Controlli esterni", ha introdotto un ulteriore articolo, il 148-bis,
    rubricato «Rafforzamento del controllo della Corte  dei  conti  sulla
    gestione finanziaria degli enti locali», al fine di  implementare  il
    sistema dei controlli esterni  gia'  previsto  per  tali  enti  dalle
    richiamate disposizioni di cui all'articolo 1, commi 166 e  seguenti,
    della legge n. 266 del 2005. 
      Cio' posto, si segnala che la richiamata disciplina in  materia  di
    controlli   della   Corte   dei    conti    si    applica,    secondo
    un'interpretazione sistematica, teleologica e analogica, oltre che al
    patto di stabilita' interno,  anche  alle  nuove  regole  di  finanza
    pubblica. 
      In particolare, il  comma  1  dell'articolo  148-bis  del  T.U.E.L.
    prevede che, ai fini della  verifica  del  rispetto  degli  obiettivi
    annuali posti dal patto di stabilita' interno (ora saldo non negativo
    tra le entrate finali e le spese finali), dell'osservanza del vincolo
    previsto in materia di indebitamento dall'articolo 119, sesto  comma,
    della   Costituzione,   della   sostenibilita'    dell'indebitamento,
    dell'assenza di irregolarita', suscettibili di pregiudicare, anche in
    prospettiva,  gli  equilibri  economico-finanziari  degli  enti   «le
    Sezioni regionali di controllo della  Corte  dei  conti  esaminano  i
    bilanci preventivi e i rendiconti consuntivi  degli  enti  locali  ai
    sensi dell'articolo 1, commi 166 e seguenti, della legge 23  dicembre
    2005, n. 266» mentre il successivo comma 2 precisa che, ai fini della
    richiamata verifica del rispetto degli obiettivi  annuali  posti  dal
    patto di stabilita' interno (ora saldo non negativo  tra  le  entrate
    finali e le spese finali), «le sezioni regionali di  controllo  della
    Corte dei conti accertano altresi' che i rendiconti degli enti locali
    tengano conto anche delle partecipazioni in  societa'  controllate  e
    alle quali e'  affidata  la  gestione  di  servizi  pubblici  per  la
    collettivita'  locale  e  di  servizi   strumentali   all'ente».   In
    conseguenza di tale previsione, gli enti  locali  saranno  tenuti  ad
    indicare  nei  documenti  contabili  loro  eventuali   partecipazioni
    societarie come individuate dalla norma. 
      Si soggiunge che il comma 3 del  citato  articolo  148-bis  prevede
    che, qualora dall'esito  della  verifica  condotta  dalla  competente
    Sezione   regionale   di   controllo,   siano   accertati   squilibri
    economico-finanziari, mancata copertura di spese, violazioni di norme
    finalizzate a garantire la regolarita' della gestione finanziaria,  o
    il mancato rispetto degli obiettivi posti con il patto di  stabilita'
    interno (ora saldo non negativo tra le  entrate  finali  e  le  spese
    finali), l'ente interessato sara' tenuto ad adottare i  provvedimenti
    correttivi nel termine di sessanta  giorni  dalla  comunicazione  del
    deposito della pronuncia di accertamento della Sezione  regionale  di
    controllo  ed  a  trasmetterli  alla  medesima  Sezione  al  fine  di
    consentirle  di  verificare,  nei  successivi  30  giorni,  la   loro
    idoneita' a rimuovere le irregolarita' e a ripristinare gli equilibri
    di bilancio. In caso di  inerzia  dell'ente  locale  o  di  accertata
    inidoneita' dei  provvedimenti  correttivi  da  parte  della  Sezione
    regionale di controllo, e' preclusa  l'attuazione  dei  programmi  di
    spesa  per  i  quali  e'  stata  accertata  la  mancata  copertura  o
    l'insussistenza della relativa sostenibilita' finanziaria. 
      Il legislatore, all'articolo 1, comma 481, della legge di  bilancio
    2017, conferma, poi, i compiti di controllo della Corte dei conti  in
    ordine alla verifica del rispetto del saldo  di  cui  al  comma  466,
    prevedendo  che  le  Sezioni  giurisdizionali   regionali   irroghino
    sanzioni pecuniarie agli amministratori e al responsabile finanziario
    qualora accertino che il rispetto delle regole di cui ai commi da 463
    a 484 del citato articolo 1 della legge di bilancio  2017,  e'  stato
    conseguito  in  maniera  artificiosa  mediante   una   non   corretta
    applicazione dei principi contabili di cui al decreto legislativo  n.
    118 del 2011, o altre forme elusive. Tali importi sono  acquisiti  al
    bilancio dell'ente. 
      In particolare, le  sanzioni  pecuniarie  previste  dal  richiamato
    comma 481 sono: 
      1) agli amministratori che hanno posto in essere atti elusivi delle
    predette regole: fino ad un massimo di dieci  volte  l'indennita'  di
    carica percepita al momento di commissione dell'elusione; 
      2)  al  responsabile  amministrativo  individuato   dalla   Sezione
    giurisdizionale  regionale  della  Corte  dei  conti:  fino   a   tre
    mensilita' del trattamento retributivo, al netto degli oneri  fiscali
    e previdenziali. 
      Tra i primi orientamenti espressi in sede  consultiva  dalla  Corte
    dei conti in tema di rispetto delle nuove  regole  sul  "pareggio  di
    bilancio"  va   richiamata   l'attenzione   su   quelli   che   hanno
    puntualizzato la inderogabilita' dei criteri  di  determinazione  del
    saldo. 
      In proposito la magistratura contabile ha posto in evidenza che  ad
    esclusione delle  previsioni  normative  che  stabiliscono  eccezioni
    particolari non e' possibile derogare alla disciplina del pareggio di
    bilancio neppure qualora intervengano situazioni particolari in corso
    di esercizio che impongano l'effettuazione di  nuove  spese.  Qualora
    sopravvengano esigenze nuove di spesa, l'Ente  dovra'  modificare  in
    riduzione altre spese che aveva previsto di sostenere ovvero reperire
    nuove  entrate,  rientrando,   ovviamente,   nella   discrezionalita'
    dell'amministrazione l'individuazione in  concreto  della  strada  da
    seguire. Peraltro, si tratta  di  principi  che  ripercorrono  quelli
    espressi in relazione a  fattispecie  analoghe  nella  vigenza  della
    disciplina del Patto di stabilita' interno. 
      Occorre precisare  che  le  misure  previste  in  caso  di  mancato
    raggiungimento   degli   obiettivi   di   finanza   pubblica   o   di
    mancato/ritardato invio della certificazione  relativa  al  saldo  di
    finanza pubblica (limite agli impegni di parte corrente,  divieto  di
    indebitamento  e  di  assunzione  di   personale,   riduzione   delle
    indennita'  di  funzione  e  dei  gettoni   di   presenza   per   gli
    amministratori)  operano  anche  nei   casi   in   cui,   nel   corso
    dell'esercizio,  l'ente  abbia  chiara  evidenza  che,   al   termine
    dell'esercizio, non riuscira' a rispettare i predetti obiettivi. 
      Nei confronti delle regioni, il citato decreto  legge  n.  174  del
    2012 contempla una differenziata gamma di  accertamenti  e  verifiche
    delle Sezioni regionali della  Corte  dei  conti,  caratterizzati  da
    un'unitarieta' teleologica e funzionale, e finalizzati ad  assicurare
    il monitoraggio della salvaguardia  degli  equilibri  di  bilancio  e
    della sostenibilita' del debito di ciascun ente regionale. 
      Verso tale obiettivo convergono le relazioni sulla copertura  delle
    leggi di spesa regionali; le verifiche sui bilanci preventivi  e  sui
    rendiconti consuntivi delle regioni e degli enti  che  compongono  il
    Servizio sanitario nazionale; il controllo sui rendiconti dei  gruppi
    consiliari e sulle relazioni annuali  dei  Presidenti  delle  regioni
    riguardanti il sistema dei controlli interni. 
      Nell'ambito dei compiti affidati alla Corte  dei  conti  spicca  il
    giudizio di parificazione dei  rendiconti  delle  regioni  a  statuto
    ordinario, che si aggiunge a quello gia' svolto - in virtu' di  norme
    attuative degli Statuti  -  sulle  regioni  a  statuto  speciale  (ad
    eccezione della Valle d'Aosta) e sulle  province  autonome.  Infatti,
    l'annuale giudizio di parificazione  dei  rendiconti  generali  della
    regione  e  la  contestuale  relazione  ai  Consigli  regionali   che
    l'accompagna costituiscono il momento centrale dei controlli affidati
    alle  Sezioni  regionali  di  controllo  e   sono   funzionali   alla
    conclusione  del  percorso  di  bilancio  del  precedente   esercizio
    finanziario che sfocia nella  legge  regionale  di  approvazione  del
    rendiconto. 
      I. INTESE REGIONALI E PATTI DI SOLIDARIETA'NAZIONALE 
      Il D.P.C.M. 21 febbraio 2017, n. 21, recante  "Regolamento  recante
    criteri e modalita' di attuazione dell'articolo 10,  comma  5,  della
    legge  24  dicembre   2012,   n.   243,   in   materia   di   ricorso
    all'indebitamento da parte delle regioni e  degli  enti  locali,  ivi
    incluse le modalita' attuative del potere sostitutivo dello Stato, in
    caso di inerzia o ritardo da parte delle  regioni  e  delle  province
    autonome di Trento e di  Bolzano",  da'  attuazione  all'articolo  10
    della legge n. 243 del 2012, come novellato dalla legge  n.  164  del
    2016,  che  prevede  che  le  operazioni  d'investimento   realizzate
    attraverso  il  ricorso  al  debito  e  all'utilizzo  dei   risultati
    d'amministrazione degli esercizi precedenti  siano  effettuate  sulla
    base di apposite intese regionali che dovranno assicurare,  comunque,
    il rispetto degli obiettivi di  finanza  pubblica  per  il  complesso
    degli  enti  territoriali  della  regione  interessata,  compresa  la
    regione stessa. Le operazioni di indebitamento  e  le  operazioni  di
    investimento  non  soddisfatte  dalle  predette   intese   regionali,
    potranno essere effettuate  sulla  base  dei  patti  di  solidarieta'
    nazionale assicurando,  comunque,  il  rispetto  degli  obiettivi  di
    finanza pubblica per il complesso degli enti territoriali. 
      Le  intese  regionali  e  i  patti   di   solidarieta'   nazionale,
    finalizzati  alla  redistribuzione   degli   spazi   finanziari   sul
    territorio, regionale e nazionale,  hanno  come  obiettivo  il  pieno
    utilizzo degli spazi finanziari disponibili all'interno  del  sistema
    degli enti territoriali per permettere un rilancio degli investimenti
    sul territorio. Le  intese  regionali  ed  i  patti  di  solidarieta'
    nazionale  intervengono,  pertanto,  ad  integrazione   degli   spazi
    finanziari  gia'  disponibili  per  ciascun  ente   territoriale   ed
    esclusivamente  qualora  questi  ultimi  non  siano  sufficienti.  Ne
    consegue che l'ente territoriale non puo' chiedere  spazi  finanziari
    per investimenti se e' in  grado  di  effettuarli  nel  rispetto  del
    proprio saldo finanziario.  Al  riguardo,  si  precisa  che,  per  la
    determinazione  dell'ammontare  degli  spazi   che   possono   essere
    richiesti,  occorre  tenere  conto  dell'eventuale  quota  di  avanzo
    vincolato che l'ente intende utilizzare  per  spesa  corrente  o  per
    altri investimenti programmati nel medesimo esercizio. 
      Resta fermo, infatti, che gli enti territoriali possono  effettuare
    investimenti, attraverso  il  ricorso  al  debito  e  l'utilizzo  dei
    risultati di amministrazione degli esercizi precedenti, nel  rispetto
    del proprio saldo. 
      Giova precisare, inoltre, che gli spazi richiesti per  investimenti
    finanziati con avanzo di amministrazione possono essere  riferiti  ad
    impegni di competenza ed esigibili nell'anno di  riferimento  (2018),
    nonche' al relativo Fondo pluriennale vincolato di spesa,  costituito
    nell'anno di riferimento, a copertura  degli  impegni  esigibili  nei
    futuri  esercizi,  purche'  sussistano  le  condizioni  per  la   sua
    costituzione ai sensi del principio contabile  applicato  concernente
    la contabilita' finanziaria ( Allegato 4/2 al D. Lgs 118/2011,  punto
    5.4). Gli spazi richiesti per investimenti finanziati con  operazioni
    di indebitamento possono, invece, riguardare solo  ed  esclusivamente
    impegni esigibili nell'anno di riferimento (2018), anche  se  assunti
    negli anni precedenti, e non anche al Fondo pluriennale vincolato  di
    spesa. 
      Il comma 486-bis dell'articolo 1 della legge  n.  232  del  2016  -
    introdotto dall'articolo 1, comma 874, lettera  b),  della  legge  di
    bilancio 2018 - precisa,  infine,  che  i  comuni  facenti  parte  di
    un'unione di comuni (ai sensi dell'articolo  32  del  T.U.E.L.),  che
    hanno delegato le  funzioni  connesse  alla  realizzazione  di  opere
    pubbliche, possono richiedere  spazi  finanziari,  nell'ambito  delle
    intese regionali e dei patti di solidarieta' nazionali, per la  quota
    di contributi trasferita all'unione stessa per investimenti in  opere
    pubbliche riferite alla medesima delega di funzioni. 
      Si precisa, poi, che gli spazi  finanziari  acquisiti  mediante  le
    procedure  delle  intese  regionali  e  dei  patti  di   solidarieta'
    nazionale sono attribuiti agli enti  con  un  esplicito  e  specifico
    vincolo di destinazione. Ne consegue che  gli  spazi  finanziari  non
    utilizzati per le  finalita'  ad  essi  sottese  non  possono  essere
    utilizzati  per  altre  finalita'.  Pertanto,  in  caso  di   mancato
    utilizzo, gli spazi  non  utilizzati  sono  recuperati,  in  sede  di
    certificazione, attraverso una modifica  peggiorativa  dell'obiettivo
    di saldo finale di competenza per lo stesso importo. 
      A tal fine, il rappresentante legale, il responsabile del  servizio
    finanziario e l'organo di revisione economico finanziario  attestano,
    in sede di certificazione del rispetto  dell'obiettivo  di  saldo  di
    finanza pubblica di cui al comma 466 dell'articolo 1 della  legge  n.
    232 del 2016, che i maggiori spazi finanziari  acquisiti  sono  stati
    utilizzati esclusivamente  per  effettuare  investimenti,  attraverso
    l'utilizzo dei risultati di amministrazione degli esercizi precedenti
    ed  il  ricorso  al  debito,  nel  rispetto  delle  modalita'   sopra
    descritte. 
      Al riguardo, il comma 507, come modificato dal comma  874,  lettera
    q), dell'articolo 1 della legge n. 205 del 2017 - nel  precisare  che
    l'ente  territoriale  attesta  l'utilizzo  degli   spazi   finanziari
    concessi  in  attuazione  delle  intese  regionali  e  dei  patti  di
    solidarieta' (tutti) previsti dall'articolo 10 del ripetuto  D.P.C.M.
    21 febbraio 2017, n. 21, con l'invio della certificazione di verifica
    del rispetto dell'obiettivo di saldo di finanza pubblica  di  cui  al
    comma 470 dell'articolo 1 della legge n. 232 del  2016  -  stabilisce
    che,  qualora  i  predetti  spazi  finanziari  concessi  siano  stati
    utilizzati  per  una  quota  inferiore  al  90  per   cento,   l'ente
    territoriale non puo' beneficiare di spazi finanziari  di  competenza
    dell'esercizio  finanziario  successivo  a  quello  dell'invio  della
    certificazione di verifica del rispetto dell'obiettivo di saldo. Tale
    sanzione, giova ribadire, e' a  valere  per  qualsiasi  richiesta  di
    spazi finanziari. 
      I richiamati impegni di spesa in  conto  capitale  sono,  altresi',
    oggetto  di  monitoraggio   nell'ambito   della   rilevazione   delle
    informazioni relative al settore delle opere pubbliche, ai sensi  del
    decreto legislativo 29 dicembre 2011, n. 229,  sulla  base  dei  dati
    presenti nella Banca dati delle Amministrazioni Pubbliche (BDAP)  del
    Ministro dell'economia e delle finanze. La mancata trasmissione delle
    informazioni da parte dell'ente territoriale, ai sensi del comma  508
    del medesimo articolo 1, comporta l'impossibilita'  di  procedere  ad
    assunzioni di personale a tempo indeterminato, anche con  riferimento
    ai processi di stabilizzazione in atto, fino a trasmissione avvenuta.
    Al riguardo, si precisa che l'applicazione della sanzione di  cui  al
    citato comma  508  decorre  dal  giorno  successivo  a  quello  delle
    scadenze (trimestrali) previste per l'invio delle  informazioni  alla
    Banca  dati  delle  Amministrazioni  Pubbliche  (BDAP)  del  Ministro
    dell'economia e delle finanze,  di  cui  al  decreto  legislativo  29
    dicembre 2011, n. 229. 
      Da ultimo, con riguardo al citato articolo 10, si  segnala  che  la
    Corte Costituzionale, con sentenza n.  252  del  2017,  ha  preso  in
    esame,  tra  l'altro,  le   questioni   legittimita'   costituzionale
    sollevate dalle Province autonome di Trento e di Bolzano e da  alcune
    Regioni in relazione all'articolo 2, comma 1, lettera c), della legge
    12 agosto 2016, n. 164 (recante  modifiche  alla  legge  24  dicembre
    2012, n. 243, in materia di equilibrio dei bilanci  delle  regioni  e
    degli enti locali), dichiarandole fondate. 
      In   particolare,   la   Corte   ha   dichiarato   l'illegittimita'
    dell'articolo 2, comma 1, lettera c), della predetta legge n. 164 del
    2016, nella parte in cui, nel  sostituire  l'articolo  10,  comma  5,
    della legge 24 dicembre 2012, n. 243: 
      1) non prevede la parola  «tecnica»,  dopo  le  parole  «criteri  e
    modalita'  di  attuazione»  e  prima  delle  parole   «del   presente
    articolo»; 
      2) prevede  che  con  Decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei
    Ministri siano disciplinate, tra l'altro, «  le  modalita'  attuative
    del potere sostitutivo dello Stato, in caso di inerzia o  ritardo  da
    parte delle  regioni  e  delle  province  autonome  di  Trento  e  di
    Bolzano», atteso che le modalita' attraverso  le  quali  puo'  essere
    esercitato il potere sostitutivo  dello  Stato  nei  confronti  delle
    Regioni o delle Province autonome devono essere previste da  un  atto
    fornito di valore di legge e non da un decreto.7 
     
      -------------- 
               7 Per quanto attiene al punto 1),  si  segnala  che,  come
              chiarito dalla Corte Costituzionale nella  sentenza  n.  88
              del 2014, i commi 3 e 4 dell'articolo 10 della legge n. 243
              del 2012, trovano fondamento  costituzionale  nell'articolo
              5, comma 2, lettera b), della legge costituzionale n. 1 del
              2012, che  prevede  una  disciplina  statale  attuativa  da
              adottare con legge rinforzata, cosicche'  e'  da  escludere
              che lo Stato  possa  esercitare  in  materia  una  potesta'
              regolamentare  integrativa  e  non  meramente  tecnica.  La
              Corte, pertanto, afferma che "Ebbene, quanto  al  comma  3,
              non vi e' dubbio che il riferimento alle intese in  termini
              cosi' generali potrebbe comportare l'esercizio di un potere
              tanto  di  natura  meramente  tecnica,  quanto  di   natura
              discrezionale. E' anzi da presumere che  la  novita'  e  la
              rilevanza    dell'istituto    esigano    una     disciplina
              caratterizzata   per   la   maggior   parte    da    scelte
              discrezionali". Nel comma 4, invece, " il riferimento e' ai
              patti di solidarieta' nazionale, da porre in essere qualora
              la cessione o la richiesta di spazi finanziari, finalizzati
              ad investimenti da  realizzare  attraverso  l'utilizzo  dei
              risultati di amministrazione degli esercizi precedenti, non
              sia stata soddisfatta dalle intese, e cio' senza  ulteriori
              specificazioni. Anche questo istituto, dunque, richiede una
              disciplina di dettaglio, che potrebbe costituire  esercizio
              di un potere tanto di natura meramente tecnica,  quanto  di
              natura  discrezionale".  Da  quanto  premesso,  deriva   la
              necessita' di riservare al  decreto  un  compito  attuativo
              meramente   tecnico   per   ricondurre    a    legittimita'
              costituzionale la norma impugnata. Ne consegue che il comma
              5 dell'articolo 10 della legge n. 243 del 2012, e' pertanto
              costituzionalmente  illegittimo  nella  parte  in  cui  non
              prevede la parola «tecnica»,  dopo  le  parole  «criteri  e
              modalita' di attuazione» e prima delle parole «del presente
              articolo». Quanto al  punto  2),  ossia  la  rimessione  al
              decreto delle modalita' attuative  del  potere  sostitutivo
              dello Stato, secondo la Corte la questione e' fondata,  per
              violazione  dell'articolo   120,   secondo   comma,   della
              Costituzione  atteso   che   la   richiamata   disposizione
              introduce una riserva di legge in materia di disciplina del
              potere sostitutivo, disciplina  che  in  effetti  e'  stata
              adottata con l'articolo 8 della legge 5 giugno 2003, n. 131
              (Disposizioni  per  l'adeguamento  dell'ordinamento   della
              Repubblica alla legge costituzionale 18  ottobre  2001,  n.
              3). 
              Alla stregua di tale  chiaro  disposto  costituzionale,  la
              Corte ha, infatti, piu' volte affermato  (sentenze  n.  338
              del 1989 e n. 177 del 1988) che  le  ipotesi  in  cui  puo'
              essere esercitato il potere  sostitutivo  dello  Stato  nei
              confronti delle regioni o delle province  automodalita'  di
              esercizio dello stesso debbono essere previste da  un  atto
              fornito di valore di legge. 
              Pertanto,   secondo   la   Corte   "e'   costituzionalmente
              illegittima, perche' lede i  principi  enunciati  dall'art.
              120, secondo comma, Costituzione, la  previsione  impugnata
              che rimette al  decreto  le  modalita'  di  attuazione  del
              potere sostitutivo dello Stato in relazione  all'inerzia  o
              ritardo  delle  Regioni  o  delle  Province  ad   autonomia
              speciale" 
     
      Pertanto,  a  seguito  della  richiamata   sentenza   della   Corte
    Costituzionale n. 252 del 2017, viene meno l'articolo 3 del  ripetuto
    D.P.C.M. n. 21 del  2017,  concernente  le  modalita'  attuative  del
    potere sostitutivo dello Stato in  caso  di  mancato/ritardato  avvio
    delle intese regionali. Restano ferme,  in  ogni  caso,  le  sanzioni
    previste dal comma 506 dell'articolo 1 della legge n. 232 del 2016, a
    carico delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano
    che non sanciscono l'intesa regionale. 
      I.1 Intese regionali 
      Il D.P.C.M. 21 febbraio 2017, n. 21, disciplina, all'articolo 2, le
    intese regionali  di  regioni,  province  autonome  di  Trento  e  di
    Bolzano,  citta'  metropolitane,  province  e  comuni  finalizzate  a
    operazioni  di  investimento  da  realizzare  attraverso  il  ricorso
    all'indebitamento o l'utilizzo dei risultati di amministrazione degli
    esercizi  precedenti.  A  tal   fine,   i   predetti   enti   possono
    cedere/richiedere per uno o piu' esercizi successivi spazi finanziari
    (c.d. Intesa regionale "orizzontale") assicurando, per  ciascun  anno
    di  riferimento,  il  rispetto  del  saldo  di  cui   al   comma   1,
    dell'articolo 9, della predetta legge n. 243 del 2012, del  complesso
    degli  enti  territoriali  della  regione  interessata,  compresa  la
    medesima regione. Resta fermo che ciascun ente puo' fare richiesta di
    spazi  finanziari  solo  se  "aggiuntivi"  rispetto  a  quelli   gia'
    disponibili nel pieno rispetto del proprio saldo di cui  all'articolo
    9, comma 1, della legge 24 dicembre 2012, n. 243. 
      La richiesta di spazi finanziari  deve  contenere  le  informazioni
    relative a: 
      - avanzo di amministrazione, al netto della quota  accantonata  del
    Fondo crediti di dubbia esigibilita', risultante dal rendiconto o dal
    preconsuntivo dell'anno precedente; 
      - fondo di cassa al 31 dicembre del medesimo anno; 
      -  quota  dei  fondi  stanziati  in  bilancio   dell'esercizio   di
    riferimento destinati a confluire nel risultato d'amministrazione. 
      Le regioni e le province autonome di Trento e  di  Bolzano  avviano
    l'iter delle intese regionali entro  il  termine  perentorio  del  15
    gennaio di  ciascun  anno  (per  il  2018,  entro  il  15  febbraio),
    attraverso la  pubblicazione  di  apposito  avviso  sui  propri  siti
    istituzionali contenente le modalita' di presentazione delle  domande
    di    cessione/richiesta    di    spazi    finanziari    comunicando,
    contestualmente,  al  Ministero  dell'economia  e  delle  finanze   -
    Dipartimento della Ragioneria  generale  dello  Stato  attraverso  il
    sistema web di cui all'indirizzo  http://pareggiobilancio.mef.gov.it,
    l'avvenuto avvio delle stesse. Inoltre, al  fine  di  assicurarne  la
    piu' ampia divulgazione, e'  previsto  il  pieno  coinvolgimento  del
    Consiglio  delle  autonomie  locali  e,  ove   non   istituito,   dei
    rappresentanti regionali delle autonomie locali. 
      L'avviso di avvio delle intese regionali, predisposto dalle regioni
    e dalle province autonome di Trento e Bolzano,  deve  contenere,  tra
    l'altro, alcune informazioni minime: 
      - l'importo delle richieste/cessioni di spazi finanziari per uno  o
    piu' esercizi oggetto dell'intesa (fino ad un massimo di 5 anni); 
      -  le  modalita'  di  copertura  degli  investimenti   (avanzo   di
    amministrazione e/o ricorso al debito). 
      Giova precisare che l'avviso, predisposto  dalle  regioni  e  dalle
    province autonome di Trento e Bolzano,  non  puo'  prevedere  deroghe
    alle disposizioni contenute nel D.P.C.M come, ad esempio, limitazioni
    agli esercizi finanziari  di  riferimento  dell'intesa  (fino  ad  un
    massimo di 5 anni), ovvero limitazioni ai criteri prioritari previsti
    per la ripartizione degli spazi disponibili. 
      Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, le citta'
    metropolitane, le province e i comuni comunicano,  entro  il  termine
    perentorio del 28 febbraio di ciascun anno (per il 2018, entro il  31
    marzo), le domande di cessione/acquisizione degli spazi finanziari. 
      Le regioni e le province autonome di Trento e di  Bolzano,  tenendo
    conto delle domande pervenute, entro il  termine  perentorio  del  31
    marzo di ciascun anno (per il 2018, entro il 30 aprile) approvano con
    delibera di Giunta, previo  parere  favorevole  del  Consiglio  delle
    autonomie locali e, ove non istituito, dei  rappresentanti  regionali
    delle autonomie locali, le  intese  per  l'attribuzione  degli  spazi
    disponibili tenendo conto del seguente ordine di priorita': 
      a) dei comuni esclusi dai vincoli  di  finanza  pubblica  nell'anno
    2015 in quanto con popolazione fino a 1.000 abitanti; 
      b)  dei  comuni  istituiti,  nel  quinquennio  precedente  all'anno
    dell'intesa,  a  seguito  dei  processi  di  fusione  previsti  dalla
    legislazione vigente. Sono considerati esclusivamente i comuni per  i
    quali i processi di fusione si sono  conclusi  entro  il  1°  gennaio
    dell'anno dell'intesa stessa; 
      c) degli enti territoriali che dispongono di progetti esecutivi  di
    cui all'articolo 23, comma 8, del decreto legislativo 18 aprile 2016,
    n. 50, validati ed approvati in conformita' alla  vigente  normativa,
    completi del cronoprogramma della spesa,  e  presentano  la  maggiore
    incidenza del fondo di  cassa  rispetto  alla  quota  vincolata  agli
    investimenti  del  risultato  di  amministrazione,   risultante   dal
    rendiconto o dal preconsuntivo dell'anno precedente,  per  operazioni
    di investimento da realizzare attraverso l'utilizzo dei risultati  di
    amministrazione; 
      d) degli enti territoriali che dispongono di progetti esecutivi  di
    cui all'articolo 23, comma 8, del decreto legislativo 18 aprile 2016,
    n. 50, validati ed approvati in conformita' alla  vigente  normativa,
    completi del cronoprogramma della spesa,  e  presentano  la  maggiore
    incidenza del fondo di cassa rispetto alla quota libera del risultato
    di  amministrazione  destinata  agli  investimenti,   risultante  dal
    rendiconto o dal preconsuntivo dell'anno precedente,  per  operazioni
    di investimento da realizzare attraverso l'utilizzo dei risultati  di
    amministrazione. 
      Nel caso in cui gli spazi disponibili  non  fossero  sufficienti  a
    soddisfare le richieste di cui alla lettera a), la distribuzione  tra
    i comuni e' effettuata seguendo i  successivi  criteri  di  cui  alle
    lettere b), c) e d). Le regioni e le province autonome di Trento e di
    Bolzano  possono  definire  ulteriori  criteri,  ferme  restando   le
    priorita' individuate alle predette lettere a), b), c) e d),  nonche'
    ulteriori modalita' applicative, ferme restando le scadenze  previste
    e il rispetto del saldo del territorio regionale. 
      Le  regioni  e  le  province  autonome  di  Trento  e  di   Bolzano
    definiscono i tempi e le modalita' di peggioramento del  saldo  negli
    esercizi successivi degli enti che acquisiscono spazi  finanziari.  A
    tal fine, le predette regioni e province  autonome  di  Trento  e  di
    Bolzano dovranno tener conto: 
      - prioritariamente delle richieste che pervengono  dagli  enti  che
    cedono spazi finanziari relative ai tempi e alle modalita' attraverso
    le quali ottenere una variazione con effetti  migliorativi  (maggiore
    capacita' di spesa) sul conseguimento del proprio  saldo  di  finanza
    pubblica negli esercizi  successivi.  Resta  fermo  che  la  predetta
    variazione positiva del saldo deve essere distribuita su un minimo di
    due ad un massimo di cinque anni (la quota del primo  anno  non  puo'
    superare il 50 per cento); 
      - e, se compatibili, delle richieste che pervengono dagli enti  che
    acquisiscono spazi finanziari relative  ai  tempi  e  alle  modalita'
    attraverso le quali ottenere una variazione con effetti  peggiorativi
    (minore capacita' di spesa) sul conseguimento del  proprio  saldo  di
    finanza pubblica  negli  esercizi  successivi.  Resta  fermo  che  la
    predetta variazione negativa deve essere distribuita su un minimo  di
    due ad un massimo di cinque anni (la quota del primo  anno  non  puo'
    essere inferiore al 50 per cento). 
      Il richiamato D.P.C.M., prevede,  inoltre,  che  le  regioni  e  le
    province  autonome  di  Trento  e  di  Bolzano,  per   favorire   gli
    investimenti nei settori strategici del proprio  territorio,  possono
    cedere ai propri enti locali, per uno  o  piu'  esercizi  successivi,
    spazi finanziari per i quali non e' prevista  la  restituzione  negli
    esercizi successivi (c.d. Intesa regionale "verticale"). 
      Entro il medesimo termine perentorio del 31 marzo di  ciascun  anno
    (per il 2018, entro il 30 aprile),  le  regioni  comunicano,  quindi,
    agli  enti  locali  interessati,  i   saldi   di   finanza   pubblica
    rideterminati  e  al  Ministero  dell'economia  e  delle  finanze   -
    Dipartimento della Ragioneria generale  dello  Stato,  attraverso  il
    sistema web dedicato al pareggio di  bilancio  di  cui  all'indirizzo
    http://pareggiobilancio.mef.gov.it, con riferimento  a  ciascun  ente
    locale e alla stessa  regione  o  provincia  autonoma,  gli  elementi
    informativi occorrenti per la verifica del mantenimento del  rispetto
    del saldo di cui all'articolo 9, comma 1,  della  legge  24  dicembre
    2012, n. 243. 
      Il Ministero dell'economia e delle  finanze  -  Dipartimento  della
    Ragioneria generale dello Stato aggiorna, quindi, il saldo di finanza
    pubblica degli  enti  interessati  alla  cessione/acquisizione  degli
    spazi finanziari per ciascun  anno,  attraverso  l'aggiornamento  del
    modello VARPATTI/18 e successivi, disponibile sul richiamato  sistema
    web (http://pareggiobilancio.mef.gov.it) (cfr. paragrafo B.4). 
      Si soggiunge  che,  alle  regioni  e  alle  province  autonome  che
    esercitano le funzioni in materia di finanza locale in via esclusiva,
    le disposizioni contenute nel D.P.C.M. si  applicano  compatibilmente
    con gli statuti speciali e le relative  norme  d'attuazione,  nonche'
    con gli accordi con lo Stato in materia di  finanza  pubblica,  fermi
    restando, pero', i richiamati obblighi di comunicazione  riferiti  al
    complesso degli enti territoriali delle  regioni  o  della  provincia
    autonoma nei tempi concordati con le predette autonomie speciali. 
      Ai fini della comunicazione della chiusura delle richiamate  intese
    regionali, il Ministero dell'economia e delle finanze ha  concordato,
    per ciascun anno: 
      - con la regione Friuli Venezia Giulia la data del 15 novembre 
      - con la regione Valle d'Aosta la data del 30 novembre; 
      - con la provincia autonoma di Bolzano la data del 15 novembre; 
      - con la provincia autonoma di Trento la data del 30 novembre. 
      Gli enti beneficiari degli spazi finanziari  trasmettono,  inoltre,
    le informazioni relative agli investimenti soggetti  al  monitoraggio
    concernente le opere pubbliche ed effettuati a  valere  sui  predetti
    spazi al sistema di monitoraggio opere  pubbliche  della  Banca  Dati
    delle Amministrazioni Pubbliche  (BDAP-MOP),  ai  sensi  del  decreto
    legislativo 29 dicembre 2011, n. 229, avendo cura di  valorizzare  il
    campo "Tipologia di spazi finanziari": 
      - con la voce "Intese regionali - Avanzo" nel caso di  investimento
    finanziato da avanzo; 
      - con la voce "Intese regionali - Debito", nel caso  di  ricorso  a
    indebitamento. 
      Da ultimo, si ricorda che il comma 506 dell'articolo 1 della  legge
    di bilancio 2017, prevede che alle regioni e alle  province  autonome
    di  Trento  e  di  Bolzano  che  non  sanciscono  l'intesa  regionale
    disciplinata dal succitato D.P.C.M., si applicano, nell'esercizio  al
    quale si riferisce la mancata intesa, le sanzioni di cui al  medesimo
    articolo 1, comma 475,  lettere  c)  ed  e),  ossia:  1)  divieto  di
    impegnare spese correnti - al netto delle spese per la  sanita'  (per
    le  regioni)  in  misura  superiore  all'importo  dei  corrispondenti
    impegni dell'anno precedente, ridotti dell'1 per cento  (lettera  c);
    2) divieto di assunzione di personale a qualsiasi titolo (lettera e). 
      I.2 Patti di solidarieta' nazionale 
      Il comma 4 dell'articolo 10 della legge n. 243 del  2012,  prevede,
    poi,  che  le  operazioni  di  indebitamento  e  le   operazioni   di
    investimento dei richiamati enti territoriali non  soddisfatte  dalle
    intese regionali, possano essere effettuate sulla base dei  patti  di
    solidarieta' nazionale,  nel  rispetto  degli  obiettivi  di  finanza
    pubblica per il complesso degli enti territoriali. 
      Il D.P.C.M. 21 febbraio 2017, n. 21, all'articolo 4,  introduce  la
    disciplina generale in materia di patti di solidarieta'  nazionale  e
    relativo  avvio  dell'iter  (c.d.  Patto  di  solidarieta'  nazionale
    "orizzontale"). 
      In particolare,  il  Ministero  dell'economia  e  delle  finanze  -
    Dipartimento della Ragioneria  generale  dello  Stato,  entro  il  1°
    giugno di ciascun anno (1° giugno 2018) provvede  ad  avviare  l'iter
    dei patti di solidarieta' nazionale attraverso  la  pubblicazione  di
    apposito  avviso  sul  sito  istituzionale  del  Dipartimento   della
    Ragioneria  generale  dello  Stato,  contenente   le   modalita'   di
    presentazione delle  domande  di  cessione/acquisizione  degli  spazi
    finanziari, nonche' le informazioni utili al rispetto dei  vincoli  e
    dei seguenti criteri prioritari: 
      a) dei comuni esclusi dai vincoli  di  finanza  pubblica  nell'anno
    2015 in quanto con popolazione fino a 1.000 abitanti; 
      b) degli enti territoriali che dispongono di progetti esecutivi  di
    cui all'articolo 23, comma 8, del decreto legislativo 18 aprile 2016,
    n. 50, validati e approvati in conformita'  alla  vigente  normativa,
    completi del cronoprogramma della spesa,  e  presentano  la  maggiore
    incidenza del fondo di  cassa  rispetto  alla  quota  vincolata  agli
    investimenti  del  risultato  di  amministrazione,   risultante   dal
    rendiconto o dal preconsuntivo dell'anno precedente,  per  operazioni
    di investimento da realizzare attraverso l'utilizzo dei risultati  di
    amministrazione; 
      c) degli enti territoriali che dispongono di progetti esecutivi  di
    cui all'articolo 23, comma 8, del decreto legislativo 18 aprile 2016,
    n. 50, validati e approvati in conformita'  alla  vigente  normativa,
    completi del cronoprogramma della spesa,  e  presentano  la  maggiore
    incidenza del fondo di cassa rispetto alla quota libera del risultato
    di  amministrazione  destinata  agli  investimenti,   risultante  dal
    rendiconto o dal preconsuntivo dell'anno precedente,  per  operazioni
    di investimento da realizzare attraverso l'utilizzo dei risultati  di
    amministrazione. 
      Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, le citta'
    metropolitane,  le  province  e  i  comuni  comunicano,  quindi,   al
    Ministero  dell'economia  e  delle  finanze  -   Dipartimento   della
    Ragioneria generale dello Stato attraverso  il  sistema  web  di  cui
    all'indirizzo http://pareggiobilancio.mef.gov.it le predette  domande
    di cessione/acquisizione degli spazi  finanziari,  entro  il  termine
    perentorio del  15  luglio  di  ciascun  anno  (15  luglio  2018).  I
    richiamati enti territoriali possono: 
      1) cedere, per uno o piu'  esercizi  successivi,  spazi  finanziari
    finalizzati ad investimenti da realizzare attraverso  l'utilizzo  dei
    risultati di amministrazione degli esercizi precedenti ed il  ricorso
    all'indebitamento; 
      2) richiedere, per uno o piu' esercizi successivi, e per  la  quota
    non soddisfatta dalle intese regionali,  spazi  finanziari  vincolati
    agli investimenti da realizzare attraverso l'utilizzo  dei  risultati
    di  amministrazione  degli  esercizi   precedenti   ed   il   ricorso
    all'indebitamento. La richiesta di spazi finanziari deve contenere le
    informazioni relative all'avanzo di amministrazione, al  netto  della
    quota  accantonata  del  Fondo  crediti  di   dubbia   esigibilita', 
    risultante dal rendiconto o dal preconsuntivo  dell'anno  precedente,
    al fondo di cassa al 31 dicembre del medesimo anno e alla  quota  dei
    fondi stanziati in bilancio dell'esercizio di riferimento destinati a
    confluire nel risultato di amministrazione. 
      Il Ministero dell'economia e delle  finanze  -  Dipartimento  della
    Ragioneria generale dello Stato, entro il 31 luglio di  ciascun  anno
    (31 luglio 2018), provvede alla distribuzione degli spazi finanziari,
    distintamente per regioni e province autonome di Trento e di Bolzano,
    citta' metropolitane, province e comuni, tenendo  conto  dei  criteri
    prioritari di cui alle predette lettere a), b) e c). 
      Nel caso in cui gli spazi disponibili  non  fossero  sufficienti  a
    soddisfare le  richieste  di  cui  alla  richiamata  lettera  a),  la
    distribuzione tra i comuni e' effettuata seguendo i  criteri  di  cui
    alle successive lettere b) e c). In  ogni  caso,  fermo  restando  il
    pieno soddisfacimento delle priorita' di cui  alle  predette  lettere
    a), b) e c), qualora l'entita' delle richieste pervenute  dagli  enti
    superi l'ammontare degli spazi residui, l'attribuzione e'  effettuata
    a favore degli enti che presentano la maggiore incidenza del fondo di
    cassa rispetto all'avanzo di amministrazione, nel rispetto del  saldo
    di cui all'articolo 9, comma 1, della legge 24 dicembre 2012, n. 243,
    del complesso degli enti territoriali. 
      Cio' premesso, si segnala che: 
      - agli enti  che  cedono  spazi  finanziari  e'  riconosciuta,  nel
    biennio successivo, una variazione con effetti migliorativi (maggiore
    capacita' di spesa) sul conseguimento del proprio  saldo  di  finanza
    pubblica nel biennio successivo per  un  importo  annuale  pari  alla
    meta' della quota ceduta; 
      - agli enti che acquisiscono spazi finanziari e' riconosciuta,  nel
    biennio successivo, una variazione con effetti  peggiorativi  (minore
    capacita' di spesa) sul conseguimento del proprio  saldo  di  finanza
    pubblica nel biennio successivo per  un  importo  annuale  pari  alla
    meta' della quota acquisita. 
      Il Ministero dell'economia e delle  finanze  -  Dipartimento  della
    Ragioneria generale dello Stato, entro il  predetto  termine  del  31
    luglio di ciascun anno (31 luglio 2018), aggiorna  gli  obiettivi  di
    saldo degli enti interessati all'acquisizione e alla  cessione  degli
    spazi finanziari per ciascun anno. 
      Gli  enti  beneficiari  degli  spazi  finanziari   trasmettono   le
    informazioni relative  agli  investimenti  soggetti  al  monitoraggio
    concernente le opere pubbliche ed effettuati a  valere  sui  predetti
    spazi al sistema di monitoraggio opere  pubbliche  della  Banca  Dati
    delle Amministrazioni Pubbliche  (BDAP-MOP),  ai  sensi  del  decreto
    legislativo 29 dicembre 2011, n. 229, avendo cura di  valorizzare  il
    campo "Tipologia di spazi finanziari": 
      - con la voce "Patto nazionale - Avanzo" nel caso  di  investimento
    finanziato da avanzo; 
      - con la voce "Patto nazionale - Debito", nel  caso  di  ricorso  a
    indebitamento. 
      Patti  di  solidarieta'  nazionale  (c.d.  Patti  di   solidarieta'
    nazionale "verticali") 
      Giova ricordare che l'articolo 1, commi da 485 a 500  e  da  506  a
    508, della legge n. 232 del 2016,  come  modificati  dalla  legge  di
    bilancio 2018, disciplina i  patti  di  solidarieta'  nazionale  c.d.
    "verticali", prevedendo l'assegnazione di spazi finanziari agli  enti
    locali, per ciascuno degli anni 2018 e 2019, nel  limite  complessivo
    di 900 milioni annui  (di  cui  400  milioni  di  euro  destinati  ad
    interventi di edilizia scolastica e 100 milioni di euro  destinati  a
    interventi di impiantistica sportiva e, nel limite complessivo di 700
    milioni di euro annui per ciascuno degli anni dal 2020 al  2023),  e,
    alle regioni, nel limite complessivo di 500 milioni  annui,  per  gli
    anni 2018 e 2019, per effettuare spese di investimento da  realizzare
    attraverso  l'uso  dell'avanzo  di  amministrazione  degli   esercizi
    precedenti e il ricorso al debito. 
      Il comma 502 prevede, invece, l'assegnazione  di  spazi  finanziari
    alle  province  autonome  di  Trento  e  di  Bolzano,  per  gli  anni
    2017-2030, nel limite complessivo di 70 milioni nell'anno 2017  e  di
    50 milioni di euro annui negli anni dal 2018  al  2030  per  ciascuna
    provincia. 
      Gli spazi in  parola  non  possono  essere  richiesti,  qualora  le
    operazioni di investimento mediante il  ricorso  all'indebitamento  e
    l'utilizzo dei risultati di amministrazione degli esercizi precedenti
    possano essere effettuate nel  rispetto  del  proprio  saldo  di  cui
    all'articolo 9, comma 1, della legge  n.  243  del  2012,  cioe'  ove
    l'ente consegua, sia in fase di  previsione  che  di  rendiconto,  un
    saldo non negativo, in termini di competenza, tra le entrate finali e
    le spese finali. 
      Tali spazi finanziari, ai sensi dei richiamati commi da 485  a  489
    dell'articolo 1 della legge di bilancio  2017,  sono  assegnati  agli
    enti locali secondo la  seguente  procedura  di  concessione  che  si
    articola: 
      - quanto agli spazi riferibili all'edilizia scolastica, secondo  le
    seguenti fasi: 
      1) entro il termine perentorio del 20 gennaio di ciascun  anno  (20
    gennaio 2018) gli enti locali comunicano gli spazi finanziari di  cui
    necessitano alla Struttura di missione per il coordinamento e impulso
    nell'attuazione  di  interventi  di  riqualificazione   dell'edilizia
    scolastica presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri secondo le
    modalita' individuate e pubblicate nel  sito  internet  istituzionale
    della medesima Struttura.  Le  richieste  di  spazi  finanziari  sono
    complete delle informazioni relative (comma 487): 
      a) al fondo di cassa al 31 dicembre dell'anno precedente; 
      b) all'avanzo di amministrazione, al netto della quota  accantonata
    del Fondo crediti di dubbia esigibilita', risultante dal rendiconto o
    dal preconsuntivo dell'anno precedente. 
      La predetta Struttura di missione individua gli  spazi  finanziari,
    per  ciascun  ente  locale,  tenendo  conto   del   seguente   ordine
    prioritario (comma 488): 
      - interventi di edilizia  scolastica  gia'  avviati,  a  valere  su
    risorse acquisite mediante contrazione di mutuo, e per i  quali  sono
    stati attribuiti spazi finanziari nell'anno 2017 ai sensi del decreto
    del Ministero dell'economia e delle finanze n. 77112  del  26  aprile
    2017, e, negli anni successivi,  ai  sensi  dell'ultimo  decreto  del
    Ministero  dell'economia  e  delle  finanze  -   Dipartimento   della
    Ragioneria generale dello Stato di cui al comma 492  dell'articolo  1
    della legge di bilancio 2017, nonche' interventi finanziati ai  sensi
    dell'articolo 10 del decreto legge n. 104 del 2013, per la  quota  di
    cofinanziamento a carico dell'ente; 
      - interventi di  nuova  costruzione  di  edifici  scolastici  o  di
    adeguamento antisismico degli edifici esistenti per i quali gli  enti
    dispongono del progetto esecutivo redatto e validato  in  conformita'
    alla vigente normativa, completo del codice unico di progetto (CUP) e
    del cronoprogramma aggiornato della spesa  e  delle  opere,  che  non
    abbiano pubblicato il  bando  alla  data  della  richiesta  di  spazi
    finanziari; 
      - interventi di edilizia scolastica per i quali gli enti dispongono
    del progetto esecutivo redatto e validato in conformita' alla vigente
    normativa, completo del CUP e  del  cronoprogramma  aggiornato  della
    spesa e delle opere, che non abbiano pubblicato il bando di gara alla
    data della richiesta di spazi finanziari; 
      - interventi di  nuova  costruzione  di  edifici  scolastici  o  di
    adeguamento antisismico degli edifici esistenti per i quali gli  enti
    dispongono del progetto definitivo completo del CUP; 
      - altri interventi di edilizia scolastica  per  i  quali  gli  enti
    dispongono del progetto definitivo completo del CUP. 
      Si soggiunge che il comma 488-bis  prevede  che  i  comuni  facenti
    parte di un'unione di  comuni  (articolo  32  del  TUEL),  che  hanno
    delegato  le  funzioni  riferite  all'edilizia  scolastica,   possono
    richiedere spazi finanziari secondo le modalita' sopra descritte, per
    la quota di contributi trasferiti all'unione stessa per interventi di
    edilizia scolastica ricadenti nelle priorita' di cui al sopra  citato
    comma 488. 
      - quanto agli spazi riferibili all'impiantistica sportiva,  secondo
    le seguenti fasi: 
      1) entro il termine perentorio del 20 gennaio di ciascun  anno  (20
    gennaio 2018) gli enti locali comunicano gli spazi finanziari di  cui
    necessitano  all'Ufficio  per  lo  sport  presso  la  Presidenza  del
    Consiglio dei Ministri secondo le modalita' individuate e  pubblicate
    nel sito  internet:  https://www.sportgoverno.it/.  Le  richieste  di
    spazi finanziari sono complete  delle  informazioni  relative  (comma
    487-bis): 
      a) al fondo di cassa al 31 dicembre dell'anno precedente; 
      b) all'avanzo di amministrazione, al netto della quota  accantonata
    del Fondo crediti di dubbia esigibilita', risultante dal rendiconto o
    dal preconsuntivo dell'anno precedente. 
      Il predetto Ufficio per lo Sport individua  gli  spazi  finanziari,
    per  ciascun  ente  locale,  tenendo  conto   del   seguente   ordine
    prioritario (comma 488-ter): 
      - interventi, su impianti sportivi esistenti, di messa a norma e in
    sicurezza compreso l'adeguamento antisismico, di  abbattimento  delle
    barriere  architettoniche,  di  efficientamento   energetico   e   di
    ripristino della funzionalita' per i quali gli  enti  dispongono  del
    progetto esecutivo redatto e validato  in  conformita'  alla  vigente
    normativa,  completo  del  codice  unico  di  progetto  (CUP)  e  del
    cronoprogramma aggiornato della spesa e delle opere, che non  abbiano
    pubblicato il bando di  gara  alla  data  della  richiesta  di  spazi
    finanziari; 
      - altri interventi relativi a impianti sportivi  per  i  quali  gli
    enti  dispongono  del  progetto  esecutivo  redatto  e  validato   in
    conformita'  alla  vigente  normativa,  completo  del   CUP   e   del
    cronoprogramma aggiornato della spesa e delle opere, che non  abbiano
    pubblicato il bando di  gara  alla  data  della  richiesta  di  spazi
    finanziari; 
      - interventi, su impianti sportivi esistenti, di messa a norma e in
    sicurezza compreso l'adeguamento antisismico, di  abbattimento  delle
    barriere  architettoniche,  di  efficientamento   energetico   e   di
    ripristino della funzionalita' per i quali gli  enti  dispongono  del
    progetto definitivo completo del CUP; 
      - altri interventi relativi a impianti sportivi  per  i  quali  gli
    enti dispongono del progetto definitivo completo del CUP. 
      Il comma 489, come sostituito dall'articolo 1, comma  874,  lettera
    h), della legge di bilancio 2018, prevede, quindi, che la  Presidenza
    del Consiglio - Struttura di missione per l'edilizia scolastica  -  e
    la Presidenza del Consiglio- Ufficio per lo Sport -  individuino  gli
    enti locali beneficiari degli  spazi  finanziari  e  l'importo  degli
    stessi, sentita la Conferenza Stato-citta'  e  le  autonomie  locali,
    entro il 10 febbraio di ciascun anno (10 febbraio 2018),  comunicando
    al Ministero dell'economia  e  delle  finanze  -  Dipartimento  della
    Ragioneria generale dello Stato, gli spazi finanziari da attribuire a
    ciascun ente locale. 
      Ferme restando le priorita' di cui ai commi 488 e 488-ter,  qualora
    le richieste complessive risultino: 
      a) superiori agli spazi  finanziari  disponibili,  l'individuazione
    dei medesimi spazi e' effettuata a favore degli enti  che  presentano
    la maggiore incidenza del  fondo  di  cassa  rispetto  all'avanzo  di
    amministrazione; 
      b) inferiori agli spazi finanziari disponibili, l'importo eccedente
    e' destinato alle finalita' degli interventi previsti  al  successivo
    comma 492; 
      -  quanto  agli  interventi  diversi  dall'edilizia  scolastica   e
    dall'impiantistica  sportiva,  ai  sensi  dei  commi  da  490  a  493
    dell'articolo 1  della  legge  n.  232  del  2016,  la  procedura  di
    concessione - sostanzialmente identica alla precedente - prevede che: 
      1) entro il termine perentorio del 20 gennaio di ciascun  anno  (20
    gennaio 2018) gli enti locali comunicano gli spazi finanziari di  cui
    necessitano per gli investimenti al Ministero dell'economia  e  delle
    finanze  -  Dipartimento  della  Ragioneria  generale   dello   Stato
    attraverso    il     sistema     web     di     cui     all'indirizzo
    http://pareggiobilancio.mef.gov.it, fornendo, per la quota  di  spazi
    non riferita all'edilizia scolastica e all'impiantistica sportiva, le
    informazioni relative al fondo di  cassa  al  31  dicembre  dell'anno
    precedente ed all'avanzo di amministrazione,  al  netto  della  quota
    accantonata del Fondo crediti di dubbia esigibilita', risultante  dal
    rendiconto (o dal preconsuntivo) dell'anno precedente; 
      2) entro il 20 febbraio di ciascun  anno  (20  febbraio  2018)  con
    decreto del Ministero dell'economia - Dipartimento  della  Ragioneria
    generale  dello  Stato  e'  determinato  l'ammontare   dello   spazio
    finanziario attribuito a ciascun ente locale sulla base del  seguente
    ordine prioritario (comma 492 dell'articolo 1 della legge n. 232  del
    2016): 
      a)  investimenti  dei  comuni   colpiti   dagli   eventi   sismici,
    individuati dall'articolo 1 del decreto legge 28 aprile 2009, n.  39,
    dall'articolo  1  del  decreto  legge  6  giugno  2012,  n.   74,   e
    dall'articolo 67-septies del decreto legge 22 giugno 2012, n.  83,  e
    delle relative province, nonche' delle  province  nei  cui  territori
    ricadono i comuni di cui agli allegati 1, 2 e 2-bis del decreto legge
    17 ottobre 2016, n. 189, finalizzati a fronteggiare  gli  eccezionali
    eventi  sismici  e  la  ricostruzione,  finanziati  con   avanzo   di
    amministrazione o da operazioni di indebitamento (lettera 0a); 
      b)  investimenti  degli  enti  locali,  finanziati  con  avanzo  di
    amministrazione o mediante operazioni di  indebitamento,  finalizzati
    al ripristino e alla messa in sicurezza del territorio, a seguito dei
    danni derivanti da eccezionali eventi meteorologici per i  quali  sia
    stato dichiarato, nell'anno precedente la  data  della  richiesta  di
    spazi finanziari, lo stato  d'emergenza,  ai  sensi  dell'articolo  5
    della legge n. 225 del 1992 (lettera 0b); 
      c)  investimenti  gia'  avviati,  a  valere  su  risorse  acquisite
    mediante contrazione di mutuo e per i  quali  sono  stati  attribuiti
    spazi finanziari ai sensi del decreto del Ministero  dell'economia  e
    delle finanze- Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato  di
    cui al precedente punto 2) (lettera 0c); 
      d) investimenti finanziati con avanzo di amministrazione o mediante
    operazioni di indebitamento (lettera a): 
      1) dei comuni istituiti  nel  quinquennio  precedente  all'anno  di
    riferimento a seguito di fusione; per ciascun esercizio del  triennio
    2017-2019, sono considerati esclusivamente i comuni  per  i  quali  i
    processi  di  fusione  si  sono  conclusi   entro   il   1°   gennaio
    dell'esercizio di riferimento (lettera a.1); 
      2) dei comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti (lettera a.2); 
      3) dei comuni con popolazione compresa tra 5.001 e 15.000 abitanti,
    per i quali gli enti dispongono  del  progetto  esecutivo  redatto  e
    validato  in  conformita'  alla  vigente  normativa,   completo   del
    cronoprogramma della spesa (lettera a.2-bis); 
      e) investimenti finanziati con avanzo d'amministrazione o  mediante
    operazioni di  indebitamento  la  cui  progettazione  definitiva  e/o
    esecutiva e' finanziata a valere sulle risorse  di  cui  all'articolo
    41-bis del decreto legge n. 50 del 2017 (lettera a-bis); 
      f) spese per  investimenti  finalizzati  all'attuazione  del  Piano
    triennale per l'informatica nella pubblica  amministrazione,  di  cui
    all'articolo 1, comma 513, della legge  28  dicembre  2015,  n.  208,
    relativi allo sviluppo software e alla  manutenzione  evolutiva,  ivi
    compresi   la   progettazione,   la   realizzazione,   il   collaudo,
    l'installazione e  l'avviamento  presso  l'ente  locale  di  software
    sviluppato ad hoc o di software preesistente e  reingegnerizzato,  la
    personalizzazione di software applicativo gia' in dotazione dell'ente
    locale o  sviluppato  per  conto  di  altra  unita'  organizzativa  e
    riutilizzato, tenendo conto del seguente ordine prioritario8 (lettera
    a-ter): 
     
      -------------- 
               8 Priorita' introdotta dall'articolo 66,  comma  7,  lett.
              a), del decreto  legislativo  13  dicembre  2017,  n.  217,
              recante disposizioni integrative e  correttive  al  decreto
              legislativo 26  agosto  2016,  n.  179,  approvato  in  via
              definitiva dal Consiglio dei Ministri nella seduta  del  11
              dicembre 2017 e pubblicato nella G.U. n. 9 del  12  gennaio
              2018. Tenendo conto che il decreto legislativo n.  217  del
              2017 e' entrato in vigore in data  successiva  (27  gennaio
              2018) alla scadenza della richiesta di spazi finanziari per
              l'anno 2018 (20 gennaio 2018), la  priorita'  e'  valida  a
              decorrere dall'esercizio 2019. 
     
      1) interventi finalizzati all'attuazione delle azioni relative alla
    razionalizzazione dei datacenter e all'adozione  del  cloud,  nonche'
    per la  connettivita';  allo  sviluppo  di  base  dati  di  interesse
    nazionale e alla valorizzazione degli open data nonche'  all'adozione
    delle piattaforme  abilitanti;  all'adozione  del  nuovo  modello  di
    interoperabilita';  all'implementazione  delle  misure  di  sicurezza
    all'interno  delle  proprie  infrastrutture   e   all'adesione   alla
    piattaforma  digitale  nazionale  di  raccolta  dei   dati   (lettera
    a-ter.1); 
      2) interventi  finalizzati  all'attuazione  delle  restanti  azioni
    contenute all'interno del Piano  triennale  per  l'informatica  nella
    pubblica amministrazione (lettera a-ter.2); 
      g) investimenti  finalizzati  all'adeguamento  e  al  miglioramento
    sismico degli immobili, finanziati con avanzo di amministrazione, per
    i quali gli enti dispongono del progetto esecutivo redatto e validato
    in conformita' alla normativa vigente,  completo  del  cronoprogramma
    della spesa (lettera c); 
      h)  investimenti   finalizzati   alla   prevenzione   del   rischio
    idrogeologico ed alla messa in sicurezza di siti  inquinati  ad  alto
    rischio ambientale, individuati come prioritari per il loro rilevante
    impatto sanitario, finanziati con avanzo di  amministrazione,  per  i
    quali gli enti dispongono del progetto esecutivo redatto  e  validato
    in conformita' alla normativa vigente,  completo  del  cronoprogramma
    della spesa (lettera d); 
      i)  progettazione   definitiva   ed   esecutiva   di   investimenti
    finalizzati al miglioramento della dotazione  infrastrutturale  o  al
    recupero degli immobili e delle strutture destinati a servizi per  la
    popolazione,  finanziati  con  avanzo  di  amministrazione   (lettera
    d-bis); 
      j) investimenti finalizzati al potenziamento e  al  rifacimento  di
    impianti per la produzione di energia elettrica di fonti  rinnovabili
    diverse dal  fotovoltaico,  per  i  quali  gli  enti  dispongono  del
    progetto esecutivo redatto e validato in conformita'  alla  normativa
    vigente, completo del cronoprogramma della spesa (lettera d-ter); 
      Ferme restando le priorita' di cui alle precedenti lettere a),  b),
    c),d), e), f), g), h), i) e j), in presenza  di  richieste  pervenute
    dagli enti locali che superino l'ammontare degli  spazi  disponibili,
    l'attribuzione e' effettuata a favore degli enti  che  presentano  la
    maggiore  incidenza  del  fondo  di  cassa  rispetto  all'avanzo   di
    amministrazione. 
      Si segnala che gli spazi richiesti per investimenti finanziati  con
    avanzo di amministrazione  possono  essere  riferiti  ad  impegni  di
    competenza ed esigibili nell'anno di riferimento, nonche' al relativo
    Fondo  pluriennale  vincolato  di  spesa,  costituito  nell'anno   di
    riferimento, a copertura degli impegni esigibili nei futuri esercizi,
    purche' sussistano le condizioni per la sua costituzione ai sensi del
    principio contabile applicato concernente la contabilita' finanziaria
    (Allegato 4/2 al D. Lgs 118/2011, punto 5.4). 
      Si  ritiene,  altresi',  opportuno  sottolineare  che   gli   spazi
    richiesti per investimenti finanziati con operazioni di indebitamento
    devono riguardare solo ed  esclusivamente  investimenti  con  impegni
    esigibili nell'anno di  riferimento,  anche  se  assunti  negli  anni
    precedenti, e non anche Fondo pluriennale vincolato di spesa. 
      Gli  enti  beneficiari  degli  spazi  finanziari   trasmettono   le
    informazioni relative  agli  investimenti  soggetti  al  monitoraggio
    concernente le opere pubbliche ed effettuati a  valere  sui  predetti
    spazi al sistema di monitoraggio opere  pubbliche  della  Banca  Dati
    delle Amministrazioni Pubbliche  (BDAP-MOP),  ai  sensi  del  decreto
    legislativo 29 dicembre 2011, n. 229, avendo cura di  valorizzare  il
    campo "Tipologia di spazi finanziari": 
      - con la voce "Patto nazionale - Avanzo" nel caso  di  investimento
    finanziato da avanzo; 
      - con la voce "Patto nazionale - Debito", nel  caso  di  ricorso  a
    indebitamento. 
      Sempre  al  fine  di  favorire  gli  investimenti,  da   realizzare
    attraverso l'utilizzo dei risultati d'amministrazione degli  esercizi
    precedenti e il ricorso al debito, per gli anni  2018  e  2019,  sono
    assegnati alle regioni spazi finanziari, ai sensi dei commi da 495  a
    500  dell'articolo  1  della  legge  di  bilancio  2017,  nel  limite
    complessivo di  500  milioni  di  euro  annui,  secondo  la  seguente
    procedura di concessione: 
      1) entro il termine perentorio del 20 gennaio di ciascun  anno  (20
    gennaio 2018) le regioni  comunicano  gli  spazi  finanziari  di  cui
    necessitano per gli investimenti al Ministero dell'economia  e  delle
    finanze  -  Dipartimento  della  Ragioneria  generale   dello   Stato
    attraverso    il     sistema     web     di     cui     all'indirizzo
    http://pareggiobilancio.mef.gov.it, fornendo le informazioni relative
    al fondo di cassa al 31 dicembre dell'anno precedente  ed  all'avanzo
    di amministrazione,  al  netto  della  quota  accantonata  del  Fondo
    crediti di dubbia esigibilita',  risultante  dal  rendiconto  (o  dal
    preconsuntivo) dell'anno precedente; 
      2) entro il 20 febbraio di ciascun  anno  (20  febbraio  2018)  con
    decreto del Ministero dell'economia - Dipartimento  della  Ragioneria
    generale  dello  Stato  e'  determinato  l'ammontare   dello   spazio
    finanziario attribuito a ciascuna regione  sulla  base  del  seguente
    ordine prioritario: 
      a) investimenti  finalizzati  all'adeguamento  e  al  miglioramento
    sismico degli immobili, finanziati con avanzo di amministrazione, per
    i quali gli enti dispongono del progetto esecutivo redatto e validato
    in conformita' alla normativa vigente,  completo  del  cronoprogramma
    della spesa; 
      b)  investimenti   finalizzati   alla   prevenzione   del   rischio
    idrogeologico ed alla messa in sicurezza di siti  inquinati  ad  alto
    rischio ambientale, individuati come prioritari per il loro rilevante
    impatto sanitario, finanziati con avanzo di  amministrazione,  per  i
    quali gli enti dispongono del progetto esecutivo redatto  e  validato
    in conformita' alla normativa vigente,  completo  del  cronoprogramma
    della spesa. 
      Ferme restando le priorita' di cui alle precedenti lettere a) e b),
    in presenza di richieste pervenute dalle  regioni  e  dalle  province
    autonome  che   superino   l'ammontare   degli   spazi   disponibili,
    l'attribuzione e' effettuata a favore degli enti  che  presentano  la
    maggiore  incidenza  del  fondo  di  cassa  rispetto  all'avanzo   di
    amministrazione. 
      Si ricorda che le regioni non possono richiedere  spazi  finanziari
    per le finalita' d'investimento di cui al comma 495 da realizzare con
    il  ricorso  all'indebitamento  e  all'utilizzo  dei   risultati   di
    amministrazione degli  esercizi  precedenti,  qualora  le  operazioni
    d'investimento possano essere effettuate  nel  rispetto  del  proprio
    saldo di cui all'articolo 9, comma 1, della legge n. 243 del 2012. 
      Al riguardo, si ricorda che l'Intesa Conferenza  Stato-regioni  del
    23 febbraio 2017 ha stabilito la ripartizione degli spazi disponibili
    (500 milioni di euro) per  l'anno  2017  tra  le  regioni  a  statuto
    ordinario  prevedendo  che  ciascuna  regione  utilizzi   gli   spazi
    finanziari  di  cui  alla  tabella   riportata   al   comma   495-bis
    dell'articolo  1  della  legge  di  bilancio  2017   per   effettuare
    investimenti nuovi o aggiuntivi negli anni dal 2017 al 2021. 
      A tal fine, entro il 31  luglio  di  ciascuno  degli  anni  oggetto
    dell'intesa, ogni regione adotta  gli  atti  finalizzati  all'impiego
    delle risorse, assicurando l'esigibilita' degli impegni  per  ciascun
    anno di riferimento per la quota di competenza. Gli investimenti sono
    considerati nuovi o aggiuntivi se e' rispettata  una  delle  seguenti
    condizioni: 
      a) le  regioni  procedono  a  variare  il  bilancio  di  previsione
    incrementando gli stanziamenti riguardanti gli investimenti diretti e
    indiretti per la quota di rispettiva competenza, come indicata  nella
    tabella di cui al citato comma 495-bis; 
      b)  gli  investimenti  per  l'anno  di  riferimento  devono  essere
    superiori, per un  importo  pari  ai  valori  indicati  per  ciascuna
    regione nella tabella di cui al presente comma, rispetto agli impegni
    per  investimenti  diretti  e  indiretti  effettuati   nell'esercizio
    precedente a valere su risorse  regionali,  escluse  le  risorse  del
    Fondo pluriennale vincolato. 
      Patti di solidarieta' - enti locali sisma 
      Il comma 1 dell'articolo 43-bis del decreto-legge 24  aprile  2017,
    n. 50, prevede che, per gli anni 2017, 2018 e 2019, agli enti  locali
    colpiti dal sisma del 2016 di cui agli  allegati  1,  2  e  2-bis  al
    decreto-legge  17  ottobre  2016,  n.  189,  sono   assegnati   spazi
    finanziari nell'ambito dei patti di  solidarieta'  nazionale  di  cui
    all'articolo 10, comma 4, della legge 24 dicembre 2012,  n.  243,  in
    misura pari  alle  spese  sostenute  per  favorire  gli  investimenti
    connessi  alla  ricostruzione,  al  miglioramento   della   dotazione
    infrastrutturale nonche' al recupero degli immobili e delle strutture
    destinati a servizi per  la  popolazione,  da  realizzare  attraverso
    l'utilizzo dei risultati di amministrazione degli esercizi precedenti
    e  il  ricorso  al  debito.  Al  riguardo,   si   precisa   che   per
    "miglioramento della dotazione infrastrutturale nonche'  al  recupero
    degli  immobili  e  delle  strutture  destinati  a  servizi  per   la
    popolazione"  si  intendono  tutti  gli  interventi  su  immobili   e
    infrastrutture, ivi  incluse  le  nuove  costruzioni,  ancorche'  non
    legati  alla  ricostruzione  post  sisma.  Di  conseguenza,   restano
    esclusi, a titolo esemplificativo  e  non  esaustivo,  l'acquisto  di
    automezzi e attrezzature informatiche. 
      Al riguardo, si  precisa  che  gli  enti  possono  utilizzare,  nel
    triennio 2017-2019, l'avanzo di amministrazione degli anni precedenti
    e/o fare ricorso al debito  per  gli  investimenti  sopra  richiamati
    senza alcuna limitazione. 
      Gli  spazi  finanziari  concessi  saranno  pari  agli  investimenti
    effettuati. Di conseguenza, non occorre  effettuare  ex  ante  alcuna
    richiesta di spazi finanziari ne' per l'esercizio 2017, ne'  per  gli
    esercizi 2018 e 2019. 
      Cio' premesso, l'unico obbligo in capo  ai  comuni,  ai  sensi  del
    comma 2 del citato articolo 43-bis, sara'  quello  di  attestare,  in
    sede di certificazione digitale (articolo 1, comma 470,  della  legge
    n. 232 del 2016),  che  l'eventuale  differenza  negativa  tra  saldo
    conseguito e saldo obiettivo deriva  dall'applicazione  delle  citate
    disposizioni. 
      Si ricorda, inoltre, che, i predetti enti locali colpiti dal  sisma
    di cui agli allegati 1, 2 e 2-bis al decreto legge 17  ottobre  2016,
    n. 189, possono fare richiesta di spazi finanziari nell'ambito  delle
    intese regionali e dei patti di solidarieta' nazionale,  ma  solo  ed
    esclusivamente per investimenti diversi da  quelli  rientranti  nelle
    tipologie di cui all'articolo 43-bis  del  decreto  legge  24  aprile
    2017,  n.  50,  ovvero  diversi  dagli  investimenti  connessi   alla
    ricostruzione,  al  miglioramento  della  dotazione  infrastrutturale
    nonche' al recupero degli immobili  e  delle  strutture  destinati  a
    servizi per la popolazione, da realizzare attraverso  l'utilizzo  dei
    risultati di amministrazione degli esercizi precedenti e  il  ricorso
    al debito e per i quali sono riconosciuti  spazi  finanziari  per  un
    ammontare pari agli investimenti stessi. 
      Patti di solidarieta' - chiusura contabilita' speciali  (Protezione
    civile) 
      Come accennato nella premessa, i commi da 787 a 791 dell'articolo 1
    della legge di bilancio 2018, dispongono  che  le  risorse  derivanti
    dalla chiusura delle contabilita' speciali  di  cui  all'articolo  5,
    commi 4-ter e 4-quater, della legge 24 febbraio  1992,  n.  225,  per
    effetto  della  scadenza  del  termine  di  durata  dello  stato   di
    emergenza,  sono  vincolate  alla  realizzazione   degli   interventi
    previsti dalle ordinanze adottate  ai  sensi  dei  commi  2  e  4-ter
    dell'articolo 5 della medesima legge n. 225 del 1992, nello stato  di
    emergenza. In particolare, le risorse  che  residuano  alla  chiusura
    delle  contabilita'  speciali,  riversate  nel  bilancio  degli  enti
    territoriali, nonche' le relative spese, non  rilevano  ai  fini  dei
    vincoli finanziari a cui sono soggetti le regioni e gli enti  locali.
    Le norme precisano, inoltre, che,  al  fine  di  favorire  l'utilizzo
    delle risorse derivanti dalla chiusura  delle  predette  contabilita'
    speciali secondo le procedure ordinarie di  spesa,  a  decorrere  dal
    2018,  gli  enti  territoriali  devono   conseguire,   nell'anno   di
    riversamento delle risorse, un valore positivo del saldo, in  termini
    di competenza, tra le entrate  finali  e  le  spese  finali,  di  cui
    all'articolo 1, comma 466, della  legge  11  dicembre  2016,  n.  232
    (pareggio di bilancio),  di  importo  pari  alla  differenza  tra  le
    risorse  riversate  a  seguito  della  chiusura  delle   contabilita'
    speciali in materia di protezione civile, ai sensi  dell'articolo  7,
    comma 4, del decreto legislativo 12 maggio 2016, n. 90, e i correlati
    impegni sostenuti nell'esercizio di riferimento. 
      Il comma 789, poi, assegna agli enti territoriali, nel  limite  del
    saldo positivo sopra citato, negli esercizi successivi a  quello  del
    riversamento e,  comunque,  non  oltre  il  quinto  esercizio,  spazi
    finanziari nell'ambito dei patti di  solidarieta'  nazionale  di  cui
    all'articolo 10, comma 4, della legge 24 dicembre 2012,  n.  243,  in
    misura pari, per ciascun  esercizio,  agli  investimenti  programmati
    annualmente  nei  piani  contenenti  gli  interventi  finalizzati  al
    superamento della situazione emergenziale, da  realizzare  attraverso
    l'utilizzo dei risultati di amministrazione degli esercizi precedenti
    formatisi a seguito del  mancato  utilizzo  delle  risorse  derivanti
    dalla chiusura delle contabilita' speciali. 
      Al fine di dare attuazione alle sopra richiamate disposizioni,  gli
    enti territoriali devono: 
      - comunicare, entro il termine perentorio del 20 gennaio  dell'anno
    successivo a quello del  riversamento  delle  risorse,  al  Ministero
    dell'economia  e  delle  finanze  -  Dipartimento  della   Ragioneria
    generale     dello     stato,     mediante     l'applicativo      web
    http://pareggiobilancio.mef.gov.it, gli  spazi  finanziari  necessari
    per gli investimenti programmati annualmente nei piani contenenti gli
    interventi finalizzati al superamento della situazione emergenziale; 
      - assicurare che la somma degli  spazi  finanziari  programmati  e'
    pari al saldo positivo conseguito  nell'anno  di  riversamento  delle
    risorse. 
      Parimenti,  per  quanto  riguarda  le  regioni,   il   comma   791,
    nell'introdurre modifiche all'articolo 9-ter, comma  1,  del  decreto
    legge n. 91 del 2017,  recante  "Disposizioni  per  l'utilizzo  delle
    disponibilita' residue alla chiusura delle contabilita'  speciali  in
    materia di protezione civile e trasferite alle regioni"  prevede  che
    tali enti, al fine di favorire  l'utilizzo  delle  risorse  derivanti
    dalla chiusura delle contabilita' speciali  di  cui  all'articolo  5,
    commi 4-ter e 4-quater, della legge 24 febbraio 1992, n. 225, secondo
    le procedure ordinarie di spesa, sono tenute a conseguire  un  valore
    positivo del saldo previsto dall'articolo 1, comma 466,  della  legge
    11 dicembre 2016, n. 232, di importo  pari  alla  differenza  tra  le
    risorse accertate nel 2017 riversate alle  regioni  a  seguito  della
    chiusura delle contabilita' speciali in materia di protezione civile,
    ai sensi dell'articolo 7, comma 4, del decreto legislativo 12  maggio
    2016, n. 90, e i correlati impegni dell'esercizio 2017. 
      Conseguentemente, nel limite di tale differenza, negli esercizi dal
    2018 al 2022 sono assegnati alle regioni spazi finanziari nell'ambito
    dei patti di solidarieta' nazionale di cui all'articolo 10, comma  4,
    della legge 24 dicembre 2012, n. 243, in  misura  pari,  per  ciascun
    esercizio,  agli  investimenti  programmati  annualmente  nei   piani
    contenenti gli interventi finalizzati al superamento della situazione
    emergenziale, da realizzare attraverso l'utilizzo  dei  risultati  di
    amministrazione degli esercizi precedenti  formatisi  a  seguito  del
    mancato  utilizzo  delle  risorse  derivanti  dalla  chiusura   delle
    contabilita' speciali. 
      A tal fine, le regioni devono: 
      - comunicare entro il termine perentorio del 20  gennaio  2018,  al
    Ministero  dell'economia  e  delle  finanze  -   Dipartimento   della
    Ragioneria  generale  dello   Stato,   mediante   l'applicativo   web
    http://pareggiobilancio.mef.gov.it, gli  spazi  finanziari  necessari
    per gli investimenti programmati. 
      Patti di solidarieta' nazionale (Regioni sisma) 
      Il comma 792 dell'articolo 1 della  legge  di  bilancio  2018,  nel
    modificare  l'articolo  44  del  decreto  legge  n.  189  del   2016,
    aggiungendo, dopo il comma 6 del medesimo articolo 44, i commi  6-bis
    e 6-ter, prevede che: 
      1) sia  verificato  l'andamento  degli  oneri  connessi  ad  eventi
    calamitosi con riferimento alle disposizioni  vigenti  per  gli  anni
    2018-2021 - anche sulla base di apposite  rendicontazioni  sintetiche
    predisposte  dai  soggetti  titolari  delle   contabilita'   speciali
    istituite presso la Tesoreria dello Stato; 
      2) sia determinato, in base agli esiti della predetta verifica,  in
    ciascun anno del periodo  2018-2021,  l'ammontare  complessivo  degli
    spazi finanziari  da  assegnare,  nel  rispetto  degli  obiettivi  di
    finanza pubblica,  alle  regioni  Abruzzo,  Lazio,  Marche  e  Umbria
    colpite dagli eventi sismici a far data dal 24 agosto 2016. Gli spazi
    finanziari sono assegnati alle predette regioni nell'ambito dei patti
    di solidarieta' nazionale di cui al comma 4  dell'articolo  10  della
    legge n.  243  del  2012,  da  ripartire  tra  le  stesse  in  misura
    proporzionale  e  comunque  non  superiore  all'importo  delle  quote
    capitale annuali sospese ai sensi del comma 4  dell'articolo  44  del
    citato decreto legge n. 189 del 20169  .Tali  spazi  finanziari  sono
    destinati a interventi connessi ai richiamati  eventi  sismici  e  di
    adeguamento antisismico, nonche' per  la  messa  in  sicurezza  degli
    edifici. La norma precisa, infine, che, ai fini della  determinazione
    degli spazi finanziari, puo' essere utilizzato a compensazione  anche
    il Fondo per la compensazione degli effetti finanziari non previsti a
    legislazione vigente conseguenti  all'attualizzazione  di  contributi
    pluriennali di cui all'articolo 6, comma 2, del decreto legge n.  154
    del 2008. 
     
      -------------- 
               9 Il richiamato comma 4 dell'articolo 44 del decreto legge
              n. 189 del 2016, prevede che  "Il  versamento  della  quota
              capitale annuale corrispondente al  piano  di  ammortamento
              sulla base  del  quale  e'  effettuato  il  rimborso  delle
              anticipazioni  della  liquidita'  acquisita   da   ciascuna
              regione, ai sensi degli articoli 2 e 3, comma 1, lettere a)
              e b), del decreto-legge 8 aprile 2013, n.  35,  convertito,
              con modificazioni, dalla legge 6  giugno  2013,  n.  64,  e
              successivi rifinanziamenti, non preordinata alla  copertura
              finanziaria  delle  predette  disposizioni  normative,   da
              riassegnare ai sensi dell'articolo 12, comma 6, del  citato
              decreto-legge ed iscritta  nei  bilanci  pluriennali  delle
              Regioni colpite dagli eventi sismici di cui all'articolo 1,
              e' sospeso per gli anni 2017-2021.  La  somma  delle  quote
              capitale annuali  sospese  e'  rimborsata  linearmente,  in
              quote annuali costanti, negli anni restanti di  ogni  piano
              di ammortamento originario, a decorrere dal 2022". 
     
      Per il conseguimento delle finalita' di cui al  richiamato  decreto
    legge n. 189 del 2016, relativo agli eventi  sismici  verificatisi  a
    far data dal 24 agosto 2016 che hanno interessato i  territori  delle
    regioni  Abruzzo,  Lazio,  Marche  e  Umbria,   sono   coinvolte   le
    corrispondenti Ragionerie territoriali alle quali sono  trasmesse  le
    rendicontazioni effettuate dai Presidenti delle medesime  regioni  in
    qualita' di Vice Commissari e intestatari delle apposite contabilita'
    speciali aperte presso la Tesoreria statale  per  la  gestione  delle
    risorse trasferite dal  Commissario  straordinario  per  l'attuazione
    degli interventi loro  delegati,  per  il  controllo  di  regolarita'
    amministrativa e  contabile.  Le  predette  Ragionerie  territoriali,
    appena ricevute tali rendicontazioni - e, comunque, entro il  termine
    del  28  febbraio  2018  -  dovranno  inoltrare,  tra  l'altro,  alla
    Ragioneria  generale  dello  Stato  -  Ispettorato  Generale  per  la
    Contabilita' e la  Finanza  Pubblica,  i  dati  relativi  alle  somme
    ricevute,  alle  spese  effettuate  e  alla  giacenza   di   ciascuna
    contabilita' speciale. 
      In  base  agli  esiti  della  predetta   verifica,   il   Ministero
    dell'economia e delle finanze entro  il  termine  del  31  marzo  per
    ciascun anno del periodo 2018-2021, determina l'ammontare complessivo
    degli  spazi  finanziari  da  assegnare,  nell'ambito  dei  patti  di
    solidarieta' nazionale di cui al comma 4 dell'articolo 10 della legge
    n. 243 del 2012, nel rispetto degli obiettivi  di  finanza  pubblica,
    alle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e  Umbria  colpite  dagli  eventi
    sismici a far data dal 24 agosto  2016.  Gli  spazi  finanziari  sono
    ripartiti tra le medesime regioni in misura proporzionale e  comunque
    non superiore all'importo delle quote  capitale  annuali  sospese  ai
    sensi del comma 4 dell'articolo 44 del citato decreto  legge  n.  189
    del 2016. 
      I.3 Tempistica e adempimenti 
      Intese regionali (D.P.C.M. 21 febbraio 2017, n. 21) 
      - entro il termine perentorio del 15 gennaio di  ciascun  anno  (15
    febbraio 2018): le regioni e le province  autonome  di  Trento  e  di
    Bolzano avviano l'iter delle intese attraverso  la  pubblicazione  di
    apposito  avviso  sui  propri  siti  istituzionali,   contenente   le
    modalita' di presentazione delle domande di cessione  e  acquisizione
    degli spazi  finanziari,  nonche'  le  altre  informazioni  utili  al
    rispetto  dei  vincoli  e  dei  criteri  di  cui  ai  commi  6  e   7
    dell'articolo  2  del  D.P.C.M.  21   febbraio   2017,   n.   21,   e
    contestualmente comunicano al Ministero dell'economia e delle finanze
    -  Dipartimento  della  Ragioneria  generale  dello   Stato   l'avvio
    dell'iter  attraverso   il   sistema   web   di   cui   all'indirizzo
    http://pareggiobilancio.mef.gov.it. Le regioni e le province autonome
    di Trento e di Bolzano si avvalgono  del  Consiglio  delle  autonomie
    locali e, ove  non  istituito,  dei  rappresentanti  regionali  delle
    autonomie locali per garantire la massima pubblicita' delle  predette
    informazioni; 
      - entro il termine perentorio del 28 febbraio di ciascun  anno  (31
    marzo 2018): gli enti territoriali comunicano  alle  regioni  e  alle
    province autonome di Trento e di Bolzano le  domande  di  cessione  e
    acquisizione degli spazi finanziari; 
      - entro il termine perentorio del 31  marzo  di  ciascun  anno  (30
    aprile 2018): le regioni e  le  province  autonome  di  Trento  e  di
    Bolzano, tenendo conto delle domande pervenute, concludono  con  atto
    formale, d'intesa con il Consiglio delle autonomie locali e, ove  non
    istituito, con i rappresentanti regionali delle autonomie locali,  le
    intese per l'attribuzione degli spazi disponibili,  comunicando  agli
    enti  locali  interessati  i  saldi  obiettivo  rideterminati  e   al
    Ministero dell'economia e delle finanze mediante il  sistema  web  di
    cui all'indirizzo http://pareggiobilancio.mef.gov.it, con riguardo  a
    ciascun ente locale e alla regione stessa o provincia  autonoma,  gli
    elementi informativi occorrenti per  la  verifica  del  rispetto  del
    saldo di cui all'articolo 9, comma 1, della legge n. 243 del 2012. 
      Patti di solidarieta'  nazionale  "verticali"  (legge  di  bilancio
    2017) 
      - entro il termine perentorio del 20 gennaio di  ciascun  anno  (20
    gennaio 2018): gli enti locali comunicano gli spazi finanziari di cui
    necessitano destinati ad interventi : 
      - a) per l'edilizia scolastica alla "Struttura di missione  per  il
    coordinamento   e   impulso   nell'attuazione   di   interventi    di
    riqualificazione dell'edilizia scolastica" presso la  Presidenza  del
    Consiglio dei Ministri ovvero comunicano gli spazi finanziari di  cui
    necessitano per gli investimenti al Ministero dell'economia  e  delle
    finanze  -  Dipartimento  della  Ragioneria  generale   dello   Stato
    attraverso    il     sistema     web     di     cui     all'indirizzo
    http://pareggiobilancio.mef.gov.it, fornendo, per la quota  di  spazi
    non riferita all'edilizia scolastica,  le  informazioni  relative  al
    fondo di cassa al 31 dicembre dell'anno precedente ed  all'avanzo  di
    amministrazione, al netto della quota accantonata del  Fondo  crediti
    di  dubbia   esigibilita',   risultante   dal   rendiconto   (o   dal
    preconsuntivo) dell'anno precedente; 
      - b) per impiantistica sportiva alla Presidenza del  Consiglio  dei
    Ministri - Ufficio per lo Sport secondo le  modalita'  individuate  e
    pubblicate   nel   sito   internet   http://sportgoverno.it/   ovvero
    comunicano  gli  spazi  finanziari  di  cui   necessitano   per   gli
    investimenti  al  Ministero   dell'economia   e   delle   finanze   -
    Dipartimento della Ragioneria  generale  dello  Stato  attraverso  il
    sistema web di cui all'indirizzo  http://pareggiobilancio.mef.gov.it,
    fornendo, per la quota di spazi non riferita impiantistica  sportiva,
    le informazioni relative al fondo di cassa al 31  dicembre  dell'anno
    precedente ed all'avanzo di amministrazione,  al  netto  della  quota
    accantonata del Fondo crediti di dubbia esigibilita', risultante  dal
    rendiconto (o dal preconsuntivo) dell'anno precedente; 
      - entro il 10 febbraio di  ciascun  anno  (10  febbraio  2018):  la
    Struttura di  missione  e  l'Ufficio  per  lo  sport  comunicano,  al
    Ministero  dell'economia  e  delle  finanze  -   Dipartimento   della
    Ragioneria generale dello Stato, gli spazi finanziari per  interventi
    di edilizia scolastica  e  impiantistica  sportiva  da  attribuire  a
    ciascun ente locale sulla base dei criteri prioritari di cui al comma
    488 e 488-ter dell'articolo 1 della legge di bilancio 2017; 
      - entro il 20 febbraio di ciascun  anno  (20  febbraio  2018):  con
    decreto del Ministero dell'economia - Dipartimento  della  Ragioneria
    generale  dello  Stato  e'  determinato  l'ammontare   dello   spazio
    finanziario, per la quota non riferita agli  interventi  di  edilizia
    scolastica e impiantistica sportiva, attribuito a ciascun ente locale
    sulla base delle priorita'  di  assegnazione  di  cui  al  comma  492
    dell'articolo 1 della legge di stabilita' 2017. 
      Patti di solidarieta' nazionale "orizzontale" (D.P.C.M. 21 febbraio
    2017, n. 21) 
      - entro il 1° giugno di ciascun anno (1° giugno 2018): il Ministero
    dell'economia  e  delle  finanze  -  Dipartimento  della   Ragioneria
    generale dello Stato avvia l'iter dei patti di solidarieta' nazionale
    tramite la pubblicazione di apposito avviso  sul  sito  istituzionale
    contenente le modalita' di presentazione delle domande di cessione  e
    acquisizione degli spazi finanziari nonche' le informazioni utili  al
    rispetto dei vincoli e dei criteri  prioritari  di  cui  al  comma  6
    dell'articolo 4 del citato D.P.C.M. 21 febbraio 2017, n. 21; 
      - entro il termine perentorio del 15 luglio  di  ciascun  anno  (15
    luglio 2018): le regioni e  le  province  autonome  di  Trento  e  di
    Bolzano, le citta' metropolitane, le province e i  comuni  comunicano
    al Ministero dell'economia  e  delle  finanze  -  Dipartimento  della
    Ragioneria generale dello Stato le predette  domande  di  cessione  e
    acquisizione degli spazi finanziari; 
      - entro il 31 luglio di ciascun anno (31 luglio 2018): il Ministero
    dell'economia  e  delle  finanze  -  Dipartimento  della   Ragioneria
    generale  dello  Stato  provvede  alla  distribuzione   degli   spazi
    finanziari, distintamente per regioni e province autonome di Trento e
    di Bolzano, citta' metropolitane, province e  comuni,  tenendo  conto
    dei predetti criteri prioritari di cui al comma 6 dell'articolo 4 del
    D.P.C.M. 21 febbraio 2017, n. 21 e aggiorna gli  obiettivi  di  saldo
    degli enti interessati all'acquisizione e alla cessione  degli  spazi
    finanziari per ciascun anno. 
      L.  RIFERIMENTI  PER  EVENTUALI  CHIARIMENTI  SUI  CONTENUTI  DELLA
    PRESENTE CIRCOLARE 
      L'applicazione delle nuove regole di  finanza  pubblica  potrebbero
    generare da parte  degli  enti  richieste  di  chiarimenti  che,  per
    esigenze  organizzative  e  di  razionalita'  del  lavoro  di  questo
    Dipartimento e' necessario pervengano: 
      a) per gli aspetti  generali  e  applicativi  del  nuovo  saldo  di
    finanza   pubblica,   esclusivamente   via    e-mail    all'indirizzo
    pareggio.rgs@mef.gov.it; 
      b) per  i  quesiti  di  natura  tecnica  ed  informatica  correlati
    all'autenticazione dei nuovi enti ed agli adempimenti  attraverso  il
    sistema web (si veda in  proposito  l'allegato  ACCESSO  WEB/18  alla
    presente  circolare),  all'indirizzo  assistenza.cp@mef.gov.it.   Per
    urgenze e' possibile contattare l'assistenza tecnica  applicativa  ai
    seguenti      numeri      06-4761.2375/2125/2782      con      orario
    8.00-13.00/14.00-18.00; 
      c) per gli aspetti riguardanti la materia  di  personale  correlata
    alla normativa in materia di nuovo saldo di  finanza  pubblica  e  di
    patto di stabilita' interno, esclusivamente via e-mail all'indirizzo:
    igop.segr.rgs@mef.gov.it; 
      d)  per  i  chiarimenti  in  merito  agli  interventi  di  edilizia
    scolastica alla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Struttura  di
    missione  per  il  coordinamento  e  l'impulso   nell'attuazione   di
    interventi di riqualificazione dell'edilizia scolastica  ai  seguenti
    indirizzi e-mail ediliziascolastica@pec.governo.it, scuole@governo.it
    e sbloccabilancio@governo.it; 
      e) per i chiarimenti in merito  agli  interventi  di  impiantistica
    sportiva alla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Ufficio per  lo
    sport al seguente indirizzo e-mail ufficiosport@palazzochigi.it. 
      Si segnala che saranno presi in considerazione soltanto  i  quesiti
    inviati da indirizzi istituzionali di posta elettronica. 
      Annotazioni finali 
      Gli atti amministrativi in materia di pareggio  di  bilancio  degli
    enti  territoriali  sono  consultabili  sul  sito  Internet  di   cui
    all'indirizzo: 
      http://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/e government/
    amministrazione locali/pareggio bilancio/index.html 
      Roma, 20 febbraio 2018 
     
                               Il Ragioniere generale dello Stato: FRANCO 
     
     
    
     
                                                               Allegato 1 
     
      ACCESSO WEB/18 - Modalita'  di  accreditamento  al  sistema  web  e
    modifica anagrafica 
     
      Ai fini della trasmissione,  aggiornamento  e  visualizzazione  dei
    modelli previsti dalle norme che  disciplinano  le  nuove  regole  di
    finanza  pubblica  (monitoraggio,  certificazione  etc.)   e'   stato
    predi-sposto un nuovo sito web, appositamente creato per il "Pareggio
    di   bilancio",   a   cui    si    accede    me-diante    l'indirizzo
    http://pareggiobilancio.mef.gov.it, attivo tutti i giorni, dalle  ore
    08.00 alle 24.00. 
      Modalita' di accesso 
      L'Applicativo  supporta  tutti  i  principali   browser   (Internet
    Explorer 10 e superiori, Mozilla Fi-refox e Google Chrome). 
      Per agevolare l'accesso al suddetto sito si suggerisce di  inserire
    l'indirizzo tra i "Preferiti". Se ad esempio si utilizza  un  browser
    Internet Explorer, al primo collegamento al Sistema, selezionare  dal
    menu' "Preferiti" la scelta "Aggiungi ai preferiti" e quindi cliccare
    su  "OK".  La  volta  successiva  bastera'  selezionare   "Preferiti"
    all'apertura del  browser  e  quindi  cliccare  sull'indirizzo  sopra
    citato. 
      Identificativo utente (user-ID cioe' nome utente) e Password 
      L'accesso al  sistema  informatico  sara'  effettuato  tramite  una
    funzione di autenticazione che consente il riconoscimento dell'utente
    mediante la digitazione dell'identificativo utente (user-ID cioe'  il
    nome utente)  e  della  password  ad  esso  associata  (vedi  Manuale
    Utente). 
      Gli Enti che sono gia' in possesso di  un'utenza  per  accedere  al
    "Monitoraggio del Patto di Stabilita' Interno",  potranno  utilizzare
    quest'ultima per accedere al "Pareggio di Bilancio". 
      Gli  Enti  che  ancora  non  hanno  un'utenza  di  accesso  ne'  al
    "Monitoraggio del Patto di Stabilita' Interno" ne'  al  "Pareggio  di
    biancio", possono inviare la richiesta in questione direttamente  dal
    sito: http://pareggiobilancio.mef.gov.it cliccando sul link Richiesta
    Nuova Utenza. 
     
                  Parte di provvedimento in formato grafico
     
      Figura 1: pagina iniziale 
     
      E' necessario compilare il modulo di richiesta (figura 2). 
     
                  Parte di provvedimento in formato grafico
     
      Figura 2: pagina per la richiesta di una nuova utenza 
     
      Il modulo prevede la compilazione di un modello per la raccolta dei
    seguenti dati: 
      a. nome e cognome degli utenti da abilitare alla  trasmissione  dei
    dati 
      b. codice fiscale 
      c. ente di appartenenza (regione, citta' metropolitana,  provincia,
    comune, Consigli re-gionali,  Altri  enti  e  organismi  strumentali,
    Unione di Comuni - Comunita' montane e isolane) 
      d. recapito telefonico 
      e. indirizzo e-mail utente 
      Si consiglia di ricontrollare  l'esattezza  di  dette  informazioni
    prima  di  digitare  Conferma,  in  quanto  le  stesse  essendo   poi
    memorizzate nella banca dati del Ministero, costituiscono -  in  modo
    univoco     -     l'identificazione     utente-ente     da      parte
    dell'Amministrazione. 
      Alla conferma, il sistema invia: 
      -   una   e-mail   all'utente,   contenente   l'avvenuta   conferma
    dell'abilitazione richiesta; 
      -  una  email  all'indirizzo  istituzionale   dell'Ente,   con   le
    credenziali  di  accesso  del  nuovo  Utente.  Sara'  cura  dell'ente
    trasmettere le credenziali di accesso  all'utente  che  ne  ha  fatto
    richiesta. 
      Se l'utente e' gia' in possesso di  credenziali  per  l'accesso  ad
    altri   applicativi   MEF   (ad   es.,    certi-ficazione    crediti,
    Partecipazioni, Concessioni, Geocos  etc...),  non  verranno  spedite
    nuove credenziali pertanto dovra' utilizzare quelle  gia'  in  uso/in
    Suo possesso, per accedere all'applicativo "Pareggio di bilancio". 
      Richiesta disabilitazione vecchie utenze o modifiche anagrafiche 
      Si sottolinea l'importanza del costante aggiornamento del data base
    degli utenti  accreditati  all'applicativo  "Pareggio  di  bilancio".
    Pertanto, si raccomanda di comunicare, tramite  e-mail  all'indirizzo
    assistenza.cp@mef.gov.it.it, le seguenti informazioni: 
      • eventuali utenze in disuso, ovvero nomi di utenti che  andrebbero
    disabilitati (es. perche'  non  lavorano  piu'  nell'ufficio  che  si
    occupa del "Pareggio di bilancio"); 
      •  variazioni  di  uno  qualsiasi  dei  recapiti  dell'utente  (es.
    variazione   dell'indirizzo   di   posta   elettronica   o   recapito
    telefonico). 
      La User-ID (nome utente) e' costituita sempre dal  nome  e  cognome
    della persona richiedente in caratteri minuscoli separati da un punto
    (ad esempio: mario.rossi). 
      I caratteri speciali (accenti e apostrofi) del nome e  del  cognome
    non sono riconosciuti: basta digitare nome e cognome  senza  accento,
    senza apostrofo e senza spazio. In caso di  omonimie  le  u-tenze  si
    differenziano tramite un numero  progressivo  immesso  dopo  il  nome
    proprio  (ad  esempio:  mario1.rossi)  oppure  dopo  il  cognome  (ad
    esempio: mario.rossi1). 
      Password 
      La password dovra' essere gestita secondo le seguenti norme: 
      a. il sistema richiede il cambio password o  al  primo  accesso  al
    sito web oppure  in  caso  di  reset  password:  nel  campo  "vecchia
    password" si deve scrivere quella comunicata dall'assistenza  tramite
    mail, nei campi "nuova password" e "conferma nuova  password"  se  ne
    deve digitare una nuova scelta dall'utente; 
      b.  la  nuova  password  non  deve  essere  uguale  alla   password
    precedentemente scaduta; 
      c. deve avere una lunghezza minima di 10 caratteri  e  deve  essere
    composta almeno da: 
      • un carattere numerico 
      • un carattere maiuscolo 
      • un carattere speciale 
      • iniziare con una lettera dell'alfabeto 
      • essere diversa dal nome, cognome o username 
      d. la password deve essere mantenuta riservata; 
      e. la password puo' essere comunque cambiata in  qualsiasi  momento
    tramite il link "cam-bio password" contenuto nella  pagina  del  nome
    utente; 
      f. la password scade dopo 180 giorni dalla sua  generazione  ed  e'
    possibile rinnovarla negli ultimi 30 giorni di validita'. 
      Dopo l'inserimento della nuova password (sia in fase di attivazione
    nuova utenza, sia per sblocco/cambio password) il sistema richiedera'
    di inserire/confermare tutta  una  serie  di  informa-zioni  relative
    all'utente: 
      a. un indirizzo email aziendale 
      b. un indirizzo email alternativo a quello aziendale 
      c. un numero di telefono cellulare 
      d. una domanda segreta da impostare 
      e. la risposta alla domanda segreta 
      E' estremamente consigliato inserire una  Domanda  e  una  Risposta
    segreta in quanto, in caso di smarrimento delle credenziali, l'utente
    potra' recuperarle in autonomia, risparmiando i tempi di attesa della
    richiesta  di  Assistenza.  Le  credenziali  di  accesso,  una  volta
    risposto correttamente  alla  domanda  segreta,  saranno  inviate  su
    entrambi gli indirizzi email inseriti precedentemente, e via  SMS  al
    numero di cellulare indicato. 
      Si precisa che la password e'  strettamente  personale  e  che  gli
    utenti dovranno riporre la massima cura nel mantenere la riservatezza
    di tali codici: l'utente, qualora abbia  dimenticato  la  password  o
    questa sia scaduta, potra' richiederne  una  nuova  (reset  password)
    mediante la segnala-zione diretta del problema alla casella di  posta
    elettronica assistenza.cp@mef.gov.it , specificando  sempre  il  nome
    utente, il codice fiscale dell'utente (e non dell'ente) e  l'ente  di
    appartenenza: si pre-ga cortesemente di inviare le richieste di reset
    password  che  contengano  tutte  queste  informazioni  assolutamente
    necessarie. 
      "Reset Password" 
      Utilizzando il link "Reset Password" si  accede  alle  funzioni  di
    amministrazione del proprio profilo u-tente (figura 4). 
     
                  Parte di provvedimento in formato grafico
     
      Figura 4: Amministrazione del profilo utente 
     
      Utilizzando il link "Desidero cambiare la  mia  password"  l'utente
    puo' aggiornare la propria password. 
      Utilizzando il link "Ho dimenticato la mia password"  si  apre  una
    nuova  pagina  che  permette  l'inserimento  del  "Nome   Utente"   e
    successivamente di rispondere alla "Domanda Segreta" prece-dentemente
    impostata. 
      Utilizzando il link "Ho dimenticato il mio nome utente" si apre una
    nuova  pagina  che  permette   l'inserimento   del   Codice   Fiscale
    dell'utente, e successivamente di rispondere alla "Domanda  Segre-ta"
    precedentemente impostata. 
      Utilizzando il link "Desidero modificare le  informazioni  del  mio
    account" l'Utente puo' modificare tutte le informazioni relative  del
    proprio  account:  indirizzi  email  di  riferimento,   aziendale   e
    alterna-tivo),  numero  di  telefono  Cellulare,   domanda   segreta,
    risposta alla domanda segreta. Per validare  le  modifiche  deve  poi
    cliccare sul tasto "Salva Modifiche". 
      Help Desk 
      Le funzionalita' del sistema informatico "Pareggio di bilancio"  ed
    il loro utilizzo, sono descrit-te nel "Manuale  Utente"  (tramite  il
    tasto omonimo del menu' contenuto  all'interno  del  sito  web  do-po
    essersi autenticati), scaricabile dall'applicazione stessa. 
      Eventuali  chiarimenti  o  richieste  di  supporto  possono  essere
    inoltrate   al   seguente    indirizzo    di    posta    elettronica:
    assistenza.cp@mef.gov.it per i quesiti di natura strettamente tecnica
    ed informa-tica,  compresi  eventuali  problemi  di  accesso  e/o  di
    funzionamento  dell'applicazione,  indicando   nell'oggetto   "Utenza
    sistema- richiesta di chiarimenti". Si prega di comunicare, anche  in
    questo ca-so, il nominativo e l'ente  di  appartenenza;  l'assistenza
    tecnica e' disponibile, dal lunedi'  al  venerdi',  dalle  8.00  alle
    18.00, con interruzione di un'ora tra le 13.00 e le 14.00. 
      Requisiti tecnici e impostazioni - Regole Generali 
      Dotazione informatica: disponibilita' di una postazione  di  lavoro
    dotata  di  browser  di  comune  utilizzo  (internet  Explorer  10  o
    superiore, Mozilla Firefox e Google Chrome)  con  installata  la  JVM
    (java  virtual  machine)  dal  sito  http://www.java.com/it/  (e  coi
    relativi aggiornamenti sui pc dove si  opera);  applicazione  Acrobat
    Reader (aggiornato) per le stampe. 
      L'assistenza  tecnica  fornisce  informazioni   sul   funzionamento
    dell'applicativo del "Pareggio di bilancio": non gestisce il  dominio
    del sito web del "Pareggio di bilancio". 
      L'applicativo "Pareggio  di  bilancio"  funziona  correttamente  al
    seguente  indirizzo:   http://pareggiobilancio.mef.gov.it   come   un
    qualsiasi sito internet su un qualsiasi dominio. 
      L'applicativo funziona regolarmente con una semplice linea ADSL. 
      Per un migliore collegamento al sito web, vi segnaliamo che: 
      • l'Error 500 o la riga bianca in  alto  al  posto  del  menu',  e'
    SEMPRE dovuto al server LOCALE (cioe' quel computer che mette in rete
    tutti i pc di un ufficio) che blocca la visualizzazione corretta  del
    sito web. Qualora tale problema si dovesse  effettuare  sulla  vostra
    macchina, provare ad effettuare le  seguenti  operazioni:  Aprire  il
    browser e dal menu' in  alto  selezionare  Strumenti  e  poi  Opzioni
    Internet. Viene aperta una finestra  dove  nella  parte  centrale  si
    trova un  riquadro  File  temporanei  Internet.  Selezionare  Elimina
    Cookie e dare ok. Selezionare Elimina file,  selezionare  la  casella
    Elimina tutto il contenuto non il linea  e  premere  ok.  Selezionare
    Impostazioni  e  nella  parte   superiore   della   finestra   aperta
    selezionare all'apertura della pagina e premere ok. Premere di  nuovo
    ok. Chiudere il browser. Riaprire di nuovo l'applicativo "Pareggio di
    bilancio"      con       il       browser       all'indirizzo       :
    http://pareggiobilancio.mef.gov.it   .   Provare   anche   da   altre
    postazioni collegate in rete nell'ufficio in cui si lavora (anche  in
    orari diversi). Nel caso in  cui  la  difficolta'  persista,  bisogna
    farsi ripulire la memoria cache del Proxy SERVER  o  del  ROUTER  dal
    referente informatico (cioe' bisogna agire nel computer che mette  in
    linea tutti i pc dell'ufficio locale),  poi  togliere  le  protezioni
    riguardo ai certificati  e  RIAVVIARE  il  server  (non  il  computer
    dell'utente);  nel  caso  del  ROUTER,  agire  sulle   modalita'   di
    configurazione dello stesso. 
      • Per uscire dalla procedura si prega di non utilizzare MAI la X in
    alto a destra, ma solo il tasto "Logoff" contenuto nel menu' in  alto
    a destra. 
      • Si fa presente che il sistema di autenticazione  mantiene  aperta
    la sessione per un tempo massimo di 30 minuti di  inattivita'  utente
    (time out), cioe' senza digitare niente sulla ta-stiera. Allo scadere
    del  time  out,  la  sessione  viene  terminata,  e  sara'   pertanto
    necessario autenticarsi nuovamente al Sistema. 
      • Se non si e' certi di un'avvenuta acquisizione,  la  verifica  si
    effettua andando su "Interro-gazione" del  modello  e,  se  presente,
    sara' la conferma dell'acquisizione dei dati. Consi-gliamo sempre  di
    confermare i dati durante la fase di  acquisizione  e  poi  stamparli
    dalla funzione di "Interrogazione". 
      • Se non si  e'  certi  dell'avvenuto  invio  della  certificazione
    digitale del  nuovo  saldo  di  finan-za  pubblica,  la  verifica  si
    effettua andando su "Certificazione digitale" e  verificando  che  il
    campo "stato" finale del documento riporti  la  dicitura  "inviato  e
    protocollato". 
      Certificato di Sicurezza 
      Le  regole  di  sicurezza  del  sistema  informatico  "Pareggio  di
    bilancio" prevedono il transito dei dati tramite canale protetto. 
      Il certificato di protezione del sito e' autogenerato dal Ministero
    dell'Economia e delle Finan-ze. 
      In fase di autenticazione al sistema (ovvero  dopo  la  digitazione
    del nome utente e della password), il sistema stesso  restituisce  il
    messaggio   "Avviso   di    protezione"    sull'attendibilita'    del
    cer-tificato. 
      Cliccando su "Si'" si accede al sistema  informatico  "Pareggio  di
    bilancio" le  cui  modalita'  di  navigazione  e  funzionalita'  sono
    descritte nel Manuale Utente. 
     
                                    Allegato n.9 - Bilancio di previsione 
     
                           BILANCIO DI PREVISIONE 
     
         PROSPETTO VERIFICA RISPETTO DEI VINCOLI DI FINANZA PUBBLICA 
     
                   (da allegare al bilancio di previsione) 
     
     
    ved. allegato
     
                                Allegato 3 - Scadenzario adempimenti 2018 
     
    ved. allegato
     
    
    CIRCOLARE 20 febbraio 2018, n. 5